CONSUNTIVO DELLA AMMINISTRAZIONE BRANDONI: DICHIARI IL DISSESTO ECONOMICO PRIMA DI PORTARE FALCONARA AL DISSESTO CIVILE!

immagine Ha poco da ostentare l’Amministrazione Brandoni.

In queste ultime ore sono falliti due obbiettivi di cassa del Sindaco e degli Assessori del Popolo della Libertà:

Intanto i primi di Dicembre è andato fallito anche un obbiettivo della presunta sicurezza - leggi propaganda - della Giunta falconarese: la “Riqualificazione dell’area di sosta temporanea nomadi in canile e gattile sanitario multizonale“.

La chiusura senza se e senza ma del “campo nomadi” era stata contestata, congiuntamente, dagli stessi residenti del campo e dai Comitati dei quartieri Fiumesino e Villanova i quali esposero al Prefetto sia il rischio di buttare in mezzo alla strada i residenti del campo sia il rischio di creare un ghetto nei due quartieri a causa della incapacità dell’Amministrazione di sbloccare la problematica degli alloggi di emergenza.

Sindaco e Giunta sono andati avanti lo stesso chiedendo di farsi finanziare il “Progetto di Riqualificazione” con il “Fondo per la sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico” della Legge n° 133/2008 (art. 61 comma 18).

Ma il Ministero dell’Interno non ha finanziato il canile/gattile di Brandoni e lo smacco per il Popolo della Libertà nei confronti del suo elettorato è pesante perchè, non finanziandolo, di fatto il Ministero dell’Interno non ha riconosciuto  l’urgenza della iniziativa per il potenziamento della sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico!

Allora il vergognoso sgombero della famiglia Caimmi da via dello Stadio acquista una nuova prospettiva propagandistica e, se possibile, ancora più spregevole: un atto necessario per rimediare alla promessa elettorale securitaria mancata.

Ma è convinzione di Cittadini in Comune che Sindaco e Assessori di Falconara Marittima abbiano anche la necessità di nascondere mediaticamente le palesi difficoltà di Bilancio ed il declino della città determinate dall’applicazione della spietata ricetta che l’On. Mario Baldassarri snocciolò in Consiglio comunale a Luglio 2008: prima risanate come potete e con tutto quello che potete e poi vedremo se arriverà quanto vi spetta da Roma dal 2001: le accise per “ospitare” una raffineria di petrolio!

Le accise non si vedranno neanche per il 2010 (Finanziaria docet) mentre l’Amministrazione Brandoni  sta vendendo tutto: territorio, salute e dignità di Falconara.

Se il prezzo della sopravvivenza di questa Amministrazione è l’imbarbarimento della convivenza civile e del civismo con atti come lo sgombero di una famiglia con due bambini piccoli, allora è arrivato il momento che Sindaco e Assessori se ne vadano e dichiarino il dissesto!

Dissesto economico, per evitare quello civile!

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile CITTADINI in COMUNE - Falconara M.)

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FUSIONE CAM con MARCHE MULTISERVIZI-HERA: le ragioni dell’inopportunità politica.

 Questo secondo intervento della Lista Civile CITTADINI in COMUNE affronta la questione CAM per evidenziare la INOPPORTUNITÀ POLITICA DI INCORPORARE IL CAM SPA DEL COMUNE DI FALCONARA A MARCHE MULTISERVIZI SPA. 2 sono i motivi.

1) In Marche Multiservizi il Comune di Falconara Marittima non avrà modo di controllare ed incidere su finalità, qualità e prezzo del servizio poiché:

A tale proposito è utile consultare le schede del Gruppo HERA e di Marche Multiservizi;

2) A parere di Cittadini in Comune la NON OPPORTUNITÀ POLITICA DELLA INCORPORAZIONE di CAM a Marche Multiservizi/HERA sta anche nel fatto che dal mese di Ottobre il Gruppo HERA (in particolare HERA COMM Mediterranea) è assurto all’attenzione di inchieste giornalistiche e del Consiglio Comunale di Bologna (l’Amministrazione che detiene la fetta pubblica più grossa del capitale sociale del gruppo) per gli “echi” dell’inchiesta giudiziaria che riguarda il Sottosegretario di Stato Nicola Cosentino.    

