Cittadini in Comune all’AD di Marche Multiservizi: senza Piano Industriale non ci fidiamo di nessuno! Amministrazione Comunale e PdL in mano a Marche Multiservizi. Il PD muto!

Scritto il 18 Dicembre 2010 
Pubblicato su Comunicati Lista Cittadini

Alla domanda di Cittadini in Comune su quale sia il Piano Industriale per cui si stipulerà l’Accordo Quadro e si smembrerà il CAM costituendo una nuova Società l’Assessore Raimondo Mondaini, imbarazzatissimo, non ha risposto, rimescolando aria fritta.

E’ intervenuto in suo soccorso l’Amministratore Delegato (AD) di Marche Multiservizi – Dott. Tiviroli – che è meglio definire l’Assessore Aggiunto (AA) del Sindaco dato che in 18 mesi è stato sempre presente a fianco di Mondaini e del Sindaco in qualsiasi momento della vicenda, anche nel momento del confronto puramente istituzionale, cioè quando poteva starsene a Pesaro!

Quello che segue è il resoconto sintetico del confronto tra CiC e l’AD di MMS avvenuto ieri in Commissione Consiliare sul CAM SpA.

L’AA Tiviroli ha sostenuto che in questo momento il Piano Industriale è difficile farlo e che comunque non si può pensare di progettare da qui a 10 anni!

CiC ribatte: ma nel Protocollo di Intesa (Delibera CC n°151 del 21/12/2009) avete sottoscritto la predisposizione dei piani industriali delle singole società entro il 15/2/2010 prima di qualsiasi Atto di Fusione. Senza Piano Industriale CAM e Comune di Falconara rimarranno immobili mentre altri metteranno in atto Piani Industriali sicuramente remunerativi come l’impianto di selezione dei rifiuti per cui si è candidata Maiolati. Perché Falconara ed il CAM non dovrebbero inserirsi attivamente in quanto previsto dal Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (PPGR) con un Piano Industriale che preveda l’impianto di selezione, preceduto da una gara ad evidenza pubblica per cercare un partner privato che entri in CAM con il 40% delle quote azionarie?

L’AA Tiviroli (ormai Voce sostitutiva dell’Amministrazione Comunale): Non c’è bisogno di una gara per trovare un socio privato, anche Marche Multiservizi potrebbe essere interessata al discorso di un impianto di selezione opportunamente dimensionato ed inserito con le autorizzazioni necessarie all’interno del PPGR.

CiC: se le cose stanno così, mettiamo nero su bianco nella Delibera e nell’Accordo Quadro che il Consiglio Comunale voterà martedì che l‘impianto di selezione è uno degli obbiettivi per cui si crea questa Nuova Società!

L’AA Tiviroli: Guardi che un impianto di selezione è remunerativo se ben dimensionato, se ha una discarica vicino e, mi lasci dire, non esiste tutta questa remunerazione di cui si favoleggia nel conferire al Consorzio CONAI per il riuso dei materiali … La carta, per esempio, ce la comprano solo i cinesi, altrimenti sarebbe un problema cosa fare con tutta quella recuperata!

CiC: siamo consapevoli che un impianto di selezione deve essere ben dimensionato e crediamo che qualsiasi tecnico lo sappia indicare in un Piano Industriale. Ma dissento dalla necessità della discarica poiché si ha risparmio anche selezionando bene poiché si trasporteranno meno rifiuti alla discarica di Moie, cosa che significa meno costo di conferimento e meno gasolio per gli autocarri, meno inquinamento determinato dal transito dei camion! Dissento sulla squalifica dei vantaggi del riuso del materiale con i Consorzi CONAI! Nessuno ha mai detto che il denaro pioverà dal cielo, ma anche se piccolo sarà comunque un ulteriore ritorno monetario a cui si deve aggiungere il risparmio complessivo di energia e materia prima! Comunque prendo atto che non sarà messo nero su bianco l’obbiettivo dell’impianto di selezione e, dunque, non possiamo fidarci solo delle sue parole. Ecco perché riteniamo indispensabile adeguarsi al più presto a quanto prevede la Legge, cioè indire una gara ad evidenza pubblica per scegliere il socio privato e lì, se Marche Multiservizi ha le intenzioni espresse dal Dott. Tiviroli, potrà far valere e prevalere il suo Progetto Industriale.

