BUS URBANO FALCONARA: LA PROPOSTA DI CITTADINI IN COMUNE!
La Lista Civile Cittadini in Comune ha presentato una Mozione per incentivare l’uso del servizio di trasporto pubblico urbano a Falconara Marittima, contribuire a decongestionare la viabilità e ridurre la porzione di inquinamento atmosferico urbano attribuibile al traffico veicolare.
L’idea su cui si basa la mozione proposta da CiC al Consiglio Comunale riconsidera le esigenze di mobilità dei cittadini all’interno del territorio comunale di Falconara e tenta di metterle in relazione sia con nuovi percorsi sia con proposte tariffarie convenienti per gli utenti.
I poli di attrazione di mobilità
CiC ritiene che per incentivare i cittadini a raggiungere con il bus/circolare urbana i centri commerciali - i centri sportivi, culturali, del tempo libero e religiosi - le strutture sanitarie - gli uffici comunali vanno evitati cambi di autobus scomodi, intempestivi ed inefficaci … quelli che oggi sono costretti a fare la maggior parte dei cittadini che volessero raggiungere quei poli con il bus partendo dalla parte opposta della città.
La conseguenza è l’uso del mezzo privato o, per gli anziani o non patentati, la rinuncia alla mobilità! Come fare senza aumentare i costi per l’Amministrazione Comunale determinati da un aumento del percorso chilometrico degli autobus urbani?
CiC ha verificato che nelle domeniche e nei giorni festivi esistono delle fasce orarie in cui il servizio di circolare urbana di Falconara praticamente non viene usato dall’utenza.
Quindi, nei giorni festivi, si tratterebbe di non uniformare la stessa frequenza del servizio ma di ridurla nelle ore “morbide” e mantenerla come è attualmente nelle ore di punta!
Conseguentemente, la Lista Civile CiC propone di spostare alcune decine di chilometri “festivi”, inutilizzati, sui giorni feriali e costruire su quei chilometri in più il collegamento diretto tra parti opposte della città ed i poli di attrazione della mobilità.
Il trasporto pubblico urbano avrebbe maggiore rapidità e comodità!
Ma qualcosa può essere fatto anche sulla riduzione del costo del biglietto per l’utente introducendo
- Il biglietto di andata e ritorno ad un costo inferiore alla somma di due biglietti di corsa semplice;
- Il biglietto con validità giornaliera, ossia valido per tutta la giornata dell’obliterazione.
Nel Comune di Jesi, per esempio, il biglietto di andata e ritorno ha un costo di 1,80 € invece dei 2 € che paga un utente a Falconara (costretto a comprare 2 biglietti) mentre il biglietto con validità giornaliera costa 3 € … possibilità che non esiste per l’utente falconarese!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile CiC)
Allegati: Mozione presentata su Trasporto Pubblico
CASELLO AUTOSTRADALE GABELLA/POJOLE: CITTADINI in COMUNE SMASCHERA LE BUFALE DI PdL e PD!
Non è vero che il progetto del casello autostradale di Pojole/Gabella ha trovato il consenso unanime
del Consiglio comunale di Falconara M.ma. PdL e Pd, retrivi paladini di asfalto e cemento, cercano di ignorare ed occultare l’opposizione al progetto della Lista Civile Cittadini in Comune.
Nell’ultimo Consiglio comunale CiC ha subito un veemente attacco del PdL ed un silenzio assordante del PD sulle seguenti, inequivocabili argomentazioni sostenute contro il progetto:
- non esiste un fronte unito pro-casello dato che il Comune di Monte San Vito, con la Deliberazione 107 del 30/10/2009, ha anteposto “prioritariamente il potenziamento della viabilità esistente prima ed in luogo della realizzazione di ulteriori nuove opere infrastrutturali che andrebbero certamente ad impattare negativamente in un territorio già particolarmente fragile e compromesso“. Implicitamente, ha messo in discussione l’utilità del casello Pojole/Gabella.
- La stessa Deliberazione del Comune di Monte San Vito ha chiesto “preventivi e adeguati studi dei flussi di traffico” prima di qualsiasi scelta … Studi non ancora conclusi e ridotti a semplici appendici di una decisione già presa dalla Mozione approvata da PdL e PD di Falconara Marittima!
- La mozione pro-casello di PdL e PD riconosce la “concentrazione di carichi di traffico veicolare nella viabilità provinciale” che il casello autostradale determinerà. Il loro intento è ovviare all’aumento del traffico spendendo altro denaro pubblico per realizzare altre strade: 10Milioni di Euro il casello più altri 10Milioni circa le strade di collegamento!
