VERTENZA API: SE SI ELUDE UN PROGETTO FUTURO FORTEMENTE ORIENTATO VERSO LE FONTI RINNOVABILI, PERDEREMO TUTTI!
Pubblicato il 5 Novembre 2009
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Come è noto, più volte abbiamo sostenuto che la questione occupazionale posta dal piano industriale di API raffineria deve essere affrontata non solo in forma difensiva (occupazione e sicurezza) ma anche propositiva.
Secondo Cittadini in Comune oggi i Sindacati ed i Lavoratori devono rimettere al centro dell’azione la propria capacità di progettare la trasformazione futura perché se ci si affiderà alle sole convenienze della proprietà, tra due anni, ci si ritroverà in una situazione simile a quella odierna.
Di fronte alla “bradicardia politica” di Regione Marche e Provincia di Ancona e al cieco opportunismo del Comune di Falconara va avviata una “inedita” alleanza progettuale con i cittadini: che cosa potremmo chiedere di fare in questo territorio alla Holding API?
Ci auguriamo che uno scossone al torpore progettuale e ad una politica miope possa derivare anche dalla recente Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea la quale punta a realizzare entro il 2020, i tre necessari obiettivi comunitari già individuati:
- – il 20% di riduzione dei consumi energetici
- – l 20% di energia prodotta da rinnovabili
- – il 20 % in meno di anidride carbonica immessa nell’atmosfera.
Per fare questo ad ogni Stato viene assegnato un obbiettivo da raggiungere entro il 2020: all”Italia è stato assegnato di raggiungere la quota del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili rispetto all’energia consumata finale.
Un “paletto” comunitario che dovrebbe condizionare anche lo sviluppo e la ricerca industriale dato che, rispetto al 2005, l’Italia dovrà più che triplicare la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale di energia: da 5,2% a 17% !
Inoltre la Direttiva europea impone al Governo italiano di impegnare anche ogni Regione al raggiungimento di obbiettivi regionali di produzione di energia rinnovabile rispetto a quella consumata per elettricità, trasporti, riscaldamento e raffrescamento.
Conseguentemente quelle Regioni che si troveranno al di sotto degli obbiettivi stabiliti dovranno adeguare il propri Piani Energetici.
Se prendiamo in considerazione la parte della produzione elettrica, sicuramente essa sarà uno dei settori in cui si dovrà dare un fortissimo impulso all’uso delle fonti rinnovabili ed è molto probabile che anche le Marche dovranno adeguare il proprio PEAR anche sotto tale profilo!
In sostanza si presenterà LA FORMIDABILE POSSIBILITA’ DI RILANCIARE CON ANCORA PIU’ FORZA LA VOCAZIONE VERSO LE FONTI RINNOVABILI DEL PEAR.
Ciò perché, nonostante i progressi nella implementazione della produzione elettrica da fonti rinnovabili, l’Italia rimane ancora indietro rispetto al resto d’Europa.
Si guardi a tale proposito il grafico di fonte GSE riguardo agli obbiettivi da raggiungere entro il 2010 dai vari paesi europei in base alla Direttiva 2001/77/CE del 27/9/2001 sulla “Promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità“.
Se poi il dato viene disaggregato su base regionale (sempre fonte GSE), possiamo notare che le Marche – rispetto alla scadenza del 2010 – sono soltanto al 7,1% di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili rispetto a quella consumata, contro un obbiettivo del 22% … la terza parte!
Raffrontando il precedente grafico del GSE con i dati della “situazione del comparto elettrico al 2015 tenuto conto degli investimenti previsti dal PEAR” (fonte Regione Marche) emerge che se al 2015 il fabbisogno di energia elettrica sarà di 10.267 GWh, essere in grado di produrne il 22% con fonti rinnovabili significherebbe passare dai previsti 757 a 2.250 GWe e, inoltre, significherebbe quasi pareggiare consumi e produzione di energia elettrica!
PEAR Marche previsione al 2015
Dunque ci sarebbe molto da lavorare e da creare per raggiungere questi obbiettivi e proprio su questo aspetto, su quello che Gianni Silvestrini (Direttore scientifico del Kyoto Club) definisce la “PRODUZIONE DI TECNOLOGIE” si evidenziano le potenzialità, occupazionali e di ricerca nel settore delle energie rinnovabili sul quale o ci si inserisce subito o si rimarrà tagliati fuori.
