Ricordate il repellente odore della schiuma in mare a fine Settembre? Quello che non dicono le parole rassicuranti di ARPAM e Assessore Ambiente del Comune di Falconara!

schiumaTutti i cittadini residenti lungo la costa ricorderanno sicuramente il nauseabondo olezzo diffusosi il 29 settembre scorso dalla schiuma in galleggiamento sul mare e riversatasi copiosamente sulle spiagge. Cittadini di Falconara residenti in via Matteotti avevano addirittura avvertito i Vigili del Fuoco temendo esalazioni dagli impianti di raffineria.

Su quanto avvenuto sono apparsi due articoli sui quotidiani locali nei quali:

L’atteggiamento fatalista e sminuente che trasuda da quei comunicati non è più

 sopportabile poiché chi lo indossa è la maggiore struttura tecnico/scientifica delle Marche (ARPAM) la quale dovrebbe rappresentare oggettivamente i motivi delle fioriture algali e, l’altro, è un Assessore all’Ambiente che dovrebbe fare tutto il possibile per tradurre il dato tecnico in attività di tutela del mare.

schiumaLe loro parole sono sconcertanti (”fenomeno ricorrente” e “Non c’è niente di nuovo“) poiché dimenticano che da anni siamo in presenza di bloom algali di vario genere e cioè di quello che la Comunità scientifica indica come fioriture algali dannose.

L’ARPAM ci informa che la Diatomea Chaetoceros non è dannosa per la salute, ma non ci informa che risulta dannosa in vario modo per pesci ed invertebrati!

Non ce lo inventiamo, lo afferma una recente Relazione del Dipartimento di La Spezia dell’ARPA Liguria.

Lo ha afferma il Laboratorio Nazionale di riferimento per le biotossine marine (20 maggio 2009)!

Come mai nell’Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale di Ancona, Falconara e Bassa Valle dell’Esino né la struttura tecnica né l’amministratore di turno informano e si attivano rispetto ai potenziali danni alle risorse marine naturali e di allevamento?

Come mai né l’ARPA Marche né i decisori politici riflettono sul fatto che i bloom algali (ed anche la Diatomea Chaetoceros) dalla scarsa presenza nel 1987 oggi aggrediscono con la produzione massiccia di schiume e odori repellenti il nostro mare, le coste, il turismo, le attività ricreative, le risorse marine naturali e di allevamento?

Incompetenza? Reticenza?

Un fatto salta agli occhi: in relazione alla recente fioritura della Diatomea Chaetoceros c’è differenza tra l’informazione diffusa dall’ARPA Emilia Romagna e quella dell’ARPA Marche.

Confrontate le schermate che abbiamo ritagliato!

bollettino ARPA Marche 29 settembre

bollettino ARPA Marche 30 settembre

bollettino ARPA Marche Pesaro 29 settembre

bollettino ARPA Emilia Romagna 26 27 settembre

L’ARPA E.R. ha informato sugli alti livelli di trofia del mare (stato delle acque scadente!) sulla formazione del materiale organico bianco-giallastro (natura della schiuma), sulla situazione di criticità per la severa scarsità (ipossia) di ossigeno disciolto sul fondo!

E qui da noi quale livello di trofia è stato registrato? C’è ipossia sui fondali?

Dunque, perché non ci informano sullo stato del bene comune MARE piuttosto che rassicurarci  con espressioni come “fenomeno ricorrente” e “Non c’è niente di nuovo“?

Cittadini in Comune non accetta questo atteggiamento che giudica irresponsabile perché riteniamo che la rapida progressione della contaminazione e della perdita di risorse registrata negli ultimi 20 anni dal nostro mare Adriatico vada affrontata immediatamente con la corretta informazione e l’azione immediata di vera tutela, adottando un comportamento politico e decisionale improntato al principio di precauzione: “Quando un’attività crea possibilità di fare male alla salute umana o all’ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite dalla scienza“!

Altrimenti assisteremo alla distruzione del mare Adriatico, di fronte alle nostre case!

Loris Calcina (responsabile ambiente della Lista Civile Cittadini in Comune)

Il 15 ottobre… guardiamo oltre

la-rivoluzione-egiziana.jpg

La lista civile Cittadini in Comune è nata con l’obiettivo di riportare la politica e la cosa pubblica nelle mani dei cittadini, togliendola ad una casta fatta di partiti, gruppi di affari, consociativismi che riducono la democrazia ad una oligargchia. Una banda di arraffoni che, come gli ultimi anni ci dimostrano, non cambia al cambiare delle bandiere di chi governa la città.

