IL DIFENSORE CIVICO SCRIVE AL SINDACO DI FALCONARA SUL VERGOGNOSO “SGOMBERO PROMOZIONALE” ATTUATO A NOVEMBRE
Pubblicato il 11 Gennaio 2010
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Pubblichiamo integralmente – senza commento – la lettera che il Difensore Civico regionale ha inviato al Sindaco di Falconara Marittima in relazione al vergognoso “sgombero promozionale” pre natalizio a danno della famiglia falconarese con due bambini di 2 anni e di 6 mesi.
AREA PUBBLICA VILLANOVA: FINALMENTE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA CAPITO CHE, DI NOTTE, VA CHIUSA!
Pubblicato il 9 Gennaio 2010
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Alla fine il Sindaco Brandoni ha dovuto dare ragione ai residenti, Comitato di quartiere e Cittadini in Comune ed ha disposto che la Polizia Municipale chiuda l’area pubblica ex Antonelli nel quartiere Villanova nelle ore notturne!
Quatton quatton, si intende … senza troppa pubblicità!
CiC aveva sollecitato il provvedimento di tutela dell’area dagli atti di vandalismo notturno, con una mozione nella seduta del Consiglio Comunale del 20/1/2009 e con un emendamento al Bilancio di previsione 2009 (CC del 31/3/2009) … proprio chiedendo che fosse la Polizia Municipale ad aprire e chiudere l’area con il primo e l’ultimo turno di pattuglia della città!
Quelle due proposte vennero stizzosamente respinte dall’Amministrazione comunale e dalla maggioranza del Popolo della Libertà nonostante la documentazione – anche fotografica – portata a sostegno della nostra proposta.
Le motivazioni?
Il capogruppo del PdL, Clemente Rossi, giustificò il NO della maggioranza sostenendo che le problematiche di Villanova non dovevano essere oggetto di mozione bensì di interrogazione (cioè CiC non doveva impegnare la Giunta ma chiedere che cosa aveva intenzione di fare!), e che per questo motivo la proposta della nostra Lista era capziosa (non abbiamo mai saputo se il PdL intendeva insidiosa, ingannevole o cavillosa).
Il parere del Comandante della Polizia Municipale – Colonnello Stefano Martelli – fu:
“L’attività di controllo dei parchi è fatta di routine, come degli altri spazi pubblici ed in rapporto alle esigenze stagionali. Sarà premura di questo ufficio incrementare progressivamente i controlli sul parco, ma non si ritiene opportuno sia lo stesso organo di polizia ad aprire e chiudere i cancelli di ingresso“!
Nel frattempo, dopo questa “esibizione” di lungimiranza della Amministrazione del PdL, sono stati attuati altri 2 episodi di vandalismo sullo stabile spogliatoio, l’ultimo nella notte tra il 14 ed il 15 Novembre 2009, con pesante danneggiamento e sfondamento delle porte!
Bene, oggi registriamo la messa in atto del provvedimento di tutela dell’area che l’Amministrazione Brandoni e la sua maggioranza PdL avevano negato e dichiarato non attuabile in Consiglio Comunale.
Come Lista Civile non ci interessa dire “avevamo ragione“, piuttosto ci preme sottolineare che una Amministrazione comunale che si orienta con la bussola della faziosità, è destinata a riconoscere tardivamente i problemi segnalati con pacatezza sia dai cittadini che dai Consiglieri di opposizione come CiC!
E questi ritardi, come dimostrato dai fatti, hanno un costo economico!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)
IL TERRIBILE VUOTO DELL’URBANISTICA DEL SINDACO DI FALCONARA BRANDONI!
Pubblicato il 8 Gennaio 2010
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La questione urbanistica di Falconara Marittima continua ad essere fedele rappresentazione della crisi identitaria della comunità locale falconarese.
Il modo con cui viene affrontata la politica del territorio è infatti sempre stato sintomatico del modo con il quale una comunità sociale guarda a se stessa ed al proprio futuro.
