IL TERRIBILE VUOTO DELL’URBANISTICA DEL SINDACO DI FALCONARA BRANDONI!
La questione urbanistica di Falconara Marittima continua ad essere fedele rappresentazione della crisi identitaria della comunità locale falconarese.
Il modo con cui viene affrontata la politica del territorio è infatti sempre stato sintomatico del modo con il quale una comunità sociale guarda a se stessa ed al proprio futuro.
Nel parlare di una “criticità” della politica urbanistica, mi riferisco in particolare al modo supìno con il quale l’Amministrazione Brandoni si stia trovando a perseguire la medesima visione urbanistica che fu del suo predecessore Recanatini.
Non appena si è insediata questa Amministazione, con la variante di Montedomini, ha di fatto sposato la stessa filosofia della precedente amministrazione guidata dal PD: l’urbanistica come salvagente per sopravvivere al naufragio finanziario del Comune, attraverso lo scambio di danaro per nuove possibilità edificatorie.
Allo stesso modo di come voleva procedere Recanatini, anche Brandoni ora pensa ad una Variante generale al PRG come ad una grande “fiera mercato delle aree edificabili”.
Certo, mi si contesterà il fatto che una tale affermazione non è mai stata fatta alla lettera nè da Brandoni nè da altri esponenti del PdL e per questo sarò accusato di forzare la realtà, interpretandola ad arte, per screditare l’amministrazione comuale.
Vorrei però spiegare perchè invece ritengo, in tutta onestà, che tale affermazione non sia affatto impropria o fuori luogo, ma come invece essa risponda autenticamente al modo proprio con cui questa Amministrazione guarda all’urbanistica, esprimendo la realtà con una sincerità che le parole di circostanza usate in politica tendono quasi sempre ad eludere.
In primo luogo vorrei far riflettere sul sostanziale disinteresse dell’Amministrazione comunale nell’attuazione del vigente Piano Regolatore.Un Piano regolatore sicuramente brutto e confuso ma le cui vere fondamenta non sono mai state messe in discussione: le tre grandi aree di trasformazione (APU), il principio del completamento e della riqualificazione dell’esistente, la specializzazione funzionale dei tessuti eterogenei e lacunosi (via Marconi).
Un Piano recente, che deve essere ancora in massima parte attuato, con una potenzialità insediativa elevata, in una fase economica in cui la domanda di nuove abitazioni o di nuovi luoghi di produzione si è pressochè azzerata.Perchè non pensare quindi a migliorare il Piano vigente cercando di renderne più efficace l’attuazione?
Perchè, invece, l’Amminstrazione si disinteressa dell’attuazione del PRG?
La trasformazione della fascia di via Marconi è ferma.
L’area APU 1 residua della Quadrilatero è bloccata dall’inerzia comunale.
Il piano del litorale nord è in attesa di non si sa quale autorizzazione…
Nessuno ragiona (ufficialmente) su soluzioni integrate delle APU 2 e 3.L’Amministrazione vagheggia , al contrario, l’apertura di nuovi fronti. Il passaggio di ulteriori aree agricole ad aree edificabili.
Un nuovo Piano Regolatore. Forse senza rendersi pienamente conto dei tempi e delle energie che un Piano regolatore necessariamente comportano.
E in questa prospettiva è stato avviato un ciclo di incontri della Commissione consiliare urbanistica. Incontri riservati ai partiti e finalizzati ad una loro condivisione attorno alle motivazioni ed agli obiettivi del nuovo Piano.
In questo che è stato chiamato con eccessiva enfasi “percorso di costruzione” del PRG ho avuto nuove conferme circa i reali interessi dell’amministrazione e sulla conseguante concezione dell’urbanistica per Falconara.
