La strategia della…tensione
Questo pomeriggio, in Consiglio Comunale, il nostro consigliere Loris Calcina non potrà essere presente perchè colpito da febbre. Eppure avrebbe voluto esserci perchè oggi si discutono molte cose importanti, tra le quali la Variante di Castelferretti.
Sarà un Consiglio anomalo. senza la controparte dell’opposizione. Ancora una volta il Pdl-PD divorerà il nostro territorio dopo un dibattito-farsa sul cui esito finale sono già da tempo tutti d’accordo. Mancherà la voce di Loris. L’unica che parla nell’interesse di Falconara e della sua gente in quel triste luogo che è da tempo il Consiglio Comunale. Loris aveva preparato un discorso che non potrà pronunciare. Riteniamo sia importante che lo leggiate. Non perchè speriamo che possa far cambiare le cose… ma per permetterci di misurare la distanza che separa queste cose, così come andranno, da come dovrebbero andare… e averne giustamente spavento.
Scrivono il Comitato Provinciale per il Territorio e la Provincia di Ancona:
“l’Amministrazione comunale dovrà operare una significativa riduzione della Superficie Utile Lorda massima ammessa, indicando valori che possano tendere al riconoscimento di quanto solo previsto nel vigente strumento urbanistico …“
Nel voltare la prima pagina della vicenda della Variante urbanistica Montedomini Castelferretti, è al verbo TENDERE che viene delegato il compito di saldare il percorso politico trasversale di questa che Cittadini in Comune considera la VARIANTE URBANISTICA SCANDALO.
Se ci pensate, una corda che si tende, comunque unisce i due punti tra cui si tende!
E leggendo i nomi dei vari professionisti che a vario titolo sono intervenuti in questa Variante, si ha la sensazione di sfogliare un album di famiglia … Non della nostra, ma delle vostre famiglie politiche, quella del centro destra e quella del centro sinistra!
Questa Variante è stata pensata dal centro sinistra, cullata dal centro sinistra ed attuata dal centro destra.
Ma con l’uso di quel verbo TENDERE la Provincia ha, di fatto, TESO un agguato non solo a Castelferretti, ma alla intera città di Falconara Marittima poiché l’area di Montedomini/Castelferretti è un bene della città!
Se prendete il dizionario della lingua italiana c’è da divertirsi a scegliere quale significato attribuire al verbo TENDERE … E riteniamo che anche l’avv. Lucchetti si sarà divertito in questo gioco!
A proposito era necessario il parere di un avvocato, che tra l’altro fu – od è, non lo sappiamo – anche il legale dell’ex Sindaco Recanatini, oppure era sufficiente un buon dizionario della lingua italiana?
Comunque, sia che lo si intenda come distendere per allargare al massimo, sia che lo si intenda come cercare di raggiungere oppure come il suo sinonimo propendere, la Provincia di Ancona non poteva usare verbo più ambiguo!
Forse anche in Provincia avranno interpellato un avvocato?
Quello che è certo è che abbiamo assistito al gioco delle parti: la Provincia invece di dare una prescrizione chiara che doveva verificare per legge soltanto la conformità – cioè se quella Variante va bene o non va bene ed esprimere le sue motivazioni – ha deciso di usare una frase ambigua con la quale non giustifica l’incremento di volumetria, non nega che esiste un valore paesistico/ambientale dell’area dove insiste la Variante Montedomini/Castelferretti ma, incredibilmente la Provincia fa una capriola e dice “il Comune deve TENDERE a mantenere la volumetria del PRG”!
E’ su questo TENDERE che avviene il gioco delle parti, dal nostro punto di vista il mercato delle vacche, un verbo ambiguo con il quale l’Amministrazione comunale di Falconara ha buon gioco, acquisendo addirittura un parere legale dell’Avv. Lucchetti.
L’avv. Lucchetti interpreta quel verbo TENDERE non come una prevaricazione di una valutazione propria del Comune tanto che, dice l’avvocato, la Provincia si è fermata sul quel TENDERE poiché non poteva andare oltre, non poteva imporre, pena la prevaricazione del principio di sussidiarietà da parte della Provincia stessa.
Valutazione molto discutibile, dal punto di vista di Cittadini in Comune, poiché la Provincia ha l’autorità in materia e dunque se rilevava, come ha rilevato, che su questa area c’è un valore paesistico e ambientale doveva esercitare la sua autorità in merito!
Ha scelto, in maniera clamorosa, di non farlo e, sostanzialmente, ha lasciato un enorme spazio di manovra al Comune di Falconara.
Ecco, qui entra in gioco il verbo TENDERE come stendere, cercare di raggiungere che, come si capisce, ha un limite elastico … che dunque non è un limite …
Ed ecco materializzarsi il mercato delle vacche!
Trasferendo la volumetria prevista del PRG, senza incrementi, l’indice sarebbe stato 0,11.
La Variante proposta dal Comune alla Provincia prevedeva un indice 0,20.
Tra questi due estremi l’Amministrazione esercita “la possibilità del TENDERE” e dice che dovendo tener conto del mantenimento degli standards che vogliono raggiungere e della fattibilità dell’operazione si attestano sull’indice del 0,14 … Hanno teso verso lo 0,11?