Ci sono tutte le condizioni per creare una forte filiera industriale in cui anche API Nòva Energia potrebbe inserirsi con competenza al fianco delle imprese marchigiane che già lo fanno con altrettanta competenza!
Ma, citando ancora Gianni Silvestrini a proposito del fotovoltaico, è necessario che “le politiche governative devono essere commisurate alla creazione di una forte presenza nazionale in questo settore strategico. Occorre cioè creare nel corso del prossimo decennio un’industria solare competitiva sui mercati internazionali. La politica della domanda interna deve essere funzionale a questo obiettivo. Lavorare per un ampio mercato interno senza creare le condizioni per un’incisiva produzione italiana sarebbe una scelta miope e perdente. Per raggiungere questo fine occorre quindi una decisa azione di Governo e va sollecitato l’impegno delle imprese italiane, a iniziare dall’Eni che ha mantenuto nel fotovoltaico una presenza di basso profilo, scelta assolutamente incomprensibile nella nuova fase di crescita tumultuosa del mercato.”
Dunque, si ritorna all’inizio: con un PEAR che ha posto seriamente le basi ed ha avviato una politica energetica innovativa mirata alle fonti rinnovabili e che dovrà essere potenziato in questa direzione, la politica della Regione Marche deve essere decisamente consequenziale, direzionata per favorire e promuovere la attuazione delle potenzialità industriali che ne scaturiscono e che hanno poco tempo per essere colte.
E’ qui che Sindacati, Lavoratori e cittadini devono e possono intervenire insieme e decisamente!
Il più presto possibile!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)
LAVORATORI API: DIFFIDATE DELLE ATTENZIONI INTERESSATE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI FALCONARA MARITTIMA!
Pubblicato il 29 Ottobre 2009
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Comunicato STAMPA del 29/10/09:
Premesso che Cittadini in Comune non ha mai polemizzato con l’Associazione Punto a Capo sul teleriscaldamento, cogliamo l’occasione per valutare che la documentazione pubblicata dai Comitati sul sito http://www.comitati-cittadini.org/ a supporto della insostenibilità del teleriscaldamento è inconfutabile!
Con documenti alla mano si evince chiaramente come del progetto delle due centrali termoelettriche soltanto quella da 60 MWe sarebbe necessaria per il teleriscaldamento.
Il quale, anche questo è chiarissimo dalla stessa documentazione API/Università di Ancona, non servirebbe le singole utenze dei cittadini ma i grandi poli di consumo.
Piuttosto polemizziamo con il Popolo della Libertà il quale per puro tornaconto di poltrona – il denaro che API Nòva Energia verserà nelle casse del Comune qualora realizzi le centrali – nasconde il “fiato corto” della soluzione centrali rispetto alla chiara intenzione dell’API di chiudere progressivamente la raffinazione.
I lavoratori dovrebbero diffidare della “interessata” attenzione dell’Amministrazione comunale di Falconara Marittima la quale ha tutto da “guadagnare” se Sindacati, Lavoratori e Regione Marche non costringeranno l’API ad affrontare il nodo futuro di cosa farà l’Azienda su questo territorio!
Se dovrà essere una Azienda che garantirà anche posti di lavoro ha una sola alternativa: adeguarsi al Piano Energetico Regionale ed investire sulla intera filiera delle energie rinnovabili!
Loris Calcina (capogruppo Lista civile Cittadini in Comune – Falconara Marittima)
ARRETRAMENTO FERROVIA ADRIATICA: alcune cose da augurarsi!
Pubblicato il 22 Ottobre 2009
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In primo luogo c’è da augurarsi che le dichiarazioni dell’Assessore Pasquini contro l’arretramento della linea ferroviaria siano esternazioni personali dato che una prospettiva così importante dovrebbe essere affrontata collegialmente dall’Amministrazione comunale di Ancona e dal suo Consiglio comunale!Ma il nostro augurio – e la speranza – è che la prospettiva dell’arretramento della linea ferroviaria adriatica riprenda quota non solo elettoralmente ma concretamente cercando di capire che in primo luogo va evitato di spendere inutilmente denaro per l’angusto arretramento previsto da Marina di Montemarciano al quartiere Villanova di Falconara Marittima! Progetto di RFI gretto e tombale per qualsiasi altra prospettiva futura!