Nella prima riunione, alla quale ho partecipato come spettatore muto a fianco del consigliere della lista civile Loris Calcina, sono rimasto colpito dal secco e sicuro commento del Sindaco Brandoni di fronte ad una carta che rappresentava i vincoli presenti sul nostro territorio (idrogeologici, ambientali, legati a rischi incidentali, …). Da quella carta di per se impressionante, il Sindaco non ha dedotto, come mi sarei aspettato, che viviamo in un territorio fragile ed in crisi ambientale, con la conseguente urgenza di un pronto risanamento. No. Il Sindaco si è rammaricato della scarsità delle aree libere da vincoli – e quindi potenzialmente edificabili – come se i vincoli venissero a limitare un diritto, quello all’edificazione, che è proprio di chi si ritiene legittimo padrone assolto sul destino del territorio comunale.Un atteggiamento, quello mostrato da Brandoni, che è peraltro assai frequente nella classe politica che tende sempre a valutare la cosa pubblica – il territorio, le risorse economiche, i beni – come un proprietà esclusiva e disponibile giustificata dal mandato elettorale.Se siamo sostanzialmente avvezzi a vedere una politica che travisa spesso il senso della rappresentanza e si dimentica di dover rendere conto nel mentre governa dei motivi del proprio operare, siamo però inclini a credere che almeno a livello tecnico si tenga fede ad una deontologia professionale che limiti gli eccessi, che tenga fermi principi, valori e modi di fare che tutelano il cittadino e i bene comune. Siamo ancora convinti, ad esempio, che un progettista debba fondare le proprie proposte sulla valutazione dei trend demografici, su analisi qualitative che assicurano la salvaguardia dei valori identitari del territorio, su accurati studi funzionali ed organizzativi del territorio finalizzati al massimo vantaggio pubblico, in termini sociali, ambientali, economici.
Siamo convinti che debba esserci una “idea” da cui germoglia il progetto di Piano e che questa idea nasca da una conoscenza profonda della situazione locale e delle prospettive generali entro cui si colloca i nostro territorio
D’altra parte la concretezza della conoscenza dell’esistente è essenziale per evitare che l’idea di progetto finisca per essere estranea ed estemporanea rispetto alla realtà del contesto, tramutandosi in qualcosa di strampalato, di irrealizzabile e perfino di pericoloso.
L’amministrazione Carletti, ad esempio, aveva senza dubbio delle idee – nessuno può dire il contrario – ma erano idee strampalate, fuori scala, prive di un adeguato supporto tecnico-conoscitivo, ed infatti l’urbanistica di Carletti è naufragata per questo motivo.
Nel caso dell’Amministrazione Brandoni invece ci troviamo davanti alla totale assenza di idee. L’apporto tecnico disciplinare si fa assente.
Volontario e muto esecutore delle voglie della politica.
Ma non possiamo non chiederci: come si può costruire un Piano senza idee? Evidentemente, non è possibile.
Eppure nel 3° incontro della commissione urbanistica ho assistito all’incredibile tentativo da parte dei tecnici comunali di spiegare come si possa costruire un Piano regolatore senza avere idee o motivazioni. O meglio, attendendo che queste vengano fornite dalla politica, al di fuori di un serio percorso analisi-progetto.
I tecnici hanno pensato bene, non avendo argomenti per iniziare un discorso, di partire dalla fine.
E’ stata quindi presa a riferimento la metodologia di valutazione dei progetti – la tanto vituperata VAS (quella che è stata palesemente disattesa nella Variante di Montedomini) per offrire la parvenza di un percorso possibile.
Essendo la VAS una modalità di giudizio sulla qualità ambientale di una scelta di progetto nel territorio, si sono presi i parametri che definiscono il grado di “bontà” di un progetto e “a ritroso” si è tentato di delineare un progetto. In astratto, in teoria… un progetto-tipo virtuale, una scatola vuota di senso.
In questo modo il “come” deve essere un progetto si sostituisce al “perchè” lo si debba fare, alle finalità oggettive che, così facendo, divengono del tutto secondarie.
Il tentativo di scavalcare in modo così risoluto la motivazione del Piano – che invece non può non esistere – non è che la implicita manifestazione che il motivo reale è un cattivo motivo, come tale “non proponibile” apertamente.