Certo, ma anche se si attestavano sull’indice del 0,15 o dello 0,16 avevano teso lo stesso verso lo 0,11 … dunque, hanno ottemperato alla prescrizione della Provincia.
E secondo l’Amministrazione dovremmo anche applaudire per la sensibilità di essersi attestati sull’indice dello 0,14, per essere calati dallo 0,20 fino allo 0,14!
Siamo arrivati al paradosso che deve essere un avvocato che avvalora la validità dell’operato del Comune nei confronti della prescrizione impartita dalla Provincia di Ancona!
Il vero problema che questa Amministrazione comunale elude, che tutti gli attori politici ed istituzionali fanno finta che non esista è che IL DANNO È ANDARE A COSTRUIRE E A RENDERE URBANA QUELLA ZONA DI MONTEDOMINI CASTELFERRETTI TUTELATA PAESISTICAMENTE.
UNA ZONA CHE IN CONSEGUENZA DELLA VOSTRA URBANIZZAZIONE ED EDIFICABILITÀ, IN FUTURO, VEDRÀ SICURAMENTE INCREMENTARSI LA DENSITÀ ABITATIVA … BASTA ATTENDERE IL PROSSIMO PRG!
Ovviamente il Comune è stato messo dalla Provincia nella condizione di interpretare e ha così interpretato!
Non entriamo ulteriormente nel merito della burla della Provincia; questa è materia che ci auguriamo affrontino i colleghi del Consiglio provinciale.
Piuttosto è nostro compito di forza responsabile ritornare all’origine di questo SCANDALO con la sceneggiatura della burla.
Cioè torniamo al processo di Valutazione Ambientale Strategica che, in base a quello che prevede la normativa, non c’è stato e che non è stato fatto correttamente, come ha valutato la Regione Marche la quale aveva esplicitamente invitato la Provincia a rivedere il suo parere sulla VAS!
Torniamo al gravissimo fatto che, immotivatamente è stato tolto un vincolo paesaggistico di tutela integrale; torniamo alla mancanza di motivazione poiché è scorretto affermare che c’è necessità di nuove aree di standard: il Piano Regolatore prevedeva già aree a standard sufficienti per Castelferretti che però non sono state attuate!
Allora ci chiediamo: perché c’è la necessità di prevederne altre?
La popolazione non cresce, lo standard previsto dal PRG per la popolazione in aumento non è stato ancora individuato!
Dove è scritto e dove si è mai detto in un Consiglio Comunale che a Castelferretti c’è l’esigenza di una nuova scuola?
Dove è stato detto che c’è l’esigenza di una nuova zona verde?
Però, badate bene, queste necessità nascono nel momento in cui il privato fa la sua proposta … ma in questo caso trattasi di una esigenza inventata, indotta!
Poiché se non è una esigenza che viene dalla popolazione, se essa non viene discussa da un Consiglio Comunale, se i cittadini non ne sanno nulla l’esigenza è inventata di sana pianta!
Ecco perché sosteniamo che manca una motivazione di interesse pubblico!
Un altro esempio? Non si parla più della cassa di espansione perché non è conveniente farla e dunque, non c’è più la motivazione della sicurezza poiché non esiste alcuna garanzia associata a questo intervento urbanistico che poi risolva il problema della sicurezza dei fossi.
Dunque dov’è l’interesse pubblico?
Non c’è … se non quello per l’Amministrazione che deve, a tutti i costi, incassare 2 Milioni di Euro.
E’ dunque una Variante scandalo, totalmente immotivata che cambia la valutazione sul valore paesaggistico dell’area senza alcuna giustificazione ed in maniera puntuale … cioè dietro specifica richiesta privata!
Il problema non è , come argomenta in modo accanito l’avv.Lucchetti, di stabilire se la voce più grossa la debba avere il Comune o la Provincia. Il problema è se a Falconara Marittima, e in questa Regione, abbia più senso la “disciplina” della pianificazione territoriale!
La disciplina urbanistica dice che i Piani Regolatori servono per soddisfare i fabbisogni sociali.
Per la Variante Montedomini di Castelferretti il fabbisogno sociale non esiste. C’è solo un fabbisogno privato!
Il tecnico che ha firmato quel progetto si è assunto la responsabilità disciplinare, come un medico nei confronti di un paziente malato, di valutare se quel progetto è adeguato ai principi della disciplina urbanistica oppure no. E la risposta in questo caso era inevitabile ed unica: No.
Qui siamo arrivati a fare Varianti a richiesta del Sindaco – che non è un urbanista – senza mettere in discussione nulla, come se un medico intervenisse indifferentemente qualora il proprietario dell’ospedale gli dica che il paziente deve essere curato, abbandonato o addirittura ucciso!
I Consiglieri comunali che col voto favorevole a questa Variante ne avvalorano la legittimità si rendono responsabili di una deriva in cui non esistono più “discipline”, o “saperi” che possano orientare il nostro giudizio. E’ il trionfo dell’ignoranza, dell’indifferenza, della libertà per chi governa di fare il proprio comodo senza dover rendere conto a niente e a nessuno, tanto meno ai principi dell’etica. E’ l’avvento della tirannia.
