Rigassificatore API: la Regione Marche è irresponsabile a stipulare un nuovo Accordo per un altro impianto a rischio di incidente rilevante quando dopo 8 anni non ha ancora stipulato quello con lo Stato che interessa la sicurezza di lavoratori e cittadini per gli impianti esistenti

La Regione Marche si sta apprestando a ratificare la costruzione di un altro impianto a rischio di incidente rilevante (terminal offshore di rigassificazione di GNL) chiesto dal gruppo petrolifero API (API Nòva Energia) a 13 km da Ancona e 16 km da Falconara M.ma.

Fino ad oggi qual è stata la capacità della Regione Marche di controllare ed eventualmente sanzionare la raffineria di petrolio API, industria a rischio di incidente rilevante?

Per dare una risposta a questa domanda non ci si può affidare ai “sentito dire”, si deve essere certi delle circostanze. Pertanto, per rispondere alla domanda ci baseremo su pura documentazione che alleghiamo a margine di questa nota.

Sulle prime due circostanze di cui diamo conto, le informazioni provengono direttamente dalla Società petrolifera API, e cioè dal Prospetto Informativo relativo all’Offerta Pubblica di vendita e sottoscrizione e all’ammissione alle negoziazioni sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito dalla Borsa Italiana S.p.A. delle azioni ordinarie di “api” – anonima petroli italiana S.p.A. reperibile anche su internet alla pagina

http://files.meetup.com/206933/API%20%20S.p.A.%20%20-%20%20IL%20%20PROSPETTO%20INFORMATIVO.pdf

( 1 )

A pag. 190 del succitato Prospetto Informativo, si legge che il 21 Settembre 2005 API raffineria riconosce di aver omesso di comunicare (art. 7 del DM 401/99) la rottura di un oleodotto e il versamento di prodotto idrocarburico. Solo successivamente API ha comunicato agli Enti di Controllo le modalità del suo intervento … Ipoteticamente, nel lasso di tempo (giorni) intercorso tra l’incidente e la comunicazione, la Società avrebbe potuto aggiustare il tutto per sminuire l’accaduto.

Comunque, non ci risulta, come scrive API, che siano scattati provvedimenti …

Pertanto le domande che ci si pongono con urgenza sono:

A)    gli Enti di Controllo hanno relazionato al fine della applicazione dei provvedimenti (amministrativi o penali) per la violazione dell’art. 7 del DM 401/99?

 

B)    Se gli Enti di Controllo hanno relazionato come mai la Regione Marche non ha applicato i provvedimenti previsti per Legge e quanto previsto nel Decreto di Concessione 2003?  

Nel link lo stralcio del documento tratto dal sopraccitato Prospetto Informativo fuoriuscita petrolio oleodotto 2005

( 2 )

A pag 188 del succitato Prospetto Informativo è scritto che “nel febbraio 2006, api raffineria ha rilevato alcuni superamenti dei limiti emissivi prescritti per valore di concentrazione di CO2 (ndr: in realtà, per un refuso, dovrebbe essere SO2) A seguito dell’evento, non è stata ricevuta alcuna notifica né alcuna prescrizione da parte delle Autorità. L’Emittente, comunque, ha prontamente fornito all’ARPA e agli Enti locali una dettagliata relazione di quanto accaduto. Secondo la previsione dell’articolo 10 del D.P.R. 203/88 il superamento dei livelli di emissione potrebbe comportare la combinatoria di sanzioni in dipendenza della gravità delle infrazioni accertate (…)”

Come documentiamo in questi link i livelli di SO2 furono allarmanti il 1/2/2006 e il Comune di Falconara segnalò l’accaduto anche sulla stampa il 6/2/2006. livelli SO2 del 1.2.2006 validati da centraline provincia

dal Corriere Adriatico

Non ci risulta, come scrive API, che siano scattati provvedimenti … Vorremmo essere smentiti!

Anche in questo caso le domande che si pongono con urgenza sono:

A)    L’ARPA Marche ha relazionato al fine della applicazione delle sanzioni previste dal  D.P.R. 203/88?

