CAM/Marche Multiservizi SpA non parteciperà alla gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti? Che fine farà il CAM ed i lavoratori?

La Lista Civile Cittadini in Comune è stata informata che Marche Multiservizi SpA non parteciperà al Bando di gara per i servizi di raccolta di rifiuti solidi urbani riguardante i Comuni di Camerano, Chiaravalle, Montemarciano e Monte San Vito.

L’Amministrazione Brandoni, a Luglio 2010, aveva votato a maggioranza l’atto di indirizzo che consentiva di affittare il CAM a Marche Multiservizi/HERA sostenendo che senza affitto d’azienda si perdeva la possibilità di partecipare alla gara!!!

Avevamo contestato duramente quell’iniziativa in Consiglio sposando i dubbi sindacali e dei lavoratori che quella fosse la via per mantenere la presenza del CAM sul mercato già consolidato.

Detto e fatto!

Risulterebbe che l’A.D. di Marche Multiservizi, Mauro Tiviroli, abbia tenuto un incontro con le organizzazioni sindacali sostenendo che per fare i servizi chiesti dal Bando – la raccolta porta a porta – avrebbero dovuto effettuare investimenti gravosi!

Ma come, facevano finta di non sapere che la direzione strategica per il problema dei rifiuti è la raccolta porta a porta?

Perchè tutto questo silenzio sull’argomento da parte dell’Amministrazione comunale?

Quali sono gli interessi in gioco dietro quell’affitto del CAM a MMS/HERA?

Che ne sarà dell’Azienda CAM e dei lavoratori che la Giunta Brandoni ha voluto affittare a tutti i costi a Marche Multiservizi?

Che cosa accadrà ora ai 14 addetti ai servizi oggetto di appalto nei Comuni di Monte San Vito e Montemarciano?

I responsabili sono noti e dovrebbero andarsene subito: Sindaco Brandoni in testa.

Ci auguriamo che i lavoratori facciano sentire MOLTO FORTE la loro voce ed informino la città con iniziative di lotta durissime.

La Lista Civile Cittadini in Comune sarà al loro fianco!

Vale la pena ricordare i campioni di questa grave situazione determinatasi e la loro sicumera:

14/01/2010

Il Sindaco di Falconara Brandoni:

“In questo modo vengono fugati tutti i dubbi circa la presunta inerzia dell’Amministrazione di fronte alle problematiche del CAM e appare chiaro che il percorso intrapreso è sicuramente quello che dà maggiori garanzie per tutelare gli interessi di CAM, Comune e cittadini”.

Presidente di CAM spa, Roberto Sciocchetti:

“Si tratta di un’operazione fondamentale per la nostra azienda che si ritaglia così un ruolo

futuro che sono certo sarà più importante di quanto molti pensano in questo momento. Dico ciò perché mi sento sicuro che le qualità tecniche di gran parte dei nostri lavoratori, supportate da una

azienda ben strutturata e molto vivace nelle sue politiche (ndr.: Marche Multiservizi SpA)con propensione e disponibilità agli investimenti necessari, potranno essere messe a frutto in modo migliore rispetto”

L’Amministratore Delegato di Marche Multiservizi, Mauro Tiviroli:

“Ringrazio l’Amministrazione Comunale di Falconara  per la fiducia che ci ha accordato sulla base della reputazione e credibilità gestionale/operativa della nostra Azienda e delle sue maestranze. Opereremo per portare a termine il progetto di fusione con la certezza di

ricambiare tale fiducia con competenze e professionalità che, unite a quelle presenti in CAM , possono creare un miglioramento qualitativo del servizio, il potenziamento della Raccolta Differenziata congiuntamente ad uno sviluppo aziendale in grado di affrontare l’evoluzione di questi servizi“.

loris calcina (capogruppo Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)

Centri commerciali e asfalto “a rotta di collo”: E’ LA SINDROME VALLESINA!

A CHI SERVE IL BYPASS DI CASTELFERRETTI DEL BRANDONIPENSIERO?

Leggendo i giornali di ieri ho maturato il sospetto, quasi la certezza, che i nostri politici abbiano contratto i sintomi di una malattia progressiva che li porta a sempre maggiori livelli di delirio mentale senza che la gente, presa da ben altri problemi, se ne stia rendendo conto.

