CiC a Presidente Regione e Sindaco di Falconara: CONSEGNATE LO STUDIO EPIDEMIOLOGICO AL MINISTERO!

nota fax a regione e comune In occasione della riunione del Gruppo Istruttore della Commissione IPCC – Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per il rilascio dell’AIA per le progettate Centrali a ciclo combinato da 580 MWe di API Nòva Energia SpA, la Lista Civile CITTADINI in COMUNE – insieme ai Comitati dei quartieri Villanova e Fiumesino e ad Ondaverde ONLUS – ha inviato una nota al Presidente della Regione Marche ed al Sindaco di Falconara Marittima affinché consegnino ciò che il ruolo di tutori della salute pubblica imponeva loro già a gennaio 2009 ed impone ancora oggi:

Non farlo neanche in questa occasione, a parere di CiC, potrebbe prospettare una grave e volontaria omissione a danno della tutela della salute dei cittadini falconaresi.

Nella nota, inoltre, è stato chiesto di consegnare alla Commissione IPCC – AIA i dati delle PM10 dal 2003 al 2010 della Stazione di rilevamento provinciale Falconara/scuola i quali, in tutti gli anni, hanno sempre evidenziano superamenti dei limiti indicati dal D.M. 2 aprile 2002, n. 60 concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente.

Quest’ultima informazione che doveva essere obbligatoriamente segnalata dalla stessa API Nòva Energia nello Studio di Impatto Ambientale delle centrali termoelettriche, è stata inspiegabilmente omessa dalla Società e non è stata mai evidenziata né consegnata in fase di procedura V.I.A. neanche dalla Regione Marche e dal Comune di Falconara Marittima.

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile CITTADINI in COMUNE – Falconara M.)

A CHI SERVE IL RIGASSIFICATORE DI API NOVA ENERGIA?

Il rigassificatore di API Nòva Energia non serve ai falconaresi, non ai marchigiani, non all’Italia! 

I rigassificatori – gas mapanche quello di API Nòva Energia – servono esclusivamente a chi li fa poiché permette loro di comprare il gas quando costa meno per poi rivenderlo ad altri Paesi europei quando costa di più!

E se il prezzo non è conveniente e decidono di non gassificare, i mancati profitti vengono garantiti per legge e per prelievo dalle tasche dei cittadini!

Cruda logica privata e commerciale, cinicamente spacciata per il bene dei cittadini e dell’Italia!

Noi cittadini pagheremo l’inattività del rigassificatore!

Credete sia una barzelletta?

Il comma 2 articolo 13 della delibera 178/2005 emanata dall’Autorità per l’energia prevede un “fattore di garanzia che assicura anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto la copertura di una quota pari all’80% dei ricavi di riferimento” per i costi fissi del terminale, che a loro volta costituiscono circa il 95% dei costi dell’impianto! Così, se API Nòva Energia non riuscirà ad avere il GNL (per esempio perchè i paesi produttori di gnl già ora hanno impianti che funzionano ad oltre il 90%) interviene lo Stato italiano prelevando i soldi dalle bollette dei consumatori finali, cioè dai cittadini. A queste condizioni risulta facile farsi finanziare il progetto … e infatti i progetti di rigassificatori proliferano in tutta Italia attirando anche “investitori” italiani ed esteri in gran numero (vedi Gaz de France a Porto Recanati).

SE CERCHIAMO DI CAPIRE LO STATO DEI RIGASSIFICATORI NEL MONDO, CAPIREMO QUESTA “REGALIA” ITALIANA E ALTRE COSE SULLA LORO INUTILITA’ PER IL NOSTRO PAESE!

gasdotti 2Solo il Giappone ha 23 rigassificatori e la ragione è semplicemente che quel paese non è collegato con gasdotti significativi. Al contrario dell’Italia che ha un posizione strategica in questo senso come dimostrato dalla tabella a lato, dove sono evidenziati i gasdotti in fase di potenziamento e progettazione.