Nel parlare di una “criticità” della politica urbanistica, mi riferisco in particolare al modo supìno con il quale l’Amministrazione Brandoni si stia trovando a perseguire la medesima visione urbanistica che fu del suo predecessore Recanatini.
Non appena si è insediata questa Amministazione, con la variante di Montedomini, ha di fatto sposato la stessa filosofia della precedente amministrazione guidata dal PD: l’urbanistica come salvagente per sopravvivere al naufragio finanziario del Comune, attraverso lo scambio di danaro per nuove possibilità edificatorie.
Allo stesso modo di come voleva procedere Recanatini, anche Brandoni ora pensa ad una Variante generale al PRG come ad una grande “fiera mercato delle aree edificabili”.
Certo, mi si contesterà il fatto che una tale affermazione non è mai stata fatta alla lettera nè da Brandoni nè da altri esponenti del PdL e per questo sarò accusato di forzare la realtà, interpretandola ad arte, per screditare l’amministrazione comuale.
Vorrei però spiegare perchè invece ritengo, in tutta onestà, che tale affermazione non sia affatto impropria o fuori luogo, ma come invece essa risponda autenticamente al modo proprio con cui questa Amministrazione guarda all’urbanistica, esprimendo la realtà con una sincerità che le parole di circostanza usate in politica tendono quasi sempre ad eludere.
In primo luogo vorrei far riflettere sul sostanziale disinteresse dell’Amministrazione comunale nell’attuazione del vigente Piano Regolatore.Un Piano regolatore sicuramente brutto e confuso ma le cui vere fondamenta non sono mai state messe in discussione: le tre grandi aree di trasformazione (APU), il principio del completamento e della riqualificazione dell’esistente, la specializzazione funzionale dei tessuti eterogenei e lacunosi (via Marconi).
Un Piano recente, che deve essere ancora in massima parte attuato, con una potenzialità insediativa elevata, in una fase economica in cui la domanda di nuove abitazioni o di nuovi luoghi di produzione si è pressochè azzerata.Perchè non pensare quindi a migliorare il Piano vigente cercando di renderne più efficace l’attuazione?
Perchè, invece, l’Amminstrazione si disinteressa dell’attuazione del PRG?
La trasformazione della fascia di via Marconi è ferma.
L’area APU 1 residua della Quadrilatero è bloccata dall’inerzia comunale.
Il piano del litorale nord è in attesa di non si sa quale autorizzazione…
Nessuno ragiona (ufficialmente) su soluzioni integrate delle APU 2 e 3.L’Amministrazione vagheggia , al contrario, l’apertura di nuovi fronti. Il passaggio di ulteriori aree agricole ad aree edificabili.
Un nuovo Piano Regolatore. Forse senza rendersi pienamente conto dei tempi e delle energie che un Piano regolatore necessariamente comportano.
E in questa prospettiva è stato avviato un ciclo di incontri della Commissione consiliare urbanistica. Incontri riservati ai partiti e finalizzati ad una loro condivisione attorno alle motivazioni ed agli obiettivi del nuovo Piano.
In questo che è stato chiamato con eccessiva enfasi “percorso di costruzione” del PRG ho avuto nuove conferme circa i reali interessi dell’amministrazione e sulla conseguante concezione dell’urbanistica per Falconara.
