Il Sindaco Brandoni e i cretini dei Comitati
Il Sindaco sfida ad un confronto i cittadini che hanno sentito e riferito l’offesa cretini! Ma ci faccia il piacere, come direbbe Totò!
Se il Sindaco è così sicuro che l’obbiettivo è screditarlo, che mi quereli! Vedremo se a mio favore testimonieranno quei cittadini davanti ai quali il Sindaco ha offeso i Comitati.
Piuttosto il Sindaco si chieda – e domandi – come mai i suoi amici di partito e i colleghi di Giunta non hanno smentito né sminuito l’offesa direttamente all’assemblea di Castelferretti, di fronte a 80 cittadini!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)
Lavoratori ex CAM: LA LISTACCIA
La lista del CAM/MMS e l’accusa della Idealservice
I nominativi della lista – firmata dal Presidente del CAM SpA, Roberto Sciocchetti, – trasmessi a ConeroAmbiente relativa alla gara d’appalto per la gestione dei rifiuti nei Comuni di Monte San Vito e Montemarciano non sarebbero veritieri.Lo afferma il responsabile della Soc. Coop. Idealservice – vincitrice dell’appalto prima del CAM e poi disertato da CAM/Marche Multiservizi – la cui lettera fa presumere che da parte del CAM/MMS la lista sia stata “gonfiata”.
Ricordiamo che al momento dell’invio della lista – 30 Luglio 2010 – era già stato stipulato il contratto di affitto d’azienda di CAM SpA a MMS, propedeutico alla fusione societaria, deliberato dal Consiglio Comunale in data 25/6/2010.
Se l’accusa della Soc. Coop. Idealservice circa il tentativo di provocare l’assunzione di Personale non avente i requisiti previsti dalla normativa di legge o contrattuale di riferimento sarà provata ci troveremo di fronte alla prova di quanto sospettato più volte: una operazione di alleggerimento occupazionale del CAM – parleremo più crudamente di espulsione di forza lavoro – per renderlo più appetibile a Marche Multiservizi stesso!
4 lavoratori in meno significano circa 200.000 € di minori uscite all’anno!
L’Amministrazione comunale e il Consiglio di Amministrazione CAM avrebbero anche incassato il sacrificio di 24.000 € che, complessivamente, i 4 lavoratori sottoscrissero – al pari di tutti gli altri – con l’Accordo Individuale dell’11 Giugno 2007 per salvare il CAM, l’azienda dove lavoravano e che avevano fatto crescere.
Dopo tre anni e mezzo quei lavoratori rischiano di vedersi restituire un singolare interesse: la disoccupazione!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)
Lavoratori ex CAM a rischio…
…uno dei frutti avvelenati dell’affitto d’azienda a Marche Multiservizi SpA
Poche chiacchiere sul pasticcio annunciato che mette a rischio quattro lavoratori ex CAM: CAM/Marche Multiservizi Falconara ritiri subito le lettere di licenziamento inviate ai 14 lavoratori! Per motivi precauzionali finchè la controversia non sarà risolta con soddisfazione per i diritti dei lavoratori.
E’ un obbligo che dovrebbe sentirsi sulla coscienza lo stesso Presidente Roberto Sciocchetti che il 30/7/2010 – Prot. 3822/PU – firmò l’elenco dei 14 lavoratori trasmesso a ConeroAmbiente per la predisposizione del bando di gara, cioè del “personale addetto ai servizi oggetto di appalto nei comuni di Monte San Vito e Montemarciano”.
L’attuale Vicesindaco, Clemente Rossi, l’8/7/2010 dichiarò in Consiglio Comunale che l’affitto del CAM a MMS “rappresenta uno strumento giuridicamente idoneo e valido per dare continuità organizzativa, certezza ai lavoratori e alle loro famiglie fin dall’immediato. Banco di prova per testare nel concreto la validità della nuova gestione …“.
Quello che stanno rischiando di pagare i lavoratori, oggi, è frutto di quello scellerato affitto d’azienda che ha provocato anche un danno economico al CAM SpA e, alla luce dei fatti, sembra essere stato escogitato anche per espellere lavoratori! Era tutto facile, secondo Giunta e maggioranza PdL … Sulla pelle dei lavoratori!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)
Il Sindaco Brandoni ai Comitati falconaresi: CRETINI
“Avremmo potuto fare molte cose se non fosse stato per quei cretini dei comitati”.