Cittadini in Comune conferma che farà ricorso al TAR anche se sappiamo bene che lo scenario odierno della politica urbanistica in Italia – come dimostra il piano casa – vede Popolo della Libertà e Partito Democratico d’accordo per eliminare la pianificazione, per lasciare la gestione dell’urbanistica agli appetiti privati!
Non ci nascondiamo che sarà un ricorso difficile, ma noi dobbiamo dare una testimonianza di legalità e di onestà, di irrinunciabilità a quei principi che in tutta Europa fanno si che le Amministrazioni pubbliche decidano sul proprio territorio, pianificando in maniera seria e non svendendo ciò che non gli appartiene, assoggettandosi agli interessi privati e mercanteggiando sulle quantità da costruire, per poi spartirsi profitti ed oneri urbanistici…
AL SINDACO BRANDONI VA TOLTA LA RESPONSABILITA’ DELLA TUTELA DELLA SALUTE DEI FALCONARESI
La lettura della Valutazione di Impatto Ambientale della Commissione del Ministero dell’Ambiente è sconcertante. E’ pienamente condivisibile l’accusa di inadeguatezza e non obbiettività argomentata dai Comitati riguardo l’analisi ministeriale della situazione sanitaria in cui si inserirebbero le nuove centrali termoelettriche – progetto API NOVA ENERGIA. La non obbiettività di quella valutazione sanitaria si riverbera anche sul Sindaco di Falconara Marittima, Goffredo Brandoni.
Il Sindaco Brandoni ha ripetutamente esibito la sua ansia di svalutazione dell’Indagine Epidemiologica condotta dall’Istituto Nazionale Tumori Milano (INT) e dall’ARPA Marche: “I dati comunicati hanno una approssimazione tale da non essere veritieri” commentò il 20/12/2008 e recentemente, nel corso del dibattito nel Consiglio comunale del 17/7/2009, ha affermato che “anche il Ministero dice che lo Studio epidemiologico non è attendibile“.
Nel frattempo, il 29 gennaio 2009, il Dott. Micheli ed il Dott. Mariottini avevano illustrato pubblicamente il Rapporto finale dell’Indagine in cui è scritto che per il tumore del sistema emolinfopoietico è stato accertato “un rischio importante, statisticamente significativo, nel sottogruppo di soggetti (uomini e donne) che per più di 10 anni hanno svolto occupazioni che verosimilmente hanno determinato una maggiore presenza presso le loro residenze (…) suggerendo l’avvio di immediati interventi di prevenzione primaria per la riduzione/eliminazione dei fattori che hanno determinato tale eccesso”.
Il Sindaco di Falconara Marittima probabilmente non lo ha letto poiché nel Consiglio comunale del 17/7/09, a nostra precisa domanda sul Rapporto Finale dell’Indagine, è sembrato cadere dalle nuvole!
Questo ulteriore elemento e quanto dimostrato dai Comitati cittadini falconaresi evidenzia la inaccettabile parzialità del Sindaco di Falconara Marittima e, soprattutto, la sua assoluta inadeguatezza a tutelare la salute dei cittadini falconaresi nei confronti delle attività di API raffineria S.p.A.
Sindaco e Amministrazione Comunale hanno stipulato una Convenzione con la società petrolifera: in cambio del SI alle centrali termoelettriche da 580 MWe, l’Amministrazione Comunale ha già incassato del denaro (3Milioni/€) e attende di incassarne dell’altro qualora l’API riesca a realizzare le centrali che si inseriranno “in un contesto dove si stanno riscontrando criticità sotto l’aspetto sanitario che impongono grande attenzione” (valutazione sanitaria della Regione Marche). Quella grande attenzione sminuita dal Ministero dell’Ambiente e dal compiaciuto Sindaco Brandoni!
Goffredo Brandoni dovrebbe ricordare che in qualità di Sindaco è investito della TUTELA SANITARIA DELLA POPOLAZIONE; per la delicatezza ed estrema importanza dei suoi compiti di tutela, egli non può scartare le risultanze più aggiornate delle Indagini Epidemiologiche che gli sono sottoposte.
Ogni Sindaco, quindi anche il Sindaco Brandoni di Falconara Marittima, non può scartare nulla di ciò che gli epidemiologi segnalano perché suo è il compito – come quello di ogni altro decisore – di far seguire ai risultati e ai consigli sanitari decisioni su cosa fare e non fare nella città che amministra.
L’Epidemiologo dott. Valerio Gennaro ha affermato proprio a Falconara il 2/12/2007 che”Le Indagini Epidemiologiche si fanno per conoscere e per fare prevenzione primaria, dunque per rimanere sani e per aiutare a decidere. Le Indagini Epidemiologiche ci forniscono la conoscenza dello stato di salute delle persone in funzione dei passati fattori di rischio e, dunque, servono a capire che cosa è successo in passato e decidere che cosa si può fare in futuro per quanto riguarda l’impatto sulla salute.“
E ancora il dott. Gennaro: “La massa di inquinanti che regolarmente può uscire dalle ciminiere di un impianto va quantificata ma ciò non significa che prima si fa l’impianto e poi misuriamo i malati!”