Un impegno, quello della lista civile, volutamente concentrato sulla sfera locale, lì dove il rapporto tra cittadino e politica è più concreto e fattivo, dove è possibile pensare di applicare subito i principi della democrazia diretta e dell’autorappresentazione del popolo.

Ciò non significa tuttavia isolarsi da ciò che accade fuori dal nostro territorio. Ed esistono dei momenti in cui il nostro impegno locale non può non manifestarsi anche a livello sovralocale attarverso una presa di posizione chiara e forte. Se non lo facessimo, anche la nostra azione locale finirebbe con l’essere indebolita, privata di senso.

Quello che sta accadendo nel  Paese, e nel Mondo,  è la manifestazione del crollo di un sistema non solo economico. E’ l’inizio della fine di un’era – quella industriale – e del pensiero filosofico e politico che l’ha caratterizzata.  Ed è la fine di quella stessa Casta che noi vogliamo cancellare dalla nostra città.

L’indignazione che ci ha mosso a fondare la lista civile è la stessa che oggi attraversa le piazze del mondo. Noi in quelle piazze ci siamo già da due anni. Quelle piazze sono il nostro “luogo naturale” di identificazione.

Il 15 ottobre è il giorno dell’indignazione, che da Madrid sta  echeggiando in ogni angolo della Terra. In Italia, dove l’indignazione si carica del ribrezzo verso l’immoralità di un’intera classe dirigente, i movimenti di base, i comitati, i centri sociali, tutti coloro che vogliono dire basta con questo modo di fare andranno ad urlarlo a Roma.

Da Falconara partirà un pullman. La lista civile ci sarà ed invita tutti i cittadini indignati di Falconara a salire su quel pullman o raggiungere, con ogni mezzo, la Capitale. Mettetevi in contatto con noi, anche attraverso questo sito, per confermare la vostra presenza.

L’urlo che si leverà per le strade di Roma assomiglierà ad un canto di liberazione. Sarà un urlo molto diverso da quello che Della Valle ha comprato sulle pagine dei giornali e che mira, ancora una volta, a cambiare tutto per non cambiare niente. Sarà un vento che spazzerà via il passato e aprirà le porte al futuro che questa società in declino si ostina a tenere prigioniero.

Carlo Brunelli

A Castelferretti noi facciamo così…

 aerea.jpg

“Ad Atene noi facciamo così…” diceva Pericle nel descrivere la prassi della democrazia agli stranieri che non la conoscevano.

Una prassi che era ben diversa da quella della odierna “democrazia rappresentativa” che vuole i cittadini soltanto elettori e spettatori muti del governo dei partiti.

Una prassi, quella della vera democrazia, che è rivissuta giovedì sera a Castelferretti dove i cittadini si sono riuniti per discutere e decidere insieme su una questione che ha a che fare con il futuro della loro città.

La lista civile Cittadini in Comune, assieme all’associazione l’ondaverde, ha domostrato il suo diverso modo di fare, il suo non essere “partito” ma semplice portavoce del volere dell’assemblea dei cittadini.

La questione era  l’atteggiamento da tenere circa il ricorso al TAR, che chiede l’annullamento della variante al PRG relativa alla lottizzazione Montedomini, alla luce dell’iniziativa della proprietà che ha mostrato la volontà di venire incontro ad alcune delle osservazioni mosse dall’associazione l’ondaverde chiedendo per questo l’annullamento del ricorso al TAR.

I rappresentanti dell’associazione hanno dapprima incontrato i privati, per capire la loro disponibilità ad operare ulteriori modifiche a vantaggio dell’interesse pubblico di Castelferretti, precisando che accanto alla questione “tecnica” c’era anche una questione “politica” da affrontare, relativa all’utilizzo degli oltre due milioni di euro che il Comune intende incassare dall’operazione Montedomini e che vorrebbe utilizzare per appianare il bilancio invece di reinvestirli, come dovrebbe essere, in azioni di interesse collettivo a favore di Castelferretti.

I privati, in quell’incontro, hanno mostrato la loro disponibilità dando anche il loro vivo apprezzamento e la loro condivisione all’opzione politica che rivendica l’uso dei due milioni a vantaggio di Castelferretti.