- Il Piano di Risanamento dell’Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale detta “la riduzione delle emissioni diffuse da traffico veicolare pesante e leggero” e la “Razionalizzazione e potenziamento del reticolo della viabilità del collegamento minore“. L’esatto contrario di ciò che determinerà la realizzazione del casello autostradale Gabella/Pojole!
Ma in Consiglio comunale, i consiglieri del PdL si sono scalmanati (muti quelli del PD!) allorquando Cittadini in Comune ha smascherato (con i documenti che pubblichiamo) la bufala che PdL e PD stanno tentando di “vendere” ad ulteriore giustificazione del progetto del casello da loro sostenuto, e cioè: “inoltre la prossimità geografica del sito industriale di API Raffineria andrebbe certamente ad aggiungere un carico di traffico pesante a quello veicolare“!
In realtà con la Valutazione di Impatto Ambientale positiva del 15/4/1994 riguardo alla centrale termoelettrica IGCC dell’API, il Ministero dell’Ambiente mise nero su bianco che - in virtù dell’uso dell’olio combustibile nell’IGCC - “un ulteriore contributo alla riduzione delle emissioni da gas di scarico dovrebbe derivare anche dal nuovo assetto produttivo della raffineria per la diminuzione del numero di autocisterne adibite al trasporto dell’olio combustibile (circa 25 trasporti giornalieri in meno)“!
Aspetto ribadito dalla stessa API raffineria nel suo Rapporto Ambientale 1998: “eliminazione dal mercato di 600.000 tonn/anno di oli combustibili e riduzione drastica del traffico pesante di automezzi e navi collegato“.
Quei circa 6 - 7.000 autotreni in meno in uscita ogni anno dalla raffineria API non sono mai stati messi in dubbio da alcuno!
Se oggi PdL e PD hanno prove che ciò non sia avvenuto lo dimostrino ed accusino Ministero dell’Ambiente e API raffineria.
Altrimenti stanno facendo i furbi!
Rapporto Amb API 1998 traffico 1
Rapporto Amb API 1998 traffico 8
Loris Calcina (capogruppo consiliare CiC)
I “DOPPIOGIOCHISTI” DEL CASELLO AUTOSTRADALE DI GABELLA-POJOLE
Se non fossero Sindaci, Assessori e consiglieri comunali in carne ed ossa saremmo indotti a pensare ad una farsa … Ma c’è poco da ridere con opportunisti della “classe” del Popolo della Libertà! Fuori classe del “doppiogiochismo“ …
Ma in gioco c’è la salute allora la furberia va smascherata!
Questi campioni del doppiogiochismo del PdL si “ricordano” dell’esistenza dell’Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale, del Sito Inquinato di interesse Nazionale, degli stabilimenti industriali ad elevato impatto ambientale e delle Polveri sottili per chiedere al Ministro Matteoli strade a servizio dell’inutile casello autostradale di Gabella/Pojole che aggiungerà traffico su traffico …
L’esatto contrario di quanto individuato dal Piano di Risanamento dell’AERCA!
L’esatto contrario di quanto necessario per abbattere le PM10!
L’esatto contrario di quanto raccomandato dal Ministero dell’Ambiente dai tempi dell’autorizzazione della centrale termoelettrica IGCC dell’API (1994):
la riduzione del traffico veicolare!
Gli stessi doppiogiochisti del PdL che sminuiscono la validità di quanto accertato dall’Indagine Epidemiologica sulle popolazioni di Falconara, Montemarciano e Chiaravalle arrivando a negare l’evidenza che per il tumore del sistema emolinfopoietico è stato accertato “un rischio importante, statisticamente significativo (…) in uomini e donne che per più di 10 anni hanno svolto occupazioni che verosimilmente hanno determinato una maggiore presenza presso le loro residenze (…)!
Gli stessi del PdL il cui Consigliere regionale Giacomo Bugaro si è detto “contrario al progetto Edison di centrali termoelettriche a Corinaldo perchè li ancora è tutto incontaminato, mentre invece a Falconara oramai non è colpa mia se le persone scelgono di rimanere o addirittura comprare casa….che sia un disastro lo so e allora visto che è così costruiamole lì“!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara M.ma)
IL TERRIBILE VUOTO DELL’URBANISTICA DEL SINDACO DI FALCONARA BRANDONI!
La questione urbanistica di Falconara Marittima continua ad essere fedele rappresentazione della crisi identitaria della comunità locale falconarese.
