ESALAZIONI SU FALCONARA M. del 28 agosto: come mai la Polizia Municipale non ha assunto informazioni in raffineria API insieme all’ARPAM e ai VVF? E’ una disposizione del Sindaco Brandoni con delega alla Sicurezza quella per cui la Polizia Municipale controlla la veridicità delle segnalazioni dei cittadini piuttosto che effettuare sopralluoghi nei luoghi da dove potrebbero essersi sprigionate le esalazioni?

simboliSulla home page del Comune di Falconara M. c’è il comunicato dell’Amministrazione comunale del 29 agosto nel quale si apprende che l’Amministrazione “cerca di capire la provenienza e la causa che ha generato il fenomeno” di domenica 28 agosto. Ci domandiamo perché non lo abbia fatto subito, domenica 28 agosto, dato che per lo meno aveva home-page-comune-29ago-evidenziata.jpgla possibilità di conoscere od escludere la provenienza!

Infatti, se è vero come è vero che l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche e i Vigili del Fuoco di Ancona erano in raffineria API alle 12,31 del 28 agosto, come mai nessuna pattuglia della Polizia Municipale ha partecipato a quel sopralluogo?

Dopotutto è scritto sul comunicato dell’Amministrazione comunale che “gli agenti della Polizia Locale si sono relazionati di persona con i Vigili del Fuoco“. Continua a leggere…

Alluvioni da scongiurare: slitta di almeno 3 anni la previsione sul reale avvio dei lavori per la realizzazione di due vasche di espansione a monte del territorio falconarese. Il diritto alla sicurezza dei cittadini e delle imprese falconaresi stritolato dal caos burocratico di Regione e Provincia.

simbolialluvione-castelferreti-2006.JPGAl Consiglio comunale del 27 luglio u.s. si è discusso anche dell‘attuale situazione del reticolo idrografico minore costituito dai fossi presenti nel territorio comunale con l’intervento del Dirigente al Presidio Territoriale della Regione Marche - Ing. Stefania Tibaldi - e del Dirigente alla Tutela e valorizzazione ambientale della Provincia di Ancona, Ing. Massimo Sbriscia.

In sostanza: a che punto sono le opere per tutelare la sicurezza dei cittadini e delle imprese di Castelferretti, Fiumesino e Villanova e prevenire i rischi di nuove, devastanti alluvioni causate dall’esondazione dei fossi?

La problematica vede l’incrocio di tre fatti il cui risultato è il pesante ritardo delle soluzioni precauzionali: Continua a leggere…

Il Sindaco di Falconara M. e le informazioni mancanti sull’incendio alla ditta Casali Srl del 17 luglio 2015 … Ovvero: non si informa e non informa, come se la ditta Casali non fosse a Falconara M.! Dopo una interrogazione e due accessi agli atti dei Consiglieri comunali di FBC/CiC, ancora non si sa nulla sulle cause dell’incendio, sullo stato dei sistemi antincendio e della sicurezza dell’azienda, sulla quantità e qualità del materiale bruciato!

senza-ric-sindaco.jpgAd un anno dall’incendio e dalle esalazioni diffusesi dalla ditta Casali Srl il 17 luglio 2015, il Sindaco di Falconara Marittima e l’Amministrazione comunale non conosce la relazione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ancona intervenuta per domare le fiamme, ovvero, non conosce e non fa conoscere i risultati degli accertamenti fatti dai Vigili del Fuoco sulle cause dell’incendio, sullo stato dei dispositivi antincendio e della sicurezza in generale, sulla quantità e qualità del materiale bruciato.

Dalla cronistoria che documenteremo di seguito sembrerebbe proprio che al Sindaco Brandoni non interessi avere tutte quelle informazioni. Eppure la ditta Casali Srl è nel territorio che il Sindaco amministra, territorio in cui i cittadini sono circondati da industrie insalubri che il Primo Cittadino dovrebbe tenere sotto la lente di ingrandimento chiedendo e sollecitando ogni tipo di informazione alle Agenzie preposte ai controlli ambientali e sanitari e, certamente, anche ai Vigili del Fuoco quando intervengono per un’emergenza come quella del 17 luglio 2015.