 

B)    Se l’ARPA Marche ha relazionato come mai risulterebbe che la Regione Marche non ha applicato i provvedimenti previsti per Legge e quanto previsto nel Decreto di Concessione 2003 né quanto previsto dal D.P.R. 203/88?  

Nel link lo stralcio del documento tratto dal sopraccitato Prospetto Informativo superamento SO2 febbraio 2006

( 3 )

C’è un procedimento penale ancora aperto in cui i cittadini di Falconara Marittima – con i loro Comitati – sono parte lesa. Esso riguarda l’esistenza o meno dell’alimentazione del sistema di sicurezza elettrico cosiddetto “in isola” dichiarato da API raffineria nel suo Rapporto di Sicurezza  2000, sistema che permetterebbe l’autosufficienza elettrica della raffineria in caso di blackout della rete nazionale.

Al di là dell’aspetto eventualmente penale è interessante rilevare le conclusioni (febbraio 2009) del Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dalla Procura della Repubblica di Ancona:

“L’esame dei documenti agli atti del fascicolo porta alla conclusione che API raffineria S.p.A. ha sostenuto nel Rapporto di Sicurezza ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 334/1999, redatto nell’anno 2000, l’esistenza del sistema in isola ma, di fatto, esistente soltanto in progetto, e non operativo (…) L’analisi della documentazione ricevuta, e in particolare la già citata nota del 2007 del servizio Ambiente della Regione Marche, evidenzia altresì che, almeno al 2004, le Autorità di controllo erano consapevoli che il sistema di chiusura in isola non era operativo e che a fronte di tale situazione, emersa in seguito alla serie di black-out elettrici verificatisi negli anni, i competenti Enti di controllo non sono intervenuti, ai sensi dell’art. 27, comma 4 del D.Lgs n. 334/1999, con una serie di strumenti sanzionatori di carattere amministrativo di una certa incisività (diffida, sospensione dell’attività, chiusura dello stabilimento o di un singolo impianto) che tale norma metteva a loro disposizione per sollecitare API a risolvere il problema”.

Vedi link CTU Procura conclusioni

                                                                                ( 4 )

Ma a seguito di questa valutazione del CTU della Procura è seguita la scoperta più sconcertante ed illuminante grazie al  Parere della Seconda Sezione del Consiglio di Stato datato 26/11/2003:

La Regione Marche non ha ancora sottoscritto l’Accordo di Programma con lo Stato per il trasferimento delle competenze che gli conferirebbero la possibilità di sanzionare qualsiasi industria a rischio di incidente rilevante che non rispetti la normativa sulla sicurezza del Decreto Seveso (334/99), e dunque anche API raffineria.

Questa gravissima inadempienza getta un’ombra sconcertante su 8 anni di inadempienza della Regione Marche che ha reso mero esercizio di stile una parte delle prescrizioni e dei “provvedimenti consequenziali” del Decreto Regionale di Rinnovo della concessione alla raffinazione all’API del giugno 2003.

Non è responsabile stipulare un nuovo Accordo per un altro impianto a rischio di incidente rilevante quando dopo 8 anni non si è ancora stipulato quello con lo Stato che interessa la sicurezza di lavoratori e cittadini per gli impianti esistenti.

Loris Calcina (gruppo di lavoro energia ambiente della Lista Cittadini in Comune – Falconara M.)

Agevolazione speciale TARSU e Bilancio: CiC chiede a quanto ammonta e da quali Settori sia stata tolta la somma. L’Amministrazione Comunale non risponde

euro Nell’ ultimo Consiglio Comunale del 27 Giugno 2011 dedicato al Bilancio, il capogruppo di Cittadini in Comune – Fabio Talevi – ha chiesto di sapere da quale capitolo di Bilancio siano stati prelevati i fondi necessari al finanziamento dell’agevolazione speciale della TARSU  per i proprietari dei locali non occupati come previsto dalla Delibera di Consiglio N. 53 del 7/6/2011.

