Piano spiaggia ed Ordinanza della Capitaneria di Porto: Amministrazione comunale incapace e tracotante!

Pubblicato il 8 Agosto 2010 
Articolo su Comunicati Lista Cittadini | 2 Commenti

COMUNICATO STAMPA

Già, “La situazione è grave” come sostiene il Consigliere Pastecchia del PdL …

Soprattutto quando il Consigliere di Cittadini in Comune alza il telefono venerdì mattina 6 agosto e chiede un chiarimento tecnico alla Capitaneria di Porto di Ancona.

Il Tenente di Vascello incaricato ci dice che l’Ordinanza 13/2010 non interessa lo specchio di mare di fronte a Villanova che va dalla battigia alla scogliera frangiflutti! Dunque al di quà della scogliera si può fare il bagno ed uscire con i natanti attraverso il corridoio di lancio!

Esattamente il contrario di quanto sostenuto dall’Amministrazione comunale di Falconara in Commissione consiliare il 3/8 ed in Consiglio Comunale mercoledì 4/8!

Una semplice telefonata che l’Amministrazione comunale di Falconara marittima - nel dettaglio o l’Assessore all’Urbanistica nonché Sindaco Goffredo Brandoni o la sua Dirigente - avrebbe dovuto e potuto fare dal 9 Giugno scorso!

L’irresponsabilità verso i cittadini è tutta dell’Amministrazione comunale di Falconara e della maggioranza del Popolo della Libertà che, con la conferenza stampa di sabato 7, ha tentato di alzare un polverone per coprire incapacità e supponenza.

Incapaci di interpretare l’Ordinanza della Capitaneria di Porto e tracotanti al punto da ritenere di non dover chiedere rapide delucidazioni alla stessa Capitaneria!

E’ in questo “humus” che è maturato il florilegio di “trovate” dell’Amministrazione comunale: dallo stralcio del rimessaggio dei natanti dal Piano del Litorale Sud (elemento qualificante di tutto il Piano e suggerito dagli operatori del Falcomar) alla previsione del divieto di balneazione nello specchio di mare di fronte al quartiere Villanova!

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara M.ma)

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Fondo di Solidarietà a sostegno del reddito per i lavoratori e le famiglie colpite dalla crisi economica: le motivazioni dell’astensione di Cittadini in Comune.

Pubblicato il 7 Agosto 2010 
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Sul Fondo di Solidarietà a sostegno del reddito per i lavoratori e le famiglie colpite dalla crisi economica la Lista Civile Cittadini in Comune si è astenuta per solidarietà e rispetto dei lavoratori che perdono il lavoro e per le famiglie in difficoltà.

Se fosse stato per la furbizia e la strumentalizzazione usata dalla maggioranza del PdL e dall’Amministrazione Comunale avremmo votato contro al provvedimento.

Quindi è bene dire come sono andate e come stanno veramente le cose.

Il Fondo è stato istituito grazie alla cocciutaggine delle opposizioni - CiC e PD - nonchè di CGIL e CISL!

CiC è dovuta arrivare a chiedere le dimissioni del Presidente della Commissione consiliare VI - Bruno Severini - per far capire a PdL e UdC che facevamo sul serio.

Un presidente di Commissione che ad un mese e mezzo dall’impegno assunto non aveva né convocato la Commissione né aveva dato mandato di farlo al Vicepresidente della Commissione stessa!

Poi, una volta costretto a partire, il Centro destra ha pianificato l’operazione strumentale che è consistita nel trovare una motivazione per mettere un marchio tutto suo - partitico - ad un Fondo che prima ha guardato con scetticismo e poi ha capito di poter usare anche a fini propagandistici, al di là della VERA IMPORTANZA PER CHI PERDE IL LAVORO E LE FAMIGLIE!

Ed allora quale miglior strumento dell’ITALIANITA’ che, però, nulla ha a che fare con chi ha lavorato onestamente, ha contribuito all’addizionale IRPEF che il Comune riscuote, ha contribuito all’INPS, ha contribuito a creare ricchezza nella comunità!

Un calcolo partitico sulla pelle di chi è in difficoltà!

