La “guerra della Giunta Brandoni” alle PM10 è una guerra contro i ristoranti, pizzerie, panifici e proprietari di caminetti!
Per la Giunta Brandoni la “guerra” alle Polveri sottili (PM10) continua ad avere 3 terribili nemici:
- i caminetti;
- le attività di panificazione;
- i forni a legna di pizzerie, ristoranti.
Con l’Ordinanza 66 del 20 aprile scorso il Sindaco di Falconara ha modificato in peggio quella precedente (che se la prendeva sempre con caminetti e pizzerie) perché pur avendo spostato al 14 settembre 2012 l’obbligo di eseguire materialmente l’installazione di filtri sui forni oppure l’alimentazione a gas, metano o elettrica, l’Ordinanza ha imposto altri costi immediati agli esercizi commerciali come la realizzazione della <<presa fiscale a monte di tali sistemi ed una a valle per eventuali controlli>>.
Non sarebbe meno vessatorio che gli Enti di controllo certificassero ufficialmente i sistemi di abbattimento validi che ristoratori e panificatori possono installare?
Se quei sistemi di abbattimento delle Polveri sottili fossero verificati prima da chi possiede gli strumenti per farlo non ci sarebbe bisogno delle prese fiscali che dovrebbero pagarsi ristoratori e panettieri!
Ma non basta: l’Ordinanza del Sindaco Brandoni prospetta altri costi differiti per ristoranti e pizzerie poichè << Anche a seguito delle risultanze del censimento delle suddette attività potranno successivamente essere prescritte maggiori prestazioni depurative per l’anno 2013 >>
Vale a dire che i sistemi di filtraggio che nel frattempo le pizzerie avranno installato potrebbero anche non bastare …
Ma insomma, quante volte dovranno spendere i titolari di pizzerie, ristoranti e panifici?
Ritorniamo alla constatazione precedente: perché gli Enti di controllo non individuano e testano i migliori sistemi una volta per tutte cosicché ristoranti e pizzerie possano intervenire e spendere una sola volta?
Ma se il Sindaco Brandoni e i suoi Assessori sfornano simili provvedimenti evidentemente non sono allarmati dal fatto che nel 2011 hanno chiuso 12 ristoranti a Falconara (dati dell’Osservatorio del commercio e del turismo della CNA di Ancona del 18/4/2012).
La Lista Civile Cittadini in Comune denuncia che la cosiddetta guerra alle PM10 del Comune di Falconara si sta rivelando una farsa a danno di chi incide molto poco sui livelli di inquinamento mentre le realtà industriali che pesano realmente sulle quantità di PM10 sono state interessate da provvedimenti soltanto di facciata!
Basta verificare gli alti livelli delle PM10 alle 2-3-4-5 di notte di gennaio/febbraio e marzo, quando i caminetti erano spenti e le pizzerie e i ristoranti chiusi, quando il traffico automobilistico è pressoché nullo … Quali sono stati gli impianti attivi in quelle ore della notte?
Staff Lista Cittadini in Comune
News da Cittadini in Comune su Scuola Dante Alighieri per conoscerne il progetto di ristrutturazione e sulla Quadrilatero con interrogazione sul fallimento del progetto dell’area leader di Castelferretti.
NEWS da Cittadini in Comune
Scuola Elementare Dante Alighieri di Falconara Alta:
il Consigliere comunale di CiC – Fabio Talevi – ha chiesto che quanto prima venga convocata la Commissione Consiliare II^ (Lavori Pubblici) sulla problematica della ristrutturazione della Scuola Dante Alighieri di Falconara Alta. Si ritiene urgente conoscere nel dettaglio budget economico, progetto e tempi necessari e previsti.
Progetto Quadrilatero e area di Castelferretti:
gli ultimi sviluppi della vicenda che hanno visto la Regione Marche, la Regione Umbria, la Provincia e la Camera di Commercio di Macerata disertare l’assemblea della Quadrilatero S.p.a. convocata per l’approvazione del bilancio della Società, hanno indotto la Lista Civile CiC a presentare una interrogazione che chiede al Sindaco di Falconara Marittima di esprimersi sulla opportunità di agire a tutela degli interessi collettivi contro chi ha voluto trascinare il Comune nell’operazione/progetto Quadrilatero in quanto lesiva degli interessi locali e, pertanto, chiedere il risarcimento dei danni subiti. Continua a leggere…
PM10: a Falconara M.ma è fallito l’obiettivo della riduzione individuato dall’Accordo di programma sottoscritto tra Comune e Regione Marche. In meno di 3 mesi registrati 32 superamenti dei limiti di legge … Tanti quanti ne aveva ipotizzati l’Accordo per 7 mesi!