Nella prima riunione, alla quale ho partecipato come spettatore muto a fianco del consigliere della lista civile Loris Calcina, sono rimasto colpito dal secco e sicuro commento del Sindaco Brandoni di fronte ad una carta che rappresentava i vincoli presenti sul nostro territorio (idrogeologici, ambientali, legati a rischi incidentali, …). Da quella carta di per se impressionante, il Sindaco non ha dedotto, come mi sarei aspettato, che viviamo in un territorio fragile ed in crisi ambientale, con la conseguente urgenza di un pronto risanamento. No. Il Sindaco si è rammaricato della scarsità delle aree libere da vincoli – e quindi potenzialmente edificabili – come se i vincoli venissero a limitare un diritto, quello all’edificazione, che è proprio di chi si ritiene legittimo padrone assolto sul destino del territorio comunale.Un atteggiamento, quello mostrato da Brandoni, che è peraltro assai frequente nella classe politica che tende sempre a valutare la cosa pubblica – il territorio, le risorse economiche, i beni – come un proprietà esclusiva e disponibile giustificata dal mandato elettorale.Se siamo sostanzialmente avvezzi a vedere una politica che travisa spesso il senso della rappresentanza e si dimentica di dover rendere conto nel mentre governa dei motivi del proprio operare, siamo però inclini a credere che almeno a livello tecnico si tenga fede ad una deontologia professionale che limiti gli eccessi, che tenga fermi principi, valori e modi di fare che tutelano il cittadino e i bene comune. Siamo ancora convinti, ad esempio, che un progettista debba fondare le proprie proposte sulla valutazione dei trend demografici, su analisi qualitative che assicurano la salvaguardia dei valori identitari del territorio, su accurati studi funzionali ed organizzativi del territorio finalizzati al massimo vantaggio pubblico, in termini sociali, ambientali, economici.
Siamo convinti che debba esserci una “idea” da cui germoglia il progetto di Piano e che questa idea nasca da una conoscenza profonda della situazione locale e delle prospettive generali entro cui si colloca i nostro territorio
D’altra parte la concretezza della conoscenza dell’esistente è essenziale per evitare che l’idea di progetto finisca per essere estranea ed estemporanea rispetto alla realtà del contesto, tramutandosi in qualcosa di strampalato, di irrealizzabile e perfino di pericoloso.
L’amministrazione Carletti, ad esempio, aveva senza dubbio delle idee – nessuno può dire il contrario – ma erano idee strampalate, fuori scala, prive di un adeguato supporto tecnico-conoscitivo, ed infatti l’urbanistica di Carletti è naufragata per questo motivo.
Nel caso dell’Amministrazione Brandoni invece ci troviamo davanti alla totale assenza di idee. L’apporto tecnico disciplinare si fa assente.
Volontario e muto esecutore delle voglie della politica.
Ma non possiamo non chiederci: come si può costruire un Piano senza idee? Evidentemente, non è possibile.
Eppure nel 3° incontro della commissione urbanistica ho assistito all’incredibile tentativo da parte dei tecnici comunali di spiegare come si possa costruire un Piano regolatore senza avere idee o motivazioni. O meglio, attendendo che queste vengano fornite dalla politica, al di fuori di un serio percorso analisi-progetto.
I tecnici hanno pensato bene, non avendo argomenti per iniziare un discorso, di partire dalla fine.
E’ stata quindi presa a riferimento la metodologia di valutazione dei progetti – la tanto vituperata VAS (quella che è stata palesemente disattesa nella Variante di Montedomini) per offrire la parvenza di un percorso possibile.
Essendo la VAS una modalità di giudizio sulla qualità ambientale di una scelta di progetto nel territorio, si sono presi i parametri che definiscono il grado di “bontà” di un progetto e “a ritroso” si è tentato di delineare un progetto. In astratto, in teoria… un progetto-tipo virtuale, una scatola vuota di senso.
In questo modo il “come” deve essere un progetto si sostituisce al “perchè” lo si debba fare, alle finalità oggettive che, così facendo, divengono del tutto secondarie.
Il tentativo di scavalcare in modo così risoluto la motivazione del Piano – che invece non può non esistere – non è che la implicita manifestazione che il motivo reale è un cattivo motivo, come tale “non proponibile” apertamente.
In sintesi quindi Brandoni pensa ad un PRG a prescindere da reali motivazioni, ovvero con motivazioni tali da non poter essere dette perchè distanti dalla missione pubblica della pianificazione. Un PRG che non guarda ai problemi del territorio ma soltanto alle aree ancora edificabili sulle quali perpetuare lo scambio soldi per cemento, già avviato con la Variante di Castelferretti.
Così si può capire il senso e la portata di quella mia affermazione per la quale Brandoni pensa ad una Variante geneale al PRG come ad una grande “fiera mercato delle aree edificabili”. Se ne può valutare la verosimiglianza.