Riportiamo il materiale consultabile:

In estrema sintesi la problematica emergente è la seguente:

HERA S.p.A detiene il 100% di HERA COMM, la quale si occupa di vendita di gas ed energia elettrica

HERA COMM detiene il 50,01% di HERA COMM MEDITERRANEA la quale si occupa di produzione, acquisto, trasporto e vendita di energia anche della centrale termoelettrica di Sparanise, in provincia di Caserta. Il restante 49,99% di HERA COMM MEDITERRANEA è detenuto dalla società S.C.R. s.r.l. la quale ha il CAPITALE COPERTO DA SEGRETO FIDUCIARIO ED È STATA SCELTA SENZA GARA AD EVIDENZA PUBBLICA,in netto contrasto con le norme antimafia e del codice dei contratti pubblici” come sostiene il Prof Ivan Cicconi

All’interno del Consiglio di Amministrazione di HERA COMM MEDITERRANEA siede, come rappresentante della S.C.R. l’imprenditore Giovanni Cosentino, fratello di Nicola Cosentino, il Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze del Governo Berlusconi e Coordinatore regionale del Popolo della Libertà in Campania per il quale - il 10 Dicembre scorso - la Camera dei Deputati ha negato l’autorizzazione all’arresto per concorso esterno in associazione di stampo camorristico  così come richiesto dal Giudice per le indagini preliminari della Procura di Napoli.

HERA SPA grazie ad HERA COMM  e HERA COMM MEDITERRANEA vede entrare all’interno delle sue casse decine di milioni di Euro. Il sito del Gruppo HERA descrive nel modo seguente il funzionamento e l’importanza del settore COMMERCIALEMentre la distribuzione di gas e energia elettrica sono attività regolamentate, la vendita ed il trading sono attività in libera concorrenza gestite da Hera attraverso società separate (in linea con le norme del settore “unbundling”), che sviluppano un giro d’affari che rappresenta oltre il 65% del fatturato di Gruppo

Dunque, è opinione di CITTADINIin COMUNE che gli “echi” dell’inchiesta sul Sottosegretario di Stato Nicola Cosentino e sugli affari delle Società della famiglia Cosentino hanno fatto emergere un comportamento da parte del Gruppo HERA che dovrebbe invitare alla cautela e alla riflessione il Sindaco e l’Amministrazione di Falconara Marittima.

HERA SpA è il partner industriale con cui si interagirà in una situazione di debolezza societaria.

Un  partner industriale che, pur dotato di un codice etico che le proibisce comportamenti opportunistici contrari dell’organizzazione o all’etica sociale, nel caso in questione sembrerebbe aver assunto comportamenti “in netto contrasto con le norme antimafia e del codice dei contratti pubblici“!

Come sostiene il Prof. Ivan Cicconi (vedi la lettera aperta al Sindaco di Bologna) Hera Comm Mediterranea, la società che commercializza l’energia prodotta dalla centrale di Sparanise in Campania dovrebbe comunque rispettare il Codice dei contratti pubblici perchè nel suo statuto scrive esplicitamente che la società può partecipare ad appalti pubblici. Altro punto fondamentale - prosegue Cicconi - è che permane il mistero di chi ci sia dietro a SCR, che ha capitale coperto da segreto fiduciario“.

Lettera aperta Ivan Cicconi aDelbono

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara Marittima)

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INCORPORAZIONE DEL CAM A MARCHE MULTISERVIZI SPA: CiC FUORI DAL CORO DEI FAUTORI!

 I RISCHI CONNESSI ALLA INCORPORAZIONE CON MARCHE MULTISERVIZI-HERA SpA.

