A CHI SERVE IL RIGASSIFICATORE DI API NOVA ENERGIA?
Il rigassificatore di API Nòva Energia non serve ai falconaresi, non ai marchigiani, non all’Italia!
I rigassificatori -
anche quello di API Nòva Energia - servono esclusivamente a chi li fa poiché permette loro di comprare il gas quando costa meno per poi rivenderlo ad altri Paesi europei quando costa di più!
E se il prezzo non è conveniente e decidono di non gassificare, i mancati profitti vengono garantiti per legge e per prelievo dalle tasche dei cittadini!
Cruda logica privata e commerciale, cinicamente spacciata per il bene dei cittadini e dell’Italia!
Noi cittadini pagheremo l’inattività del rigassificatore!
Credete sia una barzelletta?
Il comma 2 articolo 13 della delibera 178/2005 emanata dall’Autorità per l’energia prevede un “fattore di garanzia che assicura anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto la copertura di una quota pari all’80% dei ricavi di riferimento” per i costi fissi del terminale, che a loro volta costituiscono circa il 95% dei costi dell’impianto! Così, se API Nòva Energia non riuscirà ad avere il GNL (per esempio perchè i paesi produttori di gnl già ora hanno impianti che funzionano ad oltre il 90%) interviene lo Stato italiano prelevando i soldi dalle bollette dei consumatori finali, cioè dai cittadini. A queste condizioni risulta facile farsi finanziare il progetto … e infatti i progetti di rigassificatori proliferano in tutta Italia attirando anche “investitori” italiani ed esteri in gran numero (vedi Gaz de France a Porto Recanati).
SE CERCHIAMO DI CAPIRE LO STATO DEI RIGASSIFICATORI NEL MONDO, CAPIREMO QUESTA “REGALIA” ITALIANA E ALTRE COSE SULLA LORO INUTILITA’ PER IL NOSTRO PAESE!
Solo il Giappone ha 23 rigassificatori e la ragione è semplicemente che quel paese non è collegato con gasdotti significativi. Al contrario dell’Italia che ha un posizione strategica in questo senso come dimostrato dalla tabella a lato, dove sono evidenziati i gasdotti in fase di potenziamento e progettazione.
Il gas viene liquefatto negli impianti situati nei paesi produttori, trasportato da metaniere ad una temperatura di circa - 161 gradi, rigassificato e quindi immesso nelle reti dei paesi consumatori. Oggi ci sono al mondo solo 17 impianti di liquefazione contro 51 rigassificatori. A causa di questo squilibrio gli impianti di liquefazione lavorano al 95% della loro potenzialità, mentre i rigassificatori vengono impiegati fra il 35 e l’80% della propria potenzialità: il rischio e’ che i rigassificatori italiani non abbiano sufficiente gnl da rigassificare e quindi non funzionino correttamente sotto il profilo di una efficiente logica industriale!
QUANTO E’ IL FABBISOGNO ITALIANO DI GAS?
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha così quantificato il fabbisogno:
- al 2012: 103 miliardi di mc/anno
- al 2015: 108 miliardi di mc/anno
Se saremo riforniti soltanto con i gasdotti si avranno:
- al 2012: 113/115 miliardi di mc/anno importati
- al 2015: 124/130 miliardi di mc/anno importati
Se saremo riforniti dai gasdotti + 3 rigassificatori si avranno:
- al 2012: 132,5/134,5 miliardi di mc/anno importati
- al 2015: 143/149 miliardi di mc/anno importati
MA IN ITALIA SONO STATI CHIESTI 15 RIGASSIFICATORI PER COMPLESSIVI 105 miliardi di mc/anno di gas importato!
Che cosa ne facciamo del surplus dei rigassificatori considerato che questi impianti sono a rischio di incidente rilevante?
Qual è la convenienza di avere un surplus di rischio in un’area già ad alto rischio di crisi ambientale?
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara M.ma)
EMERGENZA POLVERI SOTTILI: IRRESPONSABILE INERZIA DEL SINDACO BRANDONI!
