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(38) Cayden
lun, 8 agosto 2016 11:36
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(37) Taran
gio, 4 agosto 2016 05:27
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(36) Deacon
mar, 2 agosto 2016 03:49
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(35) fabio amici
mar, 25 novembre 2014 12:01
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Cari amici, Come saprete, Sabato 29 Novembre presso il Centro Pergoli alle ore 10-13 ci sarà la prima giornata della trasparenza del Comune di Falconara M.ma. Credo che la trasparenza sia un valore di tutti i cittadini, a prescindere dalle ideologie politiche. Se lo ritenete opportuno potreste pubblicizzare con ogni modalità l'evento, per informare i cittadini.

Grazie.

Fabio
(34) CiC
gio, 16 gennaio 2014 15:11
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OGGETTO: CONVOCAZIONE CONGIUNTA COMMISSIONI CONSILIARI IVª E VIª
Si tratta della commissione Ambiente (IV) e Sanità (VI), che si riuniscono in questo caso congiuntamente (era ora!). Premesso che riteniamo sempre utile e necessaria la partecipazione, ancor di più in questo caso per l'importanza dei temi che verranno trattati. Diamo appuntamento a:
VENERDI' 17 Gennaio, alle ore 16:00
Sede Comunale di Piazza Carducci, 4

Liste civiche FBC - CiC.
(33) Laura Caponi
mer, 30 ottobre 2013 15:31
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Gentile Consigliere Riccardo Borini e collaboratori,

scrivo questa lettera perché ho conosciuto Andrea Cremascoli, morto il 5 ottobre scorso. Risiedeva nel quartiere “Stadio” e si è buttato dalla finestra di casa sua a 36 anni, dopo aver più volte minacciato il gesto. Credo che in qualche momento della sua vita mi abbia ritenuto, immeritatamente, sua amica.
Chiedo di verificare se sfrattare Andrea dalla casa in cui viveva, di proprietà del Comune di Falconara, fosse assolutamente indispensabile.

Andrea era un ragazzo che ha molto sofferto in una vita che non gli ha risparmiato nulla; ha convissuto sopportandole con la malattia mentale e fisica (era invalido), la precoce scomparsa della mamma, l’isolamento sociale, la disoccupazione. Viveva con suo fratello e suo padre ottantenne e malato. Molti lo conoscevano, pochi gli erano veramente amici. Non era facile essere amico di Andrea, non era facile neppure aiutarlo. Poteva essere un angelo che avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutarti o poteva andare in escandescenza senza motivo apparente e forse tirarti un pugno. Non stava bene. Ma lui era un eroe, una persona che ha retto sulle spalle un grande dolore, nonostante la vita non lo avesse dotato di spalle forti. La sua famiglia e lui avevano spesso chiesto aiuto. Andrea non voleva andarsene da quella casa ma “il comune” era di altro avviso.
Quella casa era tutto per lui: lo legava strettamente a sua madre e chiunque vi fosse entrato sapeva quanto fossero preziosi per Andrea quegli oggetti che aveva collezionato in tanti anni e a cui lui dava un valore affettivo smisurato. Era capace di star male un giorno intero se una statuetta cadeva in terra e si rompeva.

Certo, questo faceva parte della sua malattia come credo sapessero sia i medici che lo avevano in cura sia i servizi sociali. Per lui perdere la casa, QUELLA casa, era un dramma. Perdere la casa destabilizzerebbe un po’ chiunque, figuriamoci lui. Ma tutti lo sapevano, lui ne parlava continuamente, era ossessionato da quella separazione. Gli era stata assegnata dal comune una nuova sistemazione, ma non gli era mai stato detto quale, dove, come era fatta, quante stanze avesse, se ci fosse un garage… tutti questi pensieri affollavano la sua mente. Avrebbero più che sfiorato la mente di una persona qualunque, ma per lui era una vera ossessione. Immaginate di dire a vostro figlio di 3 anni: da questa casa ce ne andiamo, ma non so dirti bene dove. Non so se là c’è spazio per i tuoi giochi, forse alcuni li butteremo perché là non c’entrano, forse ne butteremo molti, o forse li potrai tenere. Per Andrea era così, non aveva gli strumenti per accettare la novità. E non sapeva quale novità lo attendeva.
Certo, mantenere quella casa non lo avrebbe salvato dalla malattia e forse (MA QUESTO NON E’ DETTO) non gli avrebbe salvato la vita. Ma togliergli la casa significava sicuramente esporlo ad una situazione che lo terrorizzava e che non era in grado di elaborare. E QUESTO NON ERA UN SEGRETO. So per certo che i servizi sociali e di salute mentale che lo avevano in cura conoscevano a fondo questa situazione. Inoltre il padre di Andrea aveva protestato innumerevoli volte, aveva anche scritto ad un quotidiano.
Pongo quindi alcune domande precise a cui spero che Lei, Consigliere Borini, sia in grado di aiutarmi a dare risposta:
Era davvero necessario sfrattare Andrea e la sua famiglia?
A quanto so bollette e affitti erano sempre stati pagati: allora perché lo sfratto?
A cosa sarebbe stata destinata la casa?
Sono stati interpellati i servizi sociali e il centro di igiene mentale che seguivano Andrea prima di procedere allo sfratto visto che la situazione di disagio era già nota, a quanto so, al sindaco in persona?
Se no, PERCHE’?
Se si, CHE RISPOSTA E’ STATA DATA?


