Caos rifiuti: il TAR Marche ha invalidato la Convenzione di adesione dei Comuni all’Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA). L’11 dicembre scorso il Comune di Falconara ha preteso lo stesso che il Consiglio comunale approvasse una Delibera dell’ATA! Il Consigliere Borini ha accusato il Sindaco di oscurare ogni informazione e ritenendo illegittima la Delibera si è rifiutato di votare ed ha abbandonato l’aula al momento del voto!
Il Consigliere di CiC/FBC, Riccardo Borini, ha abbandonato la seduta del Consiglio comunale di Falconara M. dell’11 dicembre scorso rifiutandosi di esprimere il suo voto sulla delibera dell’Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA) – riguardante l’aggiornamento delle quote di partecipazione e finanziamento comunale dell’ATA – ritenendola illegittima.
Borini ha motivato la sua valutazione alla luce della sentenza n. 848 del 21.11.2013 con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Fermo per l’annullamento delle Delibere di Giunta Regionale n. 801 e n.888 del 2012, Delibere con cui fu approvato lo schema di CONVENZIONE per la regolamentazione dell’adesione dei Comuni all’ATA.
CONVENZIONE stigmatizzata dalla Sentenza del TAR poichè i Consigli comunali sono stati emarginati dalle decisioni riguardanti l’organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, l’avvio e lo smaltimento e recupero dei rifiuti urbani, riservando loro solo il ruolo dai semplici ratificatori.
Così il Consigliere Borini ha chiesto che la Delibera fosse ritirata dall’Odg del Consiglio comunale fino alla definizione di un nuovo schema di Convenzione da parte della Regione Marche, conformemente a quanto stabilito dalla sentenza del TAR delle Marche.
Il rifiuto di ritirare la Delibera da parte della Giunta e del Consiglio comunale ha determinato la decisione estrema del Consigliere di CiC/FBC poiché anche se avesse espresso il voto contrario, avrebbe comunque riconosciuto la legittimità della Delibera.
Possibile che nessuno della Giunta comunale e nessuno dei Consiglieri fosse a conoscenza della sentenza del TAR? Oppure la Giunta sapeva della sentenza ma non ha informato i Consiglieri prima del voto?
Il Consigliere di CiC/FBC ha attaccato duramente il Sindaco di Falconara poiché pur partecipando a tutte le riunioni dell’ATA, di fatto ha oscurato qualsiasi informazione sui progetti futuri riguardo l’organizzazione, la gestione dei servizi di raccolta, lo smaltimento e il recupero dei rifiuti urbani!
Infatti il Sindaco non ha mai relazionato al Consiglio comunale ogni qualvolta la situazione dell’ATA necessitasse un approfondimento o un confronto pur essendo obbligato a farlo da una mozione unitaria votata all’unanimità dal Consiglio comunale del 15/10/2012!
Nel frattempo all’insaputa dei cittadini e dei Consiglieri il Sindaco Brandoni
Ø ha votato nell’ATA scelte di impiantistica dal costo di milioni di euro di soldi pubblici che ricadranno sulle tariffe pagate dai cittadini;
Ø ha tenuto solo per se una lettera di valutazione della Regione Marche che nessuno sa che cosa valutato e come lo abbia valutato!
Ø Non ha fornito alcun elemento per capire e valutare le connessioni che si stanno rapidamente sviluppando tra il settore dei rifiuti urbani e la prospettiva di trasformazione di MULTISERVIZI SpA. (acqua e gas).
Oscuramento, disinformazione, ostruzionismo!
Quali progetti nascondono ai cittadini il Sindaco e la Giunta falconaresi?
Liste civiche Cittadini in Comune e Falconara Bene Comune
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Ex caserma Falconara Marittima: necessarie audizioni pubbliche in Commissione consiliare per iniziare a valutare progetti e idee utili anche alla città!
E’ dal 29 ottobre scorso che come Consigliere comunale di CiC/FBC ho chiesto formalmente la convocazione congiunta delle Commissioni consiliari I^ e II^ per avviare un programma di valutazioni finalizzate alla individuazione di proposte di progetto condivise per la ex caserma Saracini.
E’ necessario avviare da subito e pubblicamente audizioni con le categorie economiche per verificare eventuali idee e progetti che possano riqualificare tutte le aree ex militari al fine di addivenire a scelte vantaggiose anche per la città.
La dimensione pubblica di questo percorso è condizione imprescindibile.