In sintesi quindi Brandoni pensa ad un PRG a prescindere da reali motivazioni, ovvero con motivazioni tali da non poter essere dette perchè distanti dalla missione pubblica della pianificazione. Un PRG che non guarda ai problemi del territorio ma soltanto alle aree ancora edificabili sulle quali perpetuare lo scambio soldi per cemento, già avviato con la Variante di Castelferretti.
Così si può capire il senso e la portata di quella mia affermazione per la quale Brandoni pensa ad una Variante geneale al PRG come ad una grande “fiera mercato delle aree edificabili”. Se ne può valutare la verosimiglianza.
Non so se tutte le persone che fanno parte dell’Amministrazione Brandoni condividano il suo modo di vedere e trattare il nostro territorio come merce di scambio.
Non so quanti, tra chi in cuor suo ha dubbi su questo modo di fare, si renda conto della reale gravità della questione e delle conseguenze che potranno generarsi.
Posso solo sperare che nel cuore dei falconaresi, a prescindere dalle idee politiche, prevalga l’amore per la loro terra e il buon senso di chi nell’agire pensa soprattutto a chi verrò dopo di noi.
per la Lista Civile CiC: Arch. Carlo BRUNELLI
CONSUNTIVO DELLA AMMINISTRAZIONE BRANDONI: DICHIARI IL DISSESTO ECONOMICO PRIMA DI PORTARE FALCONARA AL DISSESTO CIVILE!
Ha poco da ostentare l’Amministrazione Brandoni.
In queste ultime ore sono falliti due obbiettivi di cassa del Sindaco e degli Assessori del Popolo della Libertà:
- è nuovamente andato deserto il bando per l’affitto dell’immobile per fini sociali e riabilitativi di via Roma con un mancato introito immediato dei risicati 360.000 €. Complessivamente non sono entrati nelle casse del Comune i preventivati 1.023.055 € del presunto progetto che Cittadini in Comune ha sempre osteggiato poiché tenta di fare cassa con affitto e gestione di un servizio destinato ad utenti particolarmente sensibili. Ci sembra che l’ennesimo bando andato deserto confermi l’impossibilità di gestire un servizio simile con profitto … a meno che non si crei un servizio dequalificato e costoso oppure per ricchi che possono pagare costi altissimi;
- è praticamente fallito anche il bando per la vendita dello “spezzatino” degli immobili di via IV Novembre e via Corridoni. Soltanto uno dei nove lotti è stato venduto facendo mancare all’appello della cassa comunale oltre 1.000.000 €!
Intanto i primi di Dicembre è andato fallito anche un obbiettivo della presunta sicurezza – leggi propaganda – della Giunta falconarese: la “Riqualificazione dell’area di sosta temporanea nomadi in canile e gattile sanitario multizonale“.
La chiusura senza se e senza ma del “campo nomadi” era stata contestata, congiuntamente, dagli stessi residenti del campo e dai Comitati dei quartieri Fiumesino e Villanova i quali esposero al Prefetto sia il rischio di buttare in mezzo alla strada i residenti del campo sia il rischio di creare un ghetto nei due quartieri a causa della incapacità dell’Amministrazione di sbloccare la problematica degli alloggi di emergenza.
Sindaco e Giunta sono andati avanti lo stesso chiedendo di farsi finanziare il “Progetto di Riqualificazione” con il “Fondo per la sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico” della Legge n° 133/2008 (art. 61 comma 18).
Ma il Ministero dell’Interno non ha finanziato il canile/gattile di Brandoni e lo smacco per il Popolo della Libertà nei confronti del suo elettorato è pesante perchè, non finanziandolo, di fatto il Ministero dell’Interno non ha riconosciuto l’urgenza della iniziativa per il potenziamento della sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico!
Allora il vergognoso sgombero della famiglia Caimmi da via dello Stadio acquista una nuova prospettiva propagandistica e, se possibile, ancora più spregevole: un atto necessario per rimediare alla promessa elettorale securitaria mancata.