A questo punto, se la trattativa fosse stata condotta da un partito politico, si sarebbe forse riunita la segreteria che avrebbe preso una decisione sul da farsi. Probabilmente si sarebbe proseguita una trattativa fino al raggiungimento di un accordo. Di quella trattativa, e soprattutto dei termini dell’accordo, i cittadini sarebbero stati del tutto inconsapevoli nè avrebbero potuto verificare se quanto ottenuto dal partito fosse veramente andato tutto a favore della comunità o, almeno in parte, fosse andato a favore del partito stesso…

Ma, come abbiamo detto, la lista civile Cittadini in Comune non è un partito ed ha agito diversamente.

Così come il ricorso al TAR è stato espressione della volontà popolare dei casteferettesi, manifestatasi con una petizione e con la diffusa indignazione verso un’operazione condotta dal commissario prefettizio senza alcun confronto pubblico, così la proposta dei privati, che introduceva una situazione nuova nella questione, è stata portata all’attenzione dei cittadini per poter prendere insieme una decisione.

La lista dei cittadini ha lavorato per portare alla discussione la questione nella maniera più chiara possibile, facilitando la formazione di un parere responsabile ai partecipanti, senza assumere alcun giudizio, nell’obiettivo di giungere ad una decisione propria dell’assemblea.

In sintesi sono state presentate due possibilità di azione: o restare dell’idea di mantenere il ricorso al TAR o avviare una trattativa per portare ad un insieme di condizioni irrinunciabili da sottoporre all’amministrazione comunale, vincolando l’annullamento del ricorso al TAR alla produzione di atti concreti e delibere che comprovassero l’affermazione di quelle condizioni.

La discussione è stata accesa e partecipata, con molti interventi tutti motivati da riflessioni acute e responsabili.

Si è cercato di capire. Capire quale sarebbero state le coseguenze di tutte le opzioni disponibili. Si è compreso che la vittoria del ricorso al TAR riporterebbe in vigore l’edificazione prevista dal PRG, che pure non è certo uno scenario soddisfacente. Si è capito che l’accettazione della trattativa avrebbe comportato la necessità di sviluppare una pianificazione strategica, a medio-lungo termine, per tutta Castelferretti. Si è parlato della possibilità di acquisire la villa Montedomini e le case la Grotta attraverso la creazione di una fondazione che coinvolga l’INRCA (attuale proprietà che ha messo in vedita il bene).

Alla fine, pur nelle diverse opinioni che si sono manifestate, è emersa la volontà di mantenere fede al ricorso al TAR ed alla valutazione secondo la quale nuove case oggi non servono a Castelferretti, tanto meno in un’area giudicata dal PRG di pregio paesistico-ambientale.

La cosa interessante è che questo giudizio non è stato espressione di un rifiuto preconcetto, ma di un’attenta considerazione che ha colto in modo positivo le possibilità di una trattativa verso un nuovo assetto per Castelferretti.

In particolare è stata apprezzata da tutti la disponibilità al dialogo mostrata dalla proprietà.

Ciò che ha indotto ad una posizione “di trincea” rispetto ad una più aperta ad un confronto proiettato al futuro è stata la sfiducia nell’amministrazione comunale. La convinzione cioè che anche qualora l’amministrazione fosse venuta a patti, poi non avrebbe rispettato quei patti, perchè se il solo interesse dell’amministrazione è quello d fare cassa come possiamo credere nella sua capacità e volontà di condurre una pianificazione seria, volta al rinnovamento della città, che richiede un’azione constante e responsabile per anni?

In conclusione, se il governo della città fosse stato riposto in mani di cui la gente si fida, probabilmente la decisone sarebbe stata un’altra. Probabilmente si sarebbe potuto affrontare e risolvere la questione, nell’interesse di tutti e in primis di Castelferretti.

Oggi, questo non è possibile, per colpa dell’amministrazione.

Oggi la città è costretta a difendersi, ad evitare di mettere in gioco il suo futuro per non vederselo corrompere e divorare da chi, invece del bene pubblico, persegue soltanto la propria permanenza al potere.

Resta, nitida, la differenza tra il modo di fare della lista civile dei Cittadini e quella dei partiti, tutti inevitabilmente lontani, chi più chi meno, dalla strada della vera democrazia.