Una mente sana si riconosce da una ammalata per la logica del suo ragionare e per il “buon senso” delle scelte che ne determinano l’agire.

Per questo affermo che non è affatto logico o sensato che le menti dei politici locali, radunate attorno al famigerato “tavolo di copianificazione” abbiano maturato l’idea di spendere 32 milioni in infrastrutture proprio mentre i Comuni piangono miseria e ci sono in tutta Italia manifestazioni di persone che subiscono gli effetti del “necessario” taglio della spesa pubblica !

E a cosa servirebbero queste infrastrutture?

A collegare ad esempio l’inutile casello autostradale di Gabella verso il cimitero di Chiaravalle e verso la piana delle Pojole. Guarda caso verso terreni agricoli opzionati da gruppi immobiliari e di affari.

Alle Pojole, dove dovrebbe nascere un mega-complesso commerciale.

Ma come? Se leggendo sempre sui giornali si dice che nell’area della Quadrialetero, dove non si farà più la Fiera, potrà sorgere un grande ipermercato ?

Ma quanti sono sti centri commerciali?

E soprattutto: a che servono? A mandare definitivamente sul lastrico i piccoli commercianti di vicinato?

Come se non bastasse il nostro Sindaco ci mette del suo, ed ecco che viene fuori la “necessità” di un by-pass a Castelferretti che colleghi il casello autostradale con il cimitero. Come se si prevedesse che da tutta Italia arriveranno a frequentare il cimitero di Castelferretti…

In realtà l’idea del Sindaco, in apparenza demenziale, una funzione ce l’ha: quella di dare un ottimo collegamento viario ai terreni agricoli prossimi al fosso Cannetacci e opzionati da un noto gruppo immobiliare. E questa “idea” spiega molti degli atteggiamenti strani che il Sindaco sta avendo riguardo alle aree della ex APU 1 del PRG ed alla viabilità dello svincolo autostradale.

E qui arriva il dubbio sul quale chiedo, anche a voi che leggete, di riflettere: posto che è diffusa una “Sidrome vallesina”che colpisce i politici locali e li fa sragionare sulle questioni urbanistiche, mi chiedo se l’origine della malattia vada ricercata nel basso quoziente intellettivo degli ammalati, oppure nella incapacità politica di lavorare per il bene pubblico favorendo, più o meno consapevolmente, l’interesse privato?

A voi la risposta.

E non si creda che nel contrastare le idee di infrastrutturazione che questo manipolo di scellerati porta avanti si debba essere additati come quelli del “partito del no”. La ricerca di nuove opportunità per l’economia e l’occupazione non ha bisogno di occupare nuove aree agricole e di sperperare denaro pubblico. Ha bisogno di tavoli di concertazione con le imprese che lavorano sul territorio, di politiche industriali, di politiche volte all’innovazione.

Quando vi dicono lo sviluppo passa necessariamente attraverso l’occupazione di nuovi suoli agricoli che diventeranno urbani, allora si tratta solo di speculazione immobiliare che non porterà alcuna ricchezza, ma solo più degrado ambientale, più polveri sottili, più spreco di risorse.

Quando uno vi propone questo tipo di “sviluppo” state attenti! Siete esposti al contagio della “Sindrome vallesina”. Per precauzione copritevi subito con una mano il di dietro e urlate, urlate con tutta la forza che avete….

per la Lista Civile Cittadini in Comune: Arch. Carlo Brunelli

Sistema fieristico regionale: Falconara ancora beffata! CIC CHIEDE DI VERIFICARE IMMEDIATAMENTE AZIONI RISARCITORIE O RECESSIVE DALL’ACCORDO!

Nella Commissione consiliare I^ sulla problematica della gestione del sistema fieristico regionale a cui erano invitati e presenti la Regione Marche e la Provincia di Ancona, la Lista Civile Cittadini in Comune ha sottolineato che il tramonto della realizzazione dei padiglioni fieristici nell’area adiacente l’aeroporto di Falconara ha confermato inesorabilmente i limiti tecnici ed etici connessi con il progetto Quadrilatero SpA da sempre indicati da CiC.

La Regione Marche, socia della Quadrilatero SpA, ha burlato il complice ex Sindaco Recanatini nel 2007 e sta burlando l’attuale Sindaco Brandoni che non vuol vedere la necessità di affrancarsi da una imprenditoria rapace che sta usando Falconara come territorio da rapinare.

