Risparmi nell’Amministrazione pubblica: Cittadini in Comune accorperebbe la dirigenza dell’Urbanistica con quella dei Lavori pubblici!
La notizia che, a breve, l’attuale Dirigente all’Urbanistica del Comune di Falconara si trasferirà al Comune di Jesi offre la concreta possibilità di attuare quell’accorpamento di funzioni dirigenziali che Cittadini in Comune ha da sempre evidenziato in sede di discussione del Bilancio comunale.
Si deve accorpare Urbanistica e Lavori pubblici sotto un’unica dirigenza, settori che hanno moltissimi aspetti in comune, ottenendo così un risparmio di oltre 80.000 € /anno che non si rifletterebbero negativamente sui servizi ai cittadini.
Cittadini in Comune ha recentemente indicato altri due risparmi che dovrebbero essere perseguiti celermente e che avrebbero conseguenze solo positive per cittadini e Comune:
la rescissione dal contratto di affitto per i locali che ospitano in via Roma l’ufficio elettorale ed anagrafe (30.987 €/anno) e la completa reinternalizzazione al Comune del sistema parcheggi a pagamento, circa 100.000 €/anno che passerebbero dalle casse della ditta appaltante a quelle del Comune!
Sono provvedimenti che necessitano solo della volontà politica e volontà di perseguire il reale interesse pubblico!
Staff Lista civile Cittadini in Comune
Cittadini in Comune vota contro il bilancio della Giunta Brandoni che punta a far cassa consumando territorio: case che non servono e parcheggi da affidare per 25 anni ad una società … previsto un numero spropositato di parcheggi! Le proposte di CiC: più operai per le manutenzioni territoriali, togliere l’appalto esterno nella gestione dei parcheggi.
Cittadini in Comune ha espresso il proprio voto contrario alla manovra di Bilancio dell’Amministrazione Brandoni a partire dalla decisione di assumere Dirigenti in pianta stabile! In un periodo di recessione e di necessari risparmi dell’Amministrazione Pubblica, sarebbe opportuno ed etico accorpare le funzioni dirigenziali e, dunque, ridurre questi incarichi!
Se si intende assumere in pianta stabile qualcuno, ci chiediamo perchè la Giunta Brandoni non assuma qualche altro Operaio necessario alle manutanzioni di cui questo territorio ha impellente bisogno, dato che in termini di spesa lo stipendio da Dirigente equivale a quelli di almeno due Operai!
Ma il Bilancio del Sindaco rasenta la follia sia per la pervicacia di far cassa cementificando il territorio sia con la previsione di assegnare per 25 anni la gestione dei parcheggi ad una Società.
Questa ultima “pensata” significherà che qualsiasi Amministrazione futura non potrà più pianificare alcuna politica del traffico, delle isole pedonali, dei parcheggi stessi. Infatti tutto sarà condizionato dalla necessità di garantire la remunerazione del Concessionario la quale dovrà scaturire da un quantità necessariamente elevata di nuovi posti a pagamento i quali, a loro volta, occuperanno aree della città che rimarranno congelate.
CiC giudica spropositato anche il numero di parcheggi con il multipiano previsto nell’area della stazione ferroviaria (circa 250): non serve un multipiano bensì un centinaio di parcheggi a raso, ma la logica sopra descritta dell’affidamento 25ennale detta dimensioni esagerate non solo in stazione, ma anche a Villanova dove è previsto un ennesimo parcheggio multipiano da 198 posti (area pubblica ex Antonelli) ed un altro da 262 “gestito da privati”!
Inutile anche il sacrificio del vialetto Marotta che costeggia via Flaminia e la ferrovia (argomento su cui torneremo)
La nostra proposta è, al contrario, la reinternalizzazione alla Polizia Municipale del servizio dei parcheggi a pagamento che oggi, appaltato, costa circa 100.000 € all’anno, cifra che incassa l’attuale Concessionario.
Reinternalizzando il servizio alla Polizia Municipale, oltre all’incasso di 100.000 €, si rivedrebbe finalmente una presenza fisica di Vigili in tutte le vie cittadine e ci si avvierebbe verso la creazione del Vigile di quartiere!
Infine uno spreco che è costato alla comunità oltre 150.000 € negli anni di amministrazione Brandoni: ci è stato sempre detto che non è possibile rescindere il contratto di affitto per i locali di via Roma in cui ci sono i servizi demografici ed elettorali per cui il Comune spende 30.987,36 € all’anno.
Abbiamo preso il contratto di locazione e non esiste alcuna gravosa cluasola rescissoria dal contratto.