Cioè il contrario di quanto il Sindaco Brandoni ha affermato (20/12/2008) di voler fare dopo il SI alle centrali termoelettriche API: “L’attuale amministrazione prevede già di farsi promotrice di uno studio epidemiologico ventennale e osservazionale su persone viventi in collaborazione con i medici di medicina generale operanti sul territorio, con la Regione e l’Università, avente ad oggetto la valutazione dell’incidenza di alcune patologie direttamente riconducibili all’esposizione ad inquinanti atmosferici“.
Cioè prima assente e tifa per la realizzazione di due nuove centrali termoelettriche e poi farà fare uno studio epidemiologico! Questo anteporre gli interessi della raffineria API a quello della tutela della salute è una sorta di conflitto di interessi generato dalla stipula di quella Convenzione che fa prevalere l’interesse privato su quello pubblico.
IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE HANNO UN EVIDENTE CONFLITTO DI INTERESSI SULLA QUESTIONE SANITARIA CHE COINVOLGE ANCHE LA RAFFINERIA API.
Ecco perché il Sindaco andrebbe sollevato dalla responsabilità della tutela sanitaria dei cittadini falconaresi. Si tratta di un conflitto che riguarda l’interesse dei cittadini a vedere tutelata la propria salute dal Sindaco che li amministra nei confronti di una raffineria che, come tutte le raffinerie del mondo, è classificata dalla legge industria insalubre.
Cittadini falconaresi rispetto ai quali il Sindaco Brandoni non ritiene di dover assumere un atteggiamento improntato al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE che significa rispettare salute e ambiente anche se non si avesse quel sostegno scientifico tale da permettere di dire “siamo sicuri che c’è un danno o siamo sicuri che non c’è un danno“.
Un atteggiamento tanto più giustificato proprio dalle risultanze che, a poco a poco e purtroppo, stanno emergendo a Falconara Marittima (come ricordato sopra*). Poco importano le opinioni personali del Sindaco Brandoni, se ritiene che la sua personale salute non sia messa a rischio anche dalle lavorazioni petrolifere della raffineria API.
Il Sindaco sa – o dovrebbe sapere – che non è ammessa alcuna opinione personale sul fatto che la IARC (International Agency for Research on Cancer), già dal 1960 ha classificato i prodotti del petrolio nella categoria dei probabili cancerogeni per l‘uomo, per le sedi tumorali della cute e del sistema linfoematopoietico.
E’ questo ciò che è andata a verificare la recentissima Indagine Epidemiologica tanto squalificata dal Sindaco e dalla sua Giunta. E prima dell’Indagine dell’INT di Milano, l’Analisi conclusa nel 2002 di ARPA Piemonte e Marche, antefatto e motore dell’ultima Indagine del dott. Micheli e del dott. Mariottini … connessione ignorata – guarda un po’ – da API, Ministero dell’Ambiente e Sindaco Brandoni!
C’è un ulteriore elemento che evidenzia il CONFLITTO DI INTERESSI DEL SINDACO E LO RENDE INIDONEO A TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI FALCONARESI!
La Convenzione stipulata con API raffineria ha stabilito, in cambio di denaro per le casse comunali, il ritiro dell’Amministrazione comunale dai contenziosi penali contro la raffineria tra i quali figura quello per il pesantissimo inquinamento da Ozono del 2000, dove la responsabilità delle emissioni del comprensorio API (raffineria + centrale termoelettrica IGCC) è stata dimostrata di fronte al TAR delle Marche!
Il Sindaco ha abbandonato i cittadini danneggiati nella salute!Ci si può aspettare tutela sanitaria dal Sindaco Brandoni?
Loris Calcina (capogruppo Cittadini in Comune)
APPALTO DELLA MENSA: IL NO DI CITTADINI IN COMUNE … L’UNICO!
ESTERNALIZZAZIONE SERVIZIO di REFEZIONE SCOLASTICA
– I MOTIVI DEL NOSTRO VOTO CONTRARIO -Come è noto, la Lista Civile Cittadini in Comune è stata la sola in Consiglio a votare CONTRO la esternalizzazione della gestione della mensa centralizzata. Delibera approvata in Consiglio
Noi di Cittadini in Comune abbiamo parlato con alcuni genitori i quali hanno manifestato i loro timori riguardanti la esternalizzazione della mensa in quanto temono che essa sia l’inizio di un percorso destinato a peggiorare la qualità dell’alimentazione.
Perché il colpo di mano estivo per esternalizzare il servizio quando c’è stato un anno di tempo per valutare la problematica?
- Il Comune ha espresso pubblicamente l’intendimento di rendere disponibile per la gestione associata la propria cucina centralizzata e ha cercato di superare le incomprensioni tecnico-economiche emerse nelle passate proposte fatte ai Comuni limitrofi (se proposte sono state fatte?)