CiC ha proposto in Commissione I^ di valutare immediatamente, con la consulenza di un esperto indipendente in infrastrutture e lavori pubblici, se l’architettura giuridico/contrattuale e finanziaria in cui si è invischiato il Comune di Falconara concede spazi ad azioni risarcitorie o recessive dagli accordi stipulati.

A parere di CiC c’è un mancato rispetto dell’Accordo di Programma sottoscritto ed in un momento di profonda crisi economica il mancato rispetto degli impegni sull’area a ridosso dell’aeroporto rappresenta un danno per il Comune di Falconara e per l’intera comunità falconarese.

I componenti del PdL e del PD nonché il Presidente e Vicepresidente della Commissione consiliare non hanno ritenuto la proposta di CiC neanche degna di votazione.

Cercheremo di fare da soli, non abbiamo “santi” da proteggere nella Società Quadrilatero SpA.

Ci stanno a cuore il territorio, i cittadini e l’imprenditoria di Falconara Marittima.

Loris Calcina (capogruppo Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)

STRATEGIE ENERGETICHE: LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE MATTEO ASTOLFI

Al Sig. Assessore all’Ambiente del Comune di Falconara M.ma

Ing. Matteo Astolfi

LETTERA APERTA
sulle strategie energetiche nel nostro territorio

Egr Assessore Astolfi,

Le inviamo questa nostra con spirito propositivo poiché le posizioni da noi espresse rispetto ad alcuni progetti energetici e di produzione elettrica che riguardano il nostro territorio non sono assimilabili al fronte del NO.

Le nostre ragioni sono ancora oggi sostenute da una visione strategica alternativa e praticabile di cui tanto la destra quanto la sinistra si sono dimostrati incapaci di interpretare.

Lei, Assessore, ha ragione quando sostiene che è strategico indicare quale fonte energetica primaria utilizzare per i bisogni dell’industria e dei cittadini.

Però, aggiungiamo che è strategico anche individuare quanta energia e quanta elettricità serve e come produrla per il benessere di tutti e non solo per la convenienza di pochi.

La Regione Marche – che abbiamo più volte decisamente criticato – con il PEAR si è data una buona “mappa” strategica nel percorso energetico però non ha mai messo a punto tutti gli strumenti attuativi necessari e decisivi per percorrerla!

Così assistiamo ad azioni e reazioni che demoliscono il PEAR nella totale assenza della Regione.

Abbiamo assistito alla levata di scudi dei Comuni retti da Centro destra e Centro sinistra contro la Provincia di Ascoli favorevole alla centrale termoelettrica a cogenerazione a metano da 85MWe a Marino del Tronto, ancorché perfettamente in linea con il PEAR e necessaria per il distretto industriale della zona!

Abbiamo assistito alla levata di scudi anche da parte di associazioni di cittadini contro gli impianti eolici divenuti improvvisamente tutti paesisticamente devastanti, ancorché perfettamente in linea con il PEAR!

Ma nel frattempo, cassato quello che il PEAR prevede, stiamo vedendo che la Società API pretende di accollare agli abitanti di Falconara un altra grossa centrale termoelettrica ed un rigassificatore che non sono previsti dal PEAR!

Che cosa accade strategicamente?

Accade che “tanto c’è Falconara“, cioè che i decisori politici nazionali, regionali e comunali – equamente divisi tra destra e sinistra – hanno deciso che Falconara deve produrre energia ed elettricità per tutti e, quindi, tanto vale affibbiarle dell’altro!

Facile fare i paladini del paesaggio contro l’eolico … E, come Lei, anche noi critichiamo aspramente questo atteggiamento!

Ma ci domandiamo: è etico questo comportamento politico nei confronti della salute e del territorio dei falconaresi?

Noi pensiamo di no, ed arriviamo al nodo strategico da Lei posto su cui è doveroso ragionare.

Le Marche, con la raffineria API, produce carburanti per se e per almeno altre quattro regioni dell’Italia centrale. Noi, a Falconara, ci accolliamo tutto l’inquinamento per far viaggiare le auto di quattro regioni del Centro Italia oltre le Marche!

In più, seppur leggermente in declino, abbiamo una buona produzione di gas naturale estratto dalle piattaforme in mare e a terra.

