PIANO SPIAGGIA:”SALOTTI”BUONI E RIPOSTIGLI?
La Variante al Piano Spiaggia Sud parte male.
Non certo per la tempestività degli operatori del FALCOMAR che hanno manifestato le loro legittime esigenze imprenditoriali all’Amministrazione comunale.
Parte male per il modo in cui l’Amministrazione comunale ha cominciato a gestire la Variante.
Nell’atto di indirizzo votato dal Consiglio comunale il 30 Aprile 2009 è stato inserito ed approvato anche un emendamento proposto da Cittadini in Comune che: “Impegna la Giunta comunale ad attivare un processo di progettazione partecipata guidata dall’Amministrazione stessa che dia ai cittadini, agli imprenditori ed alle Associazioni sportive e marinare la possibilità di formulare proposte e di seguire gli sviluppi della progettazione“
Fino ad ora risulta che un percorso di confronto è stato realizzato solo con il Consorzio FALCOMAR.
Al contrario tutti gli altri attori che vivono la spiaggia libera, le Associazioni di pesca e nautica, stanno apprendendo dai quotidiani la realizzazione di un ridosso nella spiaggia di Villanova e lo spostamento dei rimessaggi e di tutte le associazioni di pesca e nautica, in modo da liberare oltre un chilometro lineare di costa lungo la spiaggia attrezzata.
Con tanto di disegno/progettino uscito, si presume, dall’Assessorato all’Urbanistica retto dallo stesso Sindaco Brandoni.
Secondo la logica dell’Amministrazione è evidente che sgomberare ciò che non serve da un chilometro di spiaggia attrezzata deve prevedere dove mettere ciò che è sgomberato.
Con questa logica da “Impresa delle pulizie” alla spiaggia libera che va da Villanova a via Roma (1° cavalcavia) viene assegnato il futuro di ripostiglio degli operatori economici della spiaggia Sud, quella attrezzata.
Siamo convinti che queste non sono le intenzioni del Consorzio Falcomar e, comunque, non è pensabile che l’unico tratto di spiaggia libera del litorale di Falconara Marittima (insieme a quello della Rocca) venga declassato a ripostiglio!
Dunque i problemi che si pongono come:
- la riqualificazione della spiaggia libera;
- gli spazi per le associazioni di pesca e nautica;
- la sistemazione ordinata delle imbarcazioni
- la protezione del mare dall’inquinamento delle fogne, della raffineria e dei natanti a motore nonché dall’erosione,
non possono essere affrontati solo dentro la stanza della Giunta … DEVONO ESSERE AFFRONTATI CON LA PARTECIPAZIONE FATTIVA DEI CITTADINI, DELLE ASSOCIAZIONI, A PARTIRE DALLA DIFESA DEL VALORE DELLA SPIAGGIA LIBERA!
Se il Sindaco Brandoni, nonché Assessore all’Urbanistica, crede che quella aggiunta sulla partecipazione all’Atto di Indirizzo del 30 Aprile sia folcloristica non ha capito nulla.
Il destino della spiaggia pubblica passa attraverso la consultazione pubblica dei cittadini.
Non permetteremo che sia contrattata nelle sue stanze municipali!
Loris Calcina (capogruppo consiliare CITTADINI in COMUNE)
CENTRALI TERMOELETTRICHE API: REGIONE MARCHE, SINDACO DI FALCONARA E AD di API raffineria
Comunicato stampa
Regione Marche
Finalmente un altro Assessore che affianca Amagliani nella difesa delle scelte energetiche e ambientali della Regione Marche.
Condividiamo le affermazioni dell’Assessore all’Energia Badiali che ribadendo la decisione della Regione Marche di “puntare su rinnovabili e risparmio energetico, creando occupazione, riducendo le emissioni e quindi migliorando l’ambiente” afferma un modello di sviluppo in cui la piccola e media impresa marchigiana è all’avanguardia e pronta a contribuire ai benefici occupazionali, ambientali e sanitari.
