Agevolazione speciale TARSU e Bilancio: CiC chiede a quanto ammonta e da quali Settori sia stata tolta la somma. L’Amministrazione Comunale non risponde

Pubblicato il 2 Luglio 2011 
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euro Nell’ ultimo Consiglio Comunale del 27 Giugno 2011 dedicato al Bilancio, il capogruppo di Cittadini in Comune – Fabio Talevi – ha chiesto di sapere da quale capitolo di Bilancio siano stati prelevati i fondi necessari al finanziamento dell’agevolazione speciale della TARSU  per i proprietari dei locali non occupati come previsto dalla Delibera di Consiglio N. 53 del 7/6/2011.

L’Amministrazione Comunale non ha saputo dare risposta!

Eppure il Consiglio Comunale ha discusso di Bilancio dove tutti gli aspetti devono essere chiari e trasparenti!

La cifra, secondo i calcoli dell’Ufficio Tributi, doveva aggirarsi attorno agli 11.000 Euro ma, come scrisse il Funzionario Responsabile, quel calcolo era “puramente esemplificativo e non esaustivo”.

Dopo la replica a mezzo stampa del 21 giugno scorso nella quale l’Assessore al Bilancio si era inviluppato in una improbabile distinzione tra sconto e riduzione della TARSU (eludendo la concretezza della reale agevolazione speciale approvata), la Lista CiC si attendeva chiarezza nelle cifre e l’indicazione dei settori penalizzati per coprire quella agevolazione speciale.

CiC si attendeva chiarezza e distinzione sul numero delle grandi aziende e su quello dei piccoli/medi artigiani interessati alla agevolazione!

Nulla! Silenzio assoluto da parte dell’Amministrazione Comunale!

Cittadini in Comune ribadisce di essere d’accordo per alleggerire il piccolo/medio artigiano in difficoltà con l’agevoalzione fiscale sulla TARSU,  ma essa non può valere per i grandi Gruppi industriali!

500-1000 Euro circa di agevolazione per un piccolo/medio artigiano ha un peso completamente diverso rispetto ai 4-5000 Euro di agevolazione ad un grande gruppo industriale … Ed il peso è nettamente diverso anche per il Bilancio comunale e i settori che sono stati penalizzati.

Gruppo Consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.

con L’Api, nel giurassico…

Pubblicato il 30 Giugno 2011 
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I Sindaci dbrandojurassico.jpgella costa e della provincia di Ancona (meno quello di Falconara M. Brandoni) resistono e nella loro opposizione ai rigassificatori si staglia nitidamente l’inadegautezza e la subalternità della Regione Marche di fronte alla Società petrolifera API.

Noi stiamo con i Sindaci di Senigallia, Ancona, Montemaciano, Chiaravalle, Sirolo, Numana, Camerano, Camerata, Loreto, perché loro stanno dalla parte dei i cittadini ed interpretano nel modo migliore l’indicazione politica uscita dalle urne del referendum sull’acqua: lavoro, mare, salute, saperi sono beni essenziali di tutta la comunità. Non possono essere svenduti ad una Azienda, qualsiasi sia il suo nome.

Dall’altra parte c’è chi, come il Sindaco di Falconara M. e il Presidente della Regione Marche, considera questi beni alla stregua di una qualsiasi merce di produzione e come tale sfruttabili e sacrificabili sull’altare delle esigenze delle imprese, trasformabili e scambiabili in denaro.

Il solo motivo per cui il Sindaco di Falconara M. sta con la Società API e, pelosamente, con i lavoratori è perché l’API ha già puntellato nel 2008 il bilancio dell’ Amministrazione comunale (e la poltrona di Brandoni) con 3 Milioni di Euro incassati per il parere positivo espresso alle due nuove centrali termoelettriche. L’Amministrazione del Sindaco Brandoni attende altri 7 milioni di Euro da quel progetto, ha già incassato altri 150.000 Euro dal si al rigassifcatore che, se sarà approvato definitivamente, gli farà avere entro l’anno altri 750.000 Euro.  

Ciò che è particolarmente disgustoso è che lo stesso calcolo è stato fatto dal Presidente Spacca il quale sta mettendo in scena sulla pelle dell’intera provincia di Ancona l’ennesima commedia sui 12 anni di fallimento del rapporto con l’Azienda API, a partire dal luttuoso incendio dell’agosto 1999, passando per quello del settembre 2004 e arrivando alla contaminazione di 20 km di spiaggia nell’aprile 2007!