Siamo in debito di elettricità, è vero, ma nessuno crede alla barzelletta che ognuno consuma l’elettricità che produce nella propria regione!

Come sarebbe una barzelletta credere che ognuno consuma la benzina raffinata nella propria regione!

Ci diciamo e ci dicono tutti i giorni che il mondo è globale e poi crediamo che l’elettricità o la benzina circoli solo dove si produce?

Sfatata la chimera dell’autosufficienza elettrica, anche noi come Lei pensiamo che il metano sia un combustibile fossile meno peggio del petrolio.

Ma comunque il metano è un idrocarburo, esauribile e a costi crescenti per chi non ce l’ha o ce ne ha poco.

Ed allora, in base a queste considerazioni, la domanda è: se siamo d’accordo che il metano è meno peggio del petrolio, quanto ce ne serve e a che prezzo per l’industria e per gli usi domestici?

L’Italia ha la fortunata posizione geografica che è collegata e collegabile tramite gasdotti ai continenti e zone europee produttrici di metano.

Oggi, i gasdotti esistenti sono già in fase di potenziamento e altri sono in costruzione con provenienza Caucaso e Nord Africa.

Allora, ci servono veramente i rigassificatori oppure qualcuno vuole commerciare gas metano con il Nord Europa mettendo a rischio settori economici strategici come turismo e pesca?

E di elettricità quanta ne serve veramente?

L’Italia, con l’attuale quantità di centrali termoelettriche è abbondantemente coperta per i suoi consumi eppure si potrebbe ulteriormente incrementare la quantità di energia elettrica senza far ricorso ad altre centrali inquinanti.

Come?

In primo luogo con l’eliminazione delle dispersioni di elettricità – che TERNA ci dice essere del 6,35% di quella prodotta – dovute alla vetustà delle linee di trasmissione. In questo modo si eviterebbe la costruzione di almeno dieci centrali termoelettriche delle dimensioni di quelle progettate da API Nòva Energia!

Poi c’è il risparmio energetico e la diffusione delle produzioni elettriche fotovoltaiche ed eoliche.

Si dice: con tutta la buona volontà il fotovoltaico non è sufficiente per i fabbisogni elettrici dell’industria.

Detto così è vero, ma se poi aggiungiamo che tutta l’energia fotovoltaica applicata alle abitazioni liberebbe a favore dell’industria l’energia elettrica prodotta dalle esistenti centrali termoelettriche diamo una informazione più completa!

Ma c’è dell’altro, immediato e dietro casa nostra, a Falconara M.ma.

Ci sono zone non agricole ed abbandonate come la ex polveriera di via del Fossatello, la ex Montedison, i tetti della ex caserma Saracini, che possono ospitare impianti fotovoltaici che produrrebbero elettricità che verrebbe trasportata con un breve tragitto a casa dei falconaresi.

Un paio di anni fa, in un nostro convegno, l’Ing. Moroni aveva quantificato la potenzialità di ex polveriera ed ex Caserma: una produzione di circa 5,5MW di elettricità che soddisferebbe la domanda di oltre 2000 famiglie, realizzata da una forza lavoro di almeno 50 persone per 18/24 mesi di lavoro … Abbiamo anche calcoli finanziari più dettagliati…

Assessore Astolfi, ne vogliamo parlare?

Inviamo distinti saluti.

per la Lista Civile Cittadini in Comune
Loris Calcina (capogruppo consiliare)

Quarto potere… nelle mani di chi ha già il primo, il secondo, il terzo…

portantina

 I giornalisti (ma esistono in Italia dei giornalisti?) misurano la loro qualità sul rispetto dei “fatti” come se da questo dipendesse l’essere più o meno “liberi” rispetto alle testate dichiaratamente di parte che o travisano i fatti o li inquinano di opinioni politiche.

Questa storiella dei “fatti” e dei giornali “liberi” ha il sapore infantile della favola a cui ormai solo i bimbi – e ormai neppure quelli – possono credere, come credono a Babbo Natale, alla Befana e a Pinocchio.