Ci piacerebbe ascoltare anche le parole dell’Assessore alla Sanità della Regione - Almerino Mezzolani - che, per intervenire, ha argomentazioni pesanti messe in luce dai primi risultati della Indagine Epidemiologica sulla popolazione. Non dimentichiamo che è stato accertato dall’Istituto Nazionale Tumori e dell’ARPA Marche il dato statisticamente significativo di tumori del sistema emolinfopoietico “nel sottogruppo di soggetti (uomini e donne) che per più di 10 anni hanno svolto occupazioni che verosimilmente hanno determinato una maggiore presenza presso le loro residenze” vicine alla raffineria API, mentre necessita di una massa maggiore di cittadini indagati la conferma più estesa di ciò che qualitativamente, purtroppo, è un rischio accertato.
Sindaco Brandoni
Ha detto di “monitorare con attenzione lo sviluppo degli eventi legati all’iter autorizzatorio delle nuove centrali mio dovere e preciso compito in qualità di primo cittadino“.
Ma monitora per che cosa?
Per il denaro che dovrebbe arrivare dalla Convenzione stipulata con i Brachetti Peretti e rimanere saldo sulla poltrona che ora traballa!
Il Sindaco di Falconara Marittima mica è preoccupato per la pesante e certa criticità emersa dal punto di vista sanitario della popolazione!
Un Sindaco che come Brandoni ha come priorità l’incasso di denaro quanto meno dovrebbe essere sollevato dalla Prefettura come tutore della salute pubblica in riferimento ad una industria insalubre come l’API poiché in palese conflitto di interessi!
API raffineria
In realtà è API Nòva Energia che ha una posizione ideologica sul sito di Falconara Marittima tanto da precludere alle proprie maestranze le certe possibilità occupazionali e tecniche nel settore delle energie rinnovabili, scegliendo, al contrario, la precarietà delle fonti fossili e l’esposizione dei lavoratori ai rischi elevati connessi a quei processi produttivi.
Una parte dei marchigiani ha ben capito che la Dirigenza API è quanto mai determinata a devastare Falconara riservandole il peggio della produzione elettrica. Forse Cogliati si appella alla riconoscenza di quelle enclave o feudi in cui i Brachetti Peretti realizzano le centrali fotovoltaiche (Pollenza) tentando di spacciarsi come incompresi benefattori.
L’AD Cogliati non perde occasione per minacciare con argomentazioni infondate.
Dice Cogliati: “i marchigiani capiranno l’importanza di realizzare le centrali quando l’energia, che ora compriamo da altre regioni, sarà più cara“.
Parlare di pareggio elettrico a livello regionale è un po’ come parlare di pareggio sulla produzione di cibo a livello regionale.
In Italia - ma neanche nella singola Regione - non si riesce a produrre una quantità di alimenti di diverso genere sufficienti per la sua popolazione. Lo stesso vale per l’energia nel senso che ci sono delle motivazioni di carattere economico che non obbligano a produrre tutta l’energia necessaria a livello locale, soprattutto quando si parla di grandi impianti.
D’altra parte la benzina che raffina l’API si vende solo nelle Marche? E le Regioni verso cui si trasporta la benzina raffinata da API la pagano di più? CERTO CHE NO!
Allora va fatta chiarezza: la presenza di grandi impianti di produzione elettrica in una determinata località può determinare una riduzione dei costi solo per le imprese, ma a patto che esse partecipino alla realizzazione delle grandi centrali termoelettriche, garantiscono l’assorbimento di grosse quantità di energia elettrica prodotta e quindi possono avere dei costi inferiori rispetto a quelli ottenibili dal mercato libero.
Cosa che ovviamente non possono fare i singoli utenti!