Il gas viene liquefatto negli impianti situati nei paesi produttori, trasportato da metaniere ad una temperatura di circa – 161 gradi, rigassificato e quindi immesso nelle reti dei paesi consumatori. Oggi ci sono al mondo solo 17 impianti di liquefazione contro 51 rigassificatori. A causa di questo squilibrio gli impianti di liquefazione lavorano al 95% della loro potenzialità, mentre i rigassificatori vengono impiegati fra il 35 e l’80% della propria potenzialità: il rischio e’ che i rigassificatori italiani non abbiano sufficiente gnl da rigassificare e quindi non funzionino correttamente sotto il profilo di una efficiente logica industriale! 

QUANTO E’ IL FABBISOGNO ITALIANO DI GAS?

gasdottiIl Ministero dello Sviluppo Economico ha così quantificato il fabbisogno:

Se saremo riforniti soltanto con i gasdotti si avranno:

Se saremo riforniti dai gasdotti + 3 rigassificatori si avranno:

MA IN ITALIA SONO STATI CHIESTI 15 RIGASSIFICATORI PER COMPLESSIVI 105 miliardi di mc/anno di gas importato!

Che cosa ne facciamo del surplus dei rigassificatori considerato che questi impianti sono a rischio di incidente rilevante?

Qual è la convenienza di avere un surplus di rischio in un’area già ad alto rischio di crisi ambientale?

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)

Consiglio Comunale del 15 Aprile: IRRISIONE, MINACCE E ARROGANZA DEI CONSIGLIERI PdL NEI CONFRONTI DELLA ESPOSIZIONE DEI RISCHI DEL RIGASSIFICATORE API DA PARTE DI CiC!

Sul rigassificatore CiC fa perdere le staffe al PdL che non trova di meglio che provocare il capogruppo Loris Calcina e minacciare i cittadini presenti in Consiglio comunale.

Il primo a perdere le staffe ed usare battute provocatorie è stato il Consigliere Piero Pastecchia molto più a suo agio in questo ruolo piuttosto che in quello di Presidente della Commissione Ambiente. Oltre ad aver evitato di convocare la Commissione già da Novembre 2009 – quando è stato presentato il nuovo tracciato del gasdotto del rigassificatore di API Nòva Energia – si è innervosito quando Loris Calcina ha fatto notare al Presidente del Consiglio che nessun consigliere del PdL stava intervenendo sul fatto specifico della delibera da votare: lo scandaloso percorso a terra del gasdotto! E questo induceva a pensare che i consiglieri del PdL non fossero sufficientemente informati su quello che stavano per votare!

Apriti cielo! La energica provocazione del Pastecchia ha avuto come argomento la lettera che CiC ha inviato ai Vigili del Fuoco circa l’inadeguatezza del Sindaco Brandoni di tutelare la sicurezza dei lavoratori API e dei cittadini nei confronti della Società petrolifera a causa di un macroscopico CONFLITTO DI INTERESSI generato dal denaro incassato per l’assenso alle nuove centrali termoelettriche e parte vitale del Bilancio comunale (e dell’imbottitura delle poltrone!)

Il secondo a dare in escandescenze è stato il consigliere Carlo Nucci il quale ha raggiunto il culmine quando il consigliere Calcina ha argomentato sulla questione della utilità del rigassificatore solo per i profitti di API Nòva Energia, ripagati dall’aumento delle tariffe per i cittadini, ed ha illustrato i rischi incidentali dell’impianto citando un brano dell’ultimo libro di Piero Angela.

Nel sentire che la potenza esplosiva di una nave metaniera è 800 volte più grande della bomba di Hiroshima dai consiglieri della maggioranza si sono alzate irresponsabili risatine e motteggi vari.

Nucci, di fronte alla reazione di una parte del pubblico all’indifferenza mostrata dal PdL alle questioni legate al rischio per la popolazione, non ha trovato nulla di meglio che alzarsi dal banco dei consiglieri e recarsi tra i cittadini per fronteggiarli ed intimare il silenzio!