In data odierna abbiamo ribadito la richiesta al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e ai Presidenti delle Commissioni consiliari.
Riccardo Borini – Capogruppo e Consigliere delle Liste civiche Falconara Bene Comune – Cittadini in Comune
Quanto parla il Vicesindaco di Falconara Marittima! … Ma ha avvertito la Soprintendenza delle Marche che ha tutelato la ex Officina ferroviaria? Come mai, per prevenire il vandalismo, non ci sono le telecamere in spiaggia nonostante la disponibilità della associazioni a concorrere alla spesa? Il quartiere Villanova è abbandonato dall’Amministrazione comunale!
Le vicende del vagone postale andato a fuoco, dello squarcio alla ex Officina e degli atti di vandalismo a danno delle associazioni e sulla spiaggia sono tre cartine al tornasole dell’abbandono in cui è stato lasciato il quartiere Villanova.
Le dichiarazioni del Vicesindaco Rossi sono un inconcludente accavallarsi di parole che nulla hanno fatto e nulla prospettano per cambiare qualcosa nel quartiere.
Basta leggere bene le sue affermazioni e metterle a confronto con la realtà che i cittadini di Villanova vivono ogni giorno.
Spiaggia: è da oltre un anno e mezzo che sono state chieste le telecamere tanto che le associazioni presenti a quell’assemblea svolta al Circolo ARCI del quartiere diedero la disponibilità a concorrere alla spesa.
E che dire della minaccia della condotta fognaria usurata che corre a cielo aperto lungo la battigia?
Nulla di fatto!
Queste priorità per la sicurezza di Villanova rientreranno nel Piano della Sicurezza Urbana?
Ex Officina Rialzo: l’approccio del Vicesindaco rispetto allo stato di quel BENE CULTURALE e STORICO è singolare! Invece di parlare dei rischi che sta correndo l’immobile ed il materiale contenuto, egli rassicura che basta eliminare alcune infiltrazioni di acqua!
Perché non ci dice che interventi di conservazione e protezione ha eseguito l’attuale proprietà visto che a gennaio c’era chi si rifugiava all’interno e ne era scaturito un incendio? Secondo il Vicesindaco lo squarcio prodottosi nell’edificio è stato causato dal vento malvagio o dall’incuria?
Ma soprattutto, ha riferito tempestivamente alla Soprintendenza dello squarcio?
L’ha fatta intervenire?
Non poniamo domande polemiche!
Poniamo il serio problema che se non interviene chi può dettare condizioni ineludibili di conduzione e conservazione dell’immobile, il proprietario attuale (API raffineria SpA) non farà mai un bel niente perché il sopralluogo del Vicesindaco Rossi con i Responsabili di API raffineria vale come il 2 di coppe!
Se andiamo avanti con questo passo ambiguo del Vicesindaco e della Giunta, i falconaresi si ritroveranno un rudere di edificio e il materiale ferroviario ridotto a ferraglia.
Liste civiche Cittadini in Comune – Falconara Bene Comune
Scongiurare il by-pass ferroviario dirottando gli investimenti approvati dal CIPE sul raddoppio della Orte – Falconara. I Cittadini falconaresi scavalcano un’Amministrazione comunale ambigua ed immobile!
Il recente intervento dei cittadini falconaresi (Comitati Fiumesino e Villanova, l’Ondaverde ONLUS, Meetup5Stelle) presso la Camera dei Deputati ha trascinato con forza il progetto del bypass ferroviario fuori dal localismo e lo ha posto all’attenzione del livello istituzionale nazionale.
L’avvenuta assegnazione della PETIZIONE falconarese alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, permetterà a Comitati, ONLUS e meetup di fornire elementi utili ai fini di un’indagine che chiarisca ai Deputati di quale ulteriore nefandezza trasportistica stia per essere investito il territorio di Falconara Marittima.
La PETIZIONE assegnata alla Commissione Trasporti pone una logica e concreta alternativa all’attuale progetto di bypass ferroviario:
- Spostare e utilizzare il finanziamento approvato dal CIPE e oggi destinato al bypass per far progredire il raddoppio della linea ferroviaria Orte – Falconara che si trova all’interno dello stesso Programma di Infrastrutture Strategiche per le Marche in cui è inserito l’attuale progetto del bypass;
- Nel frattempo, riprogettare il collegamento della linea ferroviaria romana con l’adriatica evitando i rischi (ed i costi) che l’attuale progetto di bypass ferroviario determinerà sull’area ad elevatissimo rischio idrogeologico di Falconara e nei riguardi dell’aeroporto regionale.