- Per risparmiare, il Comune ha verificato la possibilità di effettuare acquisti in comune da filiera cortissima con le altre Amministrazioni?
- Il Comune ha verificato se una maggiore offerta del biologico avrebbe portato ad un incremento della richiesta di pasti?
Non solo, considerato che:
- il futuro sono i bambini e una società consapevole investe su di loro,
- la natura pubblica dei servizi ai cittadini, il rapporto di lavoro delle persone non sono, non possono essere, solo “un’operazione contabile”,
Nell’ottica di tenere un servizio così delicato, perché l’Amministrazione comunale non ha attivato una preventiva consultazione per capire se da parte degli utenti, in nome della garanzia della qualità, c’era la possibilità di incrementare di qualche centesimo di Euro il contributo al pasto dei propri figli?
MA PARTIAMO DALL’INIZIO…dalla seduta in consiglio e dalla commissione.
Avevamo tentato anche di far sospendere l’adozione dell’Atto di Indirizzo proposto dall’Amministrazione perché ritenevamo e riteniamo che almeno la delicatissima natura degli interessi pubblici coinvolti – la refezione di fasce deboli di utenza – necessitasse di una valutazione che avrebbe dovuto coinvolgere soprattutto il mondo della scuola.
OdG di CiC respinto
Nonostante abbia avuto un intero anno scolastico a disposizione per coinvolgere in una valutazione congiunta insegnati e genitori, l’Amministrazione Brandoni ha scelto di proporre in piena estate l’Atto di Indirizzo e andare entro il 31 agosto alla gara di appalto attuando un deliberato colpo di mano a pura finalità contabile che nessun suggerimento (richiesto dalla Giunta alle minoranze, a decisione ormai presa) può tentare di “migliorare”.
Innanzitutto LE MOTIVAZIONI ECONOMICHE non sono apparse convincenti alla luce dei risultati ipotizzati.
Considerando che oggi la mensa produce 1000-1100 pasti al giorno a fronte di una potenzialità di circa 2000, dall’operazione si stima:
- un risparmio netto di 50.000 Euro per l’Amministrazione (il costo di tutte le utenze);
- un sorta di canone annuo da riscuotere dal Gestore che si aggiudicherà l’appalto che servirà per coprire la rata del mutuo e l’affitto dei locali a carico dell’Amministrazione;
- l’incasso di una royality su ogni pasto dei circa 900 potenziali che ad oggi non vengono prodotti e che il Gestore sarà libero di proporre in altri contesti (da 120.000 a 150.000 Euro/anno circa di introiti per il Comune).
Due sono i sacrifici immediati che saltano agli occhi:
- 1) con il passaggio del personale comunale di mensa ad altri servizi interni del Comune saranno sacrificati posti di lavoro oggi affidati alle cooperative sociali (centralino – portierato – autisti);
- 2) in Commissione consiliare abbiamo sollevato il problema dell’ammortamento delle eccellenti attrezzature presenti nella cucina che, non abbiamo dubbi, saranno sfruttate al massimo dal Gestore privato che dovrà ricavare un profitto dall’appalto. Dal Conto del Patrimonio ci sembra di poter individuare la quota di ammortamento in un 15% – 20% anno (calcolato sul costo di acquisto del bene) che è cosa totalmente diversa dalle manutenzioni ordinarie e straordinarie!
Ma l’Amministrazione non lo aveva calcolato … e si è riservata di valutare l’appunto di CiC!
La QUALITA’
Il principio a cui si è ispirata la maggioranza del Popolo della Libertà nell’appaltare la mensa è: “Il privato gestisce meglio. Al pubblico va dato il compito del controllo“.
CiC parte dal presupposto che il Comune e non altri è l’Ente deputato alla tutela degli interessi della collettività e, conseguentemente facciamo una considerazione che sembra non appartenere alla cultura del centro-destra falconarese: un conto è appaltare all’esterno, per esempio, le busta paga dei dipendenti comunali, mentre altra cosa è sottrarre alla gestione dell’Amministrazione Comunale un servizio delicato come la mensa che ha effetti diretti sulla salute e sulla formazione culturale dei bambini, sull’educazione di futuri consumatori consapevoli.
Non si può ignorare che affidare la gestione di un servizio pubblico così delicato a privati comporta rischi non indifferenti, proprio perché è già accaduto che ad aggiudicarsi i bandi siano state ditte private che sulla carta garantiscono il massimo degli standard qualitativi e al tempo stesso l’offerta economica più vantaggiosa, ma che una volta vinto il bando non sono in grado di mantenere, in buona o cattiva fede, i livelli di qualità promessi!
Il rischio in cui l’Amministrazione Brandoni sta cacciando il servizio di refezione è altissimo … lo ha riconosciuto lo stesso Assessore Baldassarri a margine della Commissione consiliare del 24/9. Gli strumenti di controllo della qualità a cui si affida l’Amministrazione comunale per limitare i rischi, a CiC sono sembrati deboli, tanto che ne abbiamo proposto un potenziamento sostanzioso come espressamente previsto dal comma 461 dell’art. 2 della Finanziaria 2008. Disposizioni a cui si devono attenere gli Enti locali in sede di stipula dei Contratti di Servizio al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali e di garantire la qualità, l’universalità e l’economicità delle relative prestazioni! comma 461 Legge Finanziaria 2008Ma la logica e l’esperienza di vita di ognuno di noi ci dicono che quanto scritto in un bando non è in grado di garantire quanto si chiede!