Non mi si risponda che la casa di Andrea era destinata alla vendita per fare cassa.
Vorrei precisare che:
-solo uno fuori di testa svende una casa di questi tempi in cui il prezzo delle case crolla (infatti non svende casa sua ma quella della comunità)
-poco prima delle elezioni comunali sono spuntati come funghi cantieri stradali e rotatorie in punti della città talmente trafficati che neanche un gatto cieco rischia la vita ad attraversare la strada: quindi i soldi ci sono
-poco prima delle elezioni sono state asfaltate alla velocità della luce e con una efficienza quasi tedesca parecchie strade della città, compresa la salita davanti a casa mia, che non era per nulla impraticabile e che è trafficata da ben 6 auto, 12 passanti e 3 cani al giorno. Però è una zona piena di abitazioni, e di gente che si affaccia dalla finestra a guardare i lavori in corso ce n’è parecchia
- questo Comune per il solo fatto di essere destinato a tollerare il mostro ecologico dell’api pluriesplosiva nel nome dei posti di lavoro da salvare (perché è sempre meglio una leucemia che la disoccupazione) dovrebbe essere ricoperto d’oro se ci fosse un’amministrazione seria!
-E cos’è questa storia delle lettere di auguri che il sindaco invia ai nuovi nati? E le missive di cordoglio per i deceduti? I soldi ci sono.
Potrei andare avanti con l’elenco ma rischierei di dare alla mia lettera una connotazione politica che NON HA o magari di sentirmi dire che sfrutto la vicenda di Andrea per parlare di politica: Dio ce ne scampi e liberi.

La verità è che sfrattare Andrea non era indispensabile che si poteva trovare un’altra soluzione, che si doveva almeno cercare un’altra soluzione e non lo si è fatto perché quelli come Andrea non contano niente.
Se fosse successo al signor sindaco di veder soffrire un figlio con grave disabilità psichica non credo che se ne sarebbe stato lì, valige in mano sulla soglia di casa a ringraziare chi lo sfrattava accettando serenamente come spiegazione che il bene delle casse comunali viene prima del suo bene.
Devo credere che la scelta dello sfratto sia stata fatta in buona fede? La notizia è che la buona fede ora è morta. Se l’è portata via Andrea. Andrea che forse non potevamo salvare e che certo non abbiamo saputo aiutare, Andrea a cui abbiamo fatto di tutto per complicare un’esistenza già complicata. Andrea che ha sofferto da solo, che se n’è andato da solo. Andrea che ora ci guarda e forse ci perdona.

E’ per Andrea che domando di nuovo:
1. Sono stati interpellati i servizi sociali e il centro di igiene mentale che seguivano Andrea prima di procedere allo sfratto visto che la situazione di disagio era già nota?
2. Se no, PERCHE’?
3. Se si, CHE RISPOSTA E’ STATA DATA?
4. Era davvero necessario sfrattare Andrea?
5. A chi serviva quella casa?

