{"id":515,"date":"2009-06-30T19:50:43","date_gmt":"2009-06-30T18:50:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadiniincomune.net\/2009\/06\/30\/quella-strana-paura-del-popolo-sovrano\/"},"modified":"2009-07-02T00:09:51","modified_gmt":"2009-07-01T23:09:51","slug":"quella-strana-paura-del-popolo-sovrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadiniincomune.net\/?p=515","title":{"rendered":"Quella strana paura del popolo sovrano&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.cittadiniincomune.net\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/ghigliottina.thumbnail.jpg\" alt=\"ghigliottina.jpg\" align=\"left\" hspace=\"2\" \/>Ieri sera, in Consiglio comunale, abbiamo assistito all&#8217;ennesimo confronto sui diversi modi di intendere la democrazia. Tra chi, come noi di CiC, ritiene che la democrazia sia fondamentalmente l&#8217;espressione del volere popolare e chi invece sottolinea l&#8217;aspetto della rappresentanza, e quindi del ruolo centrale dei partiti politici, come essenza delle isitituzioni democratiche.<br \/>\nSecondo il punto di vista di Clemente Rossi, capogruppo del PdL in Consiglio, la proposta avanzata da Loris Calcina per l&#8217;eliminazione del quorum al 51% per la validazione dei referendum comunali \u00e8 &#8220;eversiva&#8221;. A suo parere, le forme della democrazia diretta sono &#8220;destabilizzanti&#8221; e quindi pericolose per le isituzioni democratiche.<br \/>\nEvidentemente noi e Clemente Rossi abbiamo una diversa concezione della parola &#8220;democrazia&#8221;.  Ma si tratta di diverse opinioni attorno alla medesima realt\u00e0 o esistono, di fatto, diverse democrazie alle quali ciascuno di noi fa riferimento?<!--more-->Per chiarirci questo aspetto, dobbiamo innanzi tutto stabilire se la nostra attuale democrazia rappresentativa sia l&#8217;unica democrazia concretamente applicabile o esistano altre democrazie, e se esistono, dobbiamo capire come mai in Europa si sia affermata proprio la democrazia rappresentativa e se questa sia oggi la migliore delle democrazie possibili o, quanto meno, la pi\u00f9 rispondente agli attuali bisogni della societ\u00e0 civile.<br \/>\nSappiamo dalla storia che la democrazia nacque in Grecia a partire dal 1\u00b0 millennio a.C.. Il suo ordinamento non prevedeva rappresentanza ma ciascun cittadino esprimeva direttamente la sua opinione ed eleggeva direttamente il governatore.<br \/>\nAmarthya Sen, il noto premio Nobel dell&#8217;economia, ci ha illustrato, in un recente libro, come la democrazia non sia affatto una ricetta esclusiva della civilt\u00e0 occidentale, perch\u00e8 esperienze di democrazia sono avvenute storicamente in Persia, in India, in Cina e pressoch\u00e8 in tutte le aree del pianeta.<br \/>\nLa democrazia rappresentativa \u00e8 quindi una delle tante, possibili forme di democrazia, che nasce e si afferma in un preciso momento storico ed in un particolare contesto economico-sociale ed i cui caratteri, sebbene in nuove modalit\u00e0, perdurano ancora oggi.<br \/>\nLa democrazia rappresentativa \u00e8 il sistema adottato dalla borghesia mercantile al potere ed \u00e8 associato al primato dell&#8217;economia nella societ\u00e0 umana. Primato tolto alla religione, alla nobilt\u00e0 o alla forza militare il cui esercizio di potest\u00e0 aveva dato luogo a ben diverse organizzazioni della societ\u00e0.<br \/>\nPerch\u00e8 la borghesia &#8220;inventa&#8221; la rappresentativit\u00e0 e non riprende il modo greco di fare democrazia?<br \/>\nI motivi sono molteplici e complessi, ed io non posso che tentare qui una mia interpretazione del problema.In primo luogo \u00e8 evidente che la societ\u00e0 marcantile-industriale \u00e8 ben diversa da quella della Grecia classica.<br \/>\nLa moderna societ\u00e0 mercantile \u00e8 nata dalla rivoluzione francese &#8211; che \u00e8 rivoluzione di popolo &#8211; ed estende quindi il diritto politico a tutta la popolazione, secondo i dettami dell&#8217;illuminismo. Nella Grecia classica invece solo una parte della popolazione, per censo e per valore riconosciuto, aveva il diritto\/dovere di esercitare la res publica.<br \/>\nNe consegue per\u00f2 che con l&#8217;estensione del diritto politico al popolo, essendo il popolo in gran parte incolto, analfabeta, indigente, si rischia di dare in mano il potere a una massa di gente che non \u00e8 in grado, culturalmente, di gestire la societ\u00e0 degli stati nazionali. L&#8217;unica via di uscita sembra allora essere quella di semplificare, limitare l&#8217;esercizio politico del popolo alla scelta di rappresentanti che abbiano idonee caratteristiche per partecipare costruttivamente al governo del Paese. La nascita e l&#8221;organizzazione dei Partiti deriva dalla medesima necessit\u00e0 di formare una rappresentanza qualificata, che sappia tradurre le istanze popolari in un progetto politico.<br \/>\nIn un certo senso \u00e8 un p\u00f2 quello che gi\u00e0 si era sperimentato a Roma nel periodo repubblicano con i tribuni della plebe.