Non so se tutte le persone che fanno parte dell’Amministrazione Brandoni condividano il suo modo di vedere e trattare il nostro territorio come merce di scambio.
Non so quanti, tra chi in cuor suo ha dubbi su questo modo di fare, si renda conto della reale gravità della questione e delle conseguenze che potranno generarsi.
Posso solo sperare che nel cuore dei falconaresi, a prescindere dalle idee politiche, prevalga l’amore per la loro terra e il buon senso di chi nell’agire pensa soprattutto a chi verrò dopo di noi.
per la Lista Civile CiC: Arch. Carlo BRUNELLI
CONSUNTIVO DELLA AMMINISTRAZIONE BRANDONI: DICHIARI IL DISSESTO ECONOMICO PRIMA DI PORTARE FALCONARA AL DISSESTO CIVILE!
Pubblicato il 30 Dicembre 2009
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Ha poco da ostentare l’Amministrazione Brandoni.
In queste ultime ore sono falliti due obbiettivi di cassa del Sindaco e degli Assessori del Popolo della Libertà:
- è nuovamente andato deserto il bando per l’affitto dell’immobile per fini sociali e riabilitativi di via Roma con un mancato introito immediato dei risicati 360.000 €. Complessivamente non sono entrati nelle casse del Comune i preventivati 1.023.055 € del presunto progetto che Cittadini in Comune ha sempre osteggiato poiché tenta di fare cassa con affitto e gestione di un servizio destinato ad utenti particolarmente sensibili. Ci sembra che l’ennesimo bando andato deserto confermi l’impossibilità di gestire un servizio simile con profitto … a meno che non si crei un servizio dequalificato e costoso oppure per ricchi che possono pagare costi altissimi;
- è praticamente fallito anche il bando per la vendita dello “spezzatino” degli immobili di via IV Novembre e via Corridoni. Soltanto uno dei nove lotti è stato venduto facendo mancare all’appello della cassa comunale oltre 1.000.000 €!
Intanto i primi di Dicembre è andato fallito anche un obbiettivo della presunta sicurezza – leggi propaganda – della Giunta falconarese: la “Riqualificazione dell’area di sosta temporanea nomadi in canile e gattile sanitario multizonale“.
La chiusura senza se e senza ma del “campo nomadi” era stata contestata, congiuntamente, dagli stessi residenti del campo e dai Comitati dei quartieri Fiumesino e Villanova i quali esposero al Prefetto sia il rischio di buttare in mezzo alla strada i residenti del campo sia il rischio di creare un ghetto nei due quartieri a causa della incapacità dell’Amministrazione di sbloccare la problematica degli alloggi di emergenza.
Sindaco e Giunta sono andati avanti lo stesso chiedendo di farsi finanziare il “Progetto di Riqualificazione” con il “Fondo per la sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico” della Legge n° 133/2008 (art. 61 comma 18).
Ma il Ministero dell’Interno non ha finanziato il canile/gattile di Brandoni e lo smacco per il Popolo della Libertà nei confronti del suo elettorato è pesante perchè, non finanziandolo, di fatto il Ministero dell’Interno non ha riconosciuto l’urgenza della iniziativa per il potenziamento della sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico!
Allora il vergognoso sgombero della famiglia Caimmi da via dello Stadio acquista una nuova prospettiva propagandistica e, se possibile, ancora più spregevole: un atto necessario per rimediare alla promessa elettorale securitaria mancata.
Ma è convinzione di Cittadini in Comune che Sindaco e Assessori di Falconara Marittima abbiano anche la necessità di nascondere mediaticamente le palesi difficoltà di Bilancio ed il declino della città determinate dall’applicazione della spietata ricetta che l’On. Mario Baldassarri snocciolò in Consiglio comunale a Luglio 2008: prima risanate come potete e con tutto quello che potete e poi vedremo se arriverà quanto vi spetta da Roma dal 2001: le accise per “ospitare” una raffineria di petrolio!
Le accise non si vedranno neanche per il 2010 (Finanziaria docet) mentre l’Amministrazione Brandoni sta vendendo tutto: territorio, salute e dignità di Falconara.