Anzi, vi è testualmente scritto che << il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, potrà recedere in qualsiasi momento dal contratto, dandone comunicazione mediante lettera raccomandata ai locatori con preavviso di sei mesi >> .
Per CiC la pesante crisi ed i pesanti tagli agli Enti locali decisi dal Governo centrale rappresentano i necessari gravi motivi.
Gli uffici demografici ed elettorali dovrebbero essere risistemati in immobili invenduti ed invendibili (se non a prezzi irrisori) di proprietà comunale, con un doppio risultato: risparmio in due anni della stessa cifra a cui vengono messi in vendita gli immobili (oltre 60.000 €) e distribuzione dei servizi al cittadino in zone non centrali, meno congestionate dal traffico e che si vedrebbero rivitalizzate dalla presenza di un ufficio pubblico.
Staff Lista Civile Cittadini in Comune
Lettera a Cittadini in Comune
Quando nel 2005 condussi, assieme a Loris, l’esperienza di progettazione partecipata a Villanova mi trovai coinvolto, in modo del tutto imprevisto, in un percorso di attivismo politico incentrato sul risveglio civle dei cittadini falconaresi, sulla partecipazione alla cosa pubblica, sulla pratica della democrazia diretta.
Le esperienze fatte in questi sette anni di volontariato politico sono state molteplici, impegnative e appassionanti. Hanno stimolato continue riflessioni, evoluzioni anche dovute ad un progressivo addentrarsi nella complessità del “mondo” della politica. Un mondo che appariva, e appare, sempre più lontano dalla gente, inadeguato se non addirittura corrotto e malato.
Ciò ha permesso, a me come spero ad altri, una maturazione; un progressivo chiarimento sul significato di cittadinanza, sulle possibilità e i limiti di un percorso di liberazione del cittadino da quella “cattiva politica” che mi appare sempre più causata non solo da “cattivi politici” ma da problemi strutturali che il sistema della democrazia rappresentativa evidenzia nei confronti di una società civile profondamente mutata ed in continua mutazione.
In questa impegnativa navigazione ho sempre mantenuto la prua diritta nella rotta stabilita alla partenza, la rotta della partecipazione democratica per l’intera comunità civile. Una rotta aperta sull’orizzonte, che implica la totale assenza di recinti, di “appartenenze”, di discriminazioni di sorta tra persone ed una chiara predisposizione al confronto ed alla discussione con “l’altro”, per creare nuove sintesi, per unire le persone che condivdono lo stesso territorio. In nome di questa apertura, come prospettiva di crescita e maturazione di un movimento civico finalmente capace di includere l’intera società civile falconarese, mi sono recentemente impegnato ad aprire discussioni con gli “altri”, con quei cittadini lontani dal movimento o comunque espressione di percorsi diversi. Ho verificato, nella ricerca di ciò che unisce e non di ciò che divide, come al di là delle culture e delle storie personali i cittadini tutti, se liberi da sovratrutture (appartenenze a partiti, a gruppi, a religioni, etc…), possono fare sintesi sui progetti operativi che abbiano al centro il bene comune, su ciò che è utile concretamente alla comunità locale.
Ho più volte mandato messaggi alle figure più attive nel gruppo CiC, che nel frattempo perseguiva un percorso di aggregazione basato sull’affinità e sulla “vicinanza” di pensiero, per segnalare la straordinaria possibilità di formare un movimento ampio che fosse davvero espressione di tutta la comunità falconarese. La sola risposta avuta è stata: “vedremo“. Ho fomentato incontri perchè anche gli attivisti di CiC, quelli che ritenevo essere miei compagni di viaggio, potessero verificare la “vicinanza” anche di persone apparentemente lontane, ma i loro occhi hanno cercato e colto soltanto le differenze. ll loro pensiero ha eletto queste differenze a barriere invalicabili.
Soltanto allora ho guardato, dall’esterno, a CiC accorgendomi di che cosa è oggi CiC. Ho visto una cittadella chiusa, più o meno pronta a competere con le altre roccaforti della politica per via dell’avvicinarsi della tornata elettorale. Ho visto un piccolo partito che ha, a mio giudizio, la sfrontatezza o l’ingenuità di non riconoscersi tale. Ho visto la volontà di dividere e limitare la portata del movimento civico facendo, più o meno consapevolmente, il gioco dei grandi partiti; di quei partiti che antponendo i loro interessi sovralocali a Falconara hanno determinato e gestito il martirio di questa nostra città e si propongono di perseguirlo ancora e ancora ….