Ma è convinzione di Cittadini in Comune che Sindaco e Assessori di Falconara Marittima abbiano anche la necessità di nascondere mediaticamente le palesi difficoltà di Bilancio ed il declino della città determinate dall’applicazione della spietata ricetta che l’On. Mario Baldassarri snocciolò in Consiglio comunale a Luglio 2008: prima risanate come potete e con tutto quello che potete e poi vedremo se arriverà quanto vi spetta da Roma dal 2001: le accise per “ospitare” una raffineria di petrolio!
Le accise non si vedranno neanche per il 2010 (Finanziaria docet) mentre l’Amministrazione Brandoni sta vendendo tutto: territorio, salute e dignità di Falconara.
Se il prezzo della sopravvivenza di questa Amministrazione è l’imbarbarimento della convivenza civile e del civismo con atti come lo sgombero di una famiglia con due bambini piccoli, allora è arrivato il momento che Sindaco e Assessori se ne vadano e dichiarino il dissesto!
Dissesto economico, per evitare quello civile!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile CITTADINI in COMUNE – Falconara M.)
FUSIONE CAM con MARCHE MULTISERVIZI-HERA: le ragioni dell’inopportunità politica.
Questo secondo intervento della Lista Civile CITTADINI in COMUNE affronta la questione CAM per evidenziare la INOPPORTUNITÀ POLITICA DI INCORPORARE IL CAM SPA DEL COMUNE DI FALCONARA A MARCHE MULTISERVIZI SPA. 2 sono i motivi.
1) In Marche Multiservizi il Comune di Falconara Marittima non avrà modo di controllare ed incidere su finalità, qualità e prezzo del servizio poiché:
- sarà risibile la sua quota di capitale sociale posseduta,
- non sarà neanche presente nel Consiglio di Amministrazione dato che i 58 Comuni sono rappresentati da un solo Consigliere e Falconara è l’unico Comune della provincia di Ancona tra 57 Comuni della provincia di Pesaro/Urbino,
- SOPRATTUTTO, perché A DETTARE LE SCELTE SARA’ HERA SpA CON IL 41,87% (o 40,64%) DEL CAPITALE SOCIALE E CON 2 CONSIGLIERI NEL CdA!
A tale proposito è utile consultare le schede del Gruppo HERA e di Marche Multiservizi;
2) A parere di Cittadini in Comune la NON OPPORTUNITÀ POLITICA DELLA INCORPORAZIONE di CAM a Marche Multiservizi/HERA sta anche nel fatto che dal mese di Ottobre il Gruppo HERA (in particolare HERA COMM Mediterranea) è assurto all’attenzione di inchieste giornalistiche e del Consiglio Comunale di Bologna (l’Amministrazione che detiene la fetta pubblica più grossa del capitale sociale del gruppo) per gli “echi” dell’inchiesta giudiziaria che riguarda il Sottosegretario di Stato Nicola Cosentino.
Riportiamo il materiale consultabile:
- La scheda sulle indagini che riguarda il Deputato Nicola Cosentino deducibile dalla mozione parlamentare del gruppo Italia dei Valori MOZIONE parlamentare IdV x dimissioni Nicola Cosentino
- Le dichiarazioni di alcuni “pentiti” di camorra riportate dal settimanale l’Espresso il 10 Ottobre 2009
- L’inchiesta de Il Fatto Quotidiano del 23 Ottobre 2009
- Il 23 Novembre 2009 la Lista BEPPEGRILLO 5 Stelle di Bologna ha già affrontato la questione nel Consiglio comunale di Bologna e con una conferenza stampa a cui ha partecipato il Prof. Ivan Cicconi (Presidente del Comitato di sorveglianza della Autorità stazione unica appaltante della Regione Calabria e Direttore di ITACA, Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti)
- Il 4 Dicembre 2009 l’Eurodeputato Luigi De Magistris ne ha parlato a Forlì
In estrema sintesi la problematica emergente è la seguente:
HERA S.p.A detiene il 100% di HERA COMM, la quale si occupa di vendita di gas ed energia elettrica
HERA COMM detiene il 50,01% di HERA COMM MEDITERRANEA la quale si occupa di produzione, acquisto, trasporto e vendita di energia anche della centrale termoelettrica di Sparanise, in provincia di Caserta. Il restante 49,99% di HERA COMM MEDITERRANEA è detenuto dalla società S.C.R. s.r.l. la quale ha il CAPITALE COPERTO DA SEGRETO FIDUCIARIO ED È STATA SCELTA SENZA GARA AD EVIDENZA PUBBLICA, “in netto contrasto con le norme antimafia e del codice dei contratti pubblici” come sostiene il Prof Ivan Cicconi
All’interno del Consiglio di Amministrazione di HERA COMM MEDITERRANEA siede, come rappresentante della S.C.R. l’imprenditore Giovanni Cosentino, fratello di Nicola Cosentino, il Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze del Governo Berlusconi e Coordinatore regionale del Popolo della Libertà in Campania per il quale – il 10 Dicembre scorso – la Camera dei Deputati ha negato l’autorizzazione all’arresto per concorso esterno in associazione di stampo camorristico così come richiesto dal Giudice per le indagini preliminari della Procura di Napoli.