Scenette da bulletti che però, trattandosi di Consiglieri comunali, diventano tentativi di sopraffazione, esibizione di arroganza al fine di intimidire.

Con CiC, hanno trovato pan per focaccia!

Lo Staff della Lista Civile

GASDOTTO di API Nòva Energia: ANCORA UNA ESPANSIONE ANCORA UN REGALO DELLA GIUNTA BRANDONI! E DEL RIGASSIFICATORE LA CITTA’ E’ TENUTA ALL’OSCURO!

Sul RIGASSIFICATORE, sul GASDOTTO e lo STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE

  TOTALE DISINFORMAZIONE 

dei consiglieri PdL! … però VOTANO TUTTO!

Il percorso modificato del gasdotto del rigassificatore di API Nòva Energia invaderà un pezzo di spiaggia di Falconara Marittima (zona Villanova), un tratto di via Monti e Tognetti che collega alla spiaggia, forerà i fossi critici ed a rischio di esondazione Castellaraccia e Rigatta, bucherà strade e aree verdi, trapasserà il fosso della Liscia ed il Fiume Esino fino ad arrivare alla centrale della SNAM.

Tutto questo con i vincoli di servitù necessari ad un tubo pieno di gas del diametro di 70 cm significa inagibilità pubblica di quei luoghi.

E chi si ricorda un po’ la cessione ad API raffineria di via Toselli da parte della Giunta Carletti (motivata con la contiguità della proprietà API debordata dentro la città!), intuirà subito che la stessa sorte toccherà all’area demaniale della spiaggia e al tratto di via Monti e Tognetti, guarda caso proprio prospiciente alla ex Officina delle ferrovie fatta acquistare all’API dalla Giunta Recanatini!

In prospettiva il regalo ulteriore della Giunta Brandoni è la futura cessione (in affitto o vendute) di nuove aree all’API che, statene certi, cercherà di ottenere l’esclusività degli spazi dove verrà calato il gasdotto del rigassificatore.

E’anche la motivazione per cui nel Consiglio comunale di ieri sera la maggioranza del PdL ha respinto un apposito emendamento di CiC per impedire futuri affitti o vendite di aree interessate dal transito del gasdotto!

Ma c’era una alternativa?

Certo che c’era, ed era stata indicata proprio da API Nòva Energia nel Quadro Progettuale dello Studio di Impatto Ambientale del rigassificatore: il gasdotto sarebbe potuto passare sulla sponda sinistra dell’Esino, senza bucare strade, fossi, fiume Esino e aree verdi.

Se l’alternativa l’ha indicata il proponente del progetto e la invia a tutti i Ministeri, Regione, Provincia e Comune, si ritiene che non avrà scritto qualcosa tanto per scrivere!

E invece no, hanno scherzato, quell’alternativa costa un po’ di più per API Nòva Energia.

Così tutta la compagnia (CTR Marche, Regione), con in testa la Giunta Brandoni che è parte attiva del CTR Marche, invece di dire “il rigassificatore è vostro come gli oneri e gli onori (leggi: profitti)” regala il percorso più lungo, più impattante per il territorio, più conveniente per API Nòva Energia e garante delle compensazioni economiche per la Giunta Brandoni che, in extremis, risalva il Bilancio cannibalizzando il territorio!

Si conclude con questa squallida deliberazione del Consiglio Comunale (contrari CiC e PD) la vicenda del gasdotto e del rigassificatore di API Nòva Energia, sapientemente oscurata dalla Giunta Brandoni in modo che i cittadini di Falconara non sappessero.

Furbescamete oscurata dal pessimo Presidente della Commissione Ambiente, Piero Pastecchia, che da Novembre aveva in mano il progetto del percorso modificato del gasdotto e non ha mai informato i Consiglieri!

Tutto oscurato: anche i rischi del rigassificatore!