Possiamo ritenere il Sindaco Brandoni idoneo a prevenire ed eliminare i pericoli dell’inquinamento atmosferico che minacciano la salute dei cittadini falconaresi?
Potrebbe esserlo come tutti i Sindaci, ma sembra non volerlo!
Come valutare altrimenti la sua inerzia in merito alle Polveri Sottili?
Ad apertura del Consiglio comunale del 28/1/2010 dichiarò: “Per quello che riguarda il nostro Comune, oggi ne abbiamo accennato in Giunta, vedremo di prendere delle misure. Adesso per prima cosa abbiamo pensato di vietare la circolazione delle auto non catalitiche al sabato e alla domenica (…) Comunque l’idea nella prima misura era questa, insomma, perché già siamo al 28 gennaio, ci sono stati 16 sforamenti, quindi bisogna che prendiamo misure per limitarli”.
Intanto le settimane sono trascorse ed in soli 3 mesi i valori delle PM10 hanno superato i limiti di legge per 51 giorni contro i 35 ammessi!
Il Sindaco Brandoni, per intervenire a tutela della salute, ha a sua disposizione Decreti ministeriali, il Piano di Azione regionale contenente le misure da attuare nel breve periodo per ridurre il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme per l’inquinamento atmosferico, lo strumento dell’Ordinanza per motivi contingenti ed urgenti.
Le Indagini del Servizio Epidemiologia dell’ARPA Marche hanno adeguatamente evidenziato le conseguenze per la salute delle persone determinate dal PM10:
- la maggiore quantità di ricoveri per crisi asmatiche dei bambini falconaresi rispetto agli altri bambini marchigiani;
- l’aumento dei decessi e dei ricoveri ospedalieri per cause cardiovascolari e respiratorie!
Dunque, perché il Sindaco non prende un solo provvedimento?
Non conosce i dati oppure li sottovaluta?
Non sarebbe nuovo a questo atteggiamento dato che lo ha già assunto con l’Indagine Epidemiologica sulla popolazione falconarese dell’Istituto Nazionale Tumori e dell’ARPAM che - per il periodo 1994/2003 - ha individuato un rischio leucemie importante, “statisticamente significativo, nel sottogruppo di soggetti (uomini e donne) che per più di 10 anni hanno svolto occupazioni che verosimilmente hanno determinato una maggiore presenza presso le loro residenze”.
Abbiamo notato che da quando l’Amministrazione comunale ha deciso di vendere la salute dei cittadini in cambio di denaro per l’assenso alla realizzazione di due nuove centrali termoelettriche API si è instaurato un vero e proprio conflitto di interessi che “frena” Sindaco e Giunta da qualsiasi affermazione o intervento inerente al degrado della qualità dell’aria respirata dai falconaresi!
Possibile che la concomitanza dei numerosi superamenti dei limiti delle PM10 con la campagna elettorale delle elezioni regionali abbia suggerito al Sindaco di evitare l’impopolarità di provvedimenti come la limitazione del traffico?
Stesso dubbio vale, ovviamente, per il Presidente della Regione Marche il quale, in caso di inerzia del Sindaco, per Legge può prendere provvedimenti in sua vece!
A tutti e due ricordiamo che il Ministro dell’Ambiente - Stefania Prestigiacomo - ha specificato che le due ulteriori centrali termoelettriche API determineranno un “incremento delle concentrazioni atmosferiche del PM10 indotte dalle trasformazioni secondarie degli inquinanti emessi dall’esercizio degli impianti“!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara M.ma)
CAM/Marche Multiservizi SpA: l’AMMINISTRAZIONE BRANDONI RINNEGA IL PORTA A PORTA E CANDIDA I CITTADINI A PAGARE LE SANZIONI DEL 2012!
Cittadini in Comune, a differenza dell’Amministrazione Comunale falconarese e della stessa Dirigenza del CAM, ritiene che :
- la raccolta dei rifiuti col metodo porta a porta (PaP) garantisce una percentuale di differenziata elevata (oltre il 70%) come dimostrato dall’esperienza di centinaia di Comuni italiani, marchigiani e nello stesso quartiere di Palombina Vecchia (65%). Tale percentuale mette al riparo da sanzioni pecuniarie il Comune (e le tasche dei cittadini) poiché è obbligo di Legge raggiungere 65% di differenziata entro il 2012!