Non dica bugie sugli utenti residenziali poiché per i singoli cittadini, il vincolo è semplicemente legato al mercato libero nel senso che, come avviene in questo momento, abbiamo a disposizione una serie di offerte da parte dei nuovi gestori dell’energia elettrica e abbiamo la possibilità di scegliere il nostro fornitore preferito che ci fa un prezzo minore… Ma questo fornitore che fa il prezzo migliore può stare anche dall’altra parte dell’Italia, poiché il sistema di dispacciamento di energia elettrica nella rete fa si che io posso acquistare energia elettrica prodotta da un impianto in Sicilia quando poi l’energia elettrica reale che mi viene consegnata a domicilio viene in realtà prodotta da una altra centrale.
In sostanza il mercato dell’energia elettrica è un mercato che non è legato alla presenza fisica di una centrale termoelettrica in un determinato luogo.
Ecco perché il modo migliore per non disperdere elettricità ed evitare le speculazioni dei grandi produttori producendo e consumendo elettricità sul posto (eolico - fotovoltaico - piccolissima biomassa) è la soluzione ottimale per i cittadini!
Loris Calcina
Consiglio del 16/9/09: IRROMPONO IN AULA I GUASTI DELLA POLITICA DI RISANAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE BRANDONI
Nel Consiglio comunale di Falconara M.ma che si è svolto ieri - 16 Settembre 2009 - si è consumato un altro atto delle conseguenze causate dalla politica di risanamento perseguita dalla Amministrazione Brandoni. Su che cosa pensiamo e affermiamo da maggio 2008 rimandiamo al nostro intervento in Consiglio sulla approvazione degli equilibri di bilancio 2009.
Per completezza Vi invitiamo a leggere anche la Relazione dei Revisori dei Conti ed il documento della Dirigente del servizio finanziario del Comune di Falconara Marittima.
Dicevamo che stanno venendo a galla i guasti di una politica di risanamento impostata su:
- alienazioni indiscriminate;
- esternalizzazioni di servizi delicati;
- vendita del territorio e della salute dei cittadini.
La questione dell’affidamento della gestione del servizio di refezione scolastica e per servizi socio- educativi ha mostrato, in questi giorni, il preoccupante risvolto del destino dei lavoratori della Cooperativa Zanzibar.
Ieri, in Consiglio comunale, i lavoratori insieme ai Sindacati CGIL e CISL hanno denunciato il taglio delle ore del personale impiegato nel servizio con il rischio concreto che questo potrebbe provocare una minore assistenza ai bambini delle scuole nell’ora della merenda e del pasto!
Inoltre, lavoratori e Sindacati lanciano l’allarme per la mancanza di garanzia di riassunzione del personale a tempo determinato. (documento Lavoratori - Sindacati)
Cittadini in Comune, nel corso del dibattito consiliare sugli equilibri di bilancio 2009, ha chiesto all’Amministrazione di incontrare nel più breve tempo possibile i lavoratori e le loro rappresentanze al fine di svolgere un ruolo di intermediazione sulla problematica.
Il Vice Sindaco Gilberto Baldassarri è intervenuto sull’argomento dicendo che l’Amministrazione comunale può intervenire nei confronti del nuovo gestore (Gemeas Cousin) soltanto se il servizio non sia svolto oppure se sia svolto con modalità che ne determinano una qualità inferiore a quella definita dal disciplinare. Dunque, ha concluso il Vice Sindaco, aspettiamo l’avvio dell’attività e poi l’Amministrazione valuterà ed interverrà in caso emergano tali problematiche.
CiC, proprio per quanto affermato dal Vice Sindaco, ha ribadito la richiesta dell’incontro poiché le motivazioni della mobilitazione dei lavoratori (taglio delle ore del personale impiegato nel servizio) può concretamente riverberarsi sulla qualità del servizio offerto ad una utenza che, è bene ricordarlo, riguarda soprattutto i bambini in età scolare.