L’Amministrazione Comunale non ha saputo dare risposta!

Eppure il Consiglio Comunale ha discusso di Bilancio dove tutti gli aspetti devono essere chiari e trasparenti!

La cifra, secondo i calcoli dell’Ufficio Tributi, doveva aggirarsi attorno agli 11.000 Euro ma, come scrisse il Funzionario Responsabile, quel calcolo era “puramente esemplificativo e non esaustivo”.

Dopo la replica a mezzo stampa del 21 giugno scorso nella quale l’Assessore al Bilancio si era inviluppato in una improbabile distinzione tra sconto e riduzione della TARSU (eludendo la concretezza della reale agevolazione speciale approvata), la Lista CiC si attendeva chiarezza nelle cifre e l’indicazione dei settori penalizzati per coprire quella agevolazione speciale.

CiC si attendeva chiarezza e distinzione sul numero delle grandi aziende e su quello dei piccoli/medi artigiani interessati alla agevolazione!

Nulla! Silenzio assoluto da parte dell’Amministrazione Comunale!

Cittadini in Comune ribadisce di essere d’accordo per alleggerire il piccolo/medio artigiano in difficoltà con l’agevoalzione fiscale sulla TARSU,  ma essa non può valere per i grandi Gruppi industriali!

500-1000 Euro circa di agevolazione per un piccolo/medio artigiano ha un peso completamente diverso rispetto ai 4-5000 Euro di agevolazione ad un grande gruppo industriale … Ed il peso è nettamente diverso anche per il Bilancio comunale e i settori che sono stati penalizzati.

Gruppo Consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.

con L’Api, nel giurassico…

I Sindaci dbrandojurassico.jpgella costa e della provincia di Ancona (meno quello di Falconara M. Brandoni) resistono e nella loro opposizione ai rigassificatori si staglia nitidamente l’inadegautezza e la subalternità della Regione Marche di fronte alla Società petrolifera API.

Noi stiamo con i Sindaci di Senigallia, Ancona, Montemaciano, Chiaravalle, Sirolo, Numana, Camerano, Camerata, Loreto, perché loro stanno dalla parte dei i cittadini ed interpretano nel modo migliore l’indicazione politica uscita dalle urne del referendum sull’acqua: lavoro, mare, salute, saperi sono beni essenziali di tutta la comunità. Non possono essere svenduti ad una Azienda, qualsiasi sia il suo nome.

Dall’altra parte c’è chi, come il Sindaco di Falconara M. e il Presidente della Regione Marche, considera questi beni alla stregua di una qualsiasi merce di produzione e come tale sfruttabili e sacrificabili sull’altare delle esigenze delle imprese, trasformabili e scambiabili in denaro.

Il solo motivo per cui il Sindaco di Falconara M. sta con la Società API e, pelosamente, con i lavoratori è perché l’API ha già puntellato nel 2008 il bilancio dell’ Amministrazione comunale (e la poltrona di Brandoni) con 3 Milioni di Euro incassati per il parere positivo espresso alle due nuove centrali termoelettriche. L’Amministrazione del Sindaco Brandoni attende altri 7 milioni di Euro da quel progetto, ha già incassato altri 150.000 Euro dal si al rigassifcatore che, se sarà approvato definitivamente, gli farà avere entro l’anno altri 750.000 Euro.  

Ciò che è particolarmente disgustoso è che lo stesso calcolo è stato fatto dal Presidente Spacca il quale sta mettendo in scena sulla pelle dell’intera provincia di Ancona l’ennesima commedia sui 12 anni di fallimento del rapporto con l’Azienda API, a partire dal luttuoso incendio dell’agosto 1999, passando per quello del settembre 2004 e arrivando alla contaminazione di 20 km di spiaggia nell’aprile 2007!