HERA SPA grazie ad HERA COMM e HERA COMM MEDITERRANEA vede entrare all’interno delle sue casse decine di milioni di Euro. Il sito del Gruppo HERA descrive nel modo seguente il funzionamento e l’importanza del settore COMMERCIALE “Mentre la distribuzione di gas e energia elettrica sono attività regolamentate, la vendita ed il trading sono attività in libera concorrenza gestite da Hera attraverso società separate (in linea con le norme del settore “unbundling”), che sviluppano un giro d’affari che rappresenta oltre il 65% del fatturato di Gruppo“
Dunque, è opinione di CITTADINIin COMUNE che gli “echi” dell’inchiesta sul Sottosegretario di Stato Nicola Cosentino e sugli affari delle Società della famiglia Cosentino hanno fatto emergere un comportamento da parte del Gruppo HERA che dovrebbe invitare alla cautela e alla riflessione il Sindaco e l’Amministrazione di Falconara Marittima.
HERA SpA è il partner industriale con cui si interagirà in una situazione di debolezza societaria.
Un partner industriale che, pur dotato di un codice etico che le proibisce comportamenti opportunistici contrari dell’organizzazione o all’etica sociale, nel caso in questione sembrerebbe aver assunto comportamenti “in netto contrasto con le norme antimafia e del codice dei contratti pubblici“!
Come sostiene il Prof. Ivan Cicconi (vedi la lettera aperta al Sindaco di Bologna) “Hera Comm Mediterranea, la società che commercializza l’energia prodotta dalla centrale di Sparanise in Campania dovrebbe comunque rispettare il Codice dei contratti pubblici perchè nel suo statuto scrive esplicitamente che la società può partecipare ad appalti pubblici. Altro punto fondamentale – prosegue Cicconi – è che permane il mistero di chi ci sia dietro a SCR, che ha capitale coperto da segreto fiduciario“.
Lettera aperta Ivan Cicconi aDelbono
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara Marittima)
IL MANIFESTO DELLO SGOMBERO DEL SINDACO: “DECISIONE DEL DIRETTIVO DEL PdL” … E QUELLE FOTO OSTENTATE? CHI ERA IL “FOTOGRAFO DI SCENA”?
Il Sindaco di Falconara Marittima ha dichiarato alla stampa che il vergognoso manifesto affisso in città che ripropone ed ostenta le foto dello sgombero di una famiglia falconarese con due bambini piccolissimi “è una decisione del direttivo del PdL di cui faccio parte“.
Dato che erano presenti sul luogo dell’operazione tanto addetti dell’Amministrazione comunale (Comandante della Polizia Municipale, Assessore Astolfi e successivamente il Sindaco Brandoni) quanto estranei ad essa (il coordinatore falconarese del Popolo della Libertà) il Sindaco stesso dovrebbe dirci qualcosa sulle foto del manifesto:
1) sono state fatte da personale dell’Amministrazione comunale e concesse in uso al Coordinamento falconarese del PdL?