Non so cosa stia accadendo dentro Cic, o come diavolo si chiami questo suo “nuovo corso“. Che si tratti della riproposizione dell’esperienza della “rete” di una ventina d’anni fa o , più prosaicamente, dell’abile manovra di qualche vecchia compagine politica finalizzata a disinnescare il pericolo di una grande civica unita in vista delle elezioni, per me cambia davvero poco. Perchè resta l’idea, per me intollerabile, della “delimitazione” di un gruppo di persone nel contesto della comunità locale, rispetto al quale alcuni si ergono a “rappresentanti” nella vecchia logica di competizione (e spartizione) per squadre.
Per questo motivo, di fronte alle mura della cittadella CiC, con profondo dolore riconosco che CiC non è più quel movimento aperto e solidale che ho contribuito a creare, di cui sono stato chiamato ad essere candidato sindaco, e di cui oggi c’è più che mai bisogno.
Scrivo questo sul sito di Cic per doveroso rispetto verso chi con me ha creduto, e ancora crede, in un ideale. Verso chi mi ha dato fiducia, per spiegare loro i motivi di un penoso commiato; perchè nessuno possa parlare, malevolmente, di tradimento.
Il “nuovo corso” di CiC non mi interessa più. Per questo motivo non fornirò più a CiC il mio anonimo e disinteressato contributo di idee e competenze. Invito in questo senso gli attivisti di CiC a precisare, per correttezza, la paternità delle iniziative e delle idee passate e presenti, riconoscendo a CiC ciò che è figlio CiC e a Brunelli ciò che figlio di Brunelli.
Resto disponibile a discutere con tutti voi come cittadini e, per quanto mi riguarda comunque “amici”. Le uniche identità – cittadini e amici – che riconosco ed in nome delle quali, se chiamato, darò il mio contributo in qualsiasi sede sia convocata una discussione, in una piazza, come nella sede di un partito, in un’associazione o in un’aula universitaria. Come ho sempre fatto.
Un abbraccio a tutti voi e un sincero augurio di buona fortuna.
Carlo Brunelli
Bus urbano di Falconara Marittima: disagi per l’utenza e sprechi! Una prova di incompetenza per l’Amministrazione Brandoni!
Per quanta propaganda e disinformazione faccia il Vicesindaco di Falconara Marittima, la ristrutturazione
del servizio di trasporto pubblico urbano di Falconara sta determinando disagi agli utenti e genererà sprechi.
L’Amministrazione Comunale e Conerobus si sono accordati come ridurre la frequenza del servizio e hanno tolto l’alternanza destra/sinistra penalizzando gli utenti di Palombina Vecchia che non potranno più scegliere il ritorno con il percorso più breve della circolare sinistra.
Anche con la riduzione della frequenza del servizio ogni 30 minuti, non si capisce quale sia la difficoltà di alternare la circolare destra con quella sinistra!
Inoltre, la singolare trovata del collegamento con il Paese dei Bimbi non fa che aggravare il disagio degli utenti di Palombina Vecchia che si vedranno costretti a sorbirsi altre decine di minuti di percorrenza supplementare prima di ritornare a casa!
Infine la scelta di ridurre la quantità delle corse mattutine ed aumentare quelle pomeridiane significa non conoscere i flussi dell’utenza che sono esattamente opposti: maggiori la mattina e minori il pomeriggio!
La nuova tratta per il Paese dei Bimbi
Questo collegamento, realizzato tutti i giorni, sembra proprio uno spreco!
Chi paga quei chilometri? Il Comune? La Regione? Oppure il proprietario del Paese dei Bimbi?
Il dubbio è legittimo poiché nel tragitto da via Ville al Paese dei Bimbi non esiste fermata intermedia e, dunque, il servizio sembrerebbe mirato alla struttura privata.
Ma anche se fossero istituite delle fermate intermedie, non si comprende il perché di quel tragitto poiché al riguardo non esistono richieste da parte dell’utenza (petizione) e sembra non esistere uno studio di Comune e Conerobus che lo giustifichi!
Anche la frequenza di 2 corse al mattino e 2 al pomeriggio ci fa dedurre che il servizio non sia stato attivato per le esigenze dell’utenza.
Dunque, se lo avesse chiesto il proprietario del Paese dei Bimbi – struttura privata – ci auguriamo che compartecipi al costo del servizio.
In ogni caso, se quest’ultima ipotesi fosse confermata, rimarrebbe il fatto che gli utenti del servizio pubblico di Palombina sarebbero penalizzati per l’esigenza di un privato!
Se il servizio, invece, si rivelerà una “brillante idea” partorita dall’Amministrazione Comunale allora il Vicesindaco dovrebbe spiegare ai contribuenti quanti falconaresi prevede che andranno al Paese dei Bimbi dal lunedì al venerdì!