Per esempio, da quanto espostoci in Commissione consiliare:
- non sembra si vieti espressamente l’utilizzo di cibi transgenici o contenenti elementi transgenici;
- non sembra venga espressamente vietato lo scongelamento delle pietanze col microonde;
- sembra scomparire completamente la scelta dell’Amministrazione comunale di rifornirsi di prodotti freschi presso fornitori che siano anche allevatori.
(ancora oggi formulata sul sito http://www.comune.falconara-marittima.an.it/falconara/html/settori/scuola/servizi/refezione.htm )
Loris Calcina (Capogruppo CiC)
La deriva
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Devi considerare, sciocco di un Socrate, che in ogni circostanza un uomo giusto ottiene meno di uno ingiusto. (…)
Lo capirai nel modo più facile se giungerai all’ingiustizia più perfetta, che rende felicissimo chi la commette, e infelicissimi quanti la subiscono e non vorrebbero comportarsi ingiustamente.
E’ la tirannide, che non si appropria dei beni altrui, sacri e profani, privati e pubblici, poco a poco, con l’inganno e la violenza, ma prende tutto in una volta. Se uno viene sorpreso a commettere ingiustizia in un singolo ambito, viene punito e riceve il massimo biasimo: non a caso coloro che si macchiano di queste colpe una alla volta sono chiamati sacrileghi, schiavisti, scassinatori, rapinatori, ladri.
Ma quando uno ha ridotto in schiavitù i propri concittadini, oltre a essersi appropriato delle loro ricchezze, invece di questi nomi infamanti guadagna la reputazione di uomo felice e beato, non solo da parte dei concittadini, ma anche di chiunque altro venga a sapere che ha commesso l’ingiustizia più completa; infatti coloro che biasimano l’ingiustizia la biasimano per il timore non di farla, ma di subirla.
Così , Socrate, l’ingiustizia, quando si realizza in misura adeguata, è una cosa più forte,più libera, più potente della giustizia, e come ho detto dall’inizio il giusto è l’interesse del più forte, l’ingiusto giova e conviene a se stesso.
(Platone, La Repubblica – libro primo)
La crisi della Blu assistenza è un fatto gravissimo, l’ultimo in ordine di tempo, che testimonia come la società falconarese stia andando in pezzi.
L’amministrazione Brandoni organizza feste con Miss Italia e mangiate di pesce mentre i lavoratori della mensa vengono licenziati e le strutture del volontariato, quelle che garantiscono la “sicurezza” (quella vera!) e i servizi sociali essenziali, sono costrette a chiudere.
Se il governo di una città, nelle istituzioni democratiche rappresetnative dei cittadini, ha la sua missione nel lavorare per il bene della comunità è ormai evidente che l’amministrazione Bandoni non si identifica in questo tipo di governo, ma in un altro assai diverso, che nutre se stesso a danno della comunità, che si appropria di ciò che non gli appartiene (il territorio, la salute, il lavoro,…) e ne dispone con l’unico fine di mantenere se stesso.
La lista civile dei Cittadini in Comune invita la gente di Falconara e di Castelferretti, le imprese e tutti coloro che hanno a cuore la nostra città, a contribuire per salvare la Blu assistenza e per sostenere tutte le associazioni e i gruppi di volontariato. Salviamo Falconara dalla vergognosa sudditanza verso chi intende la politica come mero esercizio di potere e non come servizio.
Insieme, ce la possiamo fare.
Diamo a Cesare quel che è di Cesare
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Noi, cittadini in Comune, non siamo abituati ai modi del politichese, a quel parlare per non dire niente (come la parodia di Verdone del “sempre tesa!” ), alla contrapposizione sterile e ostinata che porta a tacere di fronte alle azioni giuste fatte dalla parte avversaria pur di non dare “soddisfazione”.
A noi, che non siamo politicanti, non ci importa nulla di questa retorica. Ci piace dire “pane al pane e vino al vino”, dando “a Cesare quel che è di Cesare” come amavano dire i nostri vecchi.
Personalemnte quindi non posso che applaudire la scelta dell’attuale maggioranza di dedicare una via all’amico e rimpianto Sirio Sebastianelli. Un vero comunista, ma soprattutto un uomo per bene. Dico bravi ai rappresentanti del PdL falconarese perchè hanno dato prova di sapersi elevare dalla bassezza e dalla miseria alla quale la politica vista in TV (e non solo) ci ha abituato negli ultimi tempi.
Sirio era un Castelfrettese. Un cittadino amato e disponibile, ma soprattutto onesto e coerente, quindi degno di rispetto e considerazione a prescindere dal fatto che si possa condividere o non condividere il suo pensiero. Aver dedicato una via a Sirio nella sua Castelferretti è manifestazione di questo rispetto. Bravi, davvero, e Grazie.