Chiarito il percorso, le furbizie e le strumentalizzazioni, non creda la Giunta Brandoni e la maggioranza PdL di aver fatto un favore agli Italiani con la discriminazione pretesa nei requisiti di accesso: 3 anni di residenza a Falconara per gli Italiani contro i 5 di residenza per gli stranieri.

Semmai hanno favorito gli Italiani falconaresi, una ulteriore categoria tipo italiani padani!

Per capire l’impostazione discriminatoria pretesa dal PdL e dal Sindaco, partiamo da una situazione esemplificativa con tre cittadini immaginari:

Franky, Sergio e Luigi lavorano come camerieri in un grande ristorante. A causa della crisi interviene una drastica riduzione di personale e Franky, Sergio e Luigi perdono il lavoro.

Franky (nigeriano) risiede da 4 anni a Falconara ed è sposato con moglie e 3 figli;

Sergio (italiano) risiede a Falconara da 2 anni ed è sposato con moglie, 1 figlio e la anziana madre a carico;

Luigi (italiano) risiede a Falconara da 3 anni con la sola moglie a carico.

In base al Regolamento del Fondo di Solidarietà voluto dal PdL e dall’Amministrazione Brandoni l’unico tra i tre ex camerieri a poter chiedere di accedere al Fondo è Luigi poiché ITALIANO risiedente da 3 anni a Falconara!

Il nigeriano Franky è escluso poiché per lui, non italiano, per accedere al Fondo si chiedono ben 5 anni di residenza a Falconara.

Non può accedere neanche l’altro italiano Sergio - anche se in una situazione familiare più gravosa - poiché sotto i 3 anni di residenza!

Come si vede, l’impostazione del Fondo di Solidarietà stravolta dal PdL NON TIENE CONTO dello stesso lavoro svolto dai tre lavoratori, dei contributi INPS versati, della addizionale IRPEF versata al Comune, della ricchezza prodotta per la comunità, degli effettivi bisogni della persona e delle famiglie!

Infatti permettere di accedere al fondo solo a chi ha una residenza a Falconara di almeno 3 anni significa escludere anche quegli ITALIANI che proprio per le caratteristiche del loro lavoro (ditte con appalti sparsi per l’Italia, mobilità di residenza richiesta dalle mutate esigenze della azienda per cui lavorano) sono costretti a spostamenti di residenza.

Al contrario la proposta formulata da CiC: non necessitava di una visione strumentale italiano contro straniero.

Il punto qualificante che abbiamo sostenuto sta nel riconoscimento della diversa composizione familiare.

Avevamo proposto di valutare opportunamente questa diversità sociale con una piccola - seppur parziale - lettura sociologica.

Se le famiglie di non italiani sono generalmente caratterizzate dall’avere più figli, quelle italiane talvolta hanno uno o due anziani a carico, oppure un figlio all’università, oppure un disabile.

E, in tal senso, avevamo proposto, anche una gradualità di punteggio sulla anzianità di residenza: per cui se una persona risiede da due soli anni a Falconara avrà un punto, da due a 5 un punteggio più alto e così via.

Ma la condizione di questa nostra proposta era che essa risultava utile soltanto se si fosse tolta la anacronistica differenziazione tra italiani e stranieri nei requisiti di accesso al Fondo, equiparando il requisito iniziale sui 2 anni di residenza a Falconara uguale per tutti!

Questo non è stato fatto dalla maggioranza PdL e dall’Amministrazione comunale che anzi hanno scelto di moltiplicare l’effetto discriminatorio sommando la nostra proposta con la distinzione dell’anzianità di residenza tra italiani e non italiani.

Loris Calcina (capogruppo Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara Marittima)

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Piano del litorale Sud: spunta l’Ordinanza della Capitaneria di Porto che vieta tutto nel raggio di 1000 metri dal pontile API. Il Sindaco fa finta di non saperlo. Niente ridosso. Chiude la spiaggia di Villanova?

Pubblicato il 4 Agosto 2010 
Articolo su Comunicati Lista Cittadini, Consigli Comunali, Infrastrutture e Territorio | Lascia un commento

barca L’intervento di CITTADINI in COMUNE in Consiglio comunale

La Lista Civile Cittadini in Comune ritiene che l’Amministrazione comunale non abbia adeguatamente considerato le conseguenze dell’Ordinanza della Capitaneria di Porto N° 13 dell’8 Aprile 2010.