In realtà le redazioni dei giornali hanno il potere di plasmare la verità dei fatti attraverso mille strumenti. Dalla scelta dell’importanza di una notizia rispetto ad un’altra, dalle cose che nell’esporre il fatto vengono dette o non dette…

Così leggendo le pagine di giornali “liberi”  che coprono la cronaca locale la realtà che appare non è propriamente quella che viviamo. E’ quella che “qualcuno” vuole farci credere come reale. Questo “qualcuno” non è immediatamente identificabile – altrimenti non potrebbero più chiamarsi giornali liberi – ma è possibile delinearne a poco a poco i tratti riconoscibili sapendo di chi è la proprietà della testata e soprattutto leggendo attentamente le notizie confrontandole con la realtà vera.

Nei giornai di ieri, ad esempio, spiccavano due o tre notizie su Falconara. Anzi una spiccava molto e altre due erano citate di sfuggita.

Un titolo a tutta pagina sul “cimitero dei bovini” rinvenuto in una nota azienda agricola locale e due cenni rispettivamente sul fatto che Falconara ha accumulato 78 sforamenti rispetto ai limiti per le poleri sottili  e sul fatto che la Fiera a Falconara non si farà più.

Andando ad approfondire le notizie, come un giornalista serio dovrebbe fare, ci si accorge che la prima questione è assai poco preoccupante. La prassi  di interrare i feti era in uso negli allevamenti zootecnici e lecita fino all’entrata in vigore delle leggi europee sui sottoprodotti di origine alimentare, fatte proprie dalla regione Marche nel 2005 e soggette a continui cambiamenti l’ultimo dei quali dell’anno scorso. A parte l’evidente sanzionabilità dell’interramento avvenuto di recente – perchè difforme ad una legge in vigore – è evidente che scavando nella zona vengano fuori ossa di animali se per decenni era in uso, legalmente, la prassi dell’interramento! La questione sostanziale, per la salute, è capire se ci sono animali ammalati. Nel caso specifico i controlli hanno accertato che gli animali sono tutti in ottima salute, ma questo aspetto, nell’articolo sul giornale, appare del tutto secondario…

Ben diverso il caso delle polveri sottili.  Approfondendo il dato dei 78 sforamenti con la verifica della localizzazione della centralina di rilevamento, ci accorgeremmo del fatto che la stazione di Villanova-scuola è l’unica a stare al secondo piano di un edificio e non a livello strada. Questo dovrebbe far dire, ad un giornalista serio, che la situazione di Falconara è la più grave in assoluto della regione Marche e che, oltre al traffico, una delle cause è la presenza di una raffineria che che produce centinaia di tonnellate di polveri al giorno!

Ma la raffineria non è nemmeno citata e Falconara è paragonata alle altre realtà urbane della regione.

Allora, siccome siamo esseri pensanti, cominicamo a chiederci perchè le notizie vengono così distorte. E l’ingigantimento della notizia relativa all’azienda agricola è soltanto un modo per distogliere l’attenzione dagli altri problemi o c’è anche dell’altro? Forse c’entra il fatto che quell’azienda – che si ostina a fare agricoltura nella piana valliva di Falconara- ha aperto uno spaccio aziendale che non è ben visto dalla grande distribuzione alimentare? Forse c’entra il fatto che quell’azienda si oppone strenuamente alla realizzazione del by-pass ferroviario che invece interessa molto l’Api raffineria? …. Forse.

Il fatto è che la verità ha bisogno di giornalisti liberi e da queste parti non ci sono nè giornalisti liberi nè verità.

Carlo Brunelli

Uno sguardo nuovo

La proposta di Don Giovanni Varagona per fare del C.I.E. una “Casa” di accoglienza e di integrazione sociale non è soltanto una bella e condivisibile idea, da sostenere con forza, ma contiene a mio avviso un messaggio di grande valore politico.

Dovremmo trarre insegnamento, noi cittadini impegnati nella partecipazione alla vita civile, dal modo con cui Giovanni si è posto di fronte ad una intenzione – quella di realizzare un C.I.E. – inaccettabile sul piano etico prima ancora che sociale.

Non una contrapposizione di forza, non un antagonismo pregiudiziale. Quello di Giovanni è un “andare oltre” che dimostra come ogni azione umana contenga il germe dell’errore ma anche la possibilità di un riscatto, di una rivoluzione positiva.

Tramutare l’acqua in vino. Siamo in grado di farlo anche noi se soltanto ci predisponiamo nel modo giusto di fronte alle cose, se sappiamo guardarle con occhi nuovi.

Carlo Brunelli

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