2) Oppure sono state fatte dallo stesso coordinatore del PdL presente in loco la mattina dello sgombero?
In ambedue i casi il comportamento del Sindaco è gravissimo poichè:
– o ha dato le immagini fotografiche di proprietà dell’Amministrazione ad un privato cittadino (il coordinatore falconarese del PdL responsabile del manifesto) consapevole dell’uso pubblico che ne avrebbe fatto
– oppure il coordinatore falconarese del PdL ha scattato le foto in proprio, sotto gli occhi di Sindaco, Assessore e Comandate della Polizia Municipale, di fatto autorizzato a farlo e poi farne l’uso che ne ha fatto. In questo modo il coordinatore falconarese del PdL avrebbe addirittura partecipato – senza alcun titolo e diritto – all’ “operazione sgombero” a fianco dell’Amministrazione, sia pure come “fotografo di scena”!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile CiC)
Pubblichiamo di seguito l’articolo del Corriere Adriatico del 23/12/2009
Corriere Adriatico 23/12/2009
I sacerdoti bacchettano il sindaco
Don Giovanni e il vice: “Costernati per il manifesto sulla baracca demolita”
Bearsi sui muri della città per aver ripulito il territorio dagli ultimi. Non è andato giù a don Giovanni Varagona, parroco del Rosario, a al suo vice Dieudonné, il manifesto che porta il nome del sindaco e incensa la demolizione della baracca dove viveva una famiglia con due bambini. Giò e Dieudonné si dicono “costernati”. Già “avevamo giudicato inopportuno il risalto mediatico presentandolo come un evento simbolo”.Si rivolgono a Brandoni. “Riconosciamo una città come decorosa quando le case vengono costruite, le abitazioni rese accessibili a tutti, quando non ci sono persone costrette ad abitare in baracche, sotto le barche o nelle cabine telefoniche. Non quando le abitazioni, benché precarie, vengono distrutte rischiando di lasciare per strada famiglie magari con bambini”. Ancora. “La nostra immagine di sicurezza non è una cittadella, protetta da muri e sbarramenti per proteggere il nostro decoro o la nostra identità”, ma “una città dove tutti hanno la possibilità di vivere con dignità, senza paura di esser cacciati, o esclusi, o marginalizzati”. C’è sicurezza “non quando sappiamo che qualcuno ci difende e vigila sulla nostra incolumità, ma quando sappiamo che non c’è nessuno che ha un motivo valido per attaccarci o quando sappiamo che si sta insieme lavorando per una città dove la violenza o il non decoro vengono disattivati dalla solidarietà e dalla compagnia”. E soprattutto, “non quando i segni del degrado vengono sotterrati dalle ruspe, o rimossi e scaricati ad altre città, o tenuti a distanza, nelle periferie del mondo, dalle nostre leggi sull’immigrazione”. La storia ha condannato muri eretti e confini irrigiditi. “Le regole, che il manifesto reclama valide per tutti, valgono davvero per tutti a condizione che siano uguali per tutti le possibilità di vivere con dignità. Il diritto nasce per difendere i deboli ed i poveri. Viene violentato quando, a dispetto di una fedeltà formale, difende le prerogative dei ricchi e dei forti”. Giò e Dieudonné ribadiscono la disponibilità e la passione al servizio della città. “Ma la città che è nel nostro cuore non si decora con le ruspe, né si protegge con le ronde, ma si scalda con la condivisione, con il sostegno reciproco, garantisce sicurezza con la consapevolezza di appartenere ad una sola umanità, in una terra da custodire con cura e responsabilità”. E invitano Brandoni alla Messa di Natale, “dove risuoneranno le parole di Isaia che profetizzano la salvezza vicina, che si realizza nel diritto e nella giustizia, dopo che i segni della guerra sono stati bruciati per sempre”.
CiC, Lista Becci Democratici per Montemarciano, Lista Ancona 5 stelle, Comitato versus complanare Senigallia: nasce il coordinamento!
Nasce il coordinamento tra le forze che lottano in difesa del territorio e dei cittadini!