I Sindaci-coraggio e lo straordinario movimento dei cittadini che nessuno riesce a domare e che i responsabili della comunicazione dell’API inseguono affannosamente in ogni occasione pubblica, hanno capito che per lavoratori , territorio, turismo e pesca si sta preparando la stessa scatola vuota del 2003 – rinnovo della concessione e protocollo di intesa – che lascerà nuovamente mano libera all’API ed il territorio sempre più devastato, asservito ed inutilizzabile e le prospettive occupazionali ridotte e dal fiato corto.

In questi mesi i cittadini, i movimenti, hanno fatto il lavoro che, negli anni, avrebbe dovuto fare la Regione di Spacca: indicare un futuro  per tutti in base a quanto già programmato con il Piano Energetico Ambientale Regionale ed in previsione della imminente definizione governativa (su determina UE) delle quote obbligatorie di energie rinnovabili che ogni regione italiana dovrà installare per la produzione elettrica, la produzione di calore e l’autotrasporto.

La IRES CGIL ha valutato per le Marche il quadruplicamento delle necessità, dovendo passare dal 7,1% ad oltre oltre il 30% del totale prodotto sia come energia elettrica che come calore.

L’alternativa sarà secca: o si attua e si crea lavoro e minore impatto ambientale o non si fa ed allora si scarifica lavoro, ambiente e si verrà obbligatoriamente sanzionati dalla UE.

Pertanto ciò che è scritto nell’Accordo tra Regione e API è già giurassico, vecchio, sorpassato, senza futuro per tutti!

Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.

Verde non manutenuto alle Ville…Il singolare stupore del PDL di Falconara…

Pubblicato il 23 Giugno 2011 
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ASPIRAPOLVERE I Consiglieri interroganti del PdL imputano la mancata manutenzione del verde alla mancanza della clausola nella Convenzione stipulata nel 2007 tra CAM e Comune.

Vogliono forse dire che dal 2007 quel verde non è stato manutenuto?
Sembra impossibile, perché se fosse stato così alle Ville ci sarebbe una selva impenetrabile!

Oppure i Consiglieri del PdL ci vogliono dire che l’Amministrazione che sostengono ha fatto fare le manutenzioni del 2008, 2009 e 2010 all’ex CAM nonostante non fossero nella Convenzione?

La Lista Cittadini in Comune è sicura che negli anni 2008, 2009 e 2010 l’Amministrazione Comunale sostenuta dai Consiglieri del PdL ha fatto pulire il verde delle Ville all’ex CAM, altrimenti oggi avremmo un bosco piuttosto che erba alta e non manutenuta.

E allora ci domandiamo: vuoi vedere che il mancato taglio dell’erba si è verificato solo quest’anno in cui il CAM è stato “tagliuzzato” nella nuova società Marche Multiservizi Falconara voluta dall’Amministrazione Brandoni?

Se così fosse significa che anche la Giunta Brandoni – come la giunta Carletti – ha utilizzato il CAM come un BANCOMAT, cioè per lavori anche fuori Convenzione mentre ora, con la privatizzazione di MMS Falconara questo non è più possibile, e di conseguenza sta diminuendo la qualità del servizio.

Una singolare interrogazione quella del Popolo della Libertà:

Gruppo consiliare CIC – Lista civile Cittadini in Comune (Falconara M.ma)

Agevolazioni speciali TARSU: Cittadini in Comune d’accordo, ma non per la grande impresa. Il PdL boccia l’emendamento.

Pubblicato il 14 Giugno 2011 
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fumettoLa maggioranza del Consiglio Comunale di Falconara M.ma (7/6/2011) ha approvato un pacchetto di modifiche ed integrazioni al Regolamento comunale per l’applicazione della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) proposta dalla Giunta Comunale.

All’interno di quel pacchetto – al 99% condiviso da Cittadini in Comune – la Giunta e la maggioranza del Popolo della Libertà hanno fatto “annidare” una agevolazione non proprio sociale e sostenibile che la Lista CiC ha tentato di contrastare con un emendamento … invariabilmente bocciato dal PdL!

Due Società – la Angelini Immobiliare SpA e la Cava Gola della Rossa SpA – hanno richiesto esenzioni dalla TARSU per immobili non abitativi nella loro disponibilità ma di fatto non utilizzati a seguito della cessazione dell’attività in precedenza esercitata.