I punti interrogativi che ci siamo posti sono numerosi ma, in sintesi, esplicitiamo i seguenti:

Perché la Capitaneria di porto nella Conferenza dei servizi del Febbraio scorso non ha fatto cenno a questa problematica e l’ha esplicitata con una nuova Ordinanza modificativa ed ancor più restrittiva della precedente - 118 del 30/10/1997 - e soltanto dopo che il Consiglio Comunale ha adottato la Variante al Piano di Utilizzazione del Litorale Sud, esattamente  il 10/3/2010?

Perché dalla data della presentazione dell’Osservazione della Capitaneria di Porto di Ancona - 9/6/2010 - l’Amministrazione comunale non ha chiesto immediatamente una interpretazione dirimente alla stessa Capitaneria? Avremmo saputo con certezza - oggi - se lo stralcio del ridosso per i natanti sia da considerare definitivo o non definitivo dato che l’intera Variante ha la sua ragione d’essere principale nella risistemazione di parte dei natanti disseminati sulla spiaggia di Falconara.

Due sono infatti le ipotesi:

  1. se l’Ordinanza della Capitaneria di porto è da interpretarsi nella maniera restrittiva, come comunicatoci in Commissione e come risulta dalla presa d’atto che dovremmo votare, allora - per motivi di sicurezza inerenti il pontile della raffineria API - sarà fatto divieto di transito, sosta, ormeggio e balneazione nei mille metri anche all’interno della scogliera di protezione da Villanova fino a via Roma.
    Ovvio che il ridosso non potrà essere fatto! Ovvio che una parte dei natanti non potranno essere più spostati a Villanova! Ovvio che già da adesso si dovrebbe ragionare su un’altra ipotesi!
    Ma c’è dell’altro direttamente connesso a questa situazione creatasi a seguito della nuova Ordinanza della capitaneria di Porto.
    Se oggi questo Consiglio comunale, ogni singolo Consigliere, votasse in qualsiasi modo questa presa d’atto del contrasto tra Ordinanza della Capitaneria e Variante, ciò comporterebbe di ritornare ad AVVALLARE lo stato attuale, che significa AVVALLARE, comunque, uno stato di ILLEGALITA’ per i rimessaggi attuali su quei mille metri di litorale, per il corridoio di lancio per l’uscita dei natanti (autorizzato dal Comune nel rispetto della Ordinanza della Capitaneria 05/2009).
    Si avvallerebbe una situazione pregressa di illegalità proprio perché l’Ordinanza della Capitaneria di Porto richiamata e parzialmente modificata (118/97) non può essere interpretata oggi in un modo e ieri in un altro! Le parole ed i riferimenti sono sempre gli stessi! Gli obblighi hanno lo stesso oggetto!
    Inoltre, a questo punto, si fa avanti un ulteriore dubbio: è plausibile che la Capitaneria di porto abbia emanato una Ordinanza in contrasto stridente con la 05/2009 senza abrogarla per quanto riguarda il tratto di mare interessato? Come mai la stessa Ordinanza 05/2009 - tutt’ora vigente - non esclude i mille metri da Villanova a via Roma da corridoi di lancio, rimessaggi, balneazione?

  2. La seconda ipotesi. L’interpretazione dell’Ordinanza della Capitaneria non è così restrittiva come si crede, e soprattutto non riguarda il tratto di mare dalla battigia alla scogliera frangiflutti, ed allora del ridosso si può ragionare, e anche dell’ormeggio e della balneazione, purchè il tutto avvenga all’interno della scogliera.

Come mai l’Amministrazione comunale, avendo avuto due mesi di tempo,  non abbia chiarito tutto ciò con la Capitaneria di Porto rimane un mistero. Questo mancato chiarimento infatti stravolge la sostanza della Variante al Piano Spiaggia Sud e crea una situazione allarmante per gli utenti della spiaggia di Villanova e per le aspettative dei proprietari degli stabilimenti balneari del Consorzio Falcomar.

E sì, perché - è bene sottolinearlo - qualora si decidesse, in ossequio alle osservazioni della Capitaneria di Porto, di non mettere i natanti nella zona prevista dalla Variante, da qualche altra parte dovranno essere pur messi e questo “da qualche altra parte” toglierà inevitabilmente spazio a qualche altro uso del litorale sud.