I Sindaci-coraggio e lo straordinario movimento dei cittadini che nessuno riesce a domare e che i responsabili della comunicazione dell’API inseguono affannosamente in ogni occasione pubblica, hanno capito che per lavoratori , territorio, turismo e pesca si sta preparando la stessa scatola vuota del 2003 – rinnovo della concessione e protocollo di intesa – che lascerà nuovamente mano libera all’API ed il territorio sempre più devastato, asservito ed inutilizzabile e le prospettive occupazionali ridotte e dal fiato corto.

In questi mesi i cittadini, i movimenti, hanno fatto il lavoro che, negli anni, avrebbe dovuto fare la Regione di Spacca: indicare un futuro  per tutti in base a quanto già programmato con il Piano Energetico Ambientale Regionale ed in previsione della imminente definizione governativa (su determina UE) delle quote obbligatorie di energie rinnovabili che ogni regione italiana dovrà installare per la produzione elettrica, la produzione di calore e l’autotrasporto.

La IRES CGIL ha valutato per le Marche il quadruplicamento delle necessità, dovendo passare dal 7,1% ad oltre oltre il 30% del totale prodotto sia come energia elettrica che come calore.

L’alternativa sarà secca: o si attua e si crea lavoro e minore impatto ambientale o non si fa ed allora si scarifica lavoro, ambiente e si verrà obbligatoriamente sanzionati dalla UE.

Pertanto ciò che è scritto nell’Accordo tra Regione e API è già giurassico, vecchio, sorpassato, senza futuro per tutti!

Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.

Verde non manutenuto alle Ville…Il singolare stupore del PDL di Falconara…

ASPIRAPOLVERE I Consiglieri interroganti del PdL imputano la mancata manutenzione del verde alla mancanza della clausola nella Convenzione stipulata nel 2007 tra CAM e Comune.

Vogliono forse dire che dal 2007 quel verde non è stato manutenuto?
Sembra impossibile, perché se fosse stato così alle Ville ci sarebbe una selva impenetrabile!

Oppure i Consiglieri del PdL ci vogliono dire che l’Amministrazione che sostengono ha fatto fare le manutenzioni del 2008, 2009 e 2010 all’ex CAM nonostante non fossero nella Convenzione?

La Lista Cittadini in Comune è sicura che negli anni 2008, 2009 e 2010 l’Amministrazione Comunale sostenuta dai Consiglieri del PdL ha fatto pulire il verde delle Ville all’ex CAM, altrimenti oggi avremmo un bosco piuttosto che erba alta e non manutenuta.

E allora ci domandiamo: vuoi vedere che il mancato taglio dell’erba si è verificato solo quest’anno in cui il CAM è stato “tagliuzzato” nella nuova società Marche Multiservizi Falconara voluta dall’Amministrazione Brandoni?

Se così fosse significa che anche la Giunta Brandoni – come la giunta Carletti – ha utilizzato il CAM come un BANCOMAT, cioè per lavori anche fuori Convenzione mentre ora, con la privatizzazione di MMS Falconara questo non è più possibile, e di conseguenza sta diminuendo la qualità del servizio.

Una singolare interrogazione quella del Popolo della Libertà:

Gruppo consiliare CIC – Lista civile Cittadini in Comune (Falconara M.ma)

Agevolazioni speciali TARSU: Cittadini in Comune d’accordo, ma non per la grande impresa. Il PdL boccia l’emendamento.

fumettoLa maggioranza del Consiglio Comunale di Falconara M.ma (7/6/2011) ha approvato un pacchetto di modifiche ed integrazioni al Regolamento comunale per l’applicazione della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) proposta dalla Giunta Comunale.

All’interno di quel pacchetto – al 99% condiviso da Cittadini in Comune – la Giunta e la maggioranza del Popolo della Libertà hanno fatto “annidare” una agevolazione non proprio sociale e sostenibile che la Lista CiC ha tentato di contrastare con un emendamento … invariabilmente bocciato dal PdL!

Due Società – la Angelini Immobiliare SpA e la Cava Gola della Rossa SpA – hanno richiesto esenzioni dalla TARSU per immobili non abitativi nella loro disponibilità ma di fatto non utilizzati a seguito della cessazione dell’attività in precedenza esercitata.