Sembra proprio che aver vietato l’uso dei caminetti alle famiglie e aver imposto costosi adeguamenti ai forni a legna delle pizzerie non abbia evitato il fallimento – per le PM10 – dell”Accordo di programma relativo ai “Provvedimenti contingenti per la riduzione della concentrazione degli inquinanti nell’aria ambiente” (DGRM n. 1610 del 21/11/2011) stipulato dalla Regione Marche anche con il Comune di Falconara Marittima (che lo ha recepito con DGC n° 240 del 20/12/2011 e applicato con Ordinanza del Sindaco n° 4 del 13/1/2012).
Non sappiamo dire se aver chiesto alle ciminiere delle industrie una riduzione di facciata delle emissioni sia stata una causa, ma i dati dell’unica centralina di rilevamento delle PM10 a Falconara M.ma – quella di tipo industriale nel quartiere Villanova – sono chiari: dal 14 gennaio al 31 marzo 2012 sono stati 32 i superamenti della media giornaliera ammessa dalla Legge (50 µg/mc)!
Peggio che nello stesso periodo del 2011 in cui i superamenti furono 21!
Tornando indietro negli anni, sempre nello stesso intervallo temporale, nel 2010 i superamenti furono 48, nel 2009 furono 30 e nel 2007 furono 22 (per il 2008 non ci sono dati sufficienti).
I risultati previsti dall’Accordo di Programma nell’intervallo di applicazione dei provvedimenti anti PM10 (Ottobre – Aprile), a Falconara M.ma sono stati sbriciolati in meno di 3 mesi: 32 superamenti contro i 19 – 32 previsti in 7 mesi!
E’ il fallimento palese della politica di tutela della salute rispetto alle PM10 dell’Assessore all’Ambiente della Regione Marche e del Presidente Spacca, dell’organo tecnico ARPAM. Hanno fallito nella tutela della salute rispetto alle PM10 il Sindaco di Falconara ed il suo Assessore all’Ambiente.
Il fallimento si palesa ulteriormente se si osserva che:
- A Febbraio, nei giorni di maggior freddo, il Sindaco di Falconara M.ma – con Ordinanza n° 22 del 6/2/2012 – ha permesso l’estensione dell’orario di accensione dei riscaldamenti domestici, cioè dal 6 al 27 febbraio. In quei 22 giorni in cui i riscaldamenti domestici avrebbero dovuto far innalzare costantemente il livello delle PM10, soltanto per 11 giorni è avvenuto il superamento di 50 µg/mc di PM10 e soltanto in due occasioni in modo grave (111 µg/mc e 110 µg/mc rispettivamente il 7 e 8 febbraio).
- Infine uno sguardo ai valori orari notturni del periodo (dalle 23 alle 6 di mattina), cioè quando i caminetti a legna ed i riscaldamenti a metano sono spenti, quando gli aerei non decollano ed atterrano e quando il traffico automobilistico è scarso. Come mai ci sono orari in piena notte, in giorni differenti, con livelli di PM10 altissimi (ad esempio alle ore 24 242 µg/mc – alle ore 1 175 µg/mc – alle ore 2 119 µg/mc – alle ore 3 105 µg/mc)?? Chi ne è il responsabile?
A gennaio avevamo esternato le nostre forti perplessità su quell’Accordo sottoscritto dal Comune con la Regione:
- perché nel contributo delle industrie alla diminuzione delle emissioni non sono state prese a riferimento le emissioni effettive che quelle attività hanno dimostrato di produrre annualmente;
- perché è stato ignorato il contributo delle petroliere le quali se contribuiscono per oltre il 40% del traffico del porto di Ancona e ai suoi profitti, comunque manovrano e attraccano alle strutture di Falconara Marittima (pontile e isola fissa).
Infine, sulla questione caminetti – non perché non producano polveri – ma per l’evidente disparità di responsabilità a loro imputata rispetto all’industria e i conseguenti sproporzionati obblighi imposti ai cittadini possessori.
A tale proposito consulta le tabelle dei dati delle PM10 validati dall’ARPAM:
- Pm10 dal 1/1 al 31/3/2012 media giornaliera
- PM10 elevati di notte (23-6) dal 1/1 al 31/3/2012
- Pm10 dal 1/1 al 31/12/2011 media giornaliera
- Pm10 dal 1/1 al 31/12/2010 media giornaliera
- Pm10 dal 1/1 al 31/12/2009 media giornaliera
- Pm10 dal 1/1 al 31/12/2007 media giornaliera
Staff Lista Civile Cittadini in Comune
BYPASS ferroviario API: indennizzi per gli espropri a rischio per l’insufficienza delle risorse? Un futuro di rovina per famiglie e imprese?