Parte prima: BUSINESS o QUALITA’ DEL SERVIZIO e RIDUZIONE DEI RIFIUTI?

non rifiuto … io riciclo Avevamo intuito che sulla vicenda CAM (Centro Aziendale Multiservizi SpA) l’Amministrazione Brandoni stava recitando una sceneggiata sul futuro dei lavoratori e del ciclo dei rifiuti. Nel Consiglio comunale del 13/10/2009 avevamo votato contro l’atto con il quale, di fatto, l’Amministrazione Brandoni “si dimetteva” dal Protocollo di intesa fra i Comuni di Ancona, Osimo e Falconara Marittima per la gestione del ciclo dei rifiuti, Protocollo approvato appena il 20/1/2009!

Nell’ultimo Consiglio comunale del 21/12/09 non eravamo presenti per improvvisi problemi familiari del sottoscritto, ma l’indirizzo della Lista Civile era e rimane quello dell’opposizione alla scelta dell’Amministrazione di incorporare il CAM SpA a Marche Multiservizi.

La nostra convinzione che dal 20/1/09 l’Amministrazione comunale falconarese abbia fatto finta di tenere aperta la porta ad un accordo con AnconaAmbiente ed Astea di Osimo si è rafforzata dopo le recenti dichiarazioni del Presidente di AnconaAmbiente!

Verosimilmente, infatti, i contatti molto accurati dell’Assessore delegato Mondaini con Marche Multiservizi devono essere iniziati da molto se è vero che il frutto della cosiddetta indagine esplorativa intrapresa dagli Amministratori falconaresi del PdL è stato l’immediato ricevimento della bozza del Protocollo di intesa (per l’incorporazione di CAM) di Marche Multiservizi mentre AnconaAmbiente ha inviato il Bilancio dell’esercizio 2008 senza formulare proposte di aggregazione societaria!

Secondo CiC durante una indagine esplorativa non può esserci una proposta di aggregazione inviata a mezzo mail!

Una proposta così importante si avanza seduti ad un tavolo, uno di fronte all’altro … Se si invia tramite e-mail può anche significare che fosse stata concordata in un precedente tavolo del quale è stato tenuto all’oscuro il Consiglio comunale.

Ci spieghiamo così anche il fatto che l’Amministrazione Brandoni ha totalmente ignorato la richiesta avanzata il 13/10/09 da Cittadini in Comune per un Consiglio comunale congiunto con Ancona proprio per verificare le possibilità con AnconaAmbiente!

Secondo Cittadini in Comune, non è un caso che l’Amministrazione comunale di Falconara Marittima abbia cercato una società come Marche Multiservizi SpA a cui incorporare il CAM.

Marche Multiservizi SpA è già molto avanti nella strada della privatizzazione dei servizi pubblici locali i quali, non casualmente, nelle premesse del Protocollo di Intesa proposto a CAM SpA - ed approvato da PdL e PD in Consiglio comunale - vengono chiamati industria dei servizi pubblici locali.

Marche Multiservizi è la multiutility più vicina alla filosofia delle privatizzazioni del PdL … e, ahinoi, anche del PD!

Le parole ci fanno capire benissimo che l’utente/cittadino diverrà cliente/consumatore ed il servizio diverrà merce di mercato!

Pesaro, da questo punto di vista, è già molto avanti.

E’ dall’inizio del 2007, infatti, che la fornitrice del servizio idrico - Marche Multiservizi, la stessa che si occupa della raccolta dei rifiuti e della distribuzione del gas - è già in larga parte in mano al Gruppo HERA S.p.A., presente nella compagine sociale di Marche Multiservizi con una quota del capitale sociale del 41,87%!