Avrà uno studio o una previsione sulla base della quale ha chiesto l’attivazione di quel percorso? Potremmo capire che potrebbe prevedersi un flusso di visitatori falconaresi il sabato e la domenica, ma negli altri giorni – seppur d’estate – quanti falconaresi andranno al Paese dei Bimbi?
Infine è bene ricordare che le scolaresche o il turismo che raggiunge il Paese dei Bimbi sono organizzati con bus noleggiati perché devono razionalizzare i tempi e non possono attendere i tempi ed i percorsi del bus di linea!
Costo del biglietto
Continua a rimanere irrisolto il costo del biglietto urbano che, a differenza di quello orario di Ancona e di Jesi, a Falconara continua ad essere di corsa semplice (1,05 euro).
Per cui se un falconarese nel giro di un’ora va e torna in bus spende 2,10 euro mentre un anconetano 1,20 euro ed uno jesino 1,05 euro.
Cittadini in Comune, il 16 febbraio 2010, sollecitò con una mozione in Consiglio una iniziativa dell’Amministrazione Comunale per la modifica di questa disparità, ma l’Amministrazione Brandoni evidentemente non è capace di intavolare una seria trattativa con la Conerobus su questo punto né su un decente servizio urbano.
Che pasticcio Vicesindaco!
Staff Cittadini in Comune
Menzognera manipolazione di un articolo di CiC al fine di alimentare divisioni sul futuro dei lavoratori API
Alla cortese attenzione della rubrica “Noi anconetani” di Andrea Massaro (Resto del Carlino)![]()
Martedì 19 giugno, a pag. 9 del RdC, abbiamo letto una lettera a firma della rappresentante della UGL Sig.ra Lina Rossi la quale, a nostro avviso, contiene una provocatoria accozzaglia di falsità aggravate dalla manipolazione di un articolo di Cittadini in Comune consultabile al link
In allegato segnaliamo evidenziate in giallo le righe scopiazzate.
Come è facilmente verificabile e dimostrabile, il comunicato di CiC è stato pubblicato sul proprio sito web l’11 giugno ed inviato 2 volte – il 12 ed il 13 giugno – a tutti i Quotidiani (cartacei ed online), alle Agenzie di stampa, alle Radio e TV.
Scorrendo la lettera della Sig.ra Lina Rossi emerge come quelle righe siano state “adattate” al proprio provocatorio scopo di puntare il dito contro coloro che, a suo dire, avrebbero sostenuto la chiusura del sito API.
Così facendo la Sig.ra Rossi ha artatamente alterato e falsato anche il contenuto del testo del Gruppo degli Esperti nominato dalla Regione Marche da noi trascritto di sana pianta dalla relazione del Dott. Marsili!
Ma quello che più ci sorprende è il livore e la malafede nei confronti di chi non ha mai proposto alcuna chiusura del sito API ma ne ha sempre proposto pubblicamente un progetto di progressiva riconversione alle energie rinnovabili in sintonia con il Piano Energetico Ambientale Regionale!
Un altro percorso possibile per l’azienda, a nostro avviso, tutt’oggi percorribile nonostante ci siano personaggi come la Sig.ra Lina Rossi impegnati a diffondere menzogne per alimentare divisioni, mentre Falconara Marittima ha bisogno di essere coesa per un obiettivo plurimo, l’unico capace di garantire un futuro lavorativo che non sia al ribasso.
Quanto alla salute opposta al lavoro, la Sig.ra Lina Rossi manca di rispetto innanzitutto ai lavoratori, strumentalizzandoli!
L’Indagine Epidemiologica ha prodotto delle conclusioni e sono pubbliche; è inutile cercare di sovvertirle ed è semplicemente malvagio tentare di metterle in contrasto con il lavoro, l’occupazione, gli operai, perché MAI E DA NESSUNO è stata attribuita ai lavoratori alcuna responsabilità.
Di quelle conclusioni bisogna solo far tesoro NON PER CHIUDERE MA PER RICONVERTIRE PROGRESSIVAMENTE, CON UN PIANO CERTO!
Occorre obiettività e rispetto nei confronti di salute e lavoro.
Obiettività e rispetto si dovrebbero dimostrare anche verso le persone colpite, in un caso e nell’altro.
La Sig.ra Lina Rossi si diletta irresponsabilmente ad aizzare i lavoratori contro un nemico esterno che non esiste; così facendo di certo non li aiuta.
Siamo sicuri che l’istigazione e la provocazione siano estranei all’inclinazione del Sindacato UGL.