Ma, proprio per dare a Cesare quel che è di Cesare, resta un rammarico. Che questo rispetto sia solo un’operazione di facciata e come tale sempre lodevole, ma anche un tantino amara.
Ho la sensazione che questo riconoscimento sia anche un modo per qualcuno per salvarsi la coscienza rispetto a qualcosa. Qualcosa che, se Sirio fosse stato vivo, lo avrebbe fatto andare in bestia. Mi chiedo infatti, a volte, che cosa avrebbe detto Sirio della Variante-scandalo di Montedomini! o del modo di gestire i fossi, e di tanto altro ancora…
Allora penso che non è tanto importante ricordare il nome delle persone e scriverlo su una fredda lapide, quanto serbarne dentro l’anima il ricordo e condividere, nella propria esistenza, i suoi stessi valori e sentimenti.
E già! “a discòr n’è fadìga!” avrebbe commentato Sirio, e parlandomi sottovoce avrebbe aggiunto con gli occhietti furbi: “‘n te ne pià: le cerque ‘n fàn le melarance!”
Carlo Brunelli
API e LAVORATORI: CHIACCHIERE, MANUTENZIONI e PIANI INDUSTRIALI
Lo spauracchio del ridimensionamento delle maestranze che lavorano in API (diretti ed indiretti) è sospetto quando in ballo c’è il progetto di due nuove centrali termoelettriche (non ci fa paura dire che puzza di ricatto); allora per capire che cosa c’è di vero bisogna lasciar perdere la sparata mediatica e cercare le carte…”carta canta”!
E’ una cosa che ci aspettiamo facciano anche i lavoratori ed i Sindacati per capire veramente in che gioco pericoloso li sta trascinando Brachetti Peretti…E meglio dei Bilanci della diretta interessata API non ce n’è! Soprattutto quando si paventa un eccessivo costo delle manutenzioni che di per se è una bestemmia trattandosi di un impianto ad alto rischio di incidente rilevante ma che fa subito effetto sull’opinione pubblica perché fa subito pensare alle maestranze delle ditte in appalto.
“Carta canta” per la raffineria. Dal Bilancio API 2007 – l’ultimo disponibile sul suo sito – “Nel giro dell’ultimo decennio i consumi totali sono diminuiti di circa 12 milioni di tonnellate. La benzina ha confermato la tendenza riflessiva iniziata nel 2004 perdendo ulteriori 800 mila tonnellate, neanche recuperando l’incremento del gasolio. La somma dei due prodotti presenta un decremento del 0,3% rispetto ai valori del 2006. L’olio combustibile totale, dopo il rimbalzo del 2006 legato alla crisi delle forniture di gas russe, torna a perdere pesantemente terreno con un meno 31,1% (-2,7 milioni di tonnellate) e valori scesi per la prima volta sotto i 6 milioni di tonnellate. Decisa la flessione anche per il gasolio riscaldamento con un meno 20,6% e volumi di poco inferiori alle 2 milioni di tonnellate.”
Le prime domande:
- perché si grida “al lupo” soltanto ora, quando è da 10 anni che la tendenza dei consumi di carburante è in calo?
- Ce la vogliamo prendere con le auto che consumano di meno?
- Oppure crediamo che, inverosimilmente, i petrolieri si sono fatti trovare impreparati?
Più avanti si legge “…La lavorazione è stata pari a 3.613.000 tonnellate di materie prime (3.473.000 di greggio, 56.500 di Straight Run e 85.500 di distillati medi), superiore per ca. 140.000 tonnellate alla lavorazione consuntivata nello stesso periodo dell’anno 2006. Lo scostamento positivo è da ricondurre essenzialmente al numero più alto di giorni di disponibilità degli impianti.”
Empiricamente ci viene da pensare che se è pur vero che calano i consumi complessivi di carburante la maggiore raffinazione di greggio effettuata dagli impianti API è stata venduta a qualcun altro … vogliamo dire … ha avuto una commercializzazione, avrà determinato un profitto! E nel 2008 ci fidiamo di quello che ha dichiarato pochi giorni fa l’Ing. Cogliati, AD di API raffineria: “Le vendite industriali ammontano, nel 2008 a 1,8 milioni di tonnellate, un + 2% rispetto al 2007”
Perché dubitarne? Forse qualcuno ha visto in giro le automobili elettriche, ad idrogeno o ad aria compressa?
Se le auto continueranno ad andare a petrolio l’API dovrà raffinare!
Però qui si impone la domanda sulla MANUTENZIONE: a parte che, visto lo stato della tubazione che ha sversato il 4 aprile 2007 e della annessa impiantistica c’è da IMPLEMENTARE MASSICCIAMENTE LA MANUTENZIONE, pubblichiamo due pagine molto tecniche del Coordinatore di manutenzione produzione di API raffineria di Ancona, Ing. Antonio Spadaccini, datate Agosto 2006 in cui sinteticamente si dice:
“(…) l’azionista chiede la massima capacità di lavorazione quando serve, concetto questo sintetizzato da noto detto popolare che “ogni lasciata è persa”. Ecco allora che si prefigura agli occhi del coordinatore di manutenzione (…) una produzione che accelera e rallenta la propria corsa in ragione del mercato e delle opportunità di business. L’asticella del salto che deve compiere la manutenzione è dunque innalzata perché non si tollerano più tutti quei piccoli “inconvenienti” o “disturbi” che limitano “quando richiesto” l’esercizio delle attrezzature alla massima capacità. In definitiva è mutato l’utilizzo degli impianti non più entità isolate ma inseriti in un quadro di lavorazione e di distribuzione più ampio, al quale poco importa dei problemi tecnici che può avere la manutenzione.