E’ bene sapere che i Comuni non sono obbligati a concedere agevolazioni a questo tipo di immobili tanto che tali agevolazioni sono aggettivate come speciali!

Pertanto i Comuni possono concedere tali agevolazioni speciali … l’agevolazione è una decisione discrezionale!

Questa discrezionalità deve tenere conto di due aspetti non secondari:

  1. il mancato incasso dell’agevolazione concessa deve essere compensato obbligatoriamente nel Bilancio comunale da pari entrate differenti dalla TARSU;
  2. conseguentemente l’Amministrazione comunale dovrà diminuire fondi da altri settori per compensare l’agevolazione. Da che settore toglierà? Dai Servizi sociali? Dai Lavori pubblici? Dallo Sport? Dalla Cultura?

Chi sarà penalizzato dei circa 11.800 Euro ipotizzati dall’Ufficio Tributi del Comune?

Sottolineiamo ipotizzati poiché ad oggi – come ha evidenziato lo stesso Ufficio Tributi – non c’è un elenco completo – o il più prossimo alla completezza – delle richieste di agevolazioni né un censimento dei locali inutilizzati, tanto che l’Ufficio ha eseguito una proiezione “puramente esemplificativa”.

Ad oggi l’Amministrazione comunale è a conoscenza solo di 8 ditte artigianali o commerciali nella situazione da agevolare.

Due aspetti hanno spinto Cittadini in Comune a chiedere il rinvio dell’approvazione di quella agevolazione:

Cittadini in Comune ritiene che una Amministrazione pubblica non può perseguire questo deleterio concetto di “uguaglianza tra diseguali” anche perché in ballo c’è una parte del suo Bilancio costruito con il contributo di tutta la comunità dei cittadini.

Nella concessione di questa agevolazione speciale la differenza che sottolineiamo sta nel fatto che mentre il grande e Gruppo industriale ha maggiori risorse nella sua struttura per ammortizzare la TARSU di un immobile momentaneamente non utilizzato, il piccolo/medio artigiano o commerciate che non usa più un locale per cessata attività significa che si trova – purtroppo – in una situazione di crisi che può affrontare con limitate opzioni.

Per cui ci sembra accettabile che una agevolazione speciale alleggerisca il piccolo/medio artigiano in difficoltà; meno accettabile per quanto riguarda i grandi Gruppi industriali.

1000 Euro circa di agevolazione per un piccolo/medio artigiano ha un peso completamente diverso rispetto ai 3-4000 Euro che può essere concesso ad un grande gruppo industriale … Ed il peso è nettamente diverso anche per il Bilancio comunale e la “giustizia fiscale”.

Per rendersi conto della disparità basta guardare la struttura delle due Società che hanno richiesto l’agevolazione speciale al Comune.

http://www.angelini.it/azienda-file/9882_Struttura.htm

http://www.cavagroup.com/catalogo/default.asp?cat={99610318-4CBF-4D8B-8B03-BF088350604A}

In definitiva: di fronte a richieste di agevolazioni speciali Cittadini in Comune prima avrebbe verificato il dato oggettivo riguardo al numero e alle tipologie di immobili non residenziali inutilizzati e potenzialmente agevolabili e poi, con una gradualità sulla dimensioni in metri quadri, avrebbe agevolato sulla TARSU il piccolo/medio artigiano o commerciante piuttosto che il grande Gruppo industriale.

La maggioranza del Popolo della Libertà ha avuto fretta di fare tutt’altro!

Loris Calcina e Fabio Talevi

(consigliere uscente e consigliere entrante della Lista CiC – Falconara M.)

la Delibera aprovata dal Consiglio Comunale (in giallo la parte contestata da CiC)

l’emendamento di CiC respinto dal PdL

Referendum 12-13 Giugno, si vota…4 SI

4SI_2011

CLICCA QUI per file pdf con i dettagli per ciascun quesito e i colori delle schede.

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