Il deficit elettrico delle Marche ed il futuro del Gruppo API vanno risolti su scala regionale, non a Falconara.

Scritto il 27 Febbraio 2011 
Pubblicato su Comunicati Lista Cittadini

L’elettrificazione del porto di Ancona suggerita dall’Assessore Marcello Mariani è una delle opportunità da cogliere.

Ci sono elementi ed obbiettivi comuni agli innumerevoli detrattori del Piano Energetico Regionale Ambientale (PEAR) :

  1. rapportare il Piano solo agli antitetici progetti della Società API;
  2. non rapportare il PEAR alle altre capacità imprenditoriali del Gruppo API;
  3. attaccare il PEAR piuttosto che quelle strutture – politiche e tecniche – della Regione Marche che poco o nulla hanno fatto per facilitare il necessario intervento degli imprenditori. L’esempio dell’eolico completamente bloccato ne è un esempio!
  4. La cinica scelta politica di condannare Falconara M.ma e l’Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale a produttori unici di energia elettrica da fonti fossili dell’intera regione e non voler vedere la soluzione del deficit elettrico marchigiano su scala regionale.

Per svolgere adeguatamente questo compito, i detrattori cancellano o evitano di parlare di quelle proposte che si connettono direttamente con quanto pianificato dal PEAR.

Una di queste riguarda il porto di Ancona rispetto al quale l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Ancona – anche alla 10^ Edizione del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio ad Ancona il 26-28 Maggio 2010 – ha più volte suggerito la prospettiva dell’ecoporto attraverso il cosiddetto cold ironing.

Con il cold ironing si alimenterebbero con elettricità da fonti rinnovabili (eolico sulle dighe foranee, fotovoltaico per le coperture, ecc.) le navi ferme in banchina al porto di Ancona evitando, quindi, che esse debbano tenere accesi i motori per alimentare i generatori ausiliari di bordo. A questo, per completare, si dovrebbe aggiungere l’alimentazione elettrica dei camion frigorifero e tutto ciò che fino ad ora richiede motori a combustione ed inquinamento.

Banchine elettrificate sono già operative in Nord America nei porti di Los Angeles, Seattle, Juneau e Vancouver, in Europa a Goeteborg e Lubecca!

Le Autorità Portuali di Civitavecchia, Spezia e Venezia hanno iniziato a farlo e a Febbraio del 2010 hanno firmato protocolli di intesa con l’ENEL. Vedere per credere!

http://static.repubblica.it/repubblica/gallerie/ambiente/ambiente.html

Cittadini in Comune ritiene che quella del porto verde sarebbe una delle prospettive che si connetterebbe direttamente anche alla pianificazione del PEAR, alla soluzione di una delle criticità dell’AERCA e, inoltre, ad una diversificazione compatibile dell’attività della Società API. Ci sarebbe qualcosa di male se l’Autorità Portuale di Ancona – la quale esiste e basa oltre la metà dei suoi traffici e proventi dal terminale petrolifero API – stipulasse con la Società API Nòva Energia quel protocollo di intesa che le altre Autorità Portuali firmano con ENEL per la realizzazione del green port?

Il punto politico è offrire alla Società API questa possibilità, come altre, in alternativa ai progetti che contrastano con il PEAR!

Non crediamo che i soliti tre tecnici regionali che fino all’altro ieri si sono incontrati con altrettanti tecnici dell’API abbiano parlato delle alternative alle centrali termoelettriche e al rigassificatore pretesi da API Nòva Energia.

Il punto politico è che, così facendo, la Regione Marche non segue quanto indicato nel 2007 dal Gruppo degli Esperti da lei stessa nominato e continua ad assoggettarsi alla logica della Società API che concepisce il proprio futuro solo a Falconara e nell’AERCA.

Cittadini in Comune ribadisce che sia la questione elettrica delle Marche sia il futuro del Gruppo API vanno risolti su scala regionale!

Per avere la controprova è sufficiente leggere gli elaborati del PIANO DI SVILUPPO 2010 della Società della Rete Elettrica Nazionale TERNA SpA – Sezione II (pagg 228 – 229) – che indica la “crescente richiesta di potenza nella provincia di Macerata e nella fascia costiera compresa tra S. Benedetto del Tronto (AP) e Ancona”.

Allora, dove servirebbero eventuali piccole centrali a cogenerazione come previsto dal PEAR?

API Nòva Energia saprebbe realizzarle?

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)

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