Infine sarebbe inquietante la prospettiva di una interpretazione restrittiva della recentissima Ordinanza 13/2010 della Capitaneria di Porto: mille metri di litorale e di spiaggia libera in cui non si può fare il bagno, da cui non si può partire con una canoa o un pedalò, da cui un natante non possa muoversi usando il corridoio di lancio, è un pezzo di litorale morto, senza alcuna destinazione d’uso possibile!

A chi interessa la morte di un pezzo di litorale a confine della raffineria API, a confine con uno scalo merci in via di dismissione e alienazione da parte di RFI che ha già ceduto le strutture delle Officine alla stessa Società API? Non certo a Falconara ed ai falconaresi

Pertanto, l’illegalità insita nell’avvallo di questo procedimento, che chiunque potrebbe rilevare e denunciare richiamando a responsabilità penali gli stessi Consiglieri comunali, induce la Lista Civile Cittadini in Comune a salvaguardarsi ed a salvaguardare il proprio rappresentante in Consiglio comunale non prendendo parte alla votazione parziale ed integrale dell’atto odierno riguardante le Osservazioni inerenti la Variante al Piano Spiaggia Sud.

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civica Cittadini in Comune - Falconara M.ma)

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RIGASSIFICATORE API: TURISMO E PESCA A RISCHIO! Condividiamo l’allarme del Sindaco di Senigallia e del Delegato della Foundation for Environmental Education!

Pubblicato il 30 Luglio 2010 
Articolo su Comunicati Lista Cittadini, Economia e Bilancio, Energia e Ambiente | 1 Commento

Hanno ragione da vendere il Sindaco di Senigallia Mangialardi ed il Delegato regionale FEE Fernando Rosi!

Hanno messo il dito nella piaga: il turismo, da Senigallia/Fano alla riviera del Conero già oggi è a rischio per il petrolio movimentato e lavorato dalla Società API raffineria.
La Regione Marche - dopo le tonnellate di bitume sversate in mare dalla raffineria nel 2004 e replicate nel 2007 con l’olio combustibile - non può permettersi di giocarsi il TURISMO, comparto economico più redditizio e dal futuro più certo e più sano rispetto agli interessi dei Brachetti Peretti!

Ma c’è di più: con il rigassificatore e le centrali termoelettriche pretese dall’API si gioca anche il futuro del comparto PESCA, già oggi in difficoltà per la scarsità di prodotto.

Le attuali tonnellate di cloro immesse in mare dalla esistente centrale termoelettrica IGCC e le tonnellate di varia fauna marina inghiottita annualmente con l’aspirazione di milioni di metri cubi di acqua di raffreddamento hanno già prodotto alterazioni evidenti. Leggete le valutazioni dell’ARPA Marche a proposito del progetto di nuove centrali e quanto aveva ipotizzato la Provincia di Ancona nel 1996!

Immettere altre tonnellate annue di cloro in mare e risucchiare tonnellate di fauna marina aspirata dalle condotte di raffreddamento della nave rigassificatrice e delle centrali termoelettriche significa uccidere il comparto pesca!

I Ministeri sono distanti e molto “disattenti” (vedere l’oblio in cui sono cadute le leucemie accertate dall’Indagine Epidemiologica!) … però la Regione Marche è qui e pertanto non può usare pesi diversi per valutare i rigassificatori di Gaz de France e API Nòva Energia.

Gli argomenti sull’impatto marino di acque clorate ed a temperature alterate valgono per tutti.

Non c’è barriera di separazione tra la zona di mare antistante Falconara ed il resto.

L’allarme lanciato dai Sindaci di Senigallia, Chiaravalle e Montemarciano e dal Delegato FEE pone per quello che realmente è il problema dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale e del Sito Inquinato di interesse nazionale: non una partita tra Regione, API e una Amministrazione comunale falconarese accecata soltanto dal ricavo di denaro dal disastro attuale e futuro!

