Con il cuore in mano…

Scritto il 25 Gennaio 2009 
Pubblicato su Infrastrutture e Territorio

Pubblichiamo una lettera aperta di una famiglia falconarese, inviataci da Luca. Abbiamo scelto di condividerla con tutti coloro che ci leggono e speriamo con buona parte dei cittadini di Falconara, perché la lettera ci ha toccato…nella sua lucidità, nella sua passione e nella sua forza. Il testo completo della lettera è disponibile cliccando QUI.
Ne riportiamo di seguito alcuni passi. Buona lettura.

“…Scrivo perché trovo assurdo che parte della popolazione falconarese si batta a favore delle nuove centrali, così da replicare la spaccatura, che già altre volte si è verificata nella cittadinanza, tra quelli che sono solidali ai malati e preoccupati per le proprie famiglie e quelli che sono solidali con i lavoratori della raffineria…

Chi guadagna da questa operazione? Il potente di turno, cioè il proprietario delle centrali che si vogliono costruire…
Chi perde? I tanti cittadini falconaresi e più in generale gli italiani. Perché?…I nuovi malati (ad esempio di leucemia, di malattie respiratorie…); le bollette dell’elettricità continueranno a crescere dato che i combustibili fossili, come tutti sanno, non dureranno in eterno…L’Italia è povera di combustibili fossili (mentre è ricca di sole, vento, acqua…). Questo implica che l’utilizzo di queste fonti di energia ci rende strategicamente dipendenti dai voleri di paesi esteri (si veda il caso della battaglia del gas tra Russia e Ucraina).
La nostra città perde valore e le nostre case lo stesso. Chi ha una casa di proprietà a Falconara sa che, se si costruisse una enorme centrale, il valore della propria casa non potrebbe risentirne positivamente. Anche questo è un danno economico per i falconaresi.

…E i lavoratori? Non avremo nuovi posti di lavoro? Qui il discorso è più articolato. Sul breve periodo sicuramente una nuova centrale crea posti di lavoro. Sul medio-lungo periodo la risposta è molto più chiara: la centrale a metano non va fatta. Perché?
Innanzitutto perché le fonti fossili finiranno; inoltre una mega centrale porta danni collaterali (in economia si chiamano esternalità negative) sulle altre attività. Si pensi alle aziende agricole della vall’Esina o alle attività ittiche che si svolgeranno in un ambiente sempre più inquinato. Per non parlare delle numerose attività legate al turismo: non a caso Senigallia vede aumentare la propria popolazione e i posti di lavoro non mancano; invece Falconara sta declinando dato che la raffineria ha fatto terra bruciata: non crea lavoro, lo distrugge!

…Qualcuno sostiene che è vantaggiosa, ma credo che si dimentichi di concludere la frase, specificando PER CHI è vantaggiosa, perché in effetti QUALCUNO ci guadagna in questo trasferimento di ricchezza dai tanti a pochi, ma non sicuramente la collettività. Forse occorre spiegare ai nostri amministratori che sono eletti per fare il bene comune e non quello di qualcuno! Così pure le rappresentanze sindacali, che debbono sì fare gli interessi di categoria, non dovrebbero perdere di vista il bene comune…”

Luca

Commenti

2 Commenti a “Con il cuore in mano…”

  1. Davide il 26 Gennaio 2009 13:11

    Complimenti per l’esposizione, concordo al 100%.
    E’ giusto sottolineare ai sindacati che ogni posto di lavoro all’API ne pregiudica altri in diversi settori (turistico, agricolo, commerciale), per non parlare dei posti persi se non si seguono le nuove tecnologie.

  2. raffaele il 27 Gennaio 2009 16:16

    Un sincero “complimenti” luca che ci hai fatto conoscere le riflessioni tue e della tua famiglia…condivisibili, speriamo bene che si percorrano le strade che suggerisci.

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