Ecco, questo l’On. Mario Baldassarri non lo ha voluto capire quando lo abbiamo detto nel Consiglio comunale aperto di Falconara Marittima del Luglio 2008 e continuerà a non capirlo se si ostinerà a sostenere l’attuale progetto di RFI che, lo ripetiamo fino allo sfinimento, è valido per la parte di collegamento con l’Interporto ma non per ciò che riguarda l’arretramento della linea dalla costa.
Al contrario, l’idea/progetto della Provincia di Ancona – elaborata dall’Ing. Giuseppe Marconi su input dell’ex Presidente Giancarli – prevede un arretramento della linea ferroviaria da Senigallia ad Ancona, un raccordo con il porto per l’uscita dei container e, importantissima, una metro leggera o tranvia veloce che darebbe soluzione alla mobilità urbana e suburbana che strangola le nostre strade!
Un progetto, quello della Provincia, che darebbe soluzione sia al problema della ferrovia inglobata dall’API sia alla necessità di eliminare la barriera ferroviaria sulla costa aprendola alla tranvia veloce e alla valorizzazione turistica.
Se l’On. Baldassarri e la Regione Marche si ostinano a non capire questo andremo verso lo spreco di denaro per il mini/arretramento da Marina al quartiere Villanova di Falconara senza dare una prospettiva di sviluppo al territorio.
Purtroppo la Regione Marche non ha mai voluto capire l’idea/progetto della Provincia, tanto che l’ex Assessore alle Infrastrutture Loredana Pistelli affermò che la Regione non aveva mai ricevuto il progetto della Provincia.
Ci auguriamo che l’attuale Assessore di Ancona Pasquini, invece, lo abbia visto quando era Dirigente in Regione!
C‘è da augurarsi che la Regione riveda – in accordo con Provincia e Comuni interessati – al più presto l’attuale pessimo progetto di RFI per la parte che riguarda il nodo di Falconara Marittima, altrimenti non ci sarà alcun arretramento ma solo propaganda elettorale!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara Marittima)
Consulta il “progetto” della Provincia e nota se tra i destinatari figura la Regione Marche!
- Studio prefattibilita’ riassetto sistema ferroviario e metropolitano della Provincia di Ancona
- >> Per approfondire il progetto “Bypass”
VERTENZA API: la Famiglia Brachetti Peretti si disimpegnerà progressivamente dalla raffinazione del petrolio? Urge un progetto sulle fonti rinnovabili come quello concordato in Calabria!
Pubblicato il 20 Ottobre 2009
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Data la situazione petrolifera internazionale e nazionale (costante innalzamento dei costi e riduzione dei consumi) verosimilmente la famiglia Brachetti Peretti, per il sito di Falconara Marittima, potrebbe decidere di disimpegnarsi dalla raffinazione del petrolio, commercializzare i prodotti finiti ma continuando ad investire sulle condizionanti e sempre più costose fonti fossili (metano).
L’attuale Piano industriale API per il sito di Falconara Marittima rivela le reali intenzioni della proprietà: investimenti soltanto in grado di garantire alti profitti per l’azienda ma a bassissima intensità occupazionale! E’ questa la sintesi del progetto delle centrali termoelettriche per la produzione di energia elettrica (max 20/25 occupati a fronte dei 140 esuberi annunciati!) e del cosiddetto “rigassificatore” offshore.
Che le centrali termoelettriche proposte da API non siano la soluzione all’attuale vertenza lo hanno chiaramente detto anche le Rappresentanze Sindacali dei Lavoratori, la Regione Marche e la Provincia di Ancona (non il Comune di Falconara!).
Il Presidente di API Nòva Energia – Ferdinando Brachetti Peretti – sa dove andare tanto che ha dichiarato più volte che il 75% degli investimenti del gruppo è rivolto alle fonti rinnovabili!
Infatti entro la fine del 2009 il Governo dovrà definire il “burden sharing” chiesto dalla Direttiva 2001/77/CE, cioè l’attribuzione ad ogni Regione di uno specifico obbiettivo di energia verde da raggiungere. Per il solo comparto dell’elettricità questo significherà che le Regioni che non lo hanno raggiunto già nel 2010 dovranno coprire il 22% dei propri consumi mediante elettricità prodotta esclusivamente attraverso fonti rinnovabili!
Oggi la Regione Marche è soltanto al 7,1% e questo significa che c’è di fronte alle imprese marchigiane un intero settore da sviluppare in termini di filiera: dalla produzione del silicio al pannello fotovoltaico, alla realizzazione dell’impianto, alla ricerca ed innovazione necessaria per il miglioramento dei rendimenti! Lo stesso dicasi per il settore eolico.