HERA SpA, Società quotata alla Borsa di Milano dal 26 giugno 2003, è la prima multiutility italiana nel BUSINESS Ambiente, seconda nel BUSINESS Idrico, quarto operatore italiano nel BUSINESS Gasl’ottavo operatore italiano nel BUSINESS Energia Elettrica

HERA SpA, Gruppo formato da molti Comuni dell’Emilia-Romagna ma, comunque, legata alle logiche del mercato delle speculazioni azionarie … alla logica del BUSINESS!

Con la nuova legge Ronchi, Hera S.p.A. dovrà cambiare il proprio assetto azionario destinando oltre il 60% all’azionariato privato.
I Comuni saranno costretti per legge a vendere azioni per circa 485 milioni e, statene sicuri, ci sarà la fila per accaparrarsi le azioni, multinazionali e fondi esteri in primis!

Il pubblico, che controlla il 59% della Società, scenderà al 30% … Conseguentemente, quale controllo eserciterà?

E SUL FRONTE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI COME SI STA COMPORTANDO MARCHE MULTISERVIZI?

La Lista Civica Pesaro 5 Stelle ha reso noto che nella città, dopo un inizio che con il porta a porta sembrava andare nella direzione giusta, l’Amministrazione comunale sta tornando indietro dopo una sperimentazione superficiale, penalizzando chi abita in quei quartieri dove il porta-a-porta è stato avviato.

La Lista 5 Stelle sostiene che Marche Multiservizi, dopo una limitatissima sperimentazione,  ha fornito dei dati al Comune di Pesaro che dimostrerebbero la convenienza a passare dal porta a porta alla raccolta di prossimità, ritenuta più economica e di migliore qualità.

Raccolta di prossimità la cui efficacia è stata ampiamente smentita dai dati complessivi dei Comuni che usano il porta a porta in modo spinto e ben organizzato!
Ancora il 21 Dicembre scorso, sul sito della Lista Pesaro 5 Stelle
http://www.grillipesaresi.it/category/rifiuti/ abbiamo letto che La raccolta di prossimità e/o la costruzione di un TERMOVALORIZZATORE (comunemente chiamato INCENERITORE), sono gli obiettivi ormai ampiamente pubblicizzati e divulgati dall’A.D. di Marche Multiservizi Spa, Mauro Tiviroli, come unico metodo possibile ed efficace per un abbattimento dei costi e una migliore gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti nella nostra città“.

CHE FINE FARA’ LA RACCOLTA PORTA A PORTA AVVIATA A FALCONARA MARITTIMA se, come dimostrato e al contrario di ciò che sostiene Marche Multiservizi, la raccolta di prossimità è  molto meno efficace del porta a porta e potrebbe esporre il Comune ad ammende della UE (pagate dalle tariffe dei cittadini) per il mancato raggiungimento degli obbiettivi di raccolta differenziata?

 CHE FINE FARA’ LA RACCOLTA PORTA A PORTA AVVIATA A FALCONARA MARITTIMA se questi sono gli obbiettivi dell’AD di Marche Multiservizi SpA, per altro non dichiarati a Falconara Marittima?

Dunque, il Sindaco Brandoni sta trascinando i lavoratori ed il servizio oggi svolto dal CAM all’interno di Marche Multiservizi il cui pacchetto di controllo societario è in mano al Gruppo HERA mentre il Comune di Falconara Marittima deterrà una quota azionaria irrisoria …

Basta vedere che il Comune di Falconara Marittima sarà il 59° Comune presente in Marche Multiservizi, insieme ai 58 Comuni del pesarese che oggi detengono - TUTTI INSIEME - il 13,73% del capitale sociale di Marche Multiservizi!

A dettare le scelte sarà HERA SpA!

HERA SpA sarà più preoccupata di distribuire dividendi oppure ad assicurare la qualità dei servizi ai cittadini?

HERA SpA e Marche Multiservizi saranno interessate a ridurre i rifiuti prodotti, a riciclare e riusare al massimo i rifiuti oppure saranno interessate a produrre più Combustibile Da Rifiuto possibile (CDR) magari per alimentare uno dei tanti inceneritori di cui HERA si intende e gestisce?