Questo è quanto affermato dal Sindaco Brandoni di Falconara Marittima nella giornata del 2 marzo a Fiumesino, in piena emergenza alluvione!
Lo ha riferito il Presidente del Comitato Fiumesino all’assemblea di Castelferretti dell’altra sera – 9 marzo 2011 – specificando che la frase è stata detta di fronte ad almeno cinque residenti di Fiumesino … e del Comitato!
Sempre all’assemblea di Castelferretti era presente il Vicesindaco di Falconara – Clemente Rossi – il quale è intervenuto e non ha smentito quanto avvenuto.
Il Vicesindaco ha, al contrario, riconosciuto il lavoro propositivo dei Comitati.
I Comitati, di cui sono orgoglioso di essere un componente nonostante il provvisorio ruolo istituzionale che ricopro, hanno dato prova di grande maturità evitando di rispondere alla provocatoria offesa del Sindaco in un momento in cui era più importante tirarsi fuori – letteralmente – dall’acqua e dal fango e garantire quelle informazioni necessarie a chi lavorava senza offendere (vedi CITTADINI IN COMUNE: alcuni appunti sulla recente alluvione e sul Sindaco smemorato ).
Ma, passata la fase più critica dell’emergenza, ha fatto bene il Presidente del Comitato Fiumesino ad informarci su quanto detto dal Sindaco perchè non si può dimenticare lo spiacevole tormento di quell’offesa.
A mente fredda ci si chiede perché un Sindaco abbia sentito la irrefrenabile necessità dell’uso dell’offesa piuttosto che esprimere un giudizio politico sull’operato dei cittadini dei Comitati.
I Comitati non hanno da rimproverarsi il continuo lavoro di conoscenza e la continua ricerca di soluzioni per le decine di problematiche aperte su questo territorio ad Alto Rischio di crisi Ambientale perché, se al Sindaco non è ancora chiaro, i Comitati falconaresi sono cambiati di molto dagli anni ’90 e non sono più ascrivibili a quelli del NO o del NIMBY … I Comitati studiano e propongono e hanno consenso popolare, tanto da essere riusciti a mandare uno di loro, il sottoscritto, a cercare di cambiare le cose anche dall’interno della macchina istituzionale!
Ed allora scegliere, come ha fatto il Sindaco Bandoni, l’offesa che nega la capacità intellettiva dell’avversario politico piuttosto che confrontarsi nel merito delle problematiche sottintende la volontà di negazione dei Comitati stessi.
L’offesa è come erigere un muro … anzi rivela che il muro è stato già costruito, che è stata cancellata la capacità di interlocuzione, abolito lo sforzo dialettico di interloquire per capire (indipendentemente dalla accettazione o meno della opinione dei Comitati).
Ci fa riflettere e ci allarma l’offesa e questa arroganza usata dal Sindaco di Falconara perché l’inaccettabile cattivo esempio di chi occupa posizioni istituzionali e di potere, prima o poi, genera cattivi cittadini.
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)
CITTADINI IN COMUNE: alcuni appunti sulla recente alluvione e sul Sindaco smemorato
Nessuno sopporta i saccenti di fronte ad una alluvione, ma quando l’alluvione è l’ennesima ed annunciata non è più sopportabile neanche chi straparla sapendo che ha responsabilità politiche ed amministrative precise.
Sono giorni – ed è stato ripetuto anche ieri in Commissione consiliare – che la maggioranza del PdL e gli Assessori ripetono che ” non sono più possibili né accettabili ritardi circa la realizzazione di opere che tutelino la sicurezza di abitanti ed imprese“.
Orbene, il primo ad avere ritardato quanto poteva fare dal maggio 2008 è stato proprio il Sindaco Brandoni, la sua Giunta e la sua maggioranza (PdL-UdC) allorchè decisero di seguire quanto prospettato dal Commissario Prefettizio: fare cassa con la variante urbanistica Montedomini/Castelferretti piuttosto che fare le casse di espansione sui fossi S. Sebastiano e Canettacci!