Penso spesso ai miei nonni che sono venuti a mancare questa estate (grazie sindaco per la lettera di cordoglio che ci hai inviato, potevi risparmiare l’inchiostro, la carta e il francobollo); penso spesso a loro e li prego così: intercedete per quelli come me che credono di avere un po’ di fede, seppur malridotta, ma anche per quelli che la fede non ce l’hanno affatto e sperano in una redenzione qui sulla terra, intercedete per quelli che hanno terminato la “santapazienza” , per favore liberateci da certi politici per il bene dei più piccoli, per il bene dei dimenticati. In modo indolore e nonviolento ovviamente, semplicemente mandateli a fare un altro lavoro. Amen.

Chiedo scusa, la lettera è lunga, confusa, piena di retorica, scritta male. Ma è questo l’aspetto che assume ciò che si scrive quando lo si scrive come uno sfogo, senza rileggere, giusto per dire quello che si ha nel cuore.
La prego Consigliere, mi aiuti ad avere una risposta, o almeno ci provi.

Laura Caponi
Via C. Goldoni, 7 Falconara
(32) Roberto Cenci
lun, 4 giugno 2012 23:38

Segnalo un appuntamento in programma giovedì 7 giugno qui a Falconara.

PER UN'ECONOMIA ETICA:
SVILUPPO UMANO E GIUSTIZIA SOCIALE
ore 21:00 Piazza Mazzini

Incontro con Benedetta Giovanola,
docente di filosofia all'università di Macerata
(31) Comitato Palombina Vecchia
gio, 20 gennaio 2011 23:28
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I cittadini di Palombina Vecchia sono sorpresi e sconcertati dalle notizie della possibile urbanizzazione dell’area di Villa Guastuglia. Dopo anni in cui si sono susseguiti pareri di esperti, indagini geologiche, acquedotti tranciati dai movimenti del terreno, articoli sui giornali, petizioni popolari (l’ultima, del 2007, presentata alla precedente amministrazione comunale), i residenti non avrebbero mai pensato di ritrovarsi nel 2011 a leggere sulla stampa locale della possibilità di edificare in un’area a rischio frana molto elevato (R4 su una scala da R1 a R4 secondo la Carta del Rischio Idrogeologico del Piano stralcio di bacino per l’Assetto Idrogeologico dei bacini di rilievo regionale – PAI) o anche all’intorno della stessa.
I cittadini di Palombina Vecchia, evidentemente più sensibili alle problematiche di rischio idrogeologico e di tutela del territorio rispetto a chi propone di edificare ulteriormente in un’area già densamente urbanizzata e caratterizzata da un assetto chiaramente inadatto ad ulteriori espansioni edilizie, niente affatto rassicurati dalle risposte dell’amministrazione comunale apparse sulla stampa locale (e tantomeno dal fatto che “l’amministrazione non farà cassa” con l’urbanizzazione), si sono costituiti in un comitato di quartiere. Tale comitato, che comprende cittadini di tutti gli orientamenti politici, si è formato al fine di contrastare fermamente il dissennato proposito di edificare ulteriormente nella parte alta di Palombina Vecchia, nell’area compresa tra Via Alto Adige, Via Panoramica, Via Barcaglione e Via Campania.
La ferma opposizione all’urbanizzazione dell’area, condivisa dalla stragrande maggioranza (pressoché la totalità) dei residenti, sarà manifestata per mezzo di una nuova petizione al Sindaco di Falconara Marittima e attraverso iniziative quali assemblee pubbliche, sensibilizzazione dei cittadini dell’intero comune e di tutto il circondario (anche con l’apertura di un blog), comunicati stampa e ogni altro mezzo volto a scongiurare sciagurati propositi di espansione edilizia che potrebbero compromettere la stabilità dei versanti, con possibili gravi conseguenze per la popolazione residente e per il patrimonio edilizio esistente.

COMITATO PALOMBINA VECCHIA
(30) maria teresa
mar, 7 dicembre 2010 19:20
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A proposito di riciclo. Pensate che le indicazioni su dove mettere cosa -attaccate ai vari contenitori - siano chiare e corrette?
Ho visto gente sbagliare o in imbarazzo e anch'io ho qualche dubbio , per esempio sulle lattine o sull'alluminio.
Poi, sarebbe tanto difficile/costoso mettere altri contenitori?
E poi ancora, se per strada non voglio buttare roba in terra, a volte devo fare molta strada per trovare un "buzzichetto".
(29) Giovanni
dom, 2 maggio 2010 23:00

Complimenti per la serata sulle polveri sottili del 30 Aprile. Vi prego continuate ad informaci.
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