Con il nuovo Regolamento di Polizia Urbana i cittadini falconaresi saranno meno liberi di manifestare il proprio dissenso. Proteste come quella dei commercianti del 29 Ottobre o come quelle contro l’inquinamento degli anni scorsi, potrebbero essere sanzionate con ammende da 100 a 300 euro per ogni partecipante e con l’allontanamento. Motivo? “Atteggiamenti e comportamenti molesti (…) nei confronti degli altri in strade o aree pubbliche o ad uso pubblico, recando intralcio o pericolo ai pedoni e/o ai veicoli”! CiC/FBC/SAF presentano 16 emendamenti in Consiglio comunale per mitigare alcuni effetti deleteri per la libertà e per evitare che il centro diventi una zona interdetta. Pubblichiamo la mappa. Noi contestiamo il Regolamento perchè, per come è costruito, si presta a “buttare bambino e panni sporchi”, cioè a ledere i diritti civili! Per evitare tutto questo il Sindaco avrebbe, come Ufficiale di Governo, un’arma più chirurgica del Regolamento/calderone: le Ordinanze contingibili ed urgenti dirette a prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, o fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti.

doppio-simbolo.JPG Scena 1: la civile protesta dei commercianti falconaresi del 29 Ottobre scorso contro le restrizioni decise dal DPCM governativo. La protesta autorizzata è tracimata dai marciapiedi bloccando il traffico in via Flaminia. Da domani, secondo il nuovo Regolamento di Polizia Urbana che sarà portato in votazione in Consiglio comunale, quei cittadini sarebbero punibili con una “sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 300 euro e contestualmente all’accertamento della condotta illecita (…) ai trasgressori viene ordinato l’allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto”.

Motivo?

Aver assunto “atteggiamenti e comportamenti molesti (…) nei confronti degli altri in strade o aree pubbliche o ad uso pubblico, recando intralcio o pericolo ai pedoni e/o ai veicoli” ovvero per “comportamenti lesivi dell’accessibilità e della fruibilità delle aree pubbliche o di uso pubblico“. Continua a leggere…

Sito inquinato di Interesse Nazionale (SIN) di Falconara Marittima: il Sindaco Signorini tiene nascosto ai Consiglieri comunali di minoranza che il Ministero dell’Ambiente ha convocato per il prossimo 9 Settembre (ore 11) il Tavolo Tecnico dell’Accordo di Programma (2010) per rideterminarne la data di scadenza per la bonifica delle aree pubbliche. Un anno fa si era impegnata a portare il problema in Commissione consiliare. Nonostante abbia ricevuto la convocazione del Ministero il 23 Luglio scorso, non ha informato e non ha fatto convocare la Commissione Ambiente con la complicità della Presidente Fiorentini che, 2 anni fa, si era impegnata per valutazioni congiunte consiliari come il Sindaco. I Sindaci Brandoni e Signorini sono corresponsabili insieme a Regione, Provincia, ARPAM e Autorità Portuale della mancata bonifica che doveva essere fatta in 2 anni con 3.272.000 Euro stanziati dal Ministero dell’Ambiente!

doppio-simbolo.JPG Il Ministero dell’Ambiente ha convocato per il prossimo 9 Settembre (ore 11) il Tavolo Tecnico dell’Accordo di Programma per rideterminarne la data di scadenza per la bonifica delle aree pubbliche inquinate di Falconara M. L’Accordo, stipulato nel 2010 con Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Falconara, ARPAM e Autorità Portuale, prevedeva che entro il 2013, con 3.272.000 Euro ministeriali, dovevano essere bonificate l’area pubblica di Villanova, l’area della Parrocchia di Santa Maria della Neve e S. Rocco, l’area marina costiera del perimetro di 3 Km dalla costa nonché le acque contaminate della falda acquifera. Invece il 31 dicembre 2019 è scaduta anche una prima proroga concessa dal Ministero perché la bonifica non era stata fatta.