Il futuro del sito dell’API è una partita che deve essere rimessa in discussione subito:

  1. bloccando i nuovi, devastanti progetti del rigassificatore e delle centrali termoelettriche;
  2. riscrivendo un nuovo protocollo di intesa con la Società API che veda attorno al tavolo anche i Comuni e le attività economiche minacciate quotidianamente dall’attuale modello di sviluppo dettato dalla raffineria API! E’ giunto il momento di uscire dalle ambiguità del “polo energetico ambientalmente avanzato“! La Società petrolifera API che investe in energie rinnovabili in tutta Italia deve farlo anche a Falconara! Qui sta il futuro del lavoro per tutti: maestranze API, turismo e pesca!

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara M.)

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Ancora dal Consiglio comunale su CAM-MMS-Hera…”della parsimonia” e “della trasparenza”

Pubblicato il 10 Luglio 2010 
Articolo su Comunicati Lista Cittadini, Consigli Comunali | Lascia un commento

Vicenda CAM - MMS/Hera (1)
ovvero … della parsimonia!

frit fruit
Cittadini in Comune ha presentato un Ordine del Giorno affinché il Consiglio Comunale invitasse i componenti del Consiglio di Amministrazione del CAM SpA a rinunciare alla propria indennità finché l’azienda rimane affittata a Marche Multiservizi/Hera.

Lo ritenevamo e lo riteniamo un invito ragionevole considerato che, rimanendo in carica, l’attuale CdA del CAM non farà altro che prendere atto di una gestione dell’azienda CAM esercitata da MMS/Hera, a Pesaro! 27.000 € - la somma dei compensi del CdA - ci sembrano inutili per ratificare decisioni altrui!

La proposta è stata bocciata dalla maggioranza PdL del Sindaco Brandoni!

Vicenda CAM - MMS/Hera (2)
ovvero … della trasparenza!

Totò
Il 25 Giugno scorso la Lista Civile Cittadini in Comune ha chiesto all’Amministrazione comunale copia delle
due diligence
redatte dalla Soc. C. BORGOMEO SRL di Roma relative alla ipotizzata e sfumata fusione tra CAM ed AnconAmbiente. Le Relazioni della Soc. Borgomeo ci sono utili per capire fino in fondo quali elementi hanno fatto sempre sostenere all’Assessore Mondaini che non esisteva convenienza nell’operazione tra le due società.

Ebbene, dopo i 10 giorni max di attesa come da Regolamento per l’accesso agli atti dei consiglieri comunali, il Segretario Comunale ci ha comunicato VERBALMENTE che l’Amministrazione non ha quelle Relazioni della Soc. Borgomeo.

Sempre VERBALMENTE, il Segretario Comunale ci ha anche comunicato che il CAM SpA (non sappiamo se il CdA o il Direttore) CI HA MANDATO A DIRE che loro hanno le Relazioni richieste e, prima di consegnarcele, preferirebbero illustrarcele loro stessi.

Divertiti dall’esilarante commedia all’italiana di cui ci siamo ritrovati - nostro malgrado - figuranti, abbiamo chiesto al Segretario Comunale il numero diretto di colui o colei del CAM SpA che ci ha invitato all’illustrazione preventiva … Quel numero non c’è in Comune e saremmo dovuti passare attraverso il centralino del CAM. Allora abbiamo chiesto il numero diretto del Presidente del CdA del CAM e ci hanno risposto che anche quello non ce l’hanno e, comunque, il Presidente “è in ferie”!

Ovviamente, da domani, pretenderemo dal Sindaco il rispetto del Regolamento comunale e, dunque, quello che ci spetta di conoscere senza interposta illustrazione preventiva! Poi, dopo aver studiato la Relazione della Soc. Borgomeo con chi riterremo più opportuno, sentiremo anche ciò che vorrà illustrarci il CdA del CAM o il suo Direttore.

Intanto due domande sorgono spontanee:

1) CAM SpA è partecipata dal Comune di Falconara Marittima per il 98,86%. Come mai l’Amministrazione non ha una copia della relazione della Società Borgomeo?
2) Se l’Assessore Mondaini ci ha sempre detto con sicurezza che quelle Relazioni della Soc. Borgomeo erano negative per un processo di integrazione tra CAM e AnconaAmbiente - per altro senza mai fornire ai consiglieri comunali stralci della Relazione stessa! - dove le ha lette? E’ andato nella sede del CAM? Se le è fatte illustrare preventivamente? Non ne ha ricevuto copia in Comune come dovrebbe accadere per i tutti i Soci pubblici del CAM SpA?

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara M.ma)

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