Se il prezzo della sopravvivenza di questa Amministrazione è l’imbarbarimento della convivenza civile e del civismo con atti come lo sgombero di una famiglia con due bambini piccoli, allora è arrivato il momento che Sindaco e Assessori se ne vadano e dichiarino il dissesto!
Dissesto economico, per evitare quello civile!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile CITTADINI in COMUNE – Falconara M.)
FUSIONE CAM con MARCHE MULTISERVIZI-HERA: le ragioni dell’inopportunità politica.
Pubblicato il 29 Dicembre 2009
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Questo secondo intervento della Lista Civile CITTADINI in COMUNE affronta la questione CAM per evidenziare la INOPPORTUNITÀ POLITICA DI INCORPORARE IL CAM SPA DEL COMUNE DI FALCONARA A MARCHE MULTISERVIZI SPA. 2 sono i motivi.
1) In Marche Multiservizi il Comune di Falconara Marittima non avrà modo di controllare ed incidere su finalità, qualità e prezzo del servizio poiché:
- sarà risibile la sua quota di capitale sociale posseduta,
- non sarà neanche presente nel Consiglio di Amministrazione dato che i 58 Comuni sono rappresentati da un solo Consigliere e Falconara è l’unico Comune della provincia di Ancona tra 57 Comuni della provincia di Pesaro/Urbino,
- SOPRATTUTTO, perché A DETTARE LE SCELTE SARA’ HERA SpA CON IL 41,87% (o 40,64%) DEL CAPITALE SOCIALE E CON 2 CONSIGLIERI NEL CdA!
A tale proposito è utile consultare le schede del Gruppo HERA e di Marche Multiservizi;
2) A parere di Cittadini in Comune la NON OPPORTUNITÀ POLITICA DELLA INCORPORAZIONE di CAM a Marche Multiservizi/HERA sta anche nel fatto che dal mese di Ottobre il Gruppo HERA (in particolare HERA COMM Mediterranea) è assurto all’attenzione di inchieste giornalistiche e del Consiglio Comunale di Bologna (l’Amministrazione che detiene la fetta pubblica più grossa del capitale sociale del gruppo) per gli “echi” dell’inchiesta giudiziaria che riguarda il Sottosegretario di Stato Nicola Cosentino.
Riportiamo il materiale consultabile:
- La scheda sulle indagini che riguarda il Deputato Nicola Cosentino deducibile dalla mozione parlamentare del gruppo Italia dei Valori MOZIONE parlamentare IdV x dimissioni Nicola Cosentino
- Le dichiarazioni di alcuni “pentiti” di camorra riportate dal settimanale l’Espresso il 10 Ottobre 2009
- L’inchiesta de Il Fatto Quotidiano del 23 Ottobre 2009
- Il 23 Novembre 2009 la Lista BEPPEGRILLO 5 Stelle di Bologna ha già affrontato la questione nel Consiglio comunale di Bologna e con una conferenza stampa a cui ha partecipato il Prof. Ivan Cicconi (Presidente del Comitato di sorveglianza della Autorità stazione unica appaltante della Regione Calabria e Direttore di ITACA, Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti)
- Il 4 Dicembre 2009 l’Eurodeputato Luigi De Magistris ne ha parlato a Forlì
In estrema sintesi la problematica emergente è la seguente:
HERA S.p.A detiene il 100% di HERA COMM, la quale si occupa di vendita di gas ed energia elettrica
HERA COMM detiene il 50,01% di HERA COMM MEDITERRANEA la quale si occupa di produzione, acquisto, trasporto e vendita di energia anche della centrale termoelettrica di Sparanise, in provincia di Caserta. Il restante 49,99% di HERA COMM MEDITERRANEA è detenuto dalla società S.C.R. s.r.l. la quale ha il CAPITALE COPERTO DA SEGRETO FIDUCIARIO ED È STATA SCELTA SENZA GARA AD EVIDENZA PUBBLICA, “in netto contrasto con le norme antimafia e del codice dei contratti pubblici” come sostiene il Prof Ivan Cicconi
All’interno del Consiglio di Amministrazione di HERA COMM MEDITERRANEA siede, come rappresentante della S.C.R. l’imprenditore Giovanni Cosentino, fratello di Nicola Cosentino, il Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze del Governo Berlusconi e Coordinatore regionale del Popolo della Libertà in Campania per il quale – il 10 Dicembre scorso – la Camera dei Deputati ha negato l’autorizzazione all’arresto per concorso esterno in associazione di stampo camorristico così come richiesto dal Giudice per le indagini preliminari della Procura di Napoli.