Lo scorso giovedì 10 dicembre 2009 si è svolto a Falconara un importante incontro tra i gruppi civici dei territori di Senigallia (Comitato versus Complanare), di Montemarciano (Lista Becci Democratici per Montemarciano), di Falconara (Lista civile Cittadini in Comune) e del capoluogo (Lista Ancona a 5 stelle) per discutere riguardo all’opportunità di sviluppare un’azione comune coordinata in difesa dell’ambiente, della salute dei cittadini e per costruire insieme, con serietà e competenza, un futuro sostenibile per il nostro territorio.
I partecipanti hanno espresso la comune volontà di denunciare la gravità della situazione ambientale nei territori dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) cui fa riscontro l’assoluta latitanza delle istituzioni, irresponsabilmente rivolte ad impegnare risorse verso opere infrastrutturali inutili e dannose invece che per il miglioramento dei servizi esistenti e della qualità della vita dei cittadini.
L’intesa getta le basi per un più ampio coinvolgimento, a scala provinciale, di coloro che intendono rinnovare la politica e la società operando “dal basso”, autonomamente e al di fuori dal sistema dei partiti.
le nove teste del PD (e della sinistra italiana)
Sembra che, ancora una volta, il centro-sinistra si ostini a voler coniugare in un unico corpo identità affatto diverse, e spesso contrapposte. Intorno al nome di Spacca si radunano quelli che seguono in tutto la politica della destra liberista e quelli che vi si contrappongono. Quelli che ritengono che Spacca abbia ben governato le Marche e coloro che ritengono che abbia fatto poco e male. Chi vuole conservare e chi vuole rinnovare.
Ed è con le facce del rinnovamento, tra le tante che nascono dal medesimo corpo, che la sinistra ammicca alle liste civiche. Si propone come nuovo interlocutore del disagio che provano i cittadini verso l’attuale stato di degrado della politica.
Ma poi ci accorgiamo che ci sono altre teste ed altre facce che partono dal medesimo corpo, come l’Idra della mitologia antica. Facce che sorridono alle grandi imprese ed alle banche che dissanguano il paese e generano milioni di nuovi disoccupati. Facce che sorridono al nucleare, ai petrolieri, alle grandi cooperative di costruzione, ai grossiti agroalimentari.
A quali di queste teste risponde il corpo della sinistra?
A Falconara il PD si ostina, silenziosamente, a portare avanti un referendum contro le centrali API (così dicono le facce che sorridono ai Comitati cittadini). Ma noi – ormai diffidenti di fronte all’Idra della sinistra – ci chiediamo: perchè un referendum?
Perchè, dal momento che Spacca – governatore di sinistra della Regione Marche – assicura che le centrali non si faranno in quanto contrarie al Pear?
Perchè, dal momento che la vittoria del referendum non interverrebbe in nessun modo per modificare l’iter decisionale mentre la sconfitta o il non raggiungimento del quorum avrebbe l’effetto di avvalorare la tesi di Brandoni secondo la quale “ai falconaresi non interessa nulla delle centrali?”
Perchè, se poi è evidente che Brandoni e il PdL assecondano silenziosamente il referendum?
Allora nasce il sospetto che le facce dell’idra che sorridono ai Comitati, sorridono anche ai petrolieri ed ai grandi industriali. Che il referendum sia pensato per favorire le centrali e non per bloccarle.
Basterebbe una delibera della Giunta Spacca – giunta di sinistra – per chiarire definitivamente la questione. Ma la delibera non si fa e si va avanti col refrendum…
Allora capiamo che l’idra della sinistra non solo ha nove teste, tutte diverse tra loro, ma che le singole teste sanno anche mentire.
Allora capiamo che è il corpo che comanda le teste dell’idra e non viceversa, e che il corpo non va proprio nella stessa direzione dei cittadini che vogliono rinnovare il Paese, ma va dalla parte opposta. Ci sbarra la strada e ci impedisce il cammino. E noi dobbiamo diventare Ercole, se vogliamo andare avanti.
Carlo Brunelli