La Società API saprebbe fare bene anche questo ed ha concordato di farlo in Calabria con la cui Giunta Regionale ha stipulato un Accordo per investire 500 Milioni di Euro!
Perché non nella nostra Regione o nella nostra Provincia?
E’ chiaro che in tutto questo entra in gioco la politica a livello regionale e provinciale poiché, in primo luogo, per chiarire definitivamente che la strada da intraprendere è quella delle energie rinnovabili come stabilito dal PEAR, va rivisto il Protocollo di Intesa che la Regione Marche stipulò con API raffineria a Giugno del 2003.
Un Protocollo da ripulire da ambiguità quali “polo energetico ambientalmente avanzato” e da emendare con certezze come “polo per la progettazione e la produzione di energia dalle fonti rinnovabili“, il quale permetterebbe alla Società API di avviarsi anche verso l’idrogeno come energia da produrre dall’utilizzo delle rinnovabili!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara Marittima)
L’Assessore Astolfi ha nascosto alla Commissione consiliare IV^ l’intenzione di cambiare il Piano di classificazione acustica!
Pubblicato il 17 Ottobre 2009
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“la barriera fisica sarebbe l’unico strumento dell’API per adeguarsi al Piano di classificazione, che in quella zona fissa limiti severi. Prevediamo piuttosto di modificare il Piano di classificazione e, per Fiumesino, concertare interventi di raffineria ed ANAS, dato che il traffico contribuisce al rumore” Assessore all’Ambiente del Comune di Falconara Marittima Matteo Astolfi al Resto del Carlino del 15 Ottobre 2009
Le affermazioni dell’Assessore Astolfi all’indomani dell’adozione del Piano di Risanamento Acustico Comunale (PRAC) sono inaccettabili nel merito ed offensive nei confronti dei Componenti la Commissione consiliare IV^ e del Consiglio Comunale tutto.
Sono affermazioni frutto di un comportamento furbesco, non da Amministratore.
Di quanto dichiarato al Resto del Carlino, l’Assessore non ha fatto assoluta menzione nelle riunioni della Commissione consiliare IV^ sul PRAC, soprattutto nell’ultima del 12/10/2009 durante la quale la Lista Civile Cittadini in Comune ha espressamente chiesto informazioni sui dubbi riguardanti il Piano di Risanamento Acustico Volontario presentato da API raffineria.
L’Ingegnere dell’Assessorato all’Ambiente falconarese, con al fianco l’Assessore Astolfi ed il Presidente della Commissione Pastecchia, precisò che “il Piano presentato autonomamente dall’API è stato redatto tenuto conto della zonizzazione acustica esistente, approvata dal Comune“. Verbale Commissione 12.10.09 pag 1 | pag 2
Cioè la classificazione approvata dal Consiglio Comunale nel 2005 che tenta di proteggere l’abitato di Fiumesino dal rumore prodotto dagli impianti API!
Pertanto le intenzioni dichiarate dell’Assessore Astolfi sono gravi perché:
- prospettano di sguarnire l’abitato di Fiumesino da una classificazione acustica che attualmente tenta di proteggerlo;
- sono state tenute all’oscuro della Commissione consiliare IV^ e del Consiglio Comunale che DEVONO e DOVEVANO VALUTARE l’intenzione dichiarata dall’Assessore Astolfi.
Ma dalla affermazione dell’Assessore scaturisce una domanda ed un sospetto.
LA DOMANDA: se “il Piano presentato autonomamente dall’API è stato redatto tenuto conto della zonizzazione acustica esistente, approvata dal Comune” che necessità c’è di cambiare il Piano di classificazione?
IL SOSPETTO: forse non è vero che “il Piano presentato autonomamente dall’API è stato redatto tenuto conto della zonizzazione acustica esistente, approvata dal Comune“, tanto da indurre l’Assessore Astolfi ad annunciare il solerte cambiamento del Piano di Classificazione acustica?