Per cui attendere che si produca un effetto indesiderato e poi intervenire non lo consideriamo un atteggiamento cautelativo nei confronti di una utenza sensibile da parte dell’Amministrazione.
L’Amministrazione comunale ha il dovere di tutelare la qualità del servizio appaltato e, se possibile, agire preventivamente per evitare qualsiasi tipo di disagio: l’incontro con i lavoratori è una opportunità da praticare rapidamente poiché dal confronto con chi sta concretamente dentro il servizio è possibile capire se la riduzione dell’orario può produrre un immediato effetto negativo nella qualità del servizio offerto.
Loris Calcina (capogruppo consiliare Lista Civile CITTADINI in COMUNE - Falconara M.ma)
Per approfondimenti:
- Il disciplinare di gara
- L’art. 37 cambi di gestione CCNL cooperative sociali
- Art. 118 subappalti D. Lgs. 163/2006
ACCORDO FIERA: UNA BUFALA!

Nell’accordo verbale che sembra essere stato raggiunto sulla collocazione della Fiera lasciamo a chi legge il simpatico compito di individuare chi sta facendo la figura del Decio Cavallo della celeberrima scena della vendita della Fontana di Trevi inscenata da Totò e Nino Taranto!
Condividiamo le perplessità del Presidente dell’ERF e dell’assessore provinciale Gitto.
I partecipanti al summit di giovedì ci dicono che si sono accordati per 600.000 Euro di canone per 114 giorni di Fiera nei padiglioni che dovranno essere costruiti a Falconara, nell’area leader Quadrilatero a ridosso dell’aeroporto.
Ciò significa che nell’area di Castelferretti ceduta a Quadrilatero spa ci verrà trasferita solo la attuale Fiera della Pesca con le sue attività (che corrispondono a 114 giorni) e che per 2/3 dell’anno quei padiglioni saranno inoperosi.
Se si fa di conto la Quadrilatero spa non ha scontato un bel niente poichè se il Polo fieristico previsto dall’accordo di programma che fu stipulato dal Comune di Falconara fosse attivato - come dovrebbe essere una fiera - al massimo delle sue potenzialità (300 giorni anno) esso, alle condizioni concordate giovedì scorso, avrebbe fruttato a Quadrilatero spa 1.800.000 Euro/anno.
Quello che ha sempre chiesto!
Dunque con una fiera a “passo ridotto” Quadrilatero incasserrebbe, proporzionalmente, quello che ha sempre chiesto!
L’accordo verbale di giovedì sembra aver designato le vittime:
Falconara vede nuovamente ridimensionato quanto è stato sottoscritto con l’Accordo di programma nel 2007 e, come dice l’AD di Quadrilatero Romozzi, si deve aspettare nell’area di Castelferretti centri commerciali … Già altri centri comerciali!
Con la crisi che c’è se vivranno quelli prospettati a Castelferretti moriranno tutti gli altri (Auchan e Mercatoni vari).
Una prospettiva cannibalesca per foraggiare il progetto sperimentale Quadrilatero, come lo ha definito il Ministero delle Infrastrutture.
E Chiaravalle con il suo hotel?
Chi va al centro commerciale non va in hotel e una fiera che funziona poco più di 3 mesi all’anno non da garanzie di sopravvivenza all’hotel!
Tantomeno incrementa l’attività dell’aeroporto!
Infine la Fiera della Pesca, che sarà sfrattata, sarà collocata in uno spazio privo di mare, con 250.000 euro in più di canone annuo e con il marchio di “fierucola”!
Gli altri cosa ci guadagnano?
1) Quadrilatero spa, messa sulla graticola dalla Corte dei Conti e dallo stesso Ministero delle Infrastrutture, ha bisogno assoluto di euro dato che la Camera di Commercio di Ancona -saggiamente - non si fida e non firma l’accordo per sganciare denaro. Quadrilatero deve dimostrare che è capace di gestire la cattura di valore almeno dai territori dei Comuni di Falconara e Chiaravalle e, con l’operazione di giovedì, lo ha dimostrato. Così il Presidente Galia può annunciare l’apertura dei cantieri e tentare di convincere i riottosi a stipulare accordi di programma!