Le parole non ci interessano.

Infine ad una precisa richiesta del Capogruppo del Popolo della Libertà circa la garanzia del riassorbimento dei 14 lavoratori che fuoriescono dal CAM a causa della perdita degli appalti nei Comuni di Monte San Vito e Montemarciano, l’AD di MMS ha detto che non può promettere nulla … risposta che per CiC equivale a NO dato che nulla è scritto in proposito nell’Accordo Quadro e nella Delibera Consiliare.

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune – Falconara M.ma)

Commenti

6 Commenti a “Cittadini in Comune all’AD di Marche Multiservizi: senza Piano Industriale non ci fidiamo di nessuno! Amministrazione Comunale e PdL in mano a Marche Multiservizi. Il PD muto!”

  1. Andrea il 18 Dicembre 2010 15:55

    Come volevo si dimostrare … che a prenderla nel c…lo sono alla fine sempre i lavoratori, e magari anche precari …

  2. Fabrizio il 18 Dicembre 2010 21:27

    A questo punto auspico una risposta forte da parte del sindacato e dei lavoratori, visto che chi ci deve tutelare non lo fa e che “il padrone” del CAM va contro gli interessi della sua azienda. Credo che uno sciopero totale di tre giorni, con picchetto davanti all’azienda, sia inevitabile per far capire a chi è sordo o fa finta di non capire cosa vuol dire il nostro operato..e magari anche un’altra bella nevicatina che non guasterebbe!!!

  3. Roberto Cenci il 20 Dicembre 2010 10:47

    Qui non c’è bisogno di guardare “report” abbiamo in casa un bell’esempio di come il privato (MarcheMultiServizi e quindi Hera) detti legge al un soggetto pubblico, le amministrazioni comunali che dettano gli indirizzi ed i privati che le rispettano rappresentano poco più di una bella storiella, ma quello che più mi indigna da cittadino è che paghiamo la TARSU alla tassazione massima pur non disponendo del servizio porta a porta in tutti i quartieri, inoltre le argomentazioni di Tiviroli sono farraginose, un’offesa anche per chi ha aziende e attività commerciali nel territorio. I meglio informati sanno infatti quali livelli di raccolta differenziata i comuni saranno chiamati a raggiungere. Ma se c’è una questione che davvero non comprendo è il ritiro dello stato di agitazione da parte delle organizzazioni sindacali innanzi ad uno scenario in cui le rassicurazioni vengono proninciate ma NON messe nero su bianco. Davvero con questi squali in circolazione ci si fida delle dichiarazioni sui giornali. SOLO LA CARTA CANTA, senza un Piano Industriale nero su bianco non si tutelano i lavoratori e nemmeno i cittadini e le aziende che operano nel territorio, saremo chiamati a sostenere costi ancor più alti ?
    Ce lo sapremo dìre presto.
    Messaggio riservato a chi opera nella politica e nel Sindacato: chi pensa di cavarsela nascondendosi dietro la foglia di fico o facendo orecchie da mercante arreca un danno economico a tutta la comunità falconarese.