Oggi come oggi, paradossalmente, la Regione Marche ed il Comune di Falconara Marittima ritengono i 4,4 km del bypass ferroviario più importanti del raddoppio della linea Orte – Falconara, raddoppio fermo al 35% del necessario!
I cittadini falconaresi hanno intelligentemente posto la possibilità di ribaltare la priorità trasportistica semplicemente guardando la realtà:
- La necessità di migliorare il trasporto passeggeri da e per Roma;
- La necessità di creare le condizioni ottimali sulla linea ferroviaria affinché i treni merci ed i treni passeggeri possano viaggiare senza ostacolarsi a causa del binario unico e, dunque, più rapidamente!
Al contrario, rimanendo ancorati all’attuale schema di intervento e di utilizzo del denaro pubblico (prima il bypass e dopo – forse – il raddoppio ferroviario!) si creerebbe inevitabilmente l’effetto “collo di bottiglia” su tutto il traffico ferroviario della Orte – Falconara giacché la sperata intensificazione del traffico merci intaserebbe irrimediabilmente il 65% a binario unico della linea ferroviaria e determinerebbe la ulteriore penalizzazione anche del traffico passeggeri!
L’inversione della priorità prospettata dai cittadini permetterebbe di non perdere il finanziamento approvato dal CIPE, investirlo sempre nell’ambito ferroviario (miglioramento della infrastruttura) e, infine e finalmente, non perdere l’occasione di coniugare lavoro e utilità sociale e ambientale!
A questo punto una osservazione va rivolta agli amministratori locali, ed in particolare al Comune di Falconara Marittima.
I cittadini, di fatto, hanno scavalcato l’Amministrazione comunale facendo ciò che spettava proprio agli amministratori falconaresi: la proposta alternativa e concreta e la sua presentazione al massimo livello istituzionale!
Invece il Sindaco e l’Assessore all’Ambiente sono riusciti a partorire soltanto una ambigua lettera indirizzata il 19 agosto scorso ai vertici aziendali di RFI e Ferrovie dello Stato, ai Ministri competenti ed ai Parlamentari. la stampa sulla lettera
Che differenza: una letterina rimanendo seduti comodamente sulle proprie poltrone invece di una PETIZIONE portata a mano in Parlamento e intercettando e contattando i Deputati per fornire spiegazioni!
Inoltre: che forza e che senso ha quella lettera (qualsiasi cosa rivendichi!) dato che il Sindaco Brandoni il 25 marzo 2009 in Conferenza dei Servizi a Roma espresse – senza se e senza ma – il parere positivo all’attuale progetto definitivo del bypass ferroviario?
In quell’occasione il Sindaco disse che il bypass ferroviario “metterà in sicurezza il passaggio e la percorribilità dei treni all’interno di un sito ad alto rischio, qual è la raffineria di Falconara. In secondo luogo libererà degli importanti spazi e consentirà la vivibilità della città a nord per quanto riguarda i quartieri di Villanova e restituirà una parte importante del territorio al comune ed alla sua cittadinanza“!
Di fronte a quel macigno di parere che valore ha la letterina del Sindaco e dell’Assessore all’Ambiente che il 19 agosto si sono dichiarati “indotti ad una riflessione sulla reale attualità dell’opera così come inizialmente concepita“?
Perché dopo il parere favorevole del 2009 in Conferenza dei Servizi, Sindaco e Assessore all’Ambiente coniano mezze affermazioni che biascicano di un arretramento della linea ferroviaria adriatica per cui non hanno mai mosso un dito pur governando dal 2008, cioè dal momento cruciale per il destino del progetto del bypass ferroviario?
Liste civiche Cittadini in Comune – Falconara Bene Comune
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Falconara Marittima: quando sarà pronto il Piano di sicurezza urbana? Le proposte operative di CiC e FBC!
Apprendiamo dalla stampa di oggi che il Prefetto di Ancona ha comunicato al Sindaco di Falconara Marittima che l’esercito non è più disponibile per la città di Falconara.
A questo punto chiediamo al Sindaco: Quando sarà pronto il Piano di sicurezza urbana?
Vista la tematica e l’urgenza che i fatti ci impongono auspichiamo una sicurezza urbana partecipata con un ampio coinvolgimento di tutte le istituzioni, i cittadini aggregati e non e con una responsabilizzazione diffusa.