A questi Amministratori dalla memoria molto corta ribadiamo che quando si insediarono al governo di Falconara avevano già, praticamente pronto, un Accordo di Programma tra Comune, Provincia, Autorità di bacino regionale, proprietari privati di aree edificabili bloccate dal PAI e privati proprietari delle aree lungo via delle Saline. I contributi complessivi di Regione e privati avrebbero coperto il costo delle opere idrauliche di sicurezza sui fossi S. Sebastiano e Canettacci. L’assenso tecnico della Giunta Provinciale c’era già con la sua delibera della primavera del 2007!
A quel punto, a maggio 2008, al neo Sindaco Brandoni non rimaneva che incontrarsi con tutti gli altri per definire e stipulare l’accordo di programma. Se non lo fece fu una scelta sua e della Giunta!
Rinfrescata la memoria veniamo alle conseguenze.
In Commissione consiliare l’Assessore Astolfi ha relazionato verbalmente sulla base di una sua Relazione che l’Assessore Rossi ha letto (e, probabilmente, i consiglieri di maggioranza della Commissione) ma che, a richiesta di Cittadini in Comune, non ci è stata fornita con la motivazione che era in bozza e si volevano evitare strumentalizzazioni.
Durante la comunicazione verbale degli assessori non è stata neanche portata una carta del territorio su cui visualizzare i punti critici dei fossi e le zone colpite rispetto ad essi!
Per cui anche personalmente, come rappresentante CiC, ho scelto di non fornire interpretazioni e osservazioni. Mica possiamo rispondere con i fiori ai pesci in faccia!
In questo clima abbiamo appreso dall’Assessore Astolfi che va regolata la portata di piena creando casse di laminazione. CiC condivide questa opinione ma sottolinea che è necessario rallentare l’acqua prima che arrivi a valle con una serie di vasche in sequenza che abbiano un basso impatto ambientale.
Su quanto accaduto la mattina del 2 marzo scorso.
CiC sottolinea che a Fiumesino quegli stessi cittadini di via Fiumesino e via del Conventino che stavano patendo nuovamente l’alluvione hanno cercato e trovato due validi interlocutori nei tecnici presenti del Presidio di Ancona dell’Autorità di Bacino – Dipartimento della Protezione Civile – ai quali hanno potuto fornire delle importanti informazioni relative alle condotte idrauliche della zona e che, al fine, hanno portato alla decisione tecnica dell’intervento sul tratto connesso al fosso del Vallato.
Ci teniamo a sottolineare questo aspetto perché esso rappresenta un metodo di lavoro auspicabile soprattutto in termini preventivi: la connessione tra la memoria dei cittadini residenti che conoscono la storia del territorio e delle sue infrastrutture e le competenze tecniche ed operative dei tecnici.
Ma alcune domande dovranno essere comunque soddisfatte:
- di chi era la responsabilità della manutenzione del tratto trovato otturato tra il Circolo ARCI e la piazzetta del pattinaggio a Fiumesino (poi oggetto dell’intervento della Protezione Civile)?
- Se quel tratto trovato ostruito avesse lasciato passare immediatamente tutta l’acqua, siamo sicuri che non ci sarebbe stata una tracimazione ancora più devastante? Avanziamo questo sospetto poiché risulterebbe l’esistenza di un restringimento delle condotte in zona proprietà API che poi scaricano sul fiume Esino! Cioè l’acqua si riverserebbe da condutture di 800 mm di diametro presenti sotto l’abitato di Fiumesino a condutture di 600 mm di diametro in zona raffineria/lato fiume Esino.
- Andrebbe approfondito anche quanto sta alla base dell’Ordinanza Sindacale N° 14 emanata la mattina del 2/3/2011 nei confronti dell’API al fine di “migliorare la situazione del deflusso delle acque a monte del fosso della Rigatta”. Cioè si è ordinato all’API “di procedere immediatamente all’attuazione di tutti i sistemi atti a ridurre la pressione idraulica generatasi nel tratto di fosso menzionato di pertinenza della Raffineria API, favorendone il deflusso a mare fino al ripristino delle normali condizioni idrologiche ed idrauliche”. La domanda è la seguente: la sezione intubata del fosso Rigatta è conforme – in termini di portata – a quanto prescritto dalla Provincia in fase di realizzazione?
- Dalle foto pubblicate sul sito www.comitati-cittadini.org si vede che il 2/3/2011 nel giro di due ore e mezza via del Conventino è andata sott’acqua. Dalla cronaca risulta che la pompa idrovora in via del Conventino è entrata in funzione tra il 3 ed il 4 marzo, cioè oltre 36 ore dopo! Chi doveva intervenire? C’erano i mezzi necessari?