Il modo con cui viene affrontata la politica del territorio è infatti sempre stato sintomatico del modo con il quale una comunità sociale guarda a se stessa ed al proprio futuro.
Nel parlare di una “criticità” della politica urbanistica, mi riferisco in particolare al modo supìno con il quale l’Amministrazione Brandoni si stia trovando a perseguire la medesima visione urbanistica che fu del suo predecessore Recanatini.
Non appena si è insediata questa Amministazione, con la variante di Montedomini, ha di fatto sposato la stessa filosofia della precedente amministrazione guidata dal PD: l’urbanistica come salvagente per sopravvivere al naufragio finanziario del Comune, attraverso lo scambio di danaro per nuove possibilità edificatorie.
Allo stesso modo di come voleva procedere Recanatini, anche Brandoni ora pensa ad una Variante generale al PRG come ad una grande “fiera mercato delle aree edificabili”.
Certo, mi si contesterà il fatto che una tale affermazione non è mai stata fatta alla lettera nè da Brandoni nè da altri esponenti del PdL e per questo sarò accusato di forzare la realtà, interpretandola ad arte, per screditare l’amministrazione comuale.
Vorrei però spiegare perchè invece ritengo, in tutta onestà, che tale affermazione non sia affatto impropria o fuori luogo, ma come invece essa risponda autenticamente al modo proprio con cui questa Amministrazione guarda all’urbanistica, esprimendo la realtà con una sincerità che le parole di circostanza usate in politica tendono quasi sempre ad eludere.
In primo luogo vorrei far riflettere sul sostanziale disinteresse dell’Amministrazione comunale nell’attuazione del vigente Piano Regolatore.
Un Piano regolatore sicuramente brutto e confuso ma le cui vere fondamenta non sono mai state messe in discussione: le tre grandi aree di trasformazione (APU), il principio del completamento e della riqualificazione dell’esistente, la specializzazione funzionale dei tessuti eterogenei e lacunosi (via Marconi).
Un Piano recente, che deve essere ancora in massima parte attuato, con una potenzialità insediativa elevata, in una fase economica in cui la domanda di nuove abitazioni o di nuovi luoghi di produzione si è pressochè azzerata.
Perchè non pensare quindi a migliorare il Piano vigente cercando di renderne più efficace l’attuazione?
Perchè, invece, l’Amminstrazione si disinteressa dell’attuazione del PRG?
La trasformazione della fascia di via Marconi è ferma.
L’area APU 1 residua della Quadrilatero è bloccata dall’inerzia comunale.
Il piano del litorale nord è in attesa di non si sa quale autorizzazione…
Nessuno ragiona (ufficialmente) su soluzioni integrate delle APU 2 e 3.L’Amministrazione vagheggia , al contrario, l’apertura di nuovi fronti. Il passaggio di ulteriori aree agricole ad aree edificabili.
Un nuovo Piano Regolatore. Forse senza rendersi pienamente conto dei tempi e delle energie che un Piano regolatore necessariamente comportano.
E in questa prospettiva è stato avviato un ciclo di incontri della Commissione consiliare urbanistica. Incontri riservati ai partiti e finalizzati ad una loro condivisione attorno alle motivazioni ed agli obiettivi del nuovo Piano.
In questo che è stato chiamato con eccessiva enfasi “percorso di costruzione” del PRG ho avuto nuove conferme circa i reali interessi dell’amministrazione e sulla conseguante concezione dell’urbanistica per Falconara.
Nella prima riunione, alla quale ho partecipato come spettatore muto a fianco del consigliere della lista civile Loris Calcina, sono rimasto colpito dal secco e sicuro commento del Sindaco Brandoni di fronte ad una carta che rappresentava i vincoli presenti sul nostro territorio (idrogeologici, ambientali, legati a rischi incidentali, …). Da quella carta di per se impressionante, il Sindaco non ha dedotto, come mi sarei aspettato, che viviamo in un territorio fragile ed in crisi ambientale, con la conseguente urgenza di un pronto risanamento. No. Il Sindaco si è rammaricato della scarsità delle aree libere da vincoli - e quindi potenzialmente edificabili - come se i vincoli venissero a limitare un diritto, quello all’edificazione, che è proprio di chi si ritiene legittimo padrone assolto sul destino del territorio comunale.
Un atteggiamento, quello mostrato da Brandoni, che è peraltro assai frequente nella classe politica che tende sempre a valutare la cosa pubblica - il territorio, le risorse economiche, i beni - come un proprietà esclusiva e disponibile giustificata dal mandato elettorale.