Un piano di sicurezza urbana PARTECIPATA prevede l’analisi della situazione di partenza, e l’individuazione di obiettivi, azioni, indicatori di risultato; propone dei luoghi stabili di confronto, di verifica, di monitoraggio dell’efficacia delle soluzioni adottate e di riprogettazione.
Elenchiamo di seguito alcune PROPOSTE CONCRETE che abbiamo scritto e illustrato più volte nelle speranza che, dalla vuota discussione sul giusto o sbagliato, si passi ai fatti che la città aspetta con urgenza:
1. Concertazione e Progettazione di un piano di sicurezza urbana partecipata valorizzando l’apporto di tutti: Comune (consiglieri e uffici comunali), Vigili Urbani, Forze dell’Ordine, ASUR, Scuola, agenzie educative, squadre sportive, associazioni di volontariato, di promozione sociale e di associazioni di immigrati, ecc.
2. Azioni per la riduzione del danno, per prevenire l’insorgere di situazioni potenzialmente dannose per i Cittadini (es. video sorveglianza, illuminazione, corretto utilizzo degli spazi urbani, apertura di bagni e docce pubbliche, ecc);
3. Attivazione del VIGILE DI QUARTIERE (si potrebbe iniziare una sperimentazione da subito a Falconara centro per poi estendersi ad altre zone città);
4. Attivazione dell’OPERATORE SOCIALE DI QUARTIERE: I processi di sicurezza urbana partecipata non si creano dal nulla. Occorre investire alcune risorse in un lavoro professionale di comunità che è fatto di:
- ascolto competente capace di accogliere le paure e le insicurezze percepite dai cittadini
- individuare percorsi praticabili e condivisi con i cittadini;
- progettare le azioni con il concorso di tutte le risorse territoriali: chi fa , che cosa, come perseguendo gli stessi obiettivi;
- puntuale verifica e riprogettazione per qualificare i luoghi-spazi urbani e le relazioni urbane.
Non ci si può limitare alle ordinanze che, come i servizi sociali sanno, non “spingono” certamente le persone a trovare altre strade (come ha affermato una consigliera di maggioranza sulla stampa alcuni giorni fa). Come non ci si può limitare al lavoro di rete tra le forze dell’ordine e vigili urbani , neanche con l’ausilio dell’esercito. Non si tratta di militarizzare la città, ma di aiutare la gente a verbalizzare il disagio e individuare dei percorsi che tutti contribuiscono a raggiungere.
Ribadiamo con forza che CHI SBAGLIA PAGA: la città chiede e pretende rispetto dei doveri come il riconoscimento dei diritti di ciascuno, ma la città non può essere ingannata con soluzioni di facciata (ordinanze anti accattonaggio e anti bivacco) che non sono risolutive, alimentano l’allarme sociale, individuano il capro espiatorio, e , spesso, non sono rispettose delle persone. I vigili urbani hanno già le normative sufficienti per intervenire in caso di comportamenti scorretti.
E’ così difficile costruire la partecipazione e il coinvolgimento di tutti sul tema della sicurezza urbana così sentito in città?
Per questo nell’interrogazione consiliare dell’8 ottobre scorso abbiamo chiesto al Sindaco: rispetto alla stesura del Piano per la sicurezza Urbana quali sono le modalità, i tempi, i passaggi e le istituzioni e le organizzazioni che saranno coinvolte?
Ma ancora, ad oltre un mese di distanza, non abbiamo ricevuto nessuna risposta!
Non ci sembra di chiedere la luna: basta andare in un qualsiasi motore di ricerca e digitare PIANO DI SICUREZZA URBANA, troveremmo tantissimi documenti su cose importanti che le università italiane dicono da anni e che molti comuni (al di là del colore politico) stanno attuando e verificando continuamente.
RICCARDO BORINI Consigliere comunale Liste civiche FBC E CIC
FALCONARA M.: SICUREZZA URBANA ED ELEMOSINA
Stimolato dalle foto fatte a coloro che chiedevano l’elemosina e inviate in Comune in virtù dell’Ordinanza “anti accattonaggio”, sento il bisogno di rimettere in fila alcune riflessioni su sicurezza u…rbana ed elemosina.
CHI SBAGLIA PAGA!
Bisogna avere la mano ferma contro chi sbaglia. Ribadisco con forza che non è assolutamente tollerabile che le persone alzino le mani contro un cittadino che li rimproverava mentre urinavano di notte davanti ad un negozio!