Sottolineiamo, infine, il reiterato, offensivo ed inaccettabile comportamento furbesco dell’Assessore Astolfi che, precedentemente a questa occasione, sempre in Commissione consiliare IV^ e sempre con una problematica riguardante la Società API – in occasione della stipula della Convenzione – non aveva consegnato tutta la documentazione necessaria e disponibile ai Consiglieri componenti!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara Marittima)
PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO COMUNALE DI FALCONARA: GROSSO LAVORO DI CiC in Commissione e in Consiglio Comunale
Pubblicato il 15 Ottobre 2009
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L’azione documentata e puntuale di Cittadini in Comune sul Piano di Risanamento Acustico Comunale – sia in Commissione consiliare che in Consiglio comunale – è riuscita ad ottenere almeno il minimo degli interventi a tutela della salute pubblica contro i rischi determinati dall’inquinamento acustico.
Sul versante del rumore prodotto dalla traffico veicolare su gomma CiC è riuscito a far inserire (previa apposita osservazione) nel PRAC la stesura dell’asfalto fonoassorbente anche sulla via Flaminia che attraversa il quartiere Villanova, strada altamente trafficata e dai limiti di legge superati di giorno e di notte! Inizialmente l’intervento non era previsto.
Per quanto riguarda il problema dallo scalo merci ferroviario lato terra, CiC è riuscito a far ragionare l’Amministrazione sul fatto che, fino a quando non sarà spostato materialmente lo scalo (tra 2 – 3 – 5 anni?) i residenti aggrediti dal rumore prodotto devono essere tutelati con misure di mitigazione!
Pertanto CiC ha proposto che l’Ordinanza ancora vigente MA DIMENTICATA (agosto 2000) contro l’urto e la movimentazione rumorosa dei carri di notte sia ricompresa tra le misure a protezione dei cittadini in considerazione proprio dei rilevamenti fatti dall’Università Politecnica delle Marche (Dip. Energetica) che mostrarono superamenti abbondanti dei limiti di legge!
Ma un altro elemento tecnico molto importante è stato evidenziato da CiC e accolto in Commissione consiliare e in Consiglio comunale: i dati della centralina fissa del rilevamento del rumore della Provincia posta a ridosso di quello scalo merci.
L’analisi dettagliata di quei dati ha mostrato che nel 2008 su 184 giorni complessivamente rilevati (gli altri giorni la centralina non ha funzionato come pure dal 1/1/1009 AL 31/7/2009) ci sono stati 69 superamenti orari diurni del limite di 70 dB e ben 215 superamenti orari notturni del limite di 60 dB; ma ancor più grave sono stati i 13 superamenti del limite dell’intero periodo notturno (22 – 6,00).
Questa situazione determina insonnia, mancanza di riposo, stress e qualità della vita scadente per i residenti, come ampiamente documentato dal Dr Claudio Fratesi già nel 2003 in una apposita indagine pagata in proprio dai residenti!
Tutti i dati consegnati da CiC all’Amministrazione comunale ed in sede di Commissione, impongono un deciso intervento immediato dell’Amministrazione comunale nei confronti di RFI e a tutela dei residenti, poiché non è sanitariamente pensabile che si possa attendere lo spostamento degli scali merci per vedere sanata la problematica.
Per la problematica delle barriere acustiche proposte da RFI a risanamento del versante della linea ferroviaria adriatica, CiC ha evidenziato la improponibilità di barriere acustiche alte fino ad 8 metri che murerebbero i residenti impedendo, tra l’atro, di godere dei benefici del mare in quanto a brezza e veduta! Le barriere si rivelerebbero un rimedio peggiore della causa!
Pertanto CiC, in Commissione, ha proposto che l’Amministrazione chieda l’apertura di un tavolo con Regione ed RFI per dirottare gli investimenti obbligatori che RFI deve fare su altri aspetti ed altre zone. Quello che ha già fatto il Comune di Senigallia.
Una per tutte, la protezione della scuola elementare Marconi per la quale non è previsto nulla ma che è pesantemente investita dal rumore della linea ferroviaria.
E’ lì che andrebbero installate barriere acustiche, da subito, poiché è scientificamente dimostrato che alti livelli di rumore possono determinare un vistoso calo di concentrazione e dell’apprendimento per gli alunni delle scuole.
Loris Calcina (capogruppo consiliare della Lista Civile Cittadini in Comune)
Utile da consultare:
- relazione ASUR 7
- valori acustici traffico via Flaminia – Villanova di giorno
- valori acustici traffico veicolare via Flaminia – Villanova di notte
- verbale Commissione 12.10.09 pag 1 | pag.2
- ordinanza Sindaco Falconara 143 del 7.8.2000
- dati Università a supporto Ordinanza 143 notte pag 1 | pag.2 | pag.3 | pag.4 | pag.5