Se siamo sostanzialmente avvezzi a vedere una politica che travisa spesso il senso della rappresentanza e si dimentica di dover rendere conto nel mentre governa dei motivi del proprio operare, siamo però inclini a credere che almeno a livello tecnico si tenga fede ad una deontologia professionale che limiti gli eccessi, che tenga fermi principi, valori e modi di fare che tutelano il cittadino e i bene comune. Siamo ancora convinti, ad esempio, che un progettista debba fondare le proprie proposte sulla valutazione dei trend demografici, su analisi qualitative che assicurano la salvaguardia dei valori identitari del territorio, su accurati studi funzionali ed organizzativi del territorio finalizzati al massimo vantaggio pubblico, in termini sociali, ambientali, economici.
Siamo convinti che debba esserci una “idea” da cui germoglia il progetto di Piano e che questa idea nasca da una conoscenza profonda della situazione locale e delle prospettive generali entro cui si colloca i nostro territorio
D’altra parte la concretezza della conoscenza dell’esistente è essenziale per evitare che l’idea di progetto finisca per essere estranea ed estemporanea rispetto alla realtà del contesto, tramutandosi in qualcosa di strampalato, di irrealizzabile e perfino di pericoloso.
L’amministrazione Carletti, ad esempio, aveva senza dubbio delle idee - nessuno può dire il contrario - ma erano idee strampalate, fuori scala, prive di un adeguato supporto tecnico-conoscitivo, ed infatti l’urbanistica di Carletti è naufragata per questo motivo.
Nel caso dell’Amministrazione Brandoni invece ci troviamo davanti alla totale assenza di idee. L’apporto tecnico disciplinare si fa assente.
Volontario e muto esecutore delle voglie della politica.
Ma non possiamo non chiederci: come si può costruire un Piano senza idee? Evidentemente, non è possibile.
Eppure nel 3° incontro della commissione urbanistica ho assistito all’incredibile tentativo da parte dei tecnici comunali di spiegare come si possa costruire un Piano regolatore senza avere idee o motivazioni. O meglio, attendendo che queste vengano fornite dalla politica, al di fuori di un serio percorso analisi-progetto.
I tecnici hanno pensato bene, non avendo argomenti per iniziare un discorso, di partire dalla fine.
E’ stata quindi presa a riferimento la metodologia di valutazione dei progetti - la tanto vituperata VAS (quella che è stata palesemente disattesa nella Variante di Montedomini) per offrire la parvenza di un percorso possibile.
Essendo la VAS una modalità di giudizio sulla qualità ambientale di una scelta di progetto nel territorio, si sono presi i parametri che definiscono il grado di “bontà” di un progetto e “a ritroso” si è tentato di delineare un progetto. In astratto, in teoria… un progetto-tipo virtuale, una scatola vuota di senso.
In questo modo il “come” deve essere un progetto si sostituisce al “perchè” lo si debba fare, alle finalità oggettive che, così facendo, divengono del tutto secondarie.
Il tentativo di scavalcare in modo così risoluto la motivazione del Piano - che invece non può non esistere - non è che la implicita manifestazione che il motivo reale è un cattivo motivo, come tale “non proponibile” apertamente.
In sintesi quindi Brandoni pensa ad un PRG a prescindere da reali motivazioni, ovvero con motivazioni tali da non poter essere dette perchè distanti dalla missione pubblica della pianificazione. Un PRG che non guarda ai problemi del territorio ma soltanto alle aree ancora edificabili sulle quali perpetuare lo scambio soldi per cemento, già avviato con la Variante di Castelferretti.
Così si può capire il senso e la portata di quella mia affermazione per la quale Brandoni pensa ad una Variante geneale al PRG come ad una grande “fiera mercato delle aree edificabili”. Se ne può valutare la verosimiglianza.
Non so se tutte le persone che fanno parte dell’Amministrazione Brandoni condividano il suo modo di vedere e trattare il nostro territorio come merce di scambio.
Non so quanti, tra chi in cuor suo ha dubbi su questo modo di fare, si renda conto della reale gravità della questione e delle conseguenze che potranno generarsi.
Posso solo sperare che nel cuore dei falconaresi, a prescindere dalle idee politiche, prevalga l’amore per la loro terra e il buon senso di chi nell’agire pensa soprattutto a chi verrò dopo di noi.
per la Lista Civile CiC: Arch. Carlo BRUNELLI
Casello autostradale Gabella/Pojole: LA LOGICA DISTRUTTIVA DI UNO SVILUPPO DISSENNATO!