Sappiamo che il Sindaco Brandoni e la sua maggioranza PdL non si fanno scrupoli sull’uso degli inceneritori per affrontare il problema dei rifiuti ed è proprio questo un altro argomento che ci fa guardare con molto sospetto questo “fidanzamento” del CAM con Marche Multiservizi!

INFINE, DIAMO UNO SGUARDO ANCHE ALLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO DA PARTE DI MARCHE MULTISERVIZI

Secondo quanto scrive Roberto Damiani sulle pagine web de “Il Resto del Carlino”, la Società Marche Multiservizi ha aumentato i costi di allaccio dell’acqua a dismisura, con la conseguenza che, mentre prima con poche migliaia di euro un condominio di dieci famiglie otteneva gli allacci, adesso per l’allaccio al gas ci vogliono la bellezza di 1.300 euro a famiglia. Ma ad aumentare non sono stati solamente i costi relativi a nuovi allacci di acqua e gas; costano, e pure tanto, anche le procedure di spostamento del contatore; ad esempio, come sottolinea Roberto Damiani, lo spostamento dell’allaccio dell’acqua con Marche Multiservizi costa la bellezza di 450 euro.
Ma può anche andare peggio: se infatti la distanza relativa allo spostamento dell’allaccio supera i tre metri, allora l’intervento viene considerato dalla società Marche Multiservizi alla stregua di un nuovo allaccio: con la conseguenza che il costo dell’intervento balza
a carico della famiglia di nuovo a 1.300 euro.

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile Cittadini in Comune - Falconara Marittima)

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IL MANIFESTO DELLO SGOMBERO DEL SINDACO: “DECISIONE DEL DIRETTIVO DEL PdL” … E QUELLE FOTO OSTENTATE? CHI ERA IL “FOTOGRAFO DI SCENA”?

 Il Sindaco di Falconara Marittima ha dichiarato alla stampa che il vergognoso manifesto affisso in città che ripropone ed ostenta le foto dello sgombero di una famiglia falconarese con due bambini piccolissimi “è una decisione del direttivo del PdL di cui faccio parte“.

manifesto PdL Falconara sullo sgombero di famiglia falconareseDato che erano presenti sul luogo dell’operazione tanto addetti dell’Amministrazione comunale (Comandante della Polizia Municipale, Assessore Astolfi e successivamente il Sindaco Brandoni) quanto estranei ad essa (il coordinatore falconarese del Popolo della Libertà) il Sindaco stesso dovrebbe dirci qualcosa sulle foto del manifesto:

1) sono state fatte da personale dell’Amministrazione comunale e concesse in uso al Coordinamento falconarese del PdL?

2) Oppure sono state fatte dallo stesso coordinatore del PdL presente in loco la mattina dello sgombero?

In ambedue i casi il comportamento del Sindaco è gravissimo poichè:

- o ha dato le immagini fotografiche di proprietà dell’Amministrazione ad un privato cittadino (il coordinatore falconarese del PdL responsabile del manifesto) consapevole dell’uso pubblico che ne avrebbe fatto

- oppure il coordinatore falconarese del PdL ha scattato le foto in proprio, sotto gli occhi di Sindaco, Assessore e Comandate della Polizia Municipale, di fatto autorizzato a farlo e poi farne l’uso che ne ha fatto. In questo modo il coordinatore falconarese del PdL avrebbe addirittura partecipato - senza alcun titolo e diritto - all’ “operazione sgombero” a fianco dell’Amministrazione, sia pure come “fotografo di scena”!

Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile CiC)

Pubblichiamo di seguito l’articolo del Corriere Adriatico del 23/12/2009

Corriere Adriatico 23/12/2009
I sacerdoti bacchettano il sindaco
Don Giovanni e il vice: “Costernati per il manifesto sulla baracca demolita”

Bearsi sui muri della città per aver ripulito il territorio dagli ultimi. Non è andato giù a don Giovanni Varagona, parroco del Rosario, a al suo vice Dieudonné, il manifesto che porta il nome del sindaco e incensa la demolizione della baracca dove viveva una famiglia con due bambini. Giò e Dieudonné si dicono “costernati”. Già “avevamo giudicato inopportuno il risalto mediatico presentandolo come un evento simbolo”.Si rivolgono a Brandoni. “Riconosciamo una città come decorosa quando le case vengono costruite, le abitazioni rese accessibili a tutti, quando non ci sono persone costrette ad abitare in baracche, sotto le barche o nelle cabine telefoniche. Non quando le abitazioni, benché precarie, vengono distrutte rischiando di lasciare per strada famiglie magari con bambini”. Ancora. “La nostra immagine di sicurezza non è una cittadella, protetta da muri e sbarramenti per proteggere il nostro decoro o la nostra identità”, ma “una città dove tutti hanno la possibilità di vivere con dignità, senza paura di esser cacciati, o esclusi, o marginalizzati”. C’è sicurezza “non quando sappiamo che qualcuno ci difende e vigila sulla nostra incolumità, ma quando sappiamo che non c’è nessuno che ha un motivo valido per attaccarci o quando sappiamo che si sta insieme lavorando per una città dove la violenza o il non decoro vengono disattivati dalla solidarietà e dalla compagnia”. E soprattutto, “non quando i segni del degrado vengono sotterrati dalle ruspe, o rimossi e scaricati ad altre città, o tenuti a distanza, nelle periferie del mondo, dalle nostre leggi sull’immigrazione”. La storia ha condannato muri eretti e confini irrigiditi. “Le regole, che il manifesto reclama valide per tutti, valgono davvero per tutti a condizione che siano uguali per tutti le possibilità di vivere con dignità. Il diritto nasce per difendere i deboli ed i poveri. Viene violentato quando, a dispetto di una fedeltà formale, difende le prerogative dei ricchi e dei forti”. Giò e Dieudonné ribadiscono la disponibilità e la passione al servizio della città. “Ma la città che è nel nostro cuore non si decora con le ruspe, né si protegge con le ronde, ma si scalda con la condivisione, con il sostegno reciproco, garantisce sicurezza con la consapevolezza di appartenere ad una sola umanità, in una terra da custodire con cura e responsabilità”. E invitano Brandoni alla Messa di Natale, “dove risuoneranno le parole di Isaia che profetizzano la salvezza vicina, che si realizza nel diritto e nella giustizia, dopo che i segni della guerra sono stati bruciati per sempre”.

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CiC, Lista Becci Democratici per Montemarciano, Lista Ancona 5 stelle, Comitato versus complanare Senigallia: nasce il coordinamento!

Nasce il coordinamento tra le forze che lottano in difesa del territorio e dei cittadini!
Lo scorso giovedì 10 dicembre 2009 si è svolto a Falconara un importante incontro tra i gruppi civici dei territori di Senigallia (Comitato versus Complanare), di Montemarciano (Lista Becci Democratici per Montemarciano), di Falconara (Lista civile Cittadini in Comune) e del capoluogo (Lista Ancona a 5 stelle) per discutere riguardo all’opportunità di sviluppare un’azione comune coordinata in difesa dell’ambiente, della salute dei cittadini e per costruire insieme, con serietà e competenza, un futuro sostenibile per il nostro territorio.
I partecipanti hanno espresso la comune volontà di denunciare la gravità della situazione ambientale nei territori dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) cui fa riscontro l’assoluta latitanza delle istituzioni, irresponsabilmente rivolte ad impegnare risorse verso opere infrastrutturali inutili e dannose invece che per il miglioramento dei servizi esistenti e della qualità della vita dei cittadini.
L’intesa getta le basi per un più ampio coinvolgimento, a scala provinciale, di coloro che intendono rinnovare la politica e la società operando “dal basso”, autonomamente e al di fuori dal sistema dei partiti.

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