Appunti dalla gita a Firenze…
L’8 marzo sono stato a Firenze per il I°congresso nazionale delle Liste Civiche promosse da Beppe Grillo
e dal movimento dei MeetUp (1).
Ci sono stati molti spunti interessanti e una “rinnovata frizzantezza” di cittadini, associazioni e gruppi intervenuti alla presentazione del progetto Liste Civiche. Vedere più di 3.000 persone, da tutta Italia, a Firenze in una giornata di tiepido sole, ha riscaldato i cuori e le menti…i partecipanti hanno affermato in modo chiaro e deciso la costruzione di un percorso partecipato, di condivisione e discussone, insieme al contributo di professori universitari, studiosi ed esperti, su tematiche di interesse pubblico.
I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni a Cinque Stelle si deve ripartire a fare politica con le liste civiche per Acqua, Ambiente, Trasporti, Sviluppo e Energia.
Uno dei concetti chiave è la rete. Non solo il web dove il movimento si è sviluppato, si incontra, discute, progetta attivamente sui blog, i social network, ma Rete intesa come rete di produzione, rete di energie, rete di condivisione di esperienze e progetti, rete di relazioni.
Così nell’era dell’accesso occorre rifondare alcuni paradigmi, ribaltare alcune prospettive per un paese che sta delirando: non abbiamo bisogno di produrre una mega centrale da 1milione di watt, ma abbiamo bisogno di 1milione di cittadini che producano 1Watt a testa!
Non dobbiamo permettere di privatizzare l’Acqua, perché noi siamo fatti in gran parte di acqua, è un bene pubblico; sarebbe come privattizzare l’aria o il sole: è un delirio! Non abbiamo bisogno di costruire mega-parcheggi per incentivere l’uso dell’auto e il traffico nei centri delle città, poiché il futuro della mobilità è potenziare le tramvie, le metropolitane, i treni, e…spostarsi il meno possibile, comprare merci online, risolvere un problema con una chat, con le tecnologie open-source. Non abbiamo bisogno di altri milioni di metri cubi di cemento pro-capite, perché stiamo diminuendo il valore turistico di un territorio eccezzionale (lo sanno benissimo i tedeschi, gli inglesi, e gli altri che comprano casolari e ruderi nelle campagne delle marche per ristrutturarli come ville, agriturismi o bed&breakfast). Abbiamo reso i terreni impermeabili, l’acqua non viene più assorbita e sempre più frequenti sono frane, allagamenti, dissesti idrogeologici.
Oggi viviamo una crisi di sovrapproduzione, occorre ripensare, riprogettare l’economia, il PIL, è il delirio dei numeri, dei parametri, della finanza. Dobbiamo riprogettare i prodotti che non possono essere materia prima secondaria per altre lavorazioni, e non riusciamo più a riciclare: il ciclo della natura non spreca nulla! dobbiamo impare…incenerire è antieconomico e se non fosse incentivato con i soldi pubblici, nessuno lo farebbe. Inceneritori e discariche sono costosi e nocivi, e anti-economici soprattutto in un momento di crisi del lavoro: per 1 posto di lavoro creato con una nuova discarica o inceneritore, se ne possono creare 15 con il riciclaggio! Continua a leggere…
Web, ergo sum
Dopo Levi, Cassinelli, D’Alia è arrivata di gran carriere pure Gabriella Carlucci.
La Rete va messa sotto controllo con ogni legge e la scelta su chi deve fare la proposta di legge non è casuale. Meno sanno di Internet, meglio è. Se non sanno nulla, meglio ancora. Infatti, se discutere con una persona informata è un esercizio possibile, farlo con un idiota è sconsigliabile.
E, ogni settimana, dovremmo confutare, spiegare, dimostrare, comparare, denunciare!?? L’Italia ha milioni di disoccupati e i “nostri dipendenti d’oro” si preoccupano di applicare la censura all’unico strumento di informazione esistente! Pagati da noi, con leggi che non stanno né in cielo, né in terra. La Carlucci, eletta nelle fila del PDL, vuole vietare a chiunque di immettere in maniera anonima in rete contenuti in qualsiasi forma. Dobbiamo discutere con quest’ammasso di pochi neuroni e cellulite? Con D’Alia che vuol far chiudere i siti d’autorità dal Ministero dell’Interno per presunti reati senza un giudizio della magistratura? Con la Carlucci che si occupa degli interessi delle corporation? Di una compagine di Governo nanotelevisiva con Mediaset che gli frana addosso giorno dopo giorno? Di Confalonieri che cita YouTube per 500 milioni di euro?
Chi scrive su un muro non è rintracciabile, chi scrive in Rete quasi sempre lo è. Il suo IP lo è. Nella maggior parte dei casi la Polizia Postale è in grado di identificarlo. Questi stanno delirando. La legge Pisanu chiede la carta di identità a chi si collega in Wi Fi. Nei parchi di New York, di Londra, di Parigi, di Madrid ci si collega a decine di reti Wi Fi da una panchina o sdraiati su un prato. Siamo l’unica nazione del mondo che è riuscita a invertire l’accesso a Internet, alla stregua di Cina e Birmania.
Il numero di famiglie che si collegano in Italia è diminuito nell’ultimo anno. In migliaia di comuni non arriva l’Adsl o, se è presente, ha la velocità di un doppino.
Abbiamo investito miliardi nel digitale terrestre, una tecnologia morta, invece di diffondere Internet nelle scuole e nella pubblica amministrazione. Continua a leggere…