Un’ombra sinistra oscura il destino di coloro che dovranno essere espropriati per far posto a quello che abbiamo definito il “subprogetto parassita” chiamato bypass ferroviario API.
Nella Delibera del 3/8/2011 pubblicata alcuni giorni fa il CIPE scrive che “gli eventuali oneri per gli indennizzi dovuti ai proprietari degli immobili gravati dal vincolo preordinato all’esproprio, al momento stimati in 903.322 euro, trovano capienza nel finanziamento disponibile per la realizzazione dell’opera”!
Nel progetto preliminare RFI aveva individuato 40 immobili da espropriare.
Dunque, attenendoci a quelle cifre, attualmente ci sarebbero circa 22.500 € di indennizzo per ogni immobile!
Roba da mandare sotto i ponti nuclei familiari costituiti anche da persone anziane!
Inoltre le prospettive indicate dalla Delibera del CIPE non possono far sperare gli espropriati in un migliore trattamento economico.
Infatti nella sua Delibera il CIPE certifica l’”insufficienza di risorse” tanto che è stato necessario “procedere per lotti funzionali” … E per l’insufficienza di risorse il primo lotto funzionale è stato addirittura “ridimensionato degli impianti ferroviari della stazione di Jesi Interporto” ed ha costretto allo “stralcio di alcune opere minori” (di cui, al momento, non è dato sapere)!
Se le prospettive dei proprietari degli immobili sembrano drammatiche, che cosa accadrà per le attività produttive?
Ammesso che quei miseri 903.322 euro servano solo per gli immobili, ci sarà denaro sufficiente per gli espropri che riguardano le attività produttive?
A titolo di esempio citiamo il calcolo dei danni documentato da una sola attività produttiva (che non citiamo per rispetto della riservatezza) interessata dall’esproprio causato dal “subprogetto parassita”: oltre 10 Milioni di euro!
Spacca, Viventi, Brandoni, si rendono conto di cosa sta per accadere per non aver voluto riprogettare diversamente il collegamento tra la linea ferroviaria romana e quella adriatica?
La Presidente Casagrande si rende conto delle conseguenze di non aver sostenuto autorevolmente e con decisione l’alternativa trasportistica che Lei e la sua Amministrazione possiedono dal 2005?
Staff Lista Civile Cittadini in Comune
Bypass ferroviario API … Esiste l’alternativa migliore che Ministero, Regione, Comune di Falconara non hanno mai voluto considerare! E sarebbe costata meno del bypass che rischia anche di rimanere un’incompiuta! La Provincia fa finta di non capire e si adegua!
Abbiamo sempre definito il bypass ferroviario API il “subprogetto parassita” annidato all’interno dell’utile progetto per lo spostamento degli scali merci di Falconara M.ma all’Interporto di Jesi e per il collegamento diretto della linea ferroviaria Orte-Falconara con la linea Ancona –Bologna.
I decisori politici della Regione Marche, del Governo centrale (centrodestra – centrosinistra), il Comune di Falconara ed anche la Provincia di Ancona hanno tutti contribuito a non revisionare o sostituire il “subprogetto parassita” che, così progettato, sprecherà risorse economiche pubbliche e casserà definitivamente la prospettiva dell’arretramento della linea ferroviaria adriatica anelato da tutte le comunità rivierasche marchigiane!
Inoltre nella Delibera CIPE del 3/8/2011 che ha fatto gioire l’Assessore Viventi è scritto a chiare lettere che tutti i soldi non ci sono. Si prospetta una incompiuta all’italiana?
Da oggi rivisiteremo – a tappe – i punti che a nostro parere qualificano il bypass ferroviario API come il “subprogetto parassita”. Sono argomenti che i Comitati falconaresi hanno scritto per anni a tutti, inascoltati.
Lo spreco
Il progetto trasportistico ad un binario per collegare direttamente la linea ferroviaria adriatica con la romana – saltando ed eliminando lo scalo merci di Falconara – già nel 2000 era in fase di elaborazione da parte dell’allora F.S. e si chiamava “bretella ferroviaria Chiaravalle – Montemarciano”.