2) la Regione Marche disinnesca - almeno fino alle prossime elezioni - l’ordigno propagandistico in mano al centro destra sul mancato rispetto degli accordi per la collocazione fieristica nell’area di Falconara!
Inoltre calibrando la trattativa solo sulla Fiera della Pesca disinnesca anche la levata di scudi di Pesaro e Civitanova che, continuiamo a credere, difficilmente cederanno i loro gioielli.
3) Il centro destra nostrano tira un sospiro di sollievo per non dover usare quell’ordigno elettorale poichè inevitabilmente non potrebbe sottacere la tagliola economica rappresentata dalla sua stessa creatura: la Quadrilatero spa!
In questa commedia il Sindaco di Falconara fa la “figura del 2 di coppe”, assoggettato agli ordini e agli interessi di partito che gli impongono di cavare ancora sangue dalla moribonda Falconara mentre potrebbe cominciare ad incassare subito dalla attuazione del PRG nell’area di Castelferretti!
Dunque siamo sempre più convinti;
USCIRE DALLA QUADRILATERO, SUBITO, E PORTARE LA FIERA ALLA EX MONTEDISON RIMANE L’UNICA PROSPETTIVA CREDIBILE!
Loris Calcina (capogruppo consiliare Cittadini in Comune - Falconara Marittima)
Ma un Sindaco non può fare così!

Non dovrei scrivere questa breve nota. Se fossi un politico, un politico di mestiere, dovrei stare a fregarmi le mani per la debàcle del capo dell’Amministrazione rispetto alla quale il nostro gruppo è all’opposizione.
E invece non ce la faccio. Sarà per il rispetto che ho sempre, sul piano personale, anche per chi non la pensa come me, o per una istintiva compassione verso chi si trova in evidente difficoltà, o semplicemente perchè non sono un politico, ma non posso non dire quello che penso si debba dire ad una persona quando sbaglia.
Caro Goffredo non ci siamo! Un Sindaco non può fare certe affermazioni!
Di fronte ad una petizione di cittadini esasperati che arrivano a chiedere di uscire dal Comune di Falconara non si può rispondere “ah, non ne sapevo nulla… mi dispiace“. In questo modo si da ragione a chi sostiene che il Sindaco non rappresenta i cittadini!
Come puoi non renderti conto che la situazione è arrivata al limite delle sopportazioni umane? Come si può, di fronte ad una situazione così GRAVE, dire che a breve ci sarà l’inaugurazione del ponte pedonale e quindi la situazione di Fiumesino migliorerà? Ma ci stiamo davvero con la testa?
I cittadini di Fiumesino saranno anche gente alla buona ma non possono per questo essere trattati da stupidi!
Chi sta avvallando la scellerata ipotesi del by-pass ferroviario? Chi ha approvato appena un mese fa un piano del rischio aeroportuale che sostiene, nella sostanza, che tutto va bene e il by-pass non costituirà aumento del rischio? Chi vuole creare un ghetto nelle case popolari in ultimazione a Fiumesino? Chi ha detto che se il governo vorrà si farà anche il CPT a Fiumesino? Chi è che non ha preso sul serio il progetto di riuso della Caserma proposto dal Comitato di Quartiere e da alcuni imprenditori locali, lasciando che qull’area scivoli lentamente nelle mani dell’API?
L’API, sempre lei, in un modo o in un altro sembra orientare l’animo del Sindaco più che le sollecitazioni della gente. Così si sente dire in giro… e non è bene che si dica così di un Sindaco.
Perchè tu Goffredo sei ancora formalmente il Sindaco di Falconara, non della raffineria. Non te lo dimenticare …
Carlo Brunelli