  4. Antonio Crocetti Coordinatore SEL FAlconara il 20 Dicembre 2010 21:42

    Come al solito tutti declamano proclami di difesa dell’occupazione, raccolta differenziata, riciclaggio dei rifiuti, ottimizzazione dei servizi, ecc., Ma quando si va sul concreto si lascia fare a chi persegue solo l’interesse privato alla faccia dei lavoratori e dei cittadini che pagano a caro prezzo servizi scadenti.
    L’Amministrazione comunale DEVE sottoscrivere un accordo chiaro che tuteli al massimo gli interessi dei cittadini e dei lavoratori, esplicando in modo inequivocabile quali siano gli obblighi di chi si candida ad effettuare il servizio e cercando di ottenere l’avvio di un percorso virtuoso che guidi i cittadini e le aziende verso la massima riduzione e la differenziazione dei rifiuti, mantenendo l’occupazione e alleggerendo le bollette.
    I sindacati DEVONO pretendere un piano industriale serio di medio/lungo periodo e non soltanto la rassicurazione da parte dei candidati a gestire il servizio, che questi faranno il possibile per non mandare SUBITO tutti a casa.
    Tutti i partiti di opposizione DEVONO cogliere l’impegno dei C.I.C. e rilanciare pretendendo che le operazioni siano trasparenti e nel masssimo interesse di cittadini e lavoratori. Altrimenti possono andare tutti a casa e lasciare fare direttamente ad un buon comitato d’affari costituito dai vari imprenditori che gestiranno al meglio i loro interessi, utilizzando a loro agio il territorio, le risorse naturali, i cittadini (cioè i sudditi) e i lavoratori (cioè i servitori)

  5. le colporteur il 28 Dicembre 2010 22:48

    Non abito ora in Falconara Marittima ma conosco per vari motivi la realtà cittadina e vi ho risieduto per circa dodici anni.
    Sono contrario alle privatizzazione delle gestioni di servizi pubblici: acqua, gas, e raccolta dei rifiuti. Troppi sono i rischi di infiltrazioni delle varie malavite organizzate o di altri loschi soggetti (società comprese).
    Ma, c’è sempre un ma conoscete la storia della gestione del CAM Spa già A.M.S.?
    Vi ho lavorato come trimestrale alla fine degli anni ’80 e poi all’inizio degli anni 2000.
    Una tragedia: assunzioni di chiara matrice politica o sindacale; strane carriere di delegati sindacali della triplice; eccesso di operai specializzati ed impiegati; “scambi di carriera” con la corrispondente società dell’igiene urbana di Ancona. In pratica un livello x passava da Falconara Marittima in Ancona come livello x + 1 e dopo sei mesi / un anno tornava a Falconara Marittima come livello x + 1 + 1. Ovviamente gli scambi erano biunivoci ed estesi anche ad altre municipalizzate poi ex municipalizzate; costi elevati per premi aziendali; consigli di amministrazione scelte fra i “trombati” della politica; e poi periodo CARLETTI con direttore generale totalmente piegato alla volontà del dux falconensis.
    Gli unici colpevoli finora sono stati gli operai precari non stabilizzati da RECANATINI in poi.

    Bisogna pensare al pubblico, condivido e sottoscrivo, ma bisogna anche eliminare quanto elencato che purtroppo corrisponde a verità.

    Verità scomoda ma verità.

  6. Roberto il 29 Dicembre 2010 16:36

    Le verità scomode sono un problema solo per chi non accetta come necessario il dover rivedere in generale il modo di fare, la questione morale ed etica che coinvolge tutti gli strati sociali e le diverse categorie economiche, non lo scopriamo oggi e non riguarda questi o quelli piuttosto che altri. Questo solo per dire che non si risolve mantenendo il pubblico piuttosto che il privato e nemmeno viceversa, è questione più alta a cui si può dare un contributo solo con l’integrità individuale di chi non accetta nemmeno per se stesso questi meccanismi, con l’esempio collettivo perchè è chiaro a tutti che singolarmnete si passa più che altro per lo scemo del villaggio. Ma se aprissimo qui e ora questo dibattito, caro “le colporteur”, davvero rischieremmo di non uscirne. E’ evidente che qui la Lista Civile ha inteso intervenire sull’indirizzo e sulla mancanza di un Piano Industriale per il CAM, che questa amministrazione colpevolmente sta avvallando, quanto ai diversi modi di proporre o accettare l’illegalità apriamo pure un dibattito ancor più grande, dovremmo però raccontare anche cosa accade ai livelli dirigenziali e quadri delle varie aziende, privato compreso. C’è un approccio accondiscendente e diffuso a considerare normali tante questioni che non lo sono affatto, solo l’autorità giudiziaria in certi casi può rimettere le cose al loro ordine naturale.
    Un cordiale saluto e buon 2011.
    Roberto.

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