LA SICUREZZA E’ UN CONCETTO AMPIO
Come non sono tollerabili altri fatti che succedono in città: microcriminalità (furti – scippi – spaccio, fatto anche da minorenni). Ma la domanda di sicurezza si allarga: sicurezza stradale, sicurezza sul lavoro, sicurezza sociale (si registrano pesanti segnali nella nostra città: aumento della povertà e della domanda sociale), sicurezza ambientale (emissioni maleodoranti), sicurezza sanitaria (vedi indagini epidemiologiche già svolte sul nostro territorio).
LA SICUREZZA VA COSTRUITA INSIEME
La sicurezza non può essere relegata alle Forze dell’Ordine con l’ausilio dell’Esercito. La domanda di sicurezza della gente va ascoltata, interpretata, fatta crescere, orientata. I cittadini associati e non hanno un ruolo importantissimo nella costruzione della sicurezza. Non è sufficiente un miglioramento del lavoro di rete tra le Forze dell’Ordine, ne è sufficiente il Vigile di quartiere (anche se molto importanti). Solo pensando a un agire sociale capace di accogliere il punto di vista del territorio e delle persone che lo abitano, nella pluralità delle sue espressioni, si è poi in grado di (ri) progettare (insieme alle persone) gli interventi e i percorsi, di realizzare la “riqualificazione” dei luoghi, come delle relazioni.
Il conflitto attraversa la convivenza ed è un tratto costitutivo dell’incontro con l’altro. C’è conflitto perché c’è incontro di diversità. Anziché auspicare l’assenza dei conflitti, occorre piuttosto diventare bravi a gestirli, trasformarli in risorsa di dialogo e di crescita.
Chiedo al Sindaco a che punto siamo con il Piano sicurezza urbana? Rispetto alla stesura del Piano per la sicurezza Urbana: quali sono le modalità, i tempi, i passaggi e le istituzioni e le organizzazioni che saranno coinvolte? Auspichiamo un partecipazione ampia e una responsabilizzazione diffusa.
SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO SU CHI STENDE LA MANO
Spesso ci chiediamo: è giusto o no fare l’elemosina? Chi chiede fa il furbo e cerca di ingannarci? Cosa ci fa uno con i soldi dell’elemosina? Li userà bene o male? Sono tutte domande lecite, ma a mio avviso dobbiamo evitare di farcele perchè non abbiamo gli strumenti per verificare cosa succederà dopo avere lasciato l’obolo nella mano di chi chiede. Sarebbe importante instaurare un rapporto di conoscenza con la persona che chiede e iniziare un percorso di accompagnamento, ma la persona che chiede forse non la incontreremo più. Quindi dobbiamo solo decidere (magari in pochi secondi) se fare l’elemosina oppure no. Ma se la facciamo non possiamo poi sindacare sui 2 euro che abbiamo dato. Perchè quei due euro non sono più nostri ma della persona a cui li abbiamo donati. Se il nostro desiderio di possesso e di controllo dei nostri beni si estende anche su quello che regaliamo è un problema nostro e non di chi riceve. E’ come se regaliamo un cappotto che non mettiamo più ad una persona e poi, vedendo che quella persona lo ha usato per dormire per terra, ci arrabbiassimo perchè non vogliamo che il nostro cappotto si sciupi e si sporchi. Il problema non è il nostro cappotto (che si rovinava dentro l’armadio!) ma la persona che non ha una casa ed è costretto a dormire dove capita.
IN CITTÀ C’È UN CLIMA DI CACCIA ALL’UOMO
Diversi episodi ci dicono che, dopo le Ordinanze “anti accattonaggio e anti bivacco”, si è scatenato un clima pesante in città, molto pericoloso perchè non rispetta le persone, alimenta i sospetti, fa crescere la protesta e la ricerca del capro espiatorio ma non porta a soluzioni che tutti auspichiamo.
Ieri il clima di caccia all’uomo che c’è in città ha fatto si che alcuni cittadini si sono sentiti legittimati a fotografare chi faceva elemosina ed inviare le foto in Comune in virtù delle ordinanze “anti accattonaggio”. Questo è un fatto gravissimo! Perchè la gente chiama la Polizia Municipale anziché chiamare i servizi sociali?
Ma la cosa più grave non è quella della foto a coloro che facevano l’elemosina. La cosa grave è che in questa città succedono queste cose e nessuno o quasi dice più nulla!
RICCARDO BORINI – Consigliere Comunale FBC E CIC
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