HERA SPA grazie ad HERA COMM e HERA COMM MEDITERRANEA vede entrare all’interno delle sue casse decine di milioni di Euro. Il sito del Gruppo HERA descrive nel modo seguente il funzionamento e l’importanza del settore COMMERCIALE “Mentre la distribuzione di gas e energia elettrica sono attività regolamentate, la vendita ed il trading sono attività in libera concorrenza gestite da Hera attraverso società separate (in linea con le norme del settore “unbundling”), che sviluppano un giro d’affari che rappresenta oltre il 65% del fatturato di Gruppo“
Dunque, è opinione di CITTADINIin COMUNE che gli “echi” dell’inchiesta sul Sottosegretario di Stato Nicola Cosentino e sugli affari delle Società della famiglia Cosentino hanno fatto emergere un comportamento da parte del Gruppo HERA che dovrebbe invitare alla cautela e alla riflessione il Sindaco e l’Amministrazione di Falconara Marittima.
HERA SpA è il partner industriale con cui si interagirà in una situazione di debolezza societaria.
Un partner industriale che, pur dotato di un codice etico che le proibisce comportamenti opportunistici contrari dell’organizzazione o all’etica sociale, nel caso in questione sembrerebbe aver assunto comportamenti “in netto contrasto con le norme antimafia e del codice dei contratti pubblici“!
Come sostiene il Prof. Ivan Cicconi (vedi la lettera aperta al Sindaco di Bologna) “Hera Comm Mediterranea, la società che commercializza l’energia prodotta dalla centrale di Sparanise in Campania dovrebbe comunque rispettare il Codice dei contratti pubblici perchè nel suo statuto scrive esplicitamente che la società può partecipare ad appalti pubblici. Altro punto fondamentale – prosegue Cicconi – è che permane il mistero di chi ci sia dietro a SCR, che ha capitale coperto da segreto fiduciario“.
Lettera aperta Ivan Cicconi aDelbono
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara Marittima)
INCORPORAZIONE DEL CAM A MARCHE MULTISERVIZI SPA: CiC FUORI DAL CORO DEI FAUTORI!
Pubblicato il 28 Dicembre 2009
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I RISCHI CONNESSI ALLA INCORPORAZIONE CON MARCHE MULTISERVIZI-HERA SpA.
Parte prima: BUSINESS o QUALITA’ DEL SERVIZIO e RIDUZIONE DEI RIFIUTI?
Avevamo intuito che sulla vicenda CAM (Centro Aziendale Multiservizi SpA) l’Amministrazione Brandoni stava recitando una sceneggiata sul futuro dei lavoratori e del ciclo dei rifiuti. Nel Consiglio comunale del 13/10/2009 avevamo votato contro l’atto con il quale, di fatto, l’Amministrazione Brandoni “si dimetteva” dal Protocollo di intesa fra i Comuni di Ancona, Osimo e Falconara Marittima per la gestione del ciclo dei rifiuti, Protocollo approvato appena il 20/1/2009!
Nell’ultimo Consiglio comunale del 21/12/09 non eravamo presenti per improvvisi problemi familiari del sottoscritto, ma l’indirizzo della Lista Civile era e rimane quello dell’opposizione alla scelta dell’Amministrazione di incorporare il CAM SpA a Marche Multiservizi.
La nostra convinzione che dal 20/1/09 l’Amministrazione comunale falconarese abbia fatto finta di tenere aperta la porta ad un accordo con AnconaAmbiente ed Astea di Osimo si è rafforzata dopo le recenti dichiarazioni del Presidente di AnconaAmbiente!