Resta la prospettiva aperta di un nuovo mondo possibile che possiamo e dobbiamo costruire insieme.

video parte 1

video parte 2

video parte 3

video parte 4

Sull’area verde di via Friuli non si deve costruire!

città a pezzi L’Amministrazione comunale di Falconara Marittima procede “a suo modo” con la svendita dei beni comuni (non importa se sono servizi, aree verdi, immobili, ecc.) con l’obiettivo di fare cassa.
Ieri sera, 14 Settembre, in Consiglio Comunale è andata in scena “l’occupazione” dell’area verde sotto via Friuli con il definitivo abbandono ai privati di quella che doveva essere la nuova centralità urbana di Palombina Vecchia.
Dopo aver praticato uno strano “sviluppo di edificabilità” su varie aree di proprietà pubblica sparse nel territorio comunale, quella edificabilità è stata “raccolta” e trasportata tutta a Palombina Vecchia sotto forma di nuove palazzine da offrire al mercato privato.

Tutto questo per ottenere (così si illudono Sindaco e Giunta del Comune) circa 800.000 euro e, assieme ad altre alienazioni (ex garage Fanesi, ex Scuola Pojole, ecc), salvare la baracca per un’altro annetto. Poi si vedrà.
Ma siamo sicuri che questa è la soluzione che vogliono i falconaresi?
Cittadini in Comune si chiede perchè il Comune non affronti la situazione a viso aperto e chieda ai cittadini se preferiscono nuove case sacrificando il verde e spazi pubblici o se magari sono disposti a forme di finanziamento diretto, per esempio utilizzando una tassa di scopo.

Immaginiamo – e sottolineiamo immaginiamo – che, pur di salvare l’area verde di Palombina Vecchia, il Comune chiedesse, per un solo anno, ai cittadini un euro al mese e due euro al mese alle attività economiche. Un caffè al mese per la nostra città, per Falconara. Le casse comunali riceverebbero oltre 300.000 euro senza dover creare altri danni alla città!

Noi di CiC accetteremmo senza pensarci due volte.
Ma questa Amministrazione Comunale non discute con i cittadini.

Perché non lo fa?

Forse perchè questa Amministrazione si troverebbe i cittadini che hanno rinunciato al loro caffè che vorrebbero legittimamente poter decidere la destinazione di quel contributo?

O forse perché l’Amministrazione Brandoni preferisce vendere a tranci la città – finchè ce ne sarà – con decisioni prese in Consigli Comunali politicamente blindati e disertati dai cittadini che, costantemente, non vengono messi in grado di distinguere ciò che avverrà attorno alle proprie case, nei quartieri dove vivono e per la vivibilità di una intera comunità?

Forse è questa la motivazione dell’Amministrazione Comunale: cercare il meno possibile di dare conto del proprio operato ai cittadini … E questo è dimostrato dalla nascita dei comitati spontanei di fronte agli sproloqui urbanistici del Sindaco/Assessore all’Urbanistica; comitati con i quali i cittadini, in primo luogo, si riuniscono per studiare e capire progetti che l’Amministrazione falconarese, per prima, dovrebbe discutere con loro ma che, al contrario, preferisce discuterne dentro le proprie stanze!

Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara Marittima

Lottizzazione Montedomini e futuro della città: assemblea pubblica a Castelferretti il 15 Settembre, ore 21, Circolo Quercetti. La Lista Civile Cittadini in Comune e Ondaverde Onlus ne discutono con i Castelfrettesi.

assemblea pubblica a Castelferretti

Casa popolare Fiumesino: subito manutenzione straordinaria e sospensione del canone per i condomini! Sui pesanti difetti costruttivi necessaria indagine della Procura della Repubblica e della Procura contabile!

Tutto ciò che precede l’attuale situazione della casa popolare di via Fiumesino sta ricadendo pesantemente sulla qualità della vita dei condomini e sulla vivibilità del quartiere Fiumesino.

Tutto ciò che stanno patendo i condomini della casa popolare di via Fiumesino, a giudizio di Cittadini in Comune, dovrebbe essere oggetto di una indagine della Procura della Repubblica!

Ciò che andrebbe indagato è sempre stato sotto gli occhi di tutti:

Di chi è la responsabilità della realizzazione di un edificio di qualità edilizia scadente, non riscontrabile in alcun edificio di edilizia popolare realizzato dall’inizio degli anni 2000? Del Ministero Infrastrutture? Dell’Amministrazione Comunale dell’epoca?

Di chi è la responsabilità dell’approvazione di un progetto che ha disposto una scala in ferro centrale (come un carcere nei telefilm!) a cielo aperto quale accesso comune agli appartamenti? Oppure che ha disposto stanze strette e lunghe? Che ha predisposto il collegamento di due zone di uno stesso appartamento con un corridoio a cielo aperto?

