I Consiglieri comunali Calcina, Luchetti, Luciani, Frapiccini, Federici e Caricchio (rispettivamente CiC/FBC/SAF – PD – M5S – I.V. – Lega) che rappresentano oltre 1/5 dei Consiglieri comunali a Falconara Marittima, hanno chiesto all’attuale Presidente del Consiglio Comunale la convocazione dell’assise cittadina per l’applicazione dell’art. 35 c. 6 dello Statuto Comunale: “revoca del Presidente del Consiglio Comunale di Falconara Marittima”. I dialoghi di Goffredo Brandoni con l’AD di API raffineria lo pongono in conflitto con l’art. 54 della Costituzione della Repubblica il quale recita: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore (…)”. L’imparzialità di Goffredo Brandoni quale Presidente del Consiglio Comunale è venuta meno anche per la gestione – più volte contestata - del Consiglio Comunale che sta determinando pesanti ritardi nella discussione di mozioni, ordini del giorno ed interrogazioni dei Consiglieri di minoranza nonché, spesso, per i pesanti ritardi nell’inoltro agli stessi Consiglieri di minoranza della documentazione per lo studio dei provvedimenti.

La richiesta ( LEGGI QUI’  ) è stata protocollata con p.e.c. il 31 Agosto scorso e, in base all’art. 39 c. 2 del Testo Unico delle Leggi sull’ordinamento degli Enti Locali, “il Presidente del Consiglio Comunale è tenuto a riunire il Consiglio in un termine non superiore ai venti giorni (…)“.

Pertanto il Presidente del Consiglio Goffredo Brandoni entro il 19 Settembre DEVE convocare l’assise che deciderà sulla revoca o meno della carica istituzionale che sta ricoprendo e, dunque, non sia tentato di sforare e violare la tempistica di Legge perché la sua situazione istituzionale si aggraverebbe ulteriormente!

Nella Conferenza Stampa odierna ho evidenziato che quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche - pubblicate da Maria Cristina Fraddosio sul Fatto Quotidiano tra Goffredo Brandoni e l’AD di API raffineria Cogliati - ha gettato un’ombra indelebile sulla rettitudine istituzionale, sulla imparzialità e sull’autorevolezza dell’ex Sindaco e dell’attuale Presidente del Consiglio Comunale. Continua a leggere…

SALVATI 13 PINI DALLE MOTOSEGHE DEL SINDACO SIGNORINI. A Settembre 2019 ne voleva abbattere 27 basandosi solo sulla valutazione visiva chiesta al Tecnico Agronomo incaricato. La fermezza dei falconaresi del Comitato Salviamo gli Alberi di Falconara e dei Consiglieri delle opposizioni ha costretto il Sindaco a far eseguire prove strumentali sui pini con il risultato che 13 sono in salute. Una lezione di metodo e competenza alla supponenza dei Consiglieri di maggioranza e della Giunta.

doppio-simbolo.JPG  alberi.jpg Grazie alla mobilitazione dei 700 cittadini falconaresi riuniti nel Comitato Salviamo gli Alberi di  Falconara Marittima e al lavoro dei Consiglieri comunali di opposizione, l’Amministrazione Signorini ha dovuto rivedere la scellerata scelta di settembre 2019. Il numero dei Pini da abbattere in via Gobetti sono stati praticamente dimezzati. Da 27, come sentenziò l’Amministrazione Comunale il 17/9/2019, a 14 come emerso dalla nuova relazione che l’Agronomo incaricato ha illustrato nella riunione odierna delle Commissioni consiliari congiunte II^ e IV^.

Dunque non era vero che tutti i 27 Pini in via Gobetti creavano pericolo per la pubblica incolumità degli utenti della strada, nonché difficoltà di accesso con i mezzi alle proprietà private“.

Secondo l’Amministrazione Signorini dovevano essere abbattuti 13 Pini sani semplicemente perché la bussola dell’orientamento dell’AC era solo il danneggiamento della sede stradale e il ripristino funzionale della sede stradale. Continua a leggere…

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