Chiaramente questa richiesta di “maggiore produzione quando serve” deve essere interpretata come qualcosa di “dovuto” e quindi senza sostenere costi aggiuntivi. Il coordinatore di manutenzione in questa ottica deve dettare i tempi ai rematori della galea della manutenzione, in modo da garantire in ogni momento ciò che l’esercizio chiede per soddisfare a sua volta i clienti finali. Teoricamente è tutto chiaro, ma nella pratica cosa cambia?
Cosa bisogna fare materialmente per “resettare” il sistema manutenzione?
In tre parole bisogna “curare il dettaglio” ossia mirare a valutare tutte quelle fenomenologie di guasto non di manifesta criticità e che quindi non sono iniziatori di blocco degli impianti o che riguardano la sicurezza e l’ambiente, ma che più o meno latenti o nascosti impediscono di “schiacciare l’acceleratore fino in fondo” quando le circostanze lo richiedono. Il più delle volte non stiamo parlando di guasti gravi ma di particolari che costituiscono una sorta di grado di “invalidità” delle apparecchiature. Vista l’impossibilità materiale di ridondare tutti i sistemi non di sicurezza, è lì che la manutenzione deve giocare un ruolo importante assicurando sempre e totalmente la disponibilità delle apparecchiature.” cit. – Ing. Antonio Spadaccini
Se comprendiamo il panegirico tecnico dell’Ingegnere API si parla di incrementare la manutenzione per avere impianti sempre pronti per performance al massimo a seconda delle richieste del mercato … ma senza costi aggiuntivi!
Sarà forse nella pretesa di abbassare i costi da parte di API che i lavoratori ed i Sindacati devono individuare la minaccia?
Si stanno trovando di fronte ad una richiesta di massimizzazione della flessibilità senza adeguata compensazione economica che spiazza ditte appaltatrici e lavoratori stessi?
Si trovano di fronte alla minaccia di una precarizzazione ulteriore del lavoro?
Ma attenzione…questo riguarda l’organizzazione del lavoro e non la mancanza di lavoro per le necessarie manutenzioni!
E qui entra in campo la “carta canta” che riguarda i piani industriali.
Api ha deciso di spostare i tre quarti degli investimenti sulle rinnovabili
…si è letto il 3 Novembre 2008….
“A guidare la volata è Ferdinando Brachetti Peretti, classe 1960, che l’anno scorso ha ricevuto il timone aziendale con la nomina ad amministratore delegato di Api Holding e a presidente di Api Nova Energia. «Per noi le fonti rinnovabili non rappresentano una moda o un optional: sono il futuro, un futuro che si sta avvicinando sempre più rapidamente», spiega il numero uno di Api. «Abbiamo iniziato questo percorso industriale nel 1998, quando abbiamo deciso di costruire il primo impianto eolico in Sicilia. Ora i tempi sono maturi per un salto del processo d’innovazione: i tre quarti dei nostri investimenti nei prossimi sei anni saranno puntati sulle fonti rinnovabili: spenderemo 3 miliardi di euro per ampliare il nostro portafoglio nel campo del sole, del vento e delle biomasse ».
Attraverso Api Nova Energia, nata nel 2006, il gruppo gestisce 30 megawatt di eolico in Campania e 60 megawatt di biomasse in Calabria. C’è inoltre una partnership con Iberdrola, un’azienda leader nel settore del vento, per realizzare impianti per altri 350 megawatt tra la Puglia e la Sicilia. Anche sul fronte solare le iniziative si moltiplicano. Nelle Marche è in costruzione il più grande impianto fotovoltaico su un’area privata, 10 megawatt a Tolentino, e con il progetto «100 pensiline» si darà copertura fotovoltaica alla rete delle stazioni di rifornimento della benzina di proprietà del gruppo fino a raggiungere un totale di 2 megawatt. L’obiettivo è arrivare a 1400 megawatt di rinnovabili entro il 2013 (1000 da vento, 200 da fotovoltaico, 200 da biomasse).”
Allora, i lavoratori ed i Sindacati credono ancora che per Falconara il futuro produttivo ed occupazionale deve essere ancora fossile – petrolio e metano – o si debba pretendere un cambio graduale, ma da subito?
Il loro arroccamento sulle posizioni padronali sta portando investimenti ed occupazione altrove! SVEGLIA!!!!!!!!
Ogni lasciata è persa, come direbbe l’Ing. Spadaccini!
Loris Calcina (capogruppo e consigliere di CiC)