- La raccolta di prossimità - affiancamento al cassonetto esistente della indifferenziata di un cassonetto per la carta, uno per la plastica e due bidoni da 240 o 360 litri per vetro e frazione organica - intercetta un max del 40% di differenziata ed espone Comune e cittadini alle sanzioni pecuniarie del 2012!
- La raccolta dei rifiuti col metodo (PaP), rispetto a quello di prossimità, riduce la quantità di rifiuti mandati in discarica e determina minori costi di conferimento (che pagano i cittadini!). Inoltre si prolunga la “vita” delle discariche!
- I rifiuti differenziati producono un utile in quanto rivenduti per essere reimmessi sul mercato delle materie prime. E’ logico per tutti, tranne che per gli Amministratori comunali di Falconara, i Dirigenti del CAM e Marche Multiservizi SpA/HERA SpA, che maggiore è il rifiuto differenziato, maggiore è l’utile che da questo si potrà ottenere. E questo si può ottenere con il PaP e non con la prossimità!
- Vale la pena affrontare il costo iniziale superiore del porta a porta compensato da questi minori costi diretti e indotti e coinvolgere i cittadini in un percorso virtuoso utile per tutta la comunità? Cittadini in Comune ritiene di sì, questa è la strada!
Al contrario, assistiamo alle mirabolanti “capriole tecno-dialettico-politiche” dell’Assessore Astolfi - per conto dell’Amministrazione Brandoni - tese a giustificare le imposizioni di Marche Multiservizi SpA sul metodo di raccolta dei rifiuti urbani: eliminazione del porta a porta e passaggio alla prossimità.
Questa la fotografia delle capriole dell’Assessore Astolfi:
22 Ottobre 2009: commentando l’ottimo risultato del 65% di rifiuti differenziati a Palombina Vecchia con il metodo del porta a porta (PaP), l’Assessore dichiarò “Questi risultati ci confortano sulla correttezza delle scelte fatte sinora e ci incoraggiano a continuare lungo il fondamentale sentiero dell’informazione ai cittadini“!
Il 17-06-2009 l’Assessore dichiarò: “dobbiamo raggiungere i livelli che la normativa attuale esige, perché aumentano i costi per lo smaltimento dei rifiuti (…) il progetto del porta a porta è stato fortemente voluto e sponsorizzato dal Comune”!
E ancora il 10-07-2008 dichiarò: “il rispetto dell’ambiente e la corretta gestione dello smaltimento rifiuti deve partire dai singoli, in casa, fattore questo che può temperare il costo dello smaltimento in discarica, in costante aumento“
Oggi, Marzo 2010 - in fase di accordo con Marche Multiservizi/Hera SpA - l’Assessore Astolfi ci dice che il Comune abbandonerà il porta a porta e afferma addirittura che quel sistema è una “forma di costrizione dei cittadini“, rinnegando l’ottimo risultato e la dimostrazione di civismo e sensibilità dei residenti di Palombina Vecchia!
Dall’osservazione delle mirabolanti capriole dell’Amministrazione comunale si evincono due possibili, divergenti conclusioni:
- l’Assessore e il Sindaco hanno totalmente sbagliato l’analisi e l’azione avviata con il porta a porta a Palombina Vecchia a Luglio 2008 e, in questo caso, ci dicano quanto è costato ai contribuenti falconaresi l’errore e come lo giustificano!
- Assessore e Sindaco sbagliano adesso … O meglio, tentano di giustificare il metodo della “raccolta di prossimità” che il vero nuovo padrone impone e sta imponendo ovunque è presente. A prescindere dai risultati che vede Pesaro e provincia ad un livello nettamente inferiore di raccolta differenziata rispetto a qualsiasi realtà italiana o marchigiana che usa il porta a porta!
- Quanto ci costerà il nuovo cambio di modalità di raccolta dato che si vocifera che, a Pesaro, la sola sperimentazione della prossimità è costata circa 5 Milioni di euro tra adeguamento dei mezzi ed acquisto di “bidoncini di prossimità“?