Verosimilmente, infatti, i contatti molto accurati dell’Assessore delegato Mondaini con Marche Multiservizi devono essere iniziati da molto se è vero che il frutto della cosiddetta indagine esplorativa intrapresa dagli Amministratori falconaresi del PdL è stato l’immediato ricevimento della bozza del Protocollo di intesa (per l’incorporazione di CAM) di Marche Multiservizi mentre AnconaAmbiente ha inviato il Bilancio dell’esercizio 2008 senza formulare proposte di aggregazione societaria!
Secondo CiC durante una indagine esplorativa non può esserci una proposta di aggregazione inviata a mezzo mail!
Una proposta così importante si avanza seduti ad un tavolo, uno di fronte all’altro … Se si invia tramite e-mail può anche significare che fosse stata concordata in un precedente tavolo del quale è stato tenuto all’oscuro il Consiglio comunale.
Ci spieghiamo così anche il fatto che l’Amministrazione Brandoni ha totalmente ignorato la richiesta avanzata il 13/10/09 da Cittadini in Comune per un Consiglio comunale congiunto con Ancona proprio per verificare le possibilità con AnconaAmbiente!
Secondo Cittadini in Comune, non è un caso che l’Amministrazione comunale di Falconara Marittima abbia cercato una società come Marche Multiservizi SpA a cui incorporare il CAM.
Marche Multiservizi SpA è già molto avanti nella strada della privatizzazione dei servizi pubblici locali i quali, non casualmente, nelle premesse del Protocollo di Intesa proposto a CAM SpA – ed approvato da PdL e PD in Consiglio comunale – vengono chiamati industria dei servizi pubblici locali.
Marche Multiservizi è la multiutility più vicina alla filosofia delle privatizzazioni del PdL … e, ahinoi, anche del PD!
Le parole ci fanno capire benissimo che l’utente/cittadino diverrà cliente/consumatore ed il servizio diverrà merce di mercato!
Pesaro, da questo punto di vista, è già molto avanti.
E’ dall’inizio del 2007, infatti, che la fornitrice del servizio idrico – Marche Multiservizi, la stessa che si occupa della raccolta dei rifiuti e della distribuzione del gas – è già in larga parte in mano al Gruppo HERA S.p.A., presente nella compagine sociale di Marche Multiservizi con una quota del capitale sociale del 41,87%!
HERA SpA, Società quotata alla Borsa di Milano dal 26 giugno 2003, è la prima multiutility italiana nel BUSINESS Ambiente, seconda nel BUSINESS Idrico, quarto operatore italiano nel BUSINESS Gas, l’ottavo operatore italiano nel BUSINESS Energia Elettrica
HERA SpA, Gruppo formato da molti Comuni dell’Emilia-Romagna ma, comunque, legata alle logiche del mercato delle speculazioni azionarie … alla logica del BUSINESS!
Con la nuova legge Ronchi, Hera S.p.A. dovrà cambiare il proprio assetto azionario destinando oltre il 60% all’azionariato privato.
I Comuni saranno costretti per legge a vendere azioni per circa 485 milioni e, statene sicuri, ci sarà la fila per accaparrarsi le azioni, multinazionali e fondi esteri in primis!
Il pubblico, che controlla il 59% della Società, scenderà al 30% … Conseguentemente, quale controllo eserciterà?
E SUL FRONTE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI COME SI STA COMPORTANDO MARCHE MULTISERVIZI?
La Lista Civica Pesaro 5 Stelle ha reso noto che nella città, dopo un inizio che con il porta a porta sembrava andare nella direzione giusta, l’Amministrazione comunale sta tornando indietro dopo una sperimentazione superficiale, penalizzando chi abita in quei quartieri dove il porta-a-porta è stato avviato.
La Lista 5 Stelle sostiene che Marche Multiservizi, dopo una limitatissima sperimentazione, ha fornito dei dati al Comune di Pesaro che dimostrerebbero la convenienza a passare dal porta a porta alla raccolta di prossimità, ritenuta più economica e di migliore qualità.