Nessuno, né l’ex Sindaco Brandoni né il Sindaco Signorini aveva mai informato il Consiglio Comunale e i falconaresi sull’esistenza e sulle motivazioni di una prima proroga.

Ora ce ne sarà bisogno di un’altra e il Sindaco non ci ha informato neanche di questo tavolo né di quali motivazioni porterà la sua Amministrazione comunale. Continua a leggere…

Sabato 4 luglio le ESALAZIONI SOLFOROSE dalla raffineria che “se fosse progettata oggi, in base alle direttive dell’Unione Europea, non potrebbe essere localizzata dove si trova” hanno assediato Falconara Marittima. Le segnalazioni e le proteste dei cittadini esasperati e costretti a tenere chiuse le finestre delle proprie abitazioni trovano anche la conferma della centralina di rilevamento di Falconara Scuola che, rispetto alle concentrazioni consuete, ha registrato un raddoppio della media giornaliera della concentrazione sia di Idrogeno solforato (H2S) sia di Biossido di Zolfo (SO2) con punte orarie di concentrazione quadruplicata. A Falconara Alta punte orarie con concentrazione triplicata di SO2. FALLISCE alla prima prova concreta il Progetto di sistema di monitoraggio integrato di ARPAM e Comune di Falconara pagato anche dall’API: l’unico campionatore attivabile dei 6 installati e connessi con la APP, NON SI È ATTIVATO nonostante decine di segnalazioni APP e telefoniche. Inoltre tutti NON SONO DOTATI di analizzatori per H2S e SO2, quindi sarebbero stati comunque INUTILI. Ricordiamo che livelli di concentrazione di SO2 compresi tra 2 e 28 µg/mc hanno effetti sull’apparato respiratorio e possono causare danni e determinano un “aumento dei ricoveri per asma e malattie respiratorie in genere, peggiora il quadro clinico di chi è affetto da patologia respiratoria”!

doppio-simbolo.JPG Sabato 4 luglio molti falconaresi residenti in zona Centro, via Castellaraccia, via Puglie, via Buozzi, via Leopardi, via Milano a Falconara Alta, via Foscolo quartiere Stadio, Villanova, sono stati costretti a tenere chiuse le finestre delle proprie abitazioni per proteggersi dalle esalazioni solforose che hanno assediato Falconara Marittima. Con il sole di luglio che ha portato il termometro a 28 °C di temperatura i falconaresi sono stati privati del più elementare dei diritti. Le esalazioni solforose provenivano dalla raffineria API sospinte dal vento Maestrale. Nessun incidente e nessuna anomalia negli impianti petroliferi bensì normale ciclo di raffinazione che si svolge - INDECENTEMENTE - in una “raffineria in centro (21/7/2017 On. Alessandro Bratti - Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti), in un impianto che “se fosse progettato oggi, in base alle direttive dell’Unione Europea, non potrebbe essere localizzato dove si trova (26/8/1999 Corrado Clini - Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente).

so2-villa-giorno.jpg I dati delle concentrazioni che pubblichiamo sono quelli rilevati dalla centralina Falconara Scuola (Villanova), una delle 3 centraline storiche della Rete Regionale della Qualità dell’Aria, posizionata sottovento alla raffineria quando c’è vento Maestrale, da Nord Ovest. Rispetto alle concentrazioni consuete, ha registrato un raddoppio della media giornaliera della concentrazione sia di Idrogeno solforato (H2S) sia di Biossido so2-villa-orario.jpgdi    Zolfo (SO2) con punte orarie di concentrazione quadruplicata. A Falconara Alta punte orarie con concentrazione triplicata di SO2.