Invece ecco che cosa è accaduto. Continua a leggere…

Versamenti fognari in mare: la Consigliera comunale FBC/CiC Lara Polita invia una nota ufficiale al Sindaco di Falconara e a Multiservizi dove chiede di prendere in considerazione la realizzazione di vasche di prima pioggia a mezza costa.

senza-ric-sindaco.jpgQuanto abbiamo già dichiarato e scritto l’11 giugno scorso a proposito della necessità di prendere in considerazione la realizzazione di vasche di prima pioggia a mezza costa (vedi Mare e balneazione a Falconara M.: la Consigliera comunale FBC/CiC Lara Polita favorevole alle vasche volano possibilmente realizzate a mezza costa. Qualora con le vasche i calcoli idraulici non escludessero completamente versamenti in mare, Lara Polita concorda con un numero minimo di tubazioni che scarichino a 600 metri in mare. Ribadito l’obbligo della massima trasparenza nella gestione dei divieti di balneazione e del rigoroso rispetto dei criteri scientifici per stabilire il ritorno alla balneabilità! ) è oggetto della nota ufficiale che la Consigliera FBC/CiC LARA POLITA invierà in giornata al Sindaco di Falconara Marittima e a Multiservizi.

La possibilità della realizzazione delle vasche a mezza costa falconarese trova una conferma anche nelle recenti valutazioni espresse dal Sindaco secondo il quale la conformazione del territorio falconarese con la collina a ridosso della spiaggia determina una immediata velocizzazione dell’acqua piovana che dalla collina si convoglia in maniera massiccia nelle condutture del sistema fognario il quale, per non scoppiare, attiva gli scolmatori che riversano in mare.

Per questo Lara Polita sottolinea che Se queste argomentazioni hanno un fondamento - e non abbiamo motivo di dubitarne dato che sono state svolte dopo le numerose riunioni tecniche che il Sindaco ha avuto con Multiservizi e sembrano proprio figlie di precise valutazioni tecniche - ci chiediamo perché né Multiservizi parli della soluzione delle vasche a mezza costa né il Sindaco le ponga all’ordine del giorno. Continua a leggere…

La bozza del Piano di Sorveglianza Sanitaria sulla popolazione è stato redatto a settembre 2015 da ARS, ASUR e ARPAM! Le dichiarazioni dell’Assessore Astolfi sono prive di fondamento. Pubblichiamo i Verbali che inchiodano l’Assessore anche per i ritardi e l’incapacità!

simboliIn riferimento all’articolo pubblicato da Resto del Carlino in data 16/06/2016 relativo alla bozza del Piano di Sorveglianza Sanitaria sulla popolazione di Falconara interveniamo perché ci risultano false e frutto solo di un ego smisurato le dichiarazioni dell’Assessore Matteo Astolfi secondo il quale “il Comune ha redatto una bozza del Piano“.

L’unica bozza del Piano consegnata ai Consiglieri comunali, in realtà, è quella di ARS, ASUR e ARPAM e risale al 29 settembre 2015!

Lo dimostra il Verbale della Commissione consiliare del 29 settembre 2015  che pubblichiamo. Continua a leggere…

Mare e balneazione a Falconara M.: la Consigliera comunale FBC/CiC Lara Polita favorevole alle vasche volano possibilmente realizzate a mezza costa. Qualora con le vasche i calcoli idraulici non escludessero completamente versamenti in mare, Lara Polita concorda con un numero minimo di tubazioni che scarichino a 600 metri in mare. Ribadito l’obbligo della massima trasparenza nella gestione dei divieti di balneazione e del rigoroso rispetto dei criteri scientifici per stabilire il ritorno alla balneabilità!

CiC FBCDopo aver studiato il dossier di Multiservizi ed averne ascoltato i Responsabili, tra le varie ipotesi SIAMO CONTRARI alla cementificazione di quasi 2 km di spiaggia tramite vasconi in calcestruzzo di profondità 5 metri e larghi 4 metri che implicherebbero una movimentazione di circa 60mila metri cubi di materiale con un forte impatto sul mare e le attività economiche.

divieto-balneazione.jpgAuspichiamo modalità di intervento meno invasive: altre vasche come quella di Palombina Vecchia CI TROVEREBBERO D’ACCORDO SOLO IN ALTERNATIVA ALL’IMPOSSIBILITÀ DI REALIZZARE VASCHE A MEZZA COSTA. Quest’ultima, attualmente, è una soluzione non presa in considerazione ma le vasche a mezza costa sarebbero ottimali dato che non si interverrebbe sulla spiaggia. Dal punto di vista economico sia quelle a mezza costa che quelle in spiaggia sono economicamente le più fattibili e, quindi, rapide.

Se dai calcoli di contenimento delle vasche volano si ipotizzasse che comunque una parte delle acque potrebbe finire in mare, a quel punto la soluzione di un numero contenuto di tubazioni che portino quelle acque a 600 metri in mare sarebbe un costo e una soluzione affrontabile affinché la balneazione non sia compromessa. Continua a leggere…

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