RIFIUTI. Comune di Falconara e Marche Multiservizi SpA: la “STRATEGIA DELLA TENSIONE” CONTRO IL PORTA A PORTA!

Scritto il 9 Febbraio 2010 
Pubblicato su Comunicati Lista Cittadini, Energia e Ambiente

ricicloL’Amministrazione comunale di Falconara Marittima e la controllata CAM hanno appena avviato i preliminari del percorso di fusione con Marche Multiservizi SpA (MMS) e già è evidente chi detta e detterà legge! Come spiegare diversamente la sconfessione della raccolta dei rifiuti “porta a porta” (PaP)  e il passaggio al sistema della “raccolta di prossimità” annunciato dall’Assessore Astolfi?

Soltanto sei mesi fa – il 17/6/2009 – il Presidente del CAM S.p.A. Roberto Sciocchetti, confermò come “al massimo entro due anni il porta a porta sarà ampliato a tutta la città, ma se tutti collaboreranno al meglio è possibile che i tempi vengano abbreviati a diciotto mesi” mentre l’Assessore Astolfi sottolineò che il progetto del porta a porta è stato fortemente voluto e sponsorizzato dal Comune!

Ma come, ci si chiede, il Comune di Falconara ed il CAM hanno speso energie e risorse per propagandare e attivare un’iniziativa come quella del PaP ed ora ci dicono che non va più bene?

E l’ottimo risultato di Palombina Vecchia? E la disponibilità e l’impegno civico dei cittadini?

La spiegazione è che è “entrata in vigore” la logica di Marche Multiservizi, Società a maggioranza pubblica MA CONTROLLATA DA UN AMMINISTRATORE DELEGATO DESIGNATO DALLA HERA S.P.A. che detiene una quota del 41,87% di capitale in MMS!

Marche Multiservizi applicherà anche a Falconara quella sorta di “strategia della tensione” verso il PaP che sta attuando in tutti i territori in cui è presente, a partire per esempio da Pesaro e provincia!

Le motivazioni addotte da Marche Multiservizi a Pesaro sono ricopiate dall’Amministrazione comunale falconarese: il porta a porta ha un alto costo del servizio e per non aumentare la TARSU a carico dei cittadini meglio passare alla raccolta di prossimità.

Ma è veramente così oppure non ci dicono tutto?

Intanto l’Assessore all’Ambiente di Pesaro – anche lui impegnato a sostituire il PaP con la raccolta di prossimità – ai primi di Gennaio 2010 ha ammesso che il costo delle tariffe non diminuirà “almeno nei prossimi tre anni”.

Ed il 17/12/2009 a Falconara Marittima, in Commissione consiliare, l’AD Tiviroli di MMS aveva già ammesso che per “offrire un servizio complessivamente migliore a costi inferiori occorrerà attendere almeno un paio d’anni“!

Ma il Sindaco, l’AD di MMS, l’Assessore Astolfi e il Presidente del CAM non informano i cittadini falconaresi sugli elementi seguenti:

  1. dato che la raccolta di prossimità garantisce soltanto il 40% della differenziazione dei rifiuti come farà il Comune di Falconara a raggiungere il livello di Legge del 65% di differenziata che, se non rispettato entro il 2012, produrrà sanzioni a carico del Comune … pagate in bolletta dai cittadini?
  2. il sistema di raccolta porta a porta garantisce dal 60 al 70% di differenziazione dei rifiuti e, dunque, permette di raggiungere due obbiettivi: il 65% di differenziata (con sanzione evitata!) e minori costi di smaltimento del rifiuto indifferenziato in discarica.
  3. i rifiuti differenziati producono un utile in quanto rivenduti per essere reimmessi sul mercato delle materie prime. Ed è logico per tutti, tranne che per MMS e Amministrazione comunale di Falconara e CAM, che maggiore è il rifiuto differenziato maggiore è l’utile che da questo si può ottenere!

Cittadini in Comune ritiene che le tre condizioni sopraccitate permettano di ammortizzare agevolmente il maggiore investimento iniziale del sistema PaP!

Inoltre CiC sottolinea l’impulso occupazionale che il sistema del PaP spinto determinerebbe come ampiamente dimostrato dai molteplici esempi in Italia.

Come quello di Vedelago (Treviso) evidenziato e, giustamente, proposto dai rappresentanti della Lista 5 Stelle e SEL – Quattrini e Duca – al Consiglio Comunale di Ancona!

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune)

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