E’ bene sapere che i Comuni non sono obbligati a concedere agevolazioni a questo tipo di immobili tanto che tali agevolazioni sono aggettivate come speciali!

Pertanto i Comuni possono concedere tali agevolazioni speciali … l’agevolazione è una decisione discrezionale!

Questa discrezionalità deve tenere conto di due aspetti non secondari:

  1. il mancato incasso dell’agevolazione concessa deve essere compensato obbligatoriamente nel Bilancio comunale da pari entrate differenti dalla TARSU;
  2. conseguentemente l’Amministrazione comunale dovrà diminuire fondi da altri settori per compensare l’agevolazione. Da che settore toglierà? Dai Servizi sociali? Dai Lavori pubblici? Dallo Sport? Dalla Cultura?

Chi sarà penalizzato dei circa 11.800 Euro ipotizzati dall’Ufficio Tributi del Comune?

Sottolineiamo ipotizzati poiché ad oggi – come ha evidenziato lo stesso Ufficio Tributi – non c’è un elenco completo – o il più prossimo alla completezza – delle richieste di agevolazioni né un censimento dei locali inutilizzati, tanto che l’Ufficio ha eseguito una proiezione “puramente esemplificativa”.

Ad oggi l’Amministrazione comunale è a conoscenza solo di 8 ditte artigianali o commerciali nella situazione da agevolare.

Due aspetti hanno spinto Cittadini in Comune a chiedere il rinvio dell’approvazione di quella agevolazione:

Cittadini in Comune ritiene che una Amministrazione pubblica non può perseguire questo deleterio concetto di “uguaglianza tra diseguali” anche perché in ballo c’è una parte del suo Bilancio costruito con il contributo di tutta la comunità dei cittadini.

Nella concessione di questa agevolazione speciale la differenza che sottolineiamo sta nel fatto che mentre il grande e Gruppo industriale ha maggiori risorse nella sua struttura per ammortizzare la TARSU di un immobile momentaneamente non utilizzato, il piccolo/medio artigiano o commerciate che non usa più un locale per cessata attività significa che si trova – purtroppo – in una situazione di crisi che può affrontare con limitate opzioni.

Per cui ci sembra accettabile che una agevolazione speciale alleggerisca il piccolo/medio artigiano in difficoltà; meno accettabile per quanto riguarda i grandi Gruppi industriali.

1000 Euro circa di agevolazione per un piccolo/medio artigiano ha un peso completamente diverso rispetto ai 3-4000 Euro che può essere concesso ad un grande gruppo industriale … Ed il peso è nettamente diverso anche per il Bilancio comunale e la “giustizia fiscale”.

Per rendersi conto della disparità basta guardare la struttura delle due Società che hanno richiesto l’agevolazione speciale al Comune.

http://www.angelini.it/azienda-file/9882_Struttura.htm

http://www.cavagroup.com/catalogo/default.asp?cat={99610318-4CBF-4D8B-8B03-BF088350604A}

In definitiva: di fronte a richieste di agevolazioni speciali Cittadini in Comune prima avrebbe verificato il dato oggettivo riguardo al numero e alle tipologie di immobili non residenziali inutilizzati e potenzialmente agevolabili e poi, con una gradualità sulla dimensioni in metri quadri, avrebbe agevolato sulla TARSU il piccolo/medio artigiano o commerciante piuttosto che il grande Gruppo industriale.

La maggioranza del Popolo della Libertà ha avuto fretta di fare tutt’altro!

Loris Calcina e Fabio Talevi

(consigliere uscente e consigliere entrante della Lista CiC – Falconara M.)

la Delibera aprovata dal Consiglio Comunale (in giallo la parte contestata da CiC)

l’emendamento di CiC respinto dal PdL

Referendum 12-13 Giugno, si vota…4 SI

Pubblicato il 9 Giugno 2011 
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4SI_2011

CLICCA QUI per file pdf con i dettagli per ciascun quesito e i colori delle schede.

La nostra difesa dell’occupazione dei lavoratori API non si contrappone a salute, ambiente e ad un futuro meno rischioso per Falconara M. e l’intera provincia di Ancona

Pubblicato il 8 Giugno 2011 
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Al momento della dichiarazione di voto sulle due mozioni riguardanti il problema del piano industriale API, l’occupazione e la tutela di ambiente e salubrità, ho detto che sarebbe stato opportuno ritirarle tutte e due e indire una assemblea o Consiglio comunale aperto in cui poter confrontare i documenti veri, quelli non filtrati da altri. Una assemblea o un Consiglio in cui confrontarsi su quei documenti, confrontarsi e far confrontare esperti condivisi al fine di avere un quadro più chiaro.

