Quarto potere… nelle mani di chi ha già il primo, il secondo, il terzo…

Scritto il 21 Ottobre 2010 
Pubblicato su Comunicati Lista Cittadini

portantina

 I giornalisti (ma esistono in Italia dei giornalisti?) misurano la loro qualità sul rispetto dei “fatti” come se da questo dipendesse l’essere più o meno “liberi” rispetto alle testate dichiaratamente di parte che o travisano i fatti o li inquinano di opinioni politiche.

Questa storiella dei “fatti” e dei giornali “liberi” ha il sapore infantile della favola a cui ormai solo i bimbi – e ormai neppure quelli – possono credere, come credono a Babbo Natale, alla Befana e a Pinocchio.

In realtà le redazioni dei giornali hanno il potere di plasmare la verità dei fatti attraverso mille strumenti. Dalla scelta dell’importanza di una notizia rispetto ad un’altra, dalle cose che nell’esporre il fatto vengono dette o non dette…

Così leggendo le pagine di giornali “liberi”  che coprono la cronaca locale la realtà che appare non è propriamente quella che viviamo. E’ quella che “qualcuno” vuole farci credere come reale. Questo “qualcuno” non è immediatamente identificabile – altrimenti non potrebbero più chiamarsi giornali liberi – ma è possibile delinearne a poco a poco i tratti riconoscibili sapendo di chi è la proprietà della testata e soprattutto leggendo attentamente le notizie confrontandole con la realtà vera.

Nei giornai di ieri, ad esempio, spiccavano due o tre notizie su Falconara. Anzi una spiccava molto e altre due erano citate di sfuggita.

Un titolo a tutta pagina sul “cimitero dei bovini” rinvenuto in una nota azienda agricola locale e due cenni rispettivamente sul fatto che Falconara ha accumulato 78 sforamenti rispetto ai limiti per le poleri sottili  e sul fatto che la Fiera a Falconara non si farà più.

Andando ad approfondire le notizie, come un giornalista serio dovrebbe fare, ci si accorge che la prima questione è assai poco preoccupante. La prassi  di interrare i feti era in uso negli allevamenti zootecnici e lecita fino all’entrata in vigore delle leggi europee sui sottoprodotti di origine alimentare, fatte proprie dalla regione Marche nel 2005 e soggette a continui cambiamenti l’ultimo dei quali dell’anno scorso. A parte l’evidente sanzionabilità dell’interramento avvenuto di recente – perchè difforme ad una legge in vigore – è evidente che scavando nella zona vengano fuori ossa di animali se per decenni era in uso, legalmente, la prassi dell’interramento! La questione sostanziale, per la salute, è capire se ci sono animali ammalati. Nel caso specifico i controlli hanno accertato che gli animali sono tutti in ottima salute, ma questo aspetto, nell’articolo sul giornale, appare del tutto secondario…

Ben diverso il caso delle polveri sottili.  Approfondendo il dato dei 78 sforamenti con la verifica della localizzazione della centralina di rilevamento, ci accorgeremmo del fatto che la stazione di Villanova-scuola è l’unica a stare al secondo piano di un edificio e non a livello strada. Questo dovrebbe far dire, ad un giornalista serio, che la situazione di Falconara è la più grave in assoluto della regione Marche e che, oltre al traffico, una delle cause è la presenza di una raffineria che che produce centinaia di tonnellate di polveri al giorno!

Ma la raffineria non è nemmeno citata e Falconara è paragonata alle altre realtà urbane della regione.

Allora, siccome siamo esseri pensanti, cominicamo a chiederci perchè le notizie vengono così distorte. E l’ingigantimento della notizia relativa all’azienda agricola è soltanto un modo per distogliere l’attenzione dagli altri problemi o c’è anche dell’altro? Forse c’entra il fatto che quell’azienda – che si ostina a fare agricoltura nella piana valliva di Falconara- ha aperto uno spaccio aziendale che non è ben visto dalla grande distribuzione alimentare? Forse c’entra il fatto che quell’azienda si oppone strenuamente alla realizzazione del by-pass ferroviario che invece interessa molto l’Api raffineria? …. Forse.

Il fatto è che la verità ha bisogno di giornalisti liberi e da queste parti non ci sono nè giornalisti liberi nè verità.

Carlo Brunelli

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