Famiglie sotto sfratto…

Scritto il 10 Febbraio 2011 
Pubblicato su Comunicati Lista Cittadini

SI TOLGANO I 15 APPARTAMENTI INVENDUTI DAL PIANO DELLE ALIENAZIONI E SI ASSEGNINO ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ A CAUSA DELLA CRISI ECONOMICA

Commissione Consiliare del 18/1/2010 su alloggi d’emergenza:

Lista Cittadini in Comune:Non si potrà sapere, nel momento in cui si dovrà decidere quali e quanti alloggi vendere, quante famiglie avranno bisogno di alloggi d’emergenza, soprattutto considerando l’attuale difficile situazione socio-economica

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Vicesindaco Baldassarri: “L’intenzione è quella di cercare di avviare i nuclei a reperire alloggi presso privati e a sostenerli economicamente prevedendo appositi progetti per l’affitto per il periodo di un anno (…) Si dovrà comunque tenere conto anche delle esigenze di bilancio.”

Commissione Consiliare su alloggi d’emergenza del 1/3/2010: Lista Cittadini in Comune:Non si può valutare ora quello che sarà il fabbisogno di alloggi d’emergenza nel futuro prossimo, soprattutto in considerazione della crisi economica

Vicesindaco Baldassarri: “Le esigenze di bilancio non vanno mai dimenticate (…) Se la vendita sostiene il bilancio sarà anche più facile avere risorse da destinare ai servizi sociali“.

Ad un anno esatto da quelle Commissioni Consiliari il Vicesindaco Baldassarri è costretto ad ammettere di non aver voluto capire che cosa stava avvenendo sotto gli occhi di tutti.

La dura realtà delle famiglie che subiranno lo sfratto dalle case perché la perdita del lavoro determinata dalla crisi economica non permette loro di pagare le pigioni, sta costringendo l’Amministrazione Brandoni a riconoscere ciò che ha negato per ben due anni e mezzo!

Quella pervicace ed ottusa opposizione alle osservazioni di Cittadini in Comune ha avuto come conseguenza il tentativo di svendere e smantellare gli alloggi di emergenza di proprietà comunale semplicemente per esigenze di bilancio.

Oggi la situazione sta dimostrando che la politica degli alloggi d’emergenza dell’Amministrazione comunale è inadeguata a dare risposte ai nuclei familiari più duramente attaccati dalla crisi economica.

Non sono sufficienti i “progetti per l’affitto” propagandati dal Vicesindaco perché la crisi economica è e sarà di lunga durata e non esistono i tempi brevi e predeterminati sperati dall’Amministrazione comunale per accompagnare le famiglie fuori dalla crisi

Non c’è neanche qualche disponibilità in più nella cassa dei servizi sociali poiché gli alloggi d’emergenza inseriti tra le alienazioni degli immobili di proprietà comunale non sono stati venduti … ammesso che una parte degli introiti sarebbero stati destinati ai servizi sociali.

Allora la soluzione concreta ed immediata per fronteggiare l’annunciata emergenza sfratti è quella di togliere dal piano delle alienazioni e valorizzazioni degli immobili di proprietà comunale i 15 alloggi che erano destinati alle emergenze ed assegnarli alle famiglie sotto sfratto colpite dalla crisi economica.

Gli alloggi invenduti che sono ancora di proprietà comunale sono in via Caprera, via Castello di Barcaglione, via D. Chiesa, via Costa, Vicolo del Pesco, Vicolo delle Fornaci.

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)

Commenti

Un Commento a “Famiglie sotto sfratto…”

  1. Elisabetta il 12 Febbraio 2011 18:57

    Il Comune si sta impegnando a pagare metà dell’affitto (sarebbe interessante sapere fino a che cifra può arrivare quest’ultimo, io so trecento euro) per circa sei mesi. Bisogna vedere se poi gli affittuari riusciranno a continuare da soli il pagamento scaduti i sei mesi. Inoltre gli sfrattati per morosità e magari senza un lavoro stabile non riescono a trovare chi gli fa un contratto di locazione, come se non bastasse i locatari, spesso, chiedono un anticipo di tre mesi d’affitto. I problemi di natura abitativa sono molti e in aumento, il Comune dovrebbe applicare il regolamento per l’assegnazione delle case d’emergenza in vigore dal 2007, visto che ne ha alcune libere perchè gli inquilini hanno avuto un appartamento ERAP, ma preferisce venderle con la promessa di aiuti per gli affitti (già c’è stato un primo bando, se non sbaglio, ma non ne hanno vendute). Potrebbero anche affittarle “a riscatto”, so che alcuni ne hanno fatto richiesta, ma gli è stata negata questa possibilità. Insomma, credo che fra un pò non avremo più solo rumeni che vanno a dormire nei capannoni della ex Montedison

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