Ricordiamo che livelli di concentrazione di SO2 compresi tra 2 e 28 µg/mc hanno effetti sull’apparato respiratorio e possono causare danni e determinano un “aumento dei ricoveri per asma e malattie respiratorie in genere, peggiora il quadro clinico di chi è affetto da patologia  so2-salute.jpgrespiratoria (Battistini A. Inquinamento extradomiciliar. In Ronchetti R. La flogosi polmonare cronica. Ed. MES 1999; 185-198). Continua a leggere…

“Droga e degrado a Villanova? La verità è un’altra” s’indigna il Consigliere comunale Calcina: “L’area dove sono state arrestate tre persone senza tetto e pregiudicate è di proprietà di API raffineria di Ancona SpA e comprende anche l’ex Officina squadra di rialzo. Come mai API raffineria che controlla severamente con video sorveglianza tutto il perimetro che la riguarda non è altrettanto attenta a questa sua proprietà che è sottoposta al vincolo di interesse culturale come prescrive il D.lgs 42/2004? Come cittadino falconarese e come Consigliere comunale mi sento offeso e danneggiato da questa situazione di degrado privato”. Il 5 settembre 2007, l’Arch. Pierluigi Salvati della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche fu costretto a ribadire con una nota inviata proprio ad Aldo Brachetti Peretti, quello che il Presidente dell’API non aveva ben capito all’atto dell’acquisto: per l’ex Officina Rialzo di Falconara “la forma di tutela messa in atto è finalizzata alla conservazione sia dei materiali rotabili che dell’edificio che li contiene, determinando un contesto culturale omogeneo, congruente ed inscindibile”. Di fronte all’immobilismo dell’Amministrazione comunale nella tutela di un bene dove ha dichiarato di voler realizzare il Museo del Trasporto, il Consigliere di CiC/FBC/SAF ha inviato una nota alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche: “ho chiesto un intervento immediato per verificare se API raffineria SpA ha curato ed è in grado o meno di curare e conservare l’ex Officina quale bene di interesse culturale vincolato”!

sqrialzo03.jpg sqrialzo06.jpg Di seguito pubblichiamo quanto accaduto in questi anni all’edificio della ex Officina Squadra di Rialzo delle ferrovie che, dal 2000 al 2006, aveva brillato come spazio culturale, musicale e teatrale fino a che, nel 2007, la Regione Marche e il Comune di Falconara Marittima la lasciarono acquistare ad API raffineria SpA nonostante l’appello sottoscritto da decine e decine di Associazioni culturali e teatrali nonché singoli artisti affinché gli Enti pubblici esercitassero il diritto di prelazione http://web.mclink.it/MF8408/SqRialzo/Appello%20sottoscritto.htm

QUI puoi leggere la nota del Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche inviata ad Aldo Brachetti Peretti nel 2007.

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UN ALTRO ESEMPIO DI ASSENZA AMBIENTALE E SANITARIA DEL COMUNE DI FALCONARA. Il 25 ottobre 2019 mentre i Vigili del Fuoco accertavano la “presenza di una consistente concentrazione di Idrogeno Solforato” in via Saline presidiata da residenti esasperati, né l’Assessore Barchiesi, né il Sindaco né la Polizia Locale hanno ritenuto importante fare un sopralluogo. L’Assessore ha scelto di continuare a presiedere l’assemblea sulla viabilità allo Stadio insieme all’Assessore Rossi e al vice Comandante della PL. Mentre a 400 metri da via Saline i Castelfrettesi respiravano puzza di uova marce dentro e fuori le abitazioni, l’Assessore all’Ambiente si è limitata ad accertare tramite i Carabinieri se erano stati allertati i Vigili del Fuoco e l’ARPAM per un sopralluogo. Il Consigliere Calcina: “Abbiamo verificato che non c’è un dato sulla concentrazione dell’Idrogeno solforato intorno alle abitazioni dei Castelfrettesi perché il Sindaco e l’Assessore NON HANNO MAI CHIESTO AD ARPAM di collocare un campionatore specifico nonostante le annose segnalazioni. Non c’è un dato sulla concentrazione dell’Idrogeno solforato allo scarico fognario in via Saline perché il Comune o non sapeva della centralina di Viva Servizi o se ne è disinteressato. Nel corso del Consiglio comunale del 22 maggio scorso abbiamo chiesto all’Assessore Barchiesi di farsi consegnare subito quei dati da Viva Servizi”!