Infine, le argomentazioni dell’Assessore Astolfi per squalificare il PaP e sostenere il sistema di prossimità si conformano a due atteggiamenti primitivi:
- spaventare il cittadino usando l’argomento “portafoglio”, possibilmente evitando di fare bene TUTTI i conti, presenti e futuri;
- disimpegnare il cittadino e rendenderlo incosciente dell’importanza del suo ruolo. … L’Assessore e l’Amministrazione comunale - di fatto - diseducano il cittadino trattandolo come fosse un “bamboccione” incapace di capire quanto lui stesso sia importante per dare soluzione ad un problema che lo riguarda direttamente. Cosa che il cittadino falconarese ha perfettamente capito ma che, oggi, l’Amministrazione Brandoni ha necessità di neutralizzare per giustificare la sciagurata fusione del CAM con Marche Multiservizi/HERA SpA.
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara M.ma)
Vicenda SADAM Jesi: PICCONATE SULLA DEMOCRAZIA, IL PEAR ED IL FUTURO OCCUPAZIONALE!
L’accordo con il Gruppo Maccaferri firmato dal Sindaco di Jesi, Regione e Provincia evidenzia alcuni aspetti devastanti per la democrazia ed il futuro del territorio dell’Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale (AERCA):
- La volontà dei Consiglieri comunali eletti dai cittadini, maggioritariamente contrari all’accordo, è stata stracciata dal Sindaco che, al contrario, ha risposto all’ordine delle segreterie di partito non scelte dai cittadini. Regione e Provincia non aspettavano che questo per accodarsi ?
- Il PEAR - che potrebbe contribuire ad eliminare i rischi dell’AERCA e indirizzare un modello energetico ed occupazionale rinnovabile - negli ultimi anni ha subito costantemente le picconate dei gruppi industriali che hanno i seguenti nomi:
Maccaferri - Api Nòva Energia - Edison - Gaz de France!
Di fronte ad essi la Regione Marche è stata ed è debole nella difesa dell’interesse pubblico inteso come occupazione, spesa in salute, territorio! Progetti non compatibili con le indicazioni del Piano Eenergetico Ambientale Regionale dovevano essere respinti prima dell’accesso alla Valutazione di Impatto Ambientale (rigassificatori, grandi centrali termoelettriche, uso sconsiderato delle biomasse) e al contrario, progetti compatibili con il PEAR - come alcuni parchi eolici - dovevano essere maggiormente difesi! Basti pensare che la stessa Confindustria prende a pretesto quest’ultimo aspetto per attaccare la Regione sull’insufficienza del PEAR! - Buona parte dei Sindacati - assecondati dalla Regione - continuano a percorrere la strada suicida della cieca delega agli appetiti imprenditoriali. Continuano a lasciare soli, anzi ad attaccare, quella parte di cittadini che chiedono alla Regione di essere conseguente con gli indirizzi che si è data attraverso il PEAR: ad esempio, predisporre tutto ciò che serve allo sviluppo di una intera filiera sulle rinnovabili vorrebbe dire non lasciare sola la nuova imprenditoria rinnovabile e creerebbe le condizioni per sostituire quella occupazione oggi in continua riduzione e con il fiato corto perché legata a produzioni su cui continueremo a registrare un calo anche nei consumi (raffinazione petrolio, centrali termoelettriche).
- Molti amministratori, oltre a Regione e Sindacati, non hanno avuto, sino ad oggi, la volontà politica di praticare la strada di un modello energetico diffuso sulle rinnovabili. Oltre a sacrificare la piccola e media impresa del rinnovabile, non hanno avuto la volontà di contrattare una svolta energetica con i grossi gruppi industriali; è il caso dell’Amministrazione comunale falconarese e della Regione Marche incapaci di far rispettare il Protocollo d’Intesa Regione/API sottoscritto nel 2003.
La Lista Civile Cittadini in Comune, presente nel Consiglio Comunale di Falconara Marittima, esprime la propria solidarietà ai colleghi del Consiglio Comunale di Jesi e chiede ai Sindaci e Consiglieri dei Comuni dell’AERCA di testimoniare il proprio dissenso a questo oltraggio al diritto di autodeterminazione locale!