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)
IL FRONTE FALCONARESE A DIFESA E PER L’ATTUAZIONE DEL PEAR
Si chiama PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale)
e non PEAF (Piano Energetico Ambientale Falconara)!
La Lista Cittadini in Comune Falconara, PD Falconara, IdV Falconara, SEL, Legambiente Marche, L’Ondaverde Onlus, Comitato quartiere Villanova, Circolo Legambiente Falconara, Centro Sociale Kontatto Falconara, Ambasciata dei Diritti firmatari del presente documento, intendono difendere congiuntamente e con determinazione il Piano Energetico Ambientale Regionale per le seguenti motivazioni:
il PEAR, per ciò che attiene alla produzione elettrica da fotovoltaico, è stato non solo rispettato ma addirittura surclassato. Il GSE (Gestore del Servizio Elettrico italiano) informa che il valore degli impianti in esercizio al 31.12.2010 assomma ad almeno 149MWe. Il valore della potenza degli impianti fotovoltaici terminati e che sono in attesa di allaccio è di 255MWe.
Il totale in potenza elettrica fotovoltaica installata nelle Marche al 31/12/2010 è pertanto di almeno 404 MWe.
Ciò ha significato che 8 aziende marchigiane leader nel campo delle rinnovabili in soli 5 anni hanno creato oltre 500 nuovi occupati giovani, qualificati e stabili passando dai 673 addetti del 2005 a 1.223 del 2010.
La Regione deve sollecitare quanto previsto nella convenzione sottoscritta con Terna per l’ammodernamento della linea elettrica Fano – Teramo che permetterebbe di recuperare circa 160 MWe di elettricità attualmente dispersi, sprecati!
Ricordiamo alla Regione che nelle Marche a fronte di una richiesta complessiva di impianti eolici per 600MWe, allo stato attuale nemmeno 1 MW è prodotto da pale eoliche!
Non pensiamo che tutti i 600 MWe di eolico richiesti siano compatibili con il paesaggio, ma riteniamo che nel rispetto delle normative paesaggistiche vigenti, almeno 100MWe di pale eoliche possano essere meglio di altre ciminiere fumanti e di un mare clorato.
Queste sono le cifre vere che motivano il “fronte dei partiti ed associazioni falconaresi” a sostenere che, dopo appena sei anni dal suo varo, oggi va spinta con determinazione l’attuazione dell’altra parte della programmazione del PEAR, quella parte che è rimasta al palo: il risparmio energetico e lo sviluppo delle altre fonti rinnovabili per la produzione di elettricità!
La Regione Marche ha il dovere di attivarsi concretamente e confermare l’autorevolezza del PEAR voluto dalla maggioranza dei marchigiani.
Ecco perché non accettiamo che alcuni consiglieri della Regione Marche sostengano nei fatti la necessità di mandare in soffitta il PEAR. Ad essere mancato non è il PEAR, semmai coloro che dovevano garantirne l’attuazione.
I partiti e le associazioni di Falconara M.ma firmatarie del presente documento, al contrario, credono che esso vada rilanciato come programmazione verso la green economy sulla quale l’intera Europa sta investendo anche in forza delle Direttive e degli obbiettivi dell’Unione Europea.
Occorre dare alle imprese marchigiane la possibilità di dispiegare tutto il loro potenziale sull’intero territorio marchigiano perché si chiama PEAR e non PEAF, Piano Energetico Ambientale Falconara!
Per fare questo si deve ripartire dal metodo indicato nel RAPPORTO FINALE 2007 del Gruppo di Esperti nominato dalla Regione Marche: non più trattative spot con singole aziende, bensì un negoziato allargato con una prospettiva regionale al cui centro deve essere posto il futuro energetico programmato dal PEAR e il ruolo produttivo/occupazionale che le aziende presenti possono e intendono svolgere rispetto ad uno scenario energetico/territoriale regionale.
- Documento integrale conferenza stampa
- GSE impianti in esercizio al 31 dic 2010
- GSE impianti pronti per essere allacciati alla rete
- dati Camere Commercio su consumi di elettricità
Staff Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma





