COVID-19 e sicurezza: le civiche CiC/FBC/SAF hanno inviato una segnalazione alla Prefettura, Sindaco di Falconara e Confartigianato sulla situazione dei lavoratori delle Imprese di pulizia che operano nei condomini. Il Consigliere comunale Calcina: “Il rischio legato alla possibilità di incontri a meno di un metro tra i condomini e gli addetti alle pulizie è oltremodo amplificata se solo si pensa al fatto che, durante la giornata, le maestranze passano da un condominio all’altro oppure da un condominio ad altre strutture (e viceversa). Nella nostra nota abbiamo chiesto di intervenire con gli strumenti prescrittivi ritenuti più idonei per evitare qualsiasi incrocio a meno di un metro tra le maestranze delle Imprese ed i condomini nelle fasce orarie in cui è prevista la pulizia e sanificazione delle parti condominiali in comune”.

doppio-simbolo.JPG pulizia-impresa.JPG Con spirito di collaborazione nei confronti delle Autorità che si stanno prodigando per la sicurezza sanitaria dei cittadini a casa e al lavoro, il Consigliere comunale delle liste civiche Cittadini in Comune/Falconara Bene Comune e SiAmo Falconara Sinistra in Comune, si è fatto portavoce di una preoccupazione che ci è giunta da alcune maestranze delle Imprese di pulizia. In particolare, a Falconara M. si è verificato che al termine delle mansioni espletate lungo le parti in comune di un condominio una delle maestranze abbia incrociato l’equipaggio dell’Emergenza 118 (munito con i DPI prescritti per proteggersi dal covid-19) che si apprestava ad intervenire in uno degli appartamenti dello stesso condominio.

Pur con le dotazioni di mascherina e guanti durante l’espletamento delle pulizie nei condomini, le maestranze ci hanno manifestato la preoccupazione circa gli eventuali incontri con i condomini lungo le parti in comune che devono pulire, incroci che spesso non possono garantire la distanza minima di sicurezza di 1 metro. Il Consigliere di CiC/FBC/SAF, in considerazione sia del fatto che le Attività di pulizia e disinfestazione sono state riconosciute come servizi essenziali dal DPCM 22/3/2020 (Allegato 1 - codice Ateco 81,2) sia del Vademecum per le Imprese di pulizie redatto e distribuito da Confartigianato Imprese, ha ritenuto doveroso informare la Prefettura, Confartigianato e il Sindaco di Falconara M. di quanto appreso. Il Consigliere Calcina ha dichiarato: “Abbiamo ritenuto che la situazione descrittaci andava segnalata per eventuali misure di protezione nei confronti delle maestranze e dei condomini contro il COVID-19 poiché il rischio è oltremodo amplificato se solo si pensa al fatto che gli addetti alle pulizie, durante la giornata lavorativa, passano da un condominio all’altro oppure da un condominio ad altre strutture (e viceversa). Nella nostra nota inviata a mezzo p.e.c. abbiamo chiesto di intervenire con gli strumenti prescrittivi che si reputano più idonei per evitare qualsiasi incrocio fortuito tra le maestranze delle Imprese ed i condomini nelle fasce orarie in cui è prevista la pulizia e sanificazione delle parti condominiali in comune.

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CiC/FBC/SAF rispondono positivamente alla richiesta del Sindaco di Falconara per l’apertura del confronto, della collaborazione e all’apporto di idee per costruire un percorso di sicurezza per i cittadini nell’emergenza Covid-19. Il Consigliere Calcina chiede come punto di partenza l’elenco dei provvedimenti già in atto, le modalità e la tempistica di attuazione e le relative figure dirigenziali responsabili dell’attuazione e fornisce un primo suggerimento: “chiedere a Trenitalia e Conerobus di non ridurre i servizi urbani ed extraurbani poiché la minore offerta di servizio porta inevitabilmente ad una concentrazione di utenti sui treni e sugli autobus con conseguente aumento del rischio per gli utenti e per il personale in servizio sui mezzi”.

doppio-simbolo.JPG Gent. Sig. Sindaco,

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in relazione alla Sua mail odierna avente per oggetto emergenza Covid-19, con la presente le liste civiche Cittadini in Comune/Falconara Bene Comune e SiAmo Falconara Sinistra in Comune di cui sono Capogruppo consiliare, rispondono positivamente al suo appello alla collaborazione in nome della sicurezza sanitaria dei cittadini falconaresi richiesta dalla pandemia da COVID-19. Continua a leggere…

Il Consigliere comunale Calcina (CiC/FBC/SAF) inoltra al Prefetto l’ennesima richiesta di allaccio dell’acqua potabile che le cittadine S.C. e G.D.G. hanno inviato al Sindaco e, per conoscenza, ai Consiglieri comunali. A fronte dell’obbligo di restare in casa per la pandemia da covid-19, S.C. e G.D.G. scrivono: “Siamo costrette ad uscire tutti i giorni per ben due volte per recarci in una piazza pubblica a rifornirci con delle taniche, non possiamo farci una doccia come si deve, non possiamo pulire gli ambienti come si deve. E se dovessimo ammalarci? Pensiamo un momento a una possibile quarantena domiciliare senza acqua!”. Il Consigliere di CiC/FBC/SAF ha deciso di interessare il Prefetto di Ancona a causa dell’immobilismo del Sindaco Signorini che ormai data da marzo 2019! “Una delle ragazze è invalida al 75% e, dunque, è anche un soggetto ad alto rischio per il covid-19. E’ una situazione di salute pubblica da risolvere in fretta. Sia S.C. e G.D.G. sia i cittadini non possono essere esposti a rischi contagio e/o veicolazione del covid-19” ha dichiarato Calcina.

doppio-simbolo.JPG S.C. e G.D.G. sono due cittadine falconaresi in situazione di emergenza idrica da 12 mesi: il Comune di Falconara Marittima non interviene per l’allaccio dell’acqua perché sostiene che sono abusive nell’appartamento in cui vivono, dimenticando che le chiavi dei locali le ha consegnate alle ragazze proprio l’Amministrazione comunale.

Oggi, con la pandemia da covid-19, vivere senz’acqua è anche più intollerabile di prima. Lo hanno scritto per l’ennesima volta le due ragazze a Sindaco, Giunta e Consiglieri comunali il 10 marzo scorso:<< Siamo costrette ad uscire tutti i giorni per ben due volte per recarci in una piazza pubblica a rifornirci con delle taniche, non possiamo farci una doccia come si deve, non possiamo pulire gli ambienti come si deve. E se dovessimo ammalarci? Pensiamo un momento a una possibile quarantena domiciliare senza acqua!>>.

Considerato che una delle due ragazze è anche invalida al 75% e, dunque, è anche un soggetto ad alto rischio per il covid-19, il Consigliere Calcina ha ritenuto che, come pubblico ufficiale che è stato messo a conoscenza della situazione, non può far finta di nulla di fronte alla situazione sanitaria e di fronte all’annoso immobilismo del Sindaco che, è bene ricordarlo, non ha mai risposto neanche all’appello umanitario per l’allaccio dell’acqua inviatole il 22 dicembre scorso a mezzo pec dallo stesso Consigliere. Continua a leggere…

Cedimento di uno dei pilastri del pontile petrolifero a servizio delle raffineria API: il Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti risponde al Consigliere di CiC/FBC/SAF che le richieste informative sono acquisibili presso l’Autorità Portuale. Calcina: “Abbiamo sollecitato la risposta al Presidente dell’Autorità Portuale e al Comandante della Capitaneria di Porto di Ancona riguardo ad alcune richieste già inviate il 15/12/2019, tra le quali se, a loro parere, il concessionario abbia rispettato gli obblighi di manutenzione ordinaria e straordinaria del pontile. Inoltre abbiamo chiesto copia dei Verbali delle Ispezioni alla struttura eseguite negli anni 2018 e 2019 in base agli articoli 48 e 49 del Regolamento esecutivo del Codice della Navigazione”.

doppio-simbolo.JPG Il Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione, gli Affari generali ed il Personale Direzione Generale per la Vigilanza sulle Autorità Portuali, le Infrastrutture portuali ed il Trasporto marittimo e per vie d’acqua interne), Dott. M. Coletta, ci ha informato con nota del 22/1/2020 che le richieste informative riguardo al cedimento di uno dei pilastri del pontile petrolifero a servizio delle raffineria API sono acquisibili presso l’Autorità Portuale.

per-sito.JPG Calcina: “Come Capogruppo consiliare di CiC/FBC/SAF, non avendo notizia di un interessamento da parte dell’Amministrazione comunale di Falconara Marittima, avevo già inoltrato in data 15/12/2019 una richiesta di informazioni e le immagini fotografiche su quanto accaduto ad un lungo elenco di Autorità ed Enti tra i quali anche il Presidente dell’Autorità Portuale, il Comandante della Capitaneria di Porto, il Prefetto di Ancona, la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco ed i Ministeri delle Infrastrutture/Trasporti/Navigazione e dell’Ambiente“.

In particolare attendiamo risposta e documentazione riguardo agli obblighi di manutenzione ordinaria e straordinaria del pontile che spettano al concessionario (API raffineria) e i Verbali delle Ispezioni alla struttura eseguite negli anni 2018 e 2019 in base agli articoli 48 e 49 del Regolamento esecutivo del Codice della Navigazione. Continua a leggere…

A Falconara Marittima dove dall’inizio dell’anno sono state rilevate alte concentrazioni delle PM2.5, Sindaco, Assessore all’Ambiente e Direttore Generale dell’ARPA Marche sembrano ignorare “l’incidenza delle PM2.5 sugli eccessi di abortività spontanea nelle donne fertili residenti a Falconara” nonostante la problematica sia stata sottolineata con forza dal Ministero della Salute e dallo stesso servizio Epidemiologia Ambientale dell’ARPAM. Il Consigliere Calcina: “Come noto, le PM2.5, a differenza delle PM10, hanno la capacità di andare più in profondità nei bronchi ed hanno più facilità di passaggio dalle vie aeree al sangue. Per questo motivo dal 1 gennaio 2020 le norme europee e italiane stabiliscono che il valore limite annuale per la protezione della salute umana cala a 20 µg/mc. Dal 1 gennaio nell’unica centralina della città dotata di analizzatore delle PM2.5 sono stati registrati 19 giorni con valori di PM2.5 superiori a 20 µg/mc e con punte di 76 µg/mc!”

doppio-simbolo.JPG Dice il Direttore Generale dell’ARPA Marche Giancarlo Marchetti: quando cambieranno le “condizioni meteo-climatiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti” le concentrazioni di PM10 diminuiranno.

def-gennaio-2020.jpg Certo, ma è un auspicio che i cittadini si aspettano dal Direttore dell’ARPAM?

Crediamo di no e cerchiamo di mettere ordine sulla questione. Continua a leggere…

Mentre il Sindaco di Falconara e il Direttore dell’ARPAM fanno propaganda le 3 centraline fisse posizionate a Villanova, Fiumesino e Falconara Alta non rilevano tutte gli stessi inquinanti poiché ognuna non è dotata degli stessi specifici campionatori e nessuna delle 3 rileva il monossido di carbonio. Pertanto, al cambiare dei venti sul territorio non corrisponde la rilevazione della ricaduta di alcuni inquinanti da parte di determinate centraline e, giocoforza, in alcune zone residenziali di Falconara Marittima. Situazione ancora più critica a Castelferretti: non c’è una centralina di rilevamento fissa! Il Consigliere comunale Calcina: “Ci domandiamo: se il Ministero dell’Ambiente e la Provincia di Ancona non hanno una conoscenza adeguata del livello di inquinamento atmosferico che grava sulle aree abitate in cui insistono le due aziende classificate insalubri su quale base hanno stabilito nelle Autorizzazioni (AIA) i limiti di emissione degli inquinanti della raffineria API, della Ditta Eredi Raimondo Bufarini e della Casali? Stiamo parlando di sostanze che potrebbero nuocere alla salute umana! Perché il Sindaco Signorini e il Dott. Marchetti non si preoccupano di risolvere queste annose ed inammissibili deficienze?”

doppio-simbolo.JPG Negli ultimi mesi ho firmato ed inviato agli Enti competenti osservazioni riguardanti procedimenti di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) di API raffineria Spa (la quale ha chiesto la modifica di alcune prescrizioni) e della Ditta Eredi Raimondo Bufarini srl.

2020-centraline-def.jpg Limitandoci solo alle emissioni in aria, l’AIA deve - comunque e sempre - prevenire l’inquinamento inteso anche come “l’introduzione diretta o indiretta (…) di sostanze (…) o di agenti fisici o chimici, nell’aria (…) che potrebbero nuocere alla salute umana o alla qualità dell’ambiente, causare il deterioramento dei beni materiali, oppure danni o perturbazioni a valori ricreativi dell’ambiente o ad altri suoi legittimi usi“.

Ma a Falconara Marittima sia il Ministero dell’Ambiente (per la raffineria) sia la Provincia di Ancona (per l’impianto di trattamento dei rifiuti speciali pericolosi) non hanno una conoscenza adeguata del livello di inquinamento atmosferico che grava sulle aree abitate in cui insistono le due aziende classificate insalubri. Continua a leggere…

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