Di chi è la responsabilità dell’assegnazione di appartamenti siffatti prima della verifica della qualità degli stessi?

Perché e con quale criterio è stata scelta quella zona di Fiumesino in cui realizzare la palazzina? Essa sorge ad appena 30 metri dalla linea di danno (rottura vetri) nel caso di incidente rilevante presso la raffineria API (dispersione da impianto ad alta pressione) e ad appena 100 metri dalla linea di lesione delle persone e parziale danno alle strutture sempre per lo stesso evento di incidente rilevante!

Con quale criterio è stata scelta quella zona a rischio idrogeologico come dimostrato anche dalla recente alluvione del marzo 2011?

Dal settembre 2010 il Comune di Falconara ha passato la gestione dell’edificio all’ERAP la quale il 6 maggio 2011 ha dichiarato che “non ci sono crepe strutturali” – e ci mancherebbe! – riconoscendo che “qualche difetto costruttivo deriva dal progetto a monte ma cercheremo di eliminarli”!

Difetti costruttivi pesanti come tetti senza grondaie, infiltrazioni di acqua, scale condominiali senza coperture, ecc..

Il punto è proprio questo: un edificio consegnato da pochi mesi non dovrebbe avere difetti costruttivi di quel genere. Se li ha significa che ciò che è stato realizzato con denaro pubblico o non è stato ben progettato oppure non c’è stato controllo nella sua realizzazione!

Di chi è la responsabilità?

Certo, ora è doveroso eliminare quei difetti costruttivi ma il fatto che l’ERAP sarà costretto a spendere nuovamente denaro pubblico per ovviare a quei difetti dovrebbe interessare almeno la Procura contabile! Perché si spenderà due volte denaro pubblico per inefficienze, o inadeguatezze oppure inadempienze!

Chi ci dice quale delle tre cause è quella responsabile nel caso degli appartamenti di Fiumesino?

Nel frattempo però famiglie con bambini ed anziani vivono in quel condominio di quel quartiere quasi privo di servizi.

Ci si può meravigliare se in una simile situazione si creano tensioni?

L’Amministrazione Comunale, per voce dell’Assessore Baldassarri, pare cadere dalle nuvole e dichiarando “L’edificio è nuovo,  eppure è già ridotto in condizioni pietose” sembrerebbe imputare la responsabilità della situazione fatiscente agli abitanti del condominio!

La “linea dura” del Comune che va minacciando l’Assessore Baldassarri – espulsione dall’alloggio – è il classico spostamento dell’attenzione dell’opinione pubblica: dalle cause e dalle responsabilità di chi ha progettato l’edificio, di chi lo ha consegnato in quello stato, alle conseguenze delle scelte.

Gli atti individuali di danneggiamento vanno prevenuti dando l’occasione di una degna qualità dell’abitazione e del vivere. Qualora quella occasione non venga colta, allora si potranno prevedere provvedimenti sanzionatori. Ma oggi la situazione della casa popolare di Fiumesino non sta dando una possibilità di riscatto sociale a quelle persone!

La coscienza civica che si pretende da chi ha ricevuto – di diritto – un appartamento già fatiscente da nuovo, innanzitutto dovrebbe essere dimostrata concretamente da tutti quelli che – ognuno per le proprie competenze – li hanno progettati, realizzati, controllati e consegnati!

Ecco perché ci sarebbe materia da Procura della Repubblica!

Cittadini in Comune, a questo punto, sperando che almeno l’ERAP informi la Procura della Repubblica circa l’anomala situazione assunta in gestione , ritiene che l’immediato problema della condizione dell’edificio e dei residenti non può essere affrontato come una questione di ordine pubblico.

Non è con la punizione dei condomini o di alcuni di essi che si arriva a risolvere i pesanti difetti costruttivi dell’edificio.

Cittadini in Comune ritiene che:

L’appello che facciamo ai residenti è di non cadere nella trappola del “tutti contro tutti” o della sfiducia.

I condomini dovrebbero fare forza comune nel rivendicare la qualità che quell’edificio doveva e deve avere.

Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma

ALCUNE IMMAGINI DELL’EDIFICIO
anfratto-interno crepa pianerottolo

scala-in-ferro umidita_in_casa

<< Pagina Precedente — Pagina Successiva >>