Qualora sia per Voi possibile pubblicare questa nostra lettera, Vi ringraziamo anticipatamente per l’attenzione.
Staff Lista Civile Cittadini in Comune
Questione API: o si spostano gli obiettivi (e gli accordi) energetici ed occupazionali sugli orizzonti del PEAR o non c’è futuro!
L’Accordo tra Regione Marche e Gruppo API siglato a Luglio 2011 è fallito perché la Regione Marche ha accettato la scommessa che il Gruppo API sapeva già essere perdente: mantenere la raffinazione del petrolio a Falconara anche contro le convenienze di mercato!
Intendiamoci, la Regione non è la vittima inconsapevole di questa situazione.
Se i Consiglieri Regionali, la Giunta e Presidente Spacca non avessero chiuso in un cassetto quanto, nel 2007, hanno chiesto di relazionare al Gruppo degli Esperti pagati 238.000 € dai marchigiani, avrebbero avuto a disposizione anche il quadro del Prof. Giovanni Marsili che tenendo ben presente la riduzione dei consumi dei prodotti petroliferi già in atto e gli scenari produttivi nazionali ed internazionali indicò le basi per un patto integrato:
- riduzione progressiva della raffinazione petrolifera
- Forte accelerazione delle azioni di bonifica dei suoli
- Consolidare il ruolo di movimentazione – stoccaggio dei carburanti
- Esistente centrale termoelettrica IGCC convertita a metano
- Centrale innovativa ad idrogeno
- Modalità innovative di trasformazione degli olii vegetali in biodiesel
- Società mista da costruire per l’attuazione degli interventi di cogenerazione distribuita nonché per l’attuazione del Piano Energetico Ambientale Regionale.
Le vittime della immorale scommessa della Regione rischiano di essere i lavoratori ed il territorio poiché, è bene rammentarlo a chi fa finta di non conoscere come il Sindaco Brandoni ed il PD di Falconara, l’Accordo tutelerà solo i 380 lavoratori diretti dell’API, infischiandosene dei lavoratori dell’indotto!
I motivi del fallimento dell’Accordo sono evidenti nella rinuncia di API a praticare l’innovazione indicata dal Prof. Marsili e nell’appiattimento della Regione Marche ai voleri aziendali.
La stessa società mista dell’Accordo 2011 non si pone l’obiettivo del PEAR della cogenerazione distribuita su scala regionale, ma della gestione dei profitti del rigassificatore, progetto avulso dal PEAR!
Lo stesso dicasi per la bonifica dei suoli inquinati che nell’Accordo passano in secondo piano mentre dovrebbe essere centrale per necessità e quantità decennale di lavoro garantito!
Sembra che tutti abbiano paura di parlarne ma tutti sanno del rischio di ritrovarci a Falconara con una nuova Montedison all’ennesima potenza!
Il fallimento dell’Accordo è determinato anche dalla subordinazione di ciò che l’API può ed è capace di fare subito sullo sviluppo delle fonti rinnovabili (Obiettivo 6) alla realizzazione del rigassificatore il quale, a sua volta, contribuirà con pochi lavoratori all’occupazione e succhierà denaro ai contribuenti a causa della clausola tutta italiana che garantisce il 71% dei ricavi al gestore anche se l’impianto rimarrà inattivo.
Allora secondo CiC, la battaglia dei lavoratori può e deve individuare un terreno comune già indicato più volte e pubblicamente dalla società civile: costringere il Gruppo API e la Regione Marche a spostare gli obiettivi (e gli accordi) energetici ed occupazionali sugli orizzonti del Piano Energetico Ambientale Regionale.
Se, come dicono giustamente i Rappresentanti sindacali, i 12 mesi di sacrificio chiesti ad una parte dei lavoratori dovranno fruttare prospettive industriali concrete, allora è giunto il momento di chiedere con forza al Gruppo API di rivolgere su questo territorio e sul territorio regionale le potenzialità e le capacità dimostrate da API Nòva Energia in altre regioni italiane.
Perché lo sviluppo dell’eolico offshore (Obiettivo 6 dell’Accordo) deve essere indefinitamente procrastinato quando possono essere sfruttate le concessioni di cui l’API già gode in mare?
Perché i 12 mesi di sacrificio per i lavoratori non sono utilizzati per una loro riqualificazione funzionale alla progettazione, costruzione e assemblaggio dell’eolico offshore, nel territorio di Falconara?
Su questi obiettivi CiC ci sarà, a fianco del Sindacato e dei lavoratori!
Staff Lista Civile Cittadini in Comune