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barchiesi-signorini-h2s.jpg Quando alle 20,30 del 25 ottobre 2019 i Castelfrettesi che risiedono a 400 metri da via Saline si sono mobilitati perché le esalazioni di Idrogeno Solforato (H2S) avevano ammorbato l’aria fuori e dentro le loro abitazioni, l’Assessore all’Ambiente - Ing. Valentina Barchiesi - dice che alle 20,45 presiedeva l’assemblea sulla viabilità nel quartiere Stadio insieme all’Assessore Rossi e al Vice comandante della Polizia Locale.

A parte che le segnalazioni dei cittadini erano partite pochi minuti dopo le 20 mentre l’assemblea allo Stadio era convocata per le ore 21, l’Assessore ha scritto: “nella zona nella quale ci trovavamo, non sono stati avvertiti fenomeni di esalazioni, tuttavia siamo stati allertati da alcune segnalazioni da parte dei cittadini, tramite App. Abbiamo nell’immediato verificato se ci fossero state telefonate al numero verde del Comune per le emergenze ambientali, ed informato il Sindaco. (…) Ci siamo accertati tramite i Carabinieri che erano state allertate le altre autorità competenti (Vigili del Fuoco ed ARPAM) per un sopralluogo in loco, e siamo rimasti in costante contatto telefonico per successivi aggiornamenti o necessità“. Continua a leggere…

In 70 giorni l’Amministrazione Signorini aveva deciso di tagliare Pini di 70 anni di età! “I falconaresi devono conoscere le 7 mosse con le quali l’AC aveva deciso di tagliare 27 Pini domestici in via Gobetti” ha dichiarato il Consigliere Calcina che pubblica i documenti. Alla fine delle Commissioni congiunte Urbanistica ed Ambiente riunite su richiesta del Consigliere di CiC/FBC/SAF, il Sindaco si è allineato alla proposta di rinvio ed ulteriore approfondimento formulata da Calcina. “Questo rinvio non ci mette al riparo dal pericolo del taglio dei pini. Non mi fido di un Sindaco che ha cominciato a valutarne l’aspetto storico solo dopo le proteste dei cittadini, solo dopo che gli uffici diretti dal suo Assessore all’Ambiente avevano deciso i tagli e dopo aver tenuto per 6 mesi i Consiglieri di opposizione all’oscuro del progetto di abbattimento. Il forte legame con gli alberi che i cittadini stanno mostrando non è solo per le loro funzioni ecosistemiche, ma è anche per il piacere estetico di un paesaggio che è il nostro, quello degli abitanti di Falconara Marittima che in quei Pini domestici riconoscono il patrimonio cittadino, storico, che riconoscono Falconara dallo scorcio inconfondibile che quei Pini offrono ancora oggi, dopo 70 anni e possono offrirlo per altri 30 anni”.

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cantiere.jpg 1^ MOSSA: La Delibera di Giunta  280 del 15 luglio 2019 parlava genericamente soltanto della “Bonifica sottofondo e ripavimentazione assi stradali del centro cittadino, di importo complessivo lordo pari ad € 130.000,00“.

2^ MOSSA: Il 29 luglio 2019 la stessa proposta venne sottoposta al Consiglio Comunale , senza aver preventivamente presentato e valutato l’Atto nella competente Commissione consiliare (almeno la II^ presieduta dall’Ing. Luca Grilli). Gli assi stradali del centro cittadino non erano specificati e neanche nelle risposte dell’Assessore Barchiesi nel corso del dibattito in Consiglio nulla venne detto degli alberi e di via Gobetti nonostante l’intervento critico del Consigliere Calcina che aveva appuntato l’attenzione sull’utilizzare quei fondi governativi almeno per stendere l’asfalto fonoassorbente e attutire l’impatto acustico per i cittadini. Sarà un caso che ancora non è stato pubblicato il Verbale di quel Consiglio comunale? Continua a leggere…

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