Non sono tanto sprovveduto da credere che una sola assemblea o un solo Consiglio possa far maturare la soluzione condivisa, ma sicuramente è meglio di un Ordine del Giorno come quello della maggioranza del PdL che ha usato strumentalmente parole e dati soltanto per approfondire il solco di incomunicabilità che faticosamente i cittadini delle associazioni stanno tentando di colmare da tempo con i lavoratori dell’API, le Organizzazioni sindacali, la Regione Marche e la stessa Azienda.

Sembra che l’Amministrazione comunale di Falconara M.ma abbia come sola carta da giocare quella della contrapposizione e della conseguente incomprensione per poter rimanere sempre nelle grazie dell’Azienda API e tentare di ergersi a unico difensore dell’occupazione dei lavoratori.

Tardiva – anche se come CiC accetteremo la sfida – è la proposta lanciata dal Sindaco di Falconara di un Consiglio Comunale aperto perchè Brandoni ha avuto quasi 3 anni per far discutere la città ed invece si è limitato ad intervenire (lui solo) nelle serate organizzate dai cittadini e dalla CNA nell’ultimo mese. Svuotata la proposta rispetto alla ennesima contrapposizione che si è consumata ieri in Consiglio comunale. Infatti il Sindaco poteva intervenire prima della votazione dei due OdG e subito dopo aver ascoltato l’invito di Cittadini in Comune proprio per evitare quella contrapposizione e proporre il Consiglio aperto.

Non lo ha fatto, ed ha preferito fare la proposta del Consiglio Comunale aperto dopo che si è consumata l’ennesima spaccatura con il voto del Consiglio. Non è un caso!

Nel merito del voto contrario di Cittadini in Comune al documento del PdL, sottolineiamo che per noi è inaccettabile la determinazione del PdL a voler indicare il fallimento del Piano Enegetico Ambientale Regionale strumentalizzando le affermazioni “politichesi” dell’Assessore regionale Donati il quale, certamente, non cattura le nostre simpatie per quanto di omissivo hanno prodotto i suoi Dirigenti in termini di Valutazione di Impatto Ambientale sul rigassificatore di API Nòva Energia.

Il PEAR e tutti i Piani Energetici esistenti sono solo regionali poichè i Governi centrali italiani hanno abbandonato la painificazione energetica. E tutti i Piani energetici – come il  PEAR delle Marche – hanno un orizzonte temporale di esplicazione dei risultati di 10 – 15 anni. Allora è strumentale da parte di chiuque – sia il PdL di Falconara che l’Assesore Donati – riferisi ai 5 anni del PEAR Marche soprattutto in presenza dell’enorme risultato sul fotovoltaico (MWe installati e occupazione grazie alla sola capacità piccolo e medio imprenditoriale) ed in mancanza dell’apporto da eolico e piccola/diffusa cogenerazione a metano. Proprio su questi due perni mancanti (eolico e piccola cogenarazione) la Regione Marche si dovrebbe seriamente interrogare rispetto ai suoi compiti e il PdL di Falconara non dovrebbe far finta di non vederne le enormi potenzialità proprio per un soggetto imprenditoriale come l’Azienda API la quale ha competenze e capacità per lavorarci.

E’ questo che diceva l’Odg di Cittadini in Comune e PD, bocciato dal PdL.

E’ così concretamente che si difende e incrementa l’occupazione, con l’innovazione e nei settori che danno garanzie per il futuro. Le energie fossili possono dare garanzie a breve, ma con bassa occupazione e costi sociali enormi che pagano tutti, lavoratori e cittadini (bonifiche, inquinamento, malattie/sanità).

Le rinnovabili e la piccola cogenerazione danno anch’esse risposte a breve ma con MAGGIORE OCCUPAZIONE, ZERO COSTI SOCIALI per le rinnovabili, costi sociali contenuti per la piccola cogenerazione!

Sta quì la differenza di prospettiva tra l’OdG del PdL ed il nostro: nelle evidenze di ciò che determinano e lasciano le fonti fossili e ciò che, al contrario, stanno creando le energie rinnovabili e lasciano alle generazioni future !

Loris Calcina – dall’ultimo intervento come Consigliere Comunale a Falconara M.ma

l’Ordine del Giorno di CiC e PD bocciato dalla maggioranza del PdL


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