Secondo nostri calcoli, la quantità di chilometri di linea ferroviaria della “bretella” sarebbe stata inferiore di circa 3 km rispetto all’attuale “subprogetto parassita” (circa 7,5 km contro gli attuali 10,5 km) e, ai costi attuali, avrebbe significato circa 68 Milioni di Euro in meno di costo (22.857.142 €/km)!
L’idea/progetto che l’Ing. Giuseppe Marconi sviluppò nel 2005 su incarico della Provincia di Ancona aveva perfezionato quella “bretella” in modo da non precludere un futuro arretramento della linea ferroviaria adriatica. La Regione ed il Comune di Falconara sbeffeggiarono quella proposta e la Provincia non ha mai puntato i piedi nei confronti della Regione la quale arrivò a dire di non aver mai ricevuto la proposta della Provincia (ex Assessore Pistelli)!
Sta di fatto che a Marzo 2009 anche la Provincia di Ancona si è adeguata e ha dato il suo assenso al “subprogetto parassita” (tramite l’Assessore Gitto) in sede di Conferenza dei Servizi, senza se e senza ma!
Ma è interessante sottolineare come tutti quanti (Regione – Provincia – Comune) siano rimasti silenti di fronte alle seguenti motivazioni di RFI SpA che, a nostro parere, non rispondono alla realtà dei luoghi! Lo scrivemmo all’ex Ministro Antonio Di Pietro!
A Febbraio 2008, su sollecitazione dei Comitati falconaresi, l’allora Ministro Di Pietro ci inviò la risposta dell’Amministratore Delegato di RFI, Ing. Michele Mario Elia.
L’A.D. di RFI riguardo alla “bretella ferroviaria Chiaravalle – Montemarciano” rispose che “a suo tempo è stata scartata per le problematiche di interferenza con il cono di volo dell’aeroporto di Falconara e per la presenza di un’opera particolarmente impattante per l’attraversamento del fiume Esino e per l’eccessiva estensione del tracciato”. Un parere mai dettagliatamente motivato, nemmeno in sede di Valutazione di Impatto Ambientale (giugno 2004) in cui, per Legge, DEVONO essere valutate anche le alternative al progetto proposto!
Sostenere l’interferenza del tracciato della “bretella ferroviaria Chiaravalle – Montemarciano” con il cono di volo dell’aeroporto R. Sanzio è molto buffo poiché la testata della pista interessata dalla “bretella” sarebbe stata quella lato Chiaravalle la quale, notoriamente, è priva di sistema ILS (atterraggio strumentale) nonché del sentiero luminoso e, infine, la stragrande maggioranza degli aerei decolla ed atterra da mare per le prevalenti direzioni dei venti!
E che dire della valutazione dell’impatto dell’attraversamento del fiume Esino dato che anche il “subprogetto parassita” finanziato attraversa allo stesso modo il fiume Esino… ma più a valle, interessando anche una zona ad alto rischio idrogeologico andata sott’acqua per ben tre volte negli ultimi 15 anni?
Loris Calcina – Lista Civile Cittadini in Comune
Frana per scivolamento rotazionale-traslativo!
Così il Catasto nazionale delle frane classifica la zona villa Quastuglia, a poche decine di metri sotto la nuova urbanizzazione che il Sindaco Assessore di Falconara vuole fortissimamente vuole!
L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha pubblicato di recente il Catasto nazionale delle frane relativamente anche all’area di Falconara Marittima. Il Catasto nazionale è lo strumento di analisi più aggiornato e credibile relativamente alle frane attive presenti nel territorio nazionale.
L’urbanizzazione prevista dall’Amministrazione Comunale in zona Quastuglia è immediatamente sopra all’area classificata con frana per scivolamento rotazionale-traslativo. Inoltre, lateralmente e sopra alla zona da urbanizzare ci sono due zone classificate con frana per tipologia di movimento complesso.
In sostanza la zona che l’Amministrazione Brandoni vuole urbanizzare è di poco esterna alla zona segnalata con frana per scivolamento rotazionale-traslativo e circondata da terreni instabili.
In questa situazione ci chiediamo: è responsabile voler costruire ugualmente solo perché la fascia prescelta è qualche decina di metri al di fuori del rischio di scivolamento?
E se tra qualche anno quel settore immediatamente sotto alla nuova urbanizzazione prevista scivolasse?
Ci chiediamo se il Sindaco e Assessore all’Urbanistica di Falconara e/o i suoi tecnici di fiducia siano in grado di rassicurare e sottoscrivere che i nuovi abitanti e le loro abitazioni non verranno coinvolti in alcun modo nell’eventuale scivolamento rotazionale-traslativo!
Staff