La pervicacia dell’Amministrazione Brandoni e di altre Amministrazioni di centro sinistra nel voler realizzare il casello autostradale di Gabella/Pojole è pura follia e spreco.Puntano sulla “nascita di una enorme stazione di servizio con albergo e punto di ristoro” (la seconda più grande d’Italia, dichiara la maggioranza PdL)!
Naturalmente le strade mancanti dovranno essere realizzate e mantenute con le tasse dei cittadini! In questa stoltezza ci stanno trascinando anche i falconaresi che pagheranno un falso sviluppo con moneta sonante e peggioramento della qualità della vita.
Soltanto così è possibile inquadrare la folle sovrapposizione ed estensione di asfalto e centri commerciali che si sta progettando nel territorio di Falconara, Montemarciano e Chiaravalle.
Prendete atto dello scenario qui sotto:
- Chiaravalle non riesce a dare un volto alla ex Manifattura tabacchi, tentando di recuperare gli spazi vuoti in termini commerciali;
- spazi e capannoni rimangono vuoti ed inutilizzati e Falconara (ex Montedison - ex ISEA - area ex Liquigas - ex caserma Saracini);
- continuano ad aggiungersi, uno sull’altro, i centri commerciali nella zona di via Marconi a Falconara Marittima;
- tanto più è incerta la collocazione della Fiera nell’area leader Quadrilatero di Castelferretti, tanto è più probabile vedere crescere altri capannoni vuoti o altri centri commerciali;
- Una grossa fetta di territorio falconarese (agricolo/zootecnico ed in ambito di tutela del Piano Paesaggistico Ambientale!) sarà sacrificata per un allargamento di ben 82.000 mq dell’Area di servizio Esino Est con 255 posti/auto, 108 posti/autotreni ed in cui sarà realizzato un albergo a 6 piani fuori terra della Unaway Hotels per 180 posti letto, 96 posti auto, 5 posti bus … ovviamente sarà necessaria anche una nuova strada perimetrale di accesso.
- in zona casello autostradale Ancona Nord/Falconara verranno realizzati 2 alberghi e, da parte del Consorzio Immobiliare COIM, c’è interesse a sviluppare una ampia area commerciale.
Ora chiedetevi se questo è un modello di sviluppo che può reggere!
- Economicamente…ci sarà la fagocitazione degli attuali centri commerciali e la morte del commercio locale falconarese.
- Territorialmente…ci sarà l’asfaltatura di territorio ed un ulteriore incremento di traffico nella nostra zona già strangolata da automobili e mezzi pesanti!
- Ulteriore asfaltatura significa inoltre sottrazione di terra agricola nonché ulteriore impermeabilizzazione di un territorio che già non riesce ad assorbire adeguatamente le piogge!
Centro destra e centro sinistra ancora si aggrappano al distorto sviluppo che postula lo spostamento dei cittadini (riconosciuti solo con lo status di consumatori!) da una cattedrale commerciale all’altra con l’obbligo all’uso dell’automobile!
Uno sviluppo che significa che le automobili devono continuare a dominare il paesaggio e le nostre vite. A questi “sviluppisti” non basta il fatto che trascorriamo ore fermi su strade intasate, proprio perché non possiamo più andare a piedi dove vogliamo e proprio perchè la maggior parte di noi è obbligata a guidare da casa ai negozi, al lavoro, per andare a scuola.
Agli “sviluppisti” del centro destra e del centro sinistra non importa se questo sviluppo” drogato” e allucinato abbassa la qualità delle vita!
Il Consigliere comunale del PdL e Presidente della Commissione consiliare II - Ludovico Luongo - ancora non sa che cosa significhi il buon utilizzo del denaro pubblico, e così bolla la proposta di Cittadini in Comune e della Lista Civica Becci di Montemarciano di utilizzare le compensazioni della Società Autostrade per altre opere pubbliche come “anacronistica ed inconcludente visione dello sviluppo della nostra società“.
Se il PdL e il Centro sinistra vedono soltanto nuovo asfalto e nuovi grandi centri commerciali, noi di Cittadini in Comune vorremmo valorizzare il commercio locale e manutenere i beni pubblici come scuole, sistema fognario in città e in spiaggia, vorremmo destinare i soldi delle compensazioni della Società Autostrade per opere pubbliche urgenti per Falconara e per migliorare la qualità della vita dei falconaresi!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara Marittima)