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)

Cittadini in Comune ai Vigili del Fuoco: IL CONFLITTO DI INTERESSI DEL SINDACO DI FALCONARA NON GLI PERMETTE DI AFFRONTARE SERENAMENTE ED EFFICACEMENTE LA QUESTIONE SICUREZZA IN RAFFINERIA API!

manifesto dei Comitati nel 2000 In vista della riunione di oggi 13/4, la Lista Civile CITTADINI in COMUNE, spinta dalla forte preoccupazione manifestata dalle maestranze API e dalla cittadinanza, ha nuovamente scritto al Comitato Tecnico Regionale Prevenzione Incendi sulla problematica del paventato depotenziamento del Reparto Prevenzione e Antincendio della raffineria API di Falconara Marittima.CiC, da mesi e a differenza dell’Amministrazione comunale, sta tentando di evitare il ridimensionamento del Reparto di Prevenzione e Antincendio sia in termini quantitativi che qualitativi.

Per questo CiC si appella alla prescrizione dello stesso CTR Marche del 17/5/2000:“la squadra antincendio di raffineria deve essere costituita da almeno 4 persone in turno continuativo esclusivamente ad essa destinata“!

CiC ha inoltre sottolineato al CTR Marche che quando in Consiglio comunale – 28/1/2010 – il Sindaco, sulla SICUREZZA, afferma “la invito a verificare quanti addetti alla sicurezza a quanti Vigili del Fuoco ci sono nelle altre raffinerie in Italia” Egli fa una dichiarazione sbilanciata verso le ragioni di API raffineria!

E, soprattutto, il Sindaco sembra ignorare le fondamenta della SICUREZZA di una industria a rischio di incidente rilevante!

Il Sindaco Brandoni ignora che quanto stabilisce il D.Lgs 334/1999 (Decreto Seveso) non fonda la sua efficacia sui paragoni, bensì per puntuali analisi e valutazioni tecniche, impiantistiche e organizzative.

CiC è indotto a pensare che il Sindaco di Falconara ignora che la prescrizione espressa dal CTR Marche nel Verbale datato 17/5/2000 è stata determinata dall’evento incidentale del 25 Agosto 1999 che, solo dopo aver causato 2 morti tra gli operai, ha messo in luce precise e plurime carenze organizzative ed impiantistiche della raffineria API!

Ma c’è di più: lo stesso Sindaco Brandoni ha ammesso che la problematica del Reparto Prevenzione e Antincendio “non è mai stata sollevata durante gli incontri avvenuti con i Sindacati“. Questo aspetto sottolinea la incompletezza delle informazioni assunte dal Sindaco per valutare la problematica!

La nota inviata da CiC al CTR Marche si conclude denunciando il CONFLITTO DI INTERESSI dell’Amministrazione comunale che il Sindaco Brandoni rappresenta il quale, palesemente, non lo pone nella condizione obbiettiva per tutelare la sicurezza dei propri cittadini e del territorio!

Un CONFLITTO DI INTERESSI che origina dall’Accordo stipulato a Settembre 2008 con la proprietà API il quale ha già fatto incassare – in anticipo rispetto alle possibili compensazioni di Legge – 3.000.000 di Euro all’Amministrazione comunale per l’assenso consultivo alla costruzione di due nuove centrali termoelettriche, denaro dimostratosi INDISPENSABILE, VITALE, per la chiusura del Bilancio comunale e per la conseguente sopravvivenza politica della coalizione del Sindaco.

Un CONFLITTO DI INTERESSI che ha indotto il Sindaco a squalificare l’Indagine Epidemiologica sulla popolazione di Falconara Marittima eseguita dall’Istituto Nazionale Tumori, nonostante i risultati statisticamente significativi sulle leucemie riscontrate in settori della popolazione influenzata dalle emissioni della raffineria API!

Un CONFLITTO DI INTERESSI della Amministrazione comunale che rende il Sindaco non adatto a rispettare i rilevanti compiti in seno al CTR Marche.

Loris Calcina (capogruppo consiliare della Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.)

Fondo di Solidarietà per chi perde il lavoro: SCARSO! L’Amministrazione Brandoni fa finta di ascoltare le opposizioni!

disoccupazioneQuale può essere l’intervento dell’Amministrazione comunale di Falconara per concorrere all’aiuto dei suoi cittadini che perdono il lavoro, vengono collocati in cassa integrazione o in mobilità?