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un secondo aspetto, se vogliamo pi\u00f9 cinico, ma non meno concreto. La rivoluzione francese aveva dimostrato che di fronte al moto insurrezionale del popolo il Potere era vulnerabile. La presa della Bastiglia, le teste dei nobili cadute, erano un terrificante m\u00f2nito per i nuovi detentori del potere economico. Pi\u00f9 tardi la rivoluzione russa non fece che confermare la devastante capacit\u00e0 destabilizzante delle masse popolari. Ecco che i padroni dell&#8217;economia trovano estremamente vantaggioso interporre tra s\u00e8 e il popolo un filtro, un ammortizzatore, un potere apparente. I partiti, come strutture istituzionali di rappresentanza democratica e governo politico parlamentare sono questo formidabile interfaccia.  Basta che il potere economico si accordi con i partiti, garantendo protezione e privilegi, ed ecco che il  potere resta saldamente nelle mani dell&#8217;economia, regolato dalle borse e dai trust, ed il rischio di divenire bersaglio dei moti di popolo \u00e8 esorcizzato. Il popolo che si scagliava contro Andreotti o Berlinguer non conosceva in realt\u00e0 neppure il nome di chi gestiva il potere economico nell&#8217;italia della crisi del &#8217;70.<br \/>\nIn questo senso, l&#8217;esempio di Masaniello ha fatto scuola. L&#8217;insurrezione degli affamati napoletani \u00e8 stata vinta con la trappola della  rappresentanza. Masaniello, rappresentatnte del popolo, una volta a corte \u00e8 stato rapidamente controllato, per poi essere facilmente delegittimato di fronte al suo popolo, che ha perso entusiasmo e fiducia.<br \/>\nCi\u00f2 che sta accadendo in questi anni non \u00e8 che la replica del dramma di Masaniello. I partiti politici sono saliti a corte e sono sotto il controllo del potere mercantile. Sono poi delegittimati  di fronte al popolo che, seppure insoddisfatto, \u00e8 smarrito, non ha punti di riferimento. <strong>Una situazione di crisi profonda dei valori democratici, della credibilit\u00e0 dei partiti, che viene continuamente declamata ma rispetto alla quale non si prende alcun provvedimento, perch\u00e8, evidentemente, sta bene cos\u00ec<\/strong>.<br \/>\nLe sedi di partito sono deserte. In Polonia alle ultime elezioni europee ha votato appena il 30% degli aventi diritto, ma le elezioni sono state validate! Se avesse votato il 5% serebbero state validate lo stesso! Ma <strong>quando si tratta di votare un referendum, strumento attraverso il quale si fa esercizio di democrazia diretta scavalcando il filtro della rappresentanza, allora \u00e8 necessario il quorum del 51% !<\/strong>   E su questa posizione, <strong>non \u00e8 un caso, sono concordi TUTTI i partiti: PdL, PD, UdC.  Solo noi cittadini abbiamo votato per l&#8217;abolizione del quorum!<\/strong><br \/>\nAgli uomini di partito il ruolo dei Masaniello a corte sta comunque bene, anche se durante il Consiglio comunale la sala e vuota, anche se non riescono a portare in piazza pi\u00f9 di venti persone.  A corte comunque mangiano e non fanno nulla. Altrimenti dovrebbero tornare in mezzo al popolo e trovarsi un lavoro.<\/p>\n<p>Tuttavia permettetemi di fare un&#8217;ultima considerazione.  Se i motivi fondanti  su cui si basa la moderna democrazia rappresentativa, secondo la mia interpretazione, sono condivisibili, allora si pone un problema serio.<br \/>\nIl gioco di Masaniello potr\u00e0 pure funzionare ancora, oggi come alle origini della societ\u00e0 borghese, ma il fatto \u00e8 che <strong>il popolo \u00e8 cambiato<\/strong>. I cittadini non sono pi\u00f9 la massa di analfabeti, emarginati, ignoranti che si possono abbindolare o comprare con un tozzo di pane. I cittadini di oggi sono istruiti, capiscono, si informano e giudicano.<br \/>\nPer quanto tentiate di inculcare la paura del futuro e del presente, l&#8217;incertezza, la precariet\u00e0, non riuscirete a piegare le gambe di persone che vogliono stare in piedi, che vogliono vedere e prendere la parola per dire ci\u00f2 che pensano.<br \/>\nNon \u00e8 pi\u00f9 il povero Masaniello che bussa a Corte, ma sono centinaia, migliaia di cittadini coscienti, che non vogliono pi\u00f9 delegare a voi il loro futuro. Fossi in voi mediterei bene su questo&#8230;<br \/>\n<strong>Non abbiate riserve ad ammettere che avete paura del popolo e che \u00e8 tempo di aprire nuove strade alla democrazia partecipata<\/strong>.<br \/>\nNon vi rinchiudete nella sacralit\u00e0 di istituzioni che voi stessi, per primi, avete infangato. Apritevi al cambiamento prima che vi troviate soli, in preda all&#8217;ansia, con una strana sensazione di fastidio al collo&#8230;<\/p>\n<p>Carlo Brunelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri sera, in Consiglio comunale, abbiamo assistito all&#8217;ennesimo confronto sui diversi modi di intendere la democrazia. Tra chi, come noi di CiC, ritiene che la democrazia sia fondamentalmente l&#8217;espressione del volere popolare e chi invece sottolinea l&#8217;aspetto della rappresentanza, e quindi del ruolo centrale dei partiti politici, come essenza delle isitituzioni democratiche. 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