Raccolta di prossimità la cui efficacia è stata ampiamente smentita dai dati complessivi dei Comuni che usano il porta a porta in modo spinto e ben organizzato!Ancora il 21 Dicembre scorso, sul sito della Lista Pesaro 5 Stelle http://www.grillipesaresi.it/category/rifiuti/ abbiamo letto che “La raccolta di prossimità e/o la costruzione di un TERMOVALORIZZATORE (comunemente chiamato INCENERITORE), sono gli obiettivi ormai ampiamente pubblicizzati e divulgati dall’A.D. di Marche Multiservizi Spa, Mauro Tiviroli, come unico metodo possibile ed efficace per un abbattimento dei costi e una migliore gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti nella nostra città“.
CHE FINE FARA’ LA RACCOLTA PORTA A PORTA AVVIATA A FALCONARA MARITTIMA se, come dimostrato e al contrario di ciò che sostiene Marche Multiservizi, la raccolta di prossimità è molto meno efficace del porta a porta e potrebbe esporre il Comune ad ammende della UE (pagate dalle tariffe dei cittadini) per il mancato raggiungimento degli obbiettivi di raccolta differenziata?
CHE FINE FARA’ LA RACCOLTA PORTA A PORTA AVVIATA A FALCONARA MARITTIMA se questi sono gli obbiettivi dell’AD di Marche Multiservizi SpA, per altro non dichiarati a Falconara Marittima?
Dunque, il Sindaco Brandoni sta trascinando i lavoratori ed il servizio oggi svolto dal CAM all’interno di Marche Multiservizi il cui pacchetto di controllo societario è in mano al Gruppo HERA mentre il Comune di Falconara Marittima deterrà una quota azionaria irrisoria …
Basta vedere che il Comune di Falconara Marittima sarà il 59° Comune presente in Marche Multiservizi, insieme ai 58 Comuni del pesarese che oggi detengono – TUTTI INSIEME – il 13,73% del capitale sociale di Marche Multiservizi!
A dettare le scelte sarà HERA SpA!
HERA SpA sarà più preoccupata di distribuire dividendi oppure ad assicurare la qualità dei servizi ai cittadini?
HERA SpA e Marche Multiservizi saranno interessate a ridurre i rifiuti prodotti, a riciclare e riusare al massimo i rifiuti oppure saranno interessate a produrre più Combustibile Da Rifiuto possibile (CDR) magari per alimentare uno dei tanti inceneritori di cui HERA si intende e gestisce?
Sappiamo che il Sindaco Brandoni e la sua maggioranza PdL non si fanno scrupoli sull’uso degli inceneritori per affrontare il problema dei rifiuti ed è proprio questo un altro argomento che ci fa guardare con molto sospetto questo “fidanzamento” del CAM con Marche Multiservizi!
INFINE, DIAMO UNO SGUARDO ANCHE ALLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO DA PARTE DI MARCHE MULTISERVIZI
Secondo quanto scrive Roberto Damiani sulle pagine web de “Il Resto del Carlino”, la Società Marche Multiservizi ha aumentato i costi di allaccio dell’acqua a dismisura, con la conseguenza che, mentre prima con poche migliaia di euro un condominio di dieci famiglie otteneva gli allacci, adesso per l’allaccio al gas ci vogliono la bellezza di 1.300 euro a famiglia. Ma ad aumentare non sono stati solamente i costi relativi a nuovi allacci di acqua e gas; costano, e pure tanto, anche le procedure di spostamento del contatore; ad esempio, come sottolinea Roberto Damiani, lo spostamento dell’allaccio dell’acqua con Marche Multiservizi costa la bellezza di 450 euro.
Ma può anche andare peggio: se infatti la distanza relativa allo spostamento dell’allaccio supera i tre metri, allora l’intervento viene considerato dalla società Marche Multiservizi alla stregua di un nuovo allaccio: con la conseguenza che il costo dell’intervento balza a carico della famiglia di nuovo a 1.300 euro.
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara Marittima)