Cercare di intercettare quella parte della difficoltà che si possono alleggerire con agevolazioni e/o rateizzazioni delle tariffe, offrire alloggi ad affitto bassissimo per chi non abita in appartamenti di proprietà.

Infine, essere il primo anello di raccordo con Regione e Provincia titolari della gestione dei Fondi Sociali Europei per borse lavoro, tirocini, oppure i vari Bandi provinciali o regionali, corsi di formazione professionale … e così via.

Questo ultimo lavoro di raccordo non costa nulla al Comune. I Servizi sociali esistono già e devono solo essere informati ed informare.

Ma anche rateizzare le tariffe e offrire alloggi a prezzo calmierato può costare nulla o molto poco al Comune di Falconara Marittima.

Nella Commissione consiliare VI del 7/4/2010 sono state vagliate le proposte avanzate dalle opposizioni, Lista Civile CITTADINI in COMUNE e PD.

Da una parte l’Amministrazione ha accettato di attivare e distinguere il nuovo Fondo di Solidarietà per cassaintegrati e nuovi disoccupati da quello già esistente per le famiglie in emergenza sociale.

Ma, in partenza, il Fondo sarà dotato di soli 10.000 Euro. Troppo poco!

La proposta di CiC è stata la seguente e sempre la stessa da diversi mesi:

  1. destinare al nuovo Fondo di Solidarietà il risparmio per i fitti passivi che il Comune non pagherà più ai privati per gli alloggi in emergenza che saranno progressivamente dismessi;
  2. introdurre un aumento (dai 10-15cent/Euro) sul parcheggio a pagamento (esclusi i permessi dei residenti) da destinare al Fondo e solo per il periodo del perdurare della emergenza economica e della vigenza del Fondo;
  3. evitare la vendita degli attuali immobili di proprietà comunale per poter venire incontro alle famiglie che oltre alla problematica della perdita del reddito da lavoro o in cassa integrazione non riescono a sostenere gli affitti a prezzi di mercato.

Sul punto 1) CiC ha ritenuto condivisibile la progressiva disponibilità del risparmio dai fitti passivi dato che la dismissione degli stessi non deve determinare altre situazioni di emergenza sociale.

Sul punto 2) c’è stata, da parte della maggioranza, una inspiegabile preoccupazione per le ripercussioni sul commercio. CiC ha ribadito che, in realtà, è la difficoltà economica delle famiglie a penalizzare il commercio e che il piccolo aumento della tariffa del parcheggio si spalmerebbe su una grande platea di automobilisti!

Sul punto 3) è evidente la volontà dell’Amministrazione di vendere gli immobili di proprietà e, così facendo, non si terrà adeguatamente pronta ad intervenire in sostegno di questa nuova emergenza. Infatti non vale, a parere di CiC, il proposito di destinare UNA PARTE del ricavato della vendita degli immobili a sovvenzioni o agevolazioni per le tariffe: la crisi economica è profonda, non è prevedibile la sua risoluzione a breve e nel momento in cui QUELLA PARTE del ricavato dalla vendita degli immobili sarà esaurito l’Amministrazione non avrà più possibilità di dare risposta alle famiglie che non riescono a pagare gli affitti di mercato!

Infine la questione della figura del Direttore Generale: oggettivamente è un incarico “doppione” che sia la proposta federalista del Governo Berlusconi sia la giurisprudenza reputano debba essere accorpato ai compiti del Segretario comunale, professionalmente già preparato!

Pertanto riteniamo un cattivo esempio la volontà della Amministrazione comunale di non procedere a questo provvedimento che farebbe risparmiare circa 20.000 Euro/anno da poter destinare al Fondo di Solidarietà per le famiglie che hanno visto decurtato o eliminato il reddito per effetto della crisi economica!

Un Fondo di Solidarietà che sarebbe potuto partire con una dotazione di 30.000 Euro!

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)

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