Inoltre CiC denuncia il depotenziamento del ruolo dei Consigli comunali nonché la strisciante “privatizzazione” dei Consigli comunali che o sono ridotti a semplici vidimatori notarili della volontà delle Giunte o sono scavalcati dai poteri di taluni Sindaci.
Per la Lista Civile CiC, Loris Calcina (capogruppo consiliare al CC di Falconara M.ma)
SICUREZZA RAFFINERIA API: CITTADINI in COMUNE SCAVALCA SINDACO E GIUNTA DI FALCONARA M. E SCRIVE AL COMITATO TECNICO REGIONALE PREVENZIONE INCENDI!
PERICOLOSO MODIFICARE iL FUNZIONAMENTO DEL REPARTO PREVENZIONE E ANTINCENDIO API!
In seguito ai provvedimenti di ristrutturazione individuati dalla Dirigenza della raffineria API di Falconara Marittima, il Reparto di Prevenzione e Antincendio rischia di venire ridimensionato nella efficacia del suo compito.
La sostanza della risposta alla interrogazione di Cittadini in Comune che il Sindaco di Falconara ha illustrato nel Consiglio comunale del 28/1/2010, citando la cronistoria fornita dalla Dirigenza di API raffineria, è la seguente:
- È intenzione della Dirigenza API che 2 dei 4 operatori del Reparto di Prevenzione e Antincendio ricoprano anche un ruolo nell’ambito dell’esercizio di impianti ambientali già esistenti.
La Lista Civile CiC ha fatto presente al Sindaco ed al Consiglio comunale di Falconara M.ma che questa intenzione della Dirigenza API - che dovrà essere vagliata dal Comitato Tecnico Regionale Prevenzioni Incendi (CTR Marche) il prossimo 15 Febbraio - stravolge la prescrizione impartita tassativamente proprio dal CTR Marche il 17/5/2000 la quale stabilì che “la squadra antincendio di raffineria debba essere costituita da almeno 4 persone in turno continuativo esclusivamente ad essa destinata“.
E’ del tutto evidente che se 2 dei 4 operatori del Reparto di Prevenzione e Antincendio vengono destinati ad altre mansioni essi non saranno più esclusivamente ad esso destinati, con la conseguenza che si dimezzerebbe l’efficacia dell’azione di prevenzione di eventi o situazioni incidentali!
Un’azienda a rischio di incidente rilevante non può permettersi simili rischi, per i lavoratori e per i cittadini!
Abbiamo chiesto al Sindaco che, tramite il suo Componente, il 15 Febbraio prossimo manifestasse al CTR Marche questa preoccupazione, comunicataci anche dalle maestranze dell’API.
Nulla! Anzi il Sindaco di Falconara ha tenuto a ribadirci che le misure di sicurezza in raffineria API sono sovrabbondanti se paragonate a quelle esistenti nelle altre raffinerie di petrolio in Italia.
Pertanto Cittadini in Comune, cosciente dei rischi che possono derivare ai lavoratori e alla cittadinanza dal ridimensionamento qualitativo del Reparto di Prevenzione e Antincendio della raffineria API, ha preso carta e penna e ha scritto direttamente al CTR Marche esponendo le motivazioni della forte preoccupazione.
Lettera CiC a CTR vert.API
Infine, sottolineiamo l’oggettivo conflitto di interessi di Sindaco e Amministrazione comunale di Falconara ogni volta che emergano problematiche connesse con API raffineria! In questo caso un Consigliere comunale si è dovuto sostituire all’inerzia del Sindaco per sottolineare al CTR Marche problematiche di sicurezza direttamente connesse alla raffineria API!
Un conflitto di interessi ingenerato dalla Convenzione stipulata tra API e Comune per effetto della quale ricevere denaro e doverne ricevere “annebbia i riflessi” di Sindaco e Giunta nelle decisioni a tutela della sicurezza e della salute!